[AIB]AIB Notizie 09/2004
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Il primo libro: requisiti e caratteristiche del primo libro da proporre a un bambino tra i 9 e i 12 mesi

Megi Clerici, Giovanna Malgaroli, Luigi Paladin, Rita Valentino

Nell’ottica del progetto Nati per leggere gli operatori ritengono, in modo unanime, che sia di fondamentale importanza avere a disposizione del buon materiale e cioè libri adatti a indurre e stimolare nei genitori l’entusiasmo necessario a intraprendere il percorso della lettura ad alta voce ai propri figli, già dal primo anno di vita.
Anche se l’editoria per l’infanzia offre una vasta produzione di libri di buona qualità, la scelta di quelli da utilizzare coi bambini nel primo anno di vita, è piuttosto critica perché, ad un esame attento, l’offerta risulta spesso inadeguata alle specifiche esigenze del bambino di questa età. Per questo motivo a Bologna in occasione di Docet 2004 si è svolta una tavola rotonda sulla selezione di 10 migliori libri per bambini nella fascia di età 6-36 mesi.
A questo incontro hanno portato la loro esperienza più gruppi di lavoro, provenienti da tutto il paese, formati quasi sempre da un bibliotecari, un pediatra e altri operatori del settore.
Dopo Bologna si è deciso di sistematizzare il materiale presentato alla tavola rotonda, per renderlo più omogeneo e fruibile e farlo diventare una base su cui far crescere e maturare una coscienza critica sul libro per la prima infanzia.
Con questo mandato si è costituito un gruppo di lavoro formato da almeno un rappresentante per ogni categoria interessata (una pediatra, una bibliotecaria, due studiosi di letteratura per l’infanzia). Ci si è però subito resi conto di quanto sia difficile e alle volte davvero impossibile, fare un discorso generale per la fascia d’età 6-36 mesi, preferendo quindi focalizzare l’attenzione sulle caratteristiche del primo vero libro da proporre ad un bambino nel primo anno di vita.

Il nutrimento vocale che la madre fornisce al figlio
è importante per lo sviluppo del bambino proprio come il suo latte
.
Alfred Tomatis, in Effetto mozart, di Don Campbell, Milano: Baldini e Castaldi,1999

Il medico francese citato in epigrafe è stato tra i primi ad intuire che «la voce della madre funge da cordone ombelicale sonico per il bambino che si sta sviluppando e da primaria fonte di nutrimento». Secondo Tomatis l’orecchio comincia a svilupparsi alla decima settimana e giunge a funzionare completamente all’età intrauterina di 4 mesi e mezzo.
L’universo di suoni in cui l’embrione è immerso, è sorprendentemente ricco di qualità sonore di ogni tipo, e, dice ancora Tomatis,: «il feto percepisce, tra gli altri, il ritmo galoppante del battito cardiaco, percepisce il respiro ritmico come una specie di lontana risacca. E poi la voce della madre, che spicca in questo contesto». In conclusione, «se il circuito audiovocale è correttamente attivato, l’embrione trae un senso di sicurezza da questo dialogo continuo che gli garantisce uno sviluppo armonioso». Tomatis osserva inoltre che dopo la nascita, il neonato si rilassa poco, finché la madre non parla: «Quando riascolta la voce materna il corpo del bambino si piega in avanti e si protende verso la madre riconoscendo il suono di una particolare voce, la sola che conosceva nello stadio fetale [...] come se istintivamente lo sapesse, la madre tende a cantare al bambino, a cullarlo con una ninna nanna per farlo addormentare, a stringerlo al petto con dolci melodie e a usare filastrocche per stimolarne lo sviluppo. [...] Parlare, leggere cantare a un bambino prima che nasca accresce la sua capacità futura di distinguere i suoni. Questo principio è noto come “allineamento uditivo”. Si sa che anche a distanza di anni i bambini riconoscono canzoni, ninne nanne e brani di musica che hanno ascoltato quando erano ancora nel grembo materno».
La lunga citazione vuole sottolineare, ancora una volta, come, anche il progetto Nati per leggere debba fare riferimento, prima che al libro vero e proprio, a quegli elementi dell’universo linguistico che il bambino è effettivamente in grado di recepire, riconoscere e isolare all’interno dei molteplici stimoli da cui è sollecitato. Se la voce dunque è il primo strumento di apprendimento linguistico per il neonato, la prima vera operazione di decifrazione visiva compiuta dal bambino è quella che ha per oggetto il volto della madre. Per riconoscerlo con sicurezza, il bambino compie operazioni simili a quelle che gli serviranno quando imparerà a leggere. In particolare, dall’osservazione attenta, ripetuta e ravvicinata il bambino RACCOGLIE e successivamente ORDINA i dati sensoriali e REAGISCE attivando una RISPOSTA di comunicazione.
Al riconoscimento (o “lettura”) del volto materno si collegano, nel primo anno di vita, moltissime altre occasioni di apprendimento, che includono anche la manipolazione e l’esplorazione di oggetti a forma di libro. Non si può tuttavia affermare che a questa prima fase esplorativa del libro, tutt’altro che superflua se la si considera come una progressiva presa di contatto con un oggetto dalle caratteristiche d’uso piuttosto inusuali, corrisponda la consapevolezza della sua effettiva funzione e cioè del fatto che si tratti di un oggetto dotato di un “contenuto” del tutto particolare. Questo tipo di consapevolezza si colloca, con un certo grado di approssimazione, intorno alla fine del primo anno di vita e cioè tra i 9 e i 12 mesi ed è dunque intorno a questa età che si può ragionevolmente proporre un primo vero libro da leggere al bambino più e più volte lasciando poi che il bambino stesso lo ”rilegga” per conto suo.
La scelta del primo libro richiede particolare attenzione e i criteri che dovrebbero guidarla sono elencati, in forma schematica, nei paragrafi che seguono. Le indicazioni e i suggerimenti forniti sono frutto di un accurato esame della produzione corrente (nazionale e internazionale), dell’osservazione diretta dell’utilizzo del libro da parte dei bambini, oltre che della legislazione vigente in materia di sicurezza d’uso per i prodotti destinati alla prima infanzia. L’attenzione che si dovrebbe riservare alla scelta del primo libro affinché il bambino possa usarlo in condizioni di completa sicurezza, tenerlo in mano con facilità, imparare a riconoscere le immagini, e cogliere il filo narrativo eventualmente esistente tra esse, è stata sicuramente la base di partenza per questo studio. Ci si augura dunque che al bambino venga offerto “il miglior libro possibile” o comunque quello che racchiude in sé il più alto numero di caratteristiche positive. Non sembri tuttavia superfluo ricordare che l’obiettivo primario del progetto Nati per leggere è quello di utilizzare il libro per creare una relazione narrativa tra adulto e bambino: il libro migliore sarà dunque quello che più di altri è in grado di sollecitare nell’adulto il desiderio di instaurarla.


SICUREZZA, ASPETTI ESTERNI E CARATTERISTICHE DEL PRODOTTO LIBRO

A 1. Libro sicuro
  • con marcatura di certificazione Ce, almeno per i libri-gioco, nel rispetto della legge n. 313/91

    A 2. Libro igienico
  • che possa essere reso igienico senza perdita delle specifiche caratteristiche e possa essere utilizzato nel tempo, da parte di più lettori

    A 3. Libro con informazioni complete
  • con indicazioni dei materiali di cui è composto il libro e ogni allegato
  • con indicazioni per la pulizia e sulle modalità per renderlo igienico
  • con uno spazio specifico e definito per le informazioni, così da non creare confusione tra la presentazione editoriale del libro e le informazioni richieste dalla legge in merito alla sicurezza e all’uso
  • con indicazioni chiaramente visibili, riportate sul libro e su ogni allegato (non solo sulla confezione)

    A 4. Libro senza limitazioni d’uso
  • libri senza indicazioni sulle precauzioni d’uso o che richiedano la diretta e costante presenza dell’adulto (per esempio, non masticare, libro da usare sotto il controllo dell’adulto, alcune parti sono pericolose se ingerite…
    ·
    A 5. Libro senza limitazioni d’uso per l’età o ritenuto per vari motivi non adatto all’uso da parte di bambini di età inferiore ai 3 anni
  • a volte risulta difficile capire perché un libro possa essere «non indicato per bambini di età inferiore a 36 mesi» e per quale motivo diventi adatto per bambini di qualche mese superiore; in questo caso è da preferire il libro che non abbia limitazioni di sorta per quanto riguarda l’età, anche se la legge permette di differenziare i prodotti in rapporto all’età

    A 6. Libro maneggevole
  • adatto ad essere manipolato e usato per una lettura diretta e autonoma da parte del bambino (apertura e chiusura delle pagine, esplorazioni,…). Per esempio: spessore delle pagine, costa alta, assenza di impedimenti per mantenere aperto il libro, inserimenti di parti mobili tipo puzzles, fustellature con parti appuntite, spirali, spigoli non arrotondati, dimensioni inconsuete e con parti troppo piccole o sottili, difficoltà a costruire o a ricomporre il libro, aperture complesse,…

    A 7. Libro di piccole dimensioni a forma di quadrotto
  • preferenza per libri di circa cm 10 x 10
  • le animazioni cartotecniche (alette, fustellature, parti ripiegate, pop-up,…) sono da accogliere con moderazione; vanno preferite quelle che risultano funzionali alla storia raccontata. Per esempio: libri con facili ripiegature; con finestrelle coincidenti con l’oggetto che nascondono, come nel caso dei libri di Spotty, di Eric Hill; con fustellature che ben definiscono l’oggetto o il protagonista

    A 8. Libro leggero e resistente
  • persistenza nel tempo e nell’uso delle caratteristiche tipiche del prodotto
  • libro in grado di mantenere le proprie caratteristiche specifiche nel tempo o in un tempo ragionevole, adatto a un uso continuo e a un uso collettivo di pluriutenza. Per esempio, perdita dei suoni, perdita delle caratteristiche a seguito del lavaggio, meccanismi e levette “fragili”, spirali che si deformano, parti che si perdono…

    A 9. Libro realizzato con materiali a base di cellulosa
  • preferenza per libri di carta, cartoncino, cartone, legno, cotone...

    CARATTERISTICHE DI CONTENUTO

    B 1. Libro solo illustrato senza testo
  • preferenza per libri solo o prevalentemente illustrati che permettono un intenso rapporto tra genitore e bambino e consentono di costruire insieme storie aperte.

    B 2. Libro e illustrazioni
  • a colori (colori primari, solidi, ben contrastati)
  • preferibilmente con illustrazione nella pagina di destra e testo in quella di sinistra
  • con azioni e protagonisti rappresentati in primo piano e con secondi piani o sfondi bianchi o neutri, oppure poco o per niente presenti
  • con soggetti presi dalla realtà vicina alla vita del bambino (attenzione alla presenza di oggetti estranei alla cultura in cui è immerso il bambino)
  • illustrazioni e testi rispettosi delle caratteristiche psicologiche, cognitive e affettive del bambino: presenza di animismi, realismi infantili, isomorfismi, egocentrismi,…
  • il contorno nero che spesso delinea i confini dell’immagine da riconoscere conferisce un effetto tridimensionale e stacca con più evidenza l’immagine dallo sfondo
  • disegno non stilizzato

    B 3. Libro e testo
  • testo non descrittivo
  • testo con narrazione o su cui è possibile costruire una narrazione, protostorie, azioni e comportamenti degli animali…
  • testo che invogli il bambino alla ripetizione partecipata
  • testo non semplice/banale ma colorato e sonoro (la preferenza va alla sonorità, con la presenza di onomatopee, rime, echi, giochi di suoni, vivacità. La preferenza va più sulla comunicazione emotiva e affettiva, sulle risonanze evocative, sul calore, piuttosto che sulla conoscenza e comprensione del testo)
  • testo conciso, essenziale, non lungo, che lasci spazio e rimandi alle illustrazioni
  • testo legato all’oralità, che rinforzi il colloquio
  • testo che non si limiti ad essere ridondante rispetto all’immagine, ma che interpreti emotivamente l’azione raffigurata
  • caratteri e corpi di stampa chiari: privi di grazie, in script o in lapidario
    (sulla percezione dei caratteri scritti ci sarebbe la necessità di uno studio approfondito: a chi servono, come li percepisce il bambino, che ruolo rivestono, quanto si integrano nell’illustrazione o la disturbino…)

    B 4. Libro-libro: libro a forma di libro (per forma e contenuto)
  • libro che possa rappresentare il prototipo di libro, significare il concetto di libro, fungere da modello, porsi come imprinting per successive esplorazioni, specie se il bambino non ha la possibilità di incontrare numerose e diversificate tipologie di libri
  • libro senza allegati, non multisensoriale (è difficile che le parti multisensoriali di un libro consentano esperienze fedeli, simili o almeno rievocative di quelle reali, corrispondenti a quanto richiamato nella trama o rappresentato nell’illustrazione)

    B 5. Libro capace di facilitare la costruzione di rapporti profondi e sollecitare letture e riletture autonome da parte del bambino
  • Libro come oggetto ricercato, portato appresso, sempre pronto all’uso o ai vari usi del bambino

    B 6. Quarta di copertina
  • Sono gradite informazioni precise sull’autore e sull’illustratore, nonché su altri titoli della stessa collana. Non è invece indispensabile l’indicazione dell’età di riferimento, la cui presenza spesso genera perplessità

    B 7. Libro che possa sostenere il piacere della narrazione orale del genitore e accompagnare il passaggio alle nuove narrazioni iconiche e verbali offerte dai libri



    Elenco di libri che potrebbero favorire il passaggio dalla narrazione orale del genitore alla scoperta del libro da leggere
    Collana: «Il primo libro di Kika», di Francesco Altan Tullio, E.Elle, 1978, 1999
    Spotty fa la torta, di Eric Hill, Fabbri, 1994
    Il palloncino rosso, di Iela Mari, Babalibri, 2004
    Cinque piccole dita diNadja, Babalibri, 2001
    Collana: «Storie piccine picciò», di A. Abbatiello, La Coccinella,1998- 2001
    Pina ti vuole bene, di Lucy Cousin, Mondadori, 2000
    Collana: «Versi diversi», di A. Abbatiello, La Coccinella, 2001
    Io e Orsetto, di Nicoletta Costa, Fabbri, 2003
    Collana: «Michi e Meo», di Jeanne Ashbé, Babalibri, 2004


    CLERICI, Megi, MALGAROLI, Giovanna, PALADIN, Luigi, VALENTINO, Rita. Il primo libro: requisiti e caratteristiche del primo libro da proporre a un bambino tra i 9 e i 12 mesi. «AIB Notizie», 16 (2004), n. 9, p. XIII-XIV.
    Copyright AIB, ultimo aggiornamento 2004-11-19 a cura di Franco Nasella
    URL: http://www.aib.it/aib/editoria/n16/0409clerici.htm

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