[AIB]AIB Notizie 10-11/2004
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Management of Library Associations

Marco Cupellaro

La sezione sul Management of Library Associations è costituita formalmente dal 2003, come prosecuzione ed evoluzione formale di un preesistente gruppo di lavoro (Round Table on Management of Library Associations), ed è dunque come tale al suo primo mandato, che scadrà nel 2007. Alcuni dei suoi membri facevano parte della suddetta Round Table, e il loro mandato scadrà nel 2005 (verranno sostituiti dai primi non eletti del 2003). L’AIB è presente in questo gruppo attraverso Andrea Paoli, al tempo della sua nomina segretario nazionale dell’AIB. Nell’ultima riunione, assente Paoli, l’unico italiano presente era il sottoscritto, con lo status di “osservatore” (che dà la possibilità di fare domande od osservazioni ma non di partecipare alla decisioni).
La sezione svolge un ruolo estremamente particolare all’interno dell’IFLA, supportando gli organi politici della federazione come consulente, e al tempo stesso fungendo da “cerniera” tra l’IFLA e le associazioni nazionali, nel favorire la realizzazione a livello nazionale degli obiettivi strategici dell’IFLA e l’advocacy sui grandi temi di politica dell’informazione.
Il suo ruolo di fatto è dunque quello di un organismo consultivo che ha un ruolo importante ai fini dell’analisi di fattibilità sul piano manageriale delle decisioni politiche e della formazione del consenso. Ne fanno parte esponenti della “burocrazia” delle associazioni, soprattutto direttori/segretari, con qualche presidente. Specchio fedele dell’establishment IFLA, il comitato vede inevitabilmente sovrarappresentata la cultura anglosassone, e soprattutto le associazioni americane e scandinave, con qualche ovvia eccezione (un francese, uno spagnolo, un russo, un italiano, un’uruguayana).
L’ultima riunione del gruppo prima di Buenos Aires si era svolta a Roma a febbraio 2004, ospitata dall’AIB in collaborazione con la Biblioteca nazionale centrale di Roma. In apertura della sessione di Buenos Aires il presidente Christina Stenberg ha pubblicamente ringraziato l’Italia per l’ospitalità. A Buenos Aires il gruppo si è riunito due volte; la seconda a ranghi ridotti, poiché sabato pomeriggio molti erano partiti o erano in partenza.
Il primo momento rilevante del gruppo è stato quello di eleggere il suo nuovo presidente, che succede in questi giorni a Christine Sternberg, dimessasi perché ha lasciato la propria posizione nell’associazione bibliotecaria svedese. Candidato unico alla successione, su proposta statunitense, e conseguentemente eletto, è stato Keith Fiels, Director dell’ALA, che in quanto nuovo presidente dovrebbe partecipare anche alle riunioni del Board IFLA (non è ancora certo che la continuazione della prassi iniziata con la Sternberg venga accettata dal Board, anche se il gruppo ha chiesto con molta convinzione che ciò accada).
La sezione è sempre più consapevole della propria importanza, di fatto, nella politica dell’IFLA. Questa consapevolezza è attestata da molti altri fatti, a volte apparentemente piccoli.
Nella riunione di Roma, ad esempio, la sezione aveva definito il nuovo modello di quote associative, che è stato poi approvato a Buenos Aires dalle associazioni prima attraverso il “postal ballott” poi in sede di Council. Bene, in sede di approvazione del verbale della riunione di Roma è stato chiesto di esprimere con maggior forza il carattere di raccomandazione (dunque con significato almeno in parte politico), e non di semplice proposta (meramente tecnica) della sezione al Board che l’ha poi presentata al Council.
Dall’altro lato un gruppo come questo è, effettivamente, in grado di trasformare, a volte, decisioni formalmente tecniche in fatti politicamente rilevanti.
La sezione MLA svolge anche un ruolo importante nella definizione dei contenuti di natura più squisitamente “politica” all’interno del programma delle conferenze IFLA. Sua è stata infatti la progettazione scientifica delle due sessioni sull’advocacy nell’ambito della conferenza. Inoltre rappresenta una componente rilevante all’interno della sessione di brainstorming sulle strategie IFLA del 24 agosto, coordinata dal president elect dell’IFLA Alex Byrne, cui ha partecipato quasi un centinaio di persone tra presidenti ed ex presidenti, direttori/segretari di associazioni e membri di altri sezioni IFLA.
Nell’ambito delle due riunioni sono anche state esaminate le priorità operative rispetto al piano strategico 2004-2005 della sezione (vedi http://www.ifla.org/VII/s40/smla.htm). Tra i vari obiettivi strategici sono considerati prioritari l’1 (promuovere l’attuazione delle politiche IFLA attraverso le associazioni nazionali) e il 3 (spingere le associazioni a svolgere un ruolo di advocacy sui temi di politica e libertà dell’informazione). All’interno dell’1 le azioni prioritarie riguardano l’affiancamento delle strutture di governo dell’IFLA sui temi politici e sulle attività di lobbying globali dell’IFLA stessa). All’interno dell’obiettivo 3 l’azione chiave è considerata quella di rapportarsi al comitato FAIFE e a quello su temi legislativi e di copyright all’interno dell’IFLA.
Gran parte della discussione della prima riunione si è concentrata sulla necessità di definire, in conseguenza del nuovo modello di definizione delle quote di associazione all’IFLA per le associazioni, un programma di sviluppo delle associazioni nei paesi in via di sviluppo, e in particolare in quei paesi dove anche la quota di prima fascia (300 dollari l’anno) è troppo elevata per le risorse delle locali associazioni. Dalla discussione sono emersi soprattutto richiami al pragmatismo e alla necessità di partire da un’analisi diretta dei bisogni reali delle associazioni che dovrebbero beneficiare del programma GLAD (Global Library Association Development Program). Dal lavoro di un gruppo più ristretto (cui si erano inizialmente candidate 10 persone, ma di cui hanno poi finito per far parte – e anche questo è significativo - 3 americani, un canadese, un inglese e una delegata di Barbados) è emersa una scaletta che evidenzia – in estrema sintesi – le parole chiave della sostenibilità, dello sviluppo di abilità di leadership e competenze manageriali nelle associazioni target, e dell’importanza delle associazioni dei paesi sviluppati.
Nell’ambito delle due riunioni si è accennato tra l’altro anche al lavoro di advocacy necessario sia a livello globale (da parte dell’IFLA) che nazionale, per assicurare visibilità alle biblioteche in vista del World Summit on Information Society che si svolgerà a Tunisi nel 2005. La delegata finlandese ha presentato tra l’altro il programma di un evento a livello nazionale (Libraries for active citizenship. Global perspectives) che si sarebbe svolto il 13 settembre in Finlandia, come esempio del tipo di lavoro di advocacy che le associazioni nazionali sono chiamate a svolgere, eventualmente chiedendo il supporto dell’IFLA – che ha annunciato proprio in questi giorni di aver incaricato una consulente di svolgere il lavoro di lobbying per il World Summit.
Il referente del neonato gruppo IFLA sui New Professionals (tema cui l’IFLA sta dedicando un’attenzione crescente, e che sarà probabilmente più fortemente rappresentato a Oslo 2005) ha riferito delle attività in corso in questo gruppo.
La delegata australiana ha infine presentato il progetto organizzativo della prossima riunione della sezione MLA, che si svolgerà a Canberra, in Australia, nei giorni 3-5 febbraio 2005, ospitata dall’associazione australiana.

cupellaro@aib.it


CUPELLARO, Marco. Management of Library Associations. «AIB Notizie», 16 (2004), n. 10-11, p. V-VI.
Copyright AIB, ultimo aggiornamento 2004-12-19 a cura di Franco Nasella
URL: http://www.aib.it/aib/editoria/n16/0410cupellaro.htm

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