[AIB]AIB Notizie 09/2004
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Contribuire a un miglioramento delle condizioni di vita dei bambini e delle loro famiglie

Lucio Piermarini, pediatra (Terni)

Tutto è strano in NPL: che qualcuno si metta a far migliaia di regali, per di più libri; che questo sia sponsorizzato dai bibliotecari, che di solito i libri li rivogliono assolutamente indietro; e ancora di più che ci si metta in testa di far leggere “infanti”. Se si riesce ad accettare tutto questo, giudicandolo appropriato, la risposta al quesito “perché i pediatri?” è un altro quesito: chi meglio dei pediatri?
Facciamo un breve tentativo di analisi. L’obiettivo reale di NPL, come nasce dalla ricerca scientifica sia in ambito neuropsicologico che sociale, è quello di contribuire a un miglioramento delle condizioni di vita dei bambini e delle loro famiglie. L’intervento è rappresentato dalla promozione della lettura in tutti i bambini fin dal primo anno di vita. Per ottenere questo le famiglie vanno coinvolte precocemente e soprattutto convinte della bontà dell’iniziativa. Inoltre, la loro adesione, per essere efficace, deve essere continuativa e quindi va sostenuta nel tempo. Bisogna quindi trovare qualcuno da cui tutti i bambini vanno, fin dai primi mesi di vita, accompagnati dai genitori, sufficientemente autorevole da farsi ascoltare e in grado di rivedere le famiglie più volte per verificare e rinforzare il messaggio nel corso dei primi anni di vita. Sarà perché faccio parte della categoria, ma non riesco a pensare, almeno in teoria, ad altri che al pediatra. Tutte le altre soluzioni possibili si realizzano o troppo tardi, come la scuola, o troppo presto, come il punto nascita, o solo per chi non ne ha più bisogno, come le biblioteche, oppure falliscono nella efficacia comunicativa, come un impersonale invio postale, o nella continuità dell’intervento, come gli appuntamenti vaccinali.
Passando dalla teoria alla pratica, si può obiettare che, oltre a fornire i migliori presupposti per un intervento efficace, il pediatra dovrebbe però anche avere le giuste motivazioni e, compiacendo un po’ una diffusa cattiveria, la sufficiente competenza. Giustamente, che diamine c’entra il pediatra con i libri e la cultura! Ha ben altri compiti e ben altra formazione. Tutto vero, ma si può sempre migliorare. Non dobbiamo dimenticare che NPL è nato da una pensata di pediatri dell’ACP, sulla scia di vari progetti stranieri sempre nati da iniziative di pediatri. Inoltre, i pediatri che in Italia hanno aderito al progetto fanno anch’essi in prevalenza parte dell’ACP, che ha profondamente modificato il profilo culturale di tutti i pediatri italiani. Una vecchia provocazione-proposta dell’ACP è anche stata: «Più soldi alla scuola e meno alla sanità». Non credo quindi che si possa considerare un azzardo affidare parte dell’esecuzione del progetto ai pediatri. Non saranno tutti all’altezza, certamente, ma questo accade per tutte le professioni, medici compresi, e ci andiamo lo stesso. Se proprio poi non siamo stati convincenti, facciamo conto di sfruttarlo come comoda pedina della distribuzione dei libri e del materiale informativo. Vedere aumentato il suo carisma professionale potrebbe bastare a convincerlo a sostenere il progetto. E poi può sempre darsi che, dai e dai, cominci a leggere anche lui e allora…...


PIERMARINI, Lucio. Contribuire a un miglioramento delle condizioni di vita dei bambini e delle loro famiglie. «AIB Notizie», 16 (2004), n. 9, p. IV.
Copyright AIB, ultimo aggiornamento 2004-11-18 a cura di Franco Nasella
URL: http://www.aib.it/aib/editoria/n16/0409piermarini.htm

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