[AIB]AIB Notizie 2/2005
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La prima formazione di un patrimonio bibliotecario nazionale a carattere ferroviario


La vicenda storica delle ferrovie in Italia rappresenta uno dei capitoli più importanti della storia dell’evoluzione tecnica economica e sociale del nostro Paese.
Sin dai primi decenni dell’Ottocento negli ambienti più evoluti degli Stati italiani iniziò un intenso dibattito circa la necessità di promuovere la costruzione di “strade ferrate” e nel 1839 il primo convoglio trainato da una “vaporiera” percorse, tra il clamore del popolo in festa e sotto il benevolo sguardo del sovrano, Ferdinando II di Borbone, il tragitto Napoli-Portici.
A questo inizio pionieristico, che vide la comparsa delle prime ferrovie in tutti i territori degli Stati pre-unitari, seguì il periodo, epico, della realizzazione di una prima rete nazionale. In un clima ancora fortemente nutrito di echi unitari e risorgimentali, la classe dirigente liberale, nel primo decennio di vita dell’Italia unita, portò a compimento un intenso programma di realizzazioni ferroviarie.
Ingegneria, diritto, economia e finanza per gran parte dell’Ottocento si applicarono, crebbero e sperimentarono nuove vie proprio nel campo del trasporto ferroviario che fu anche la palestra della nascente imprenditorialità italiana e di un primo intervento delle istituzioni bancarie. Si progettò, si studiò, si legiferò e si scrisse molto sulle ferrovie, dando alimento a una produzione editoriale specialistica che entrò, ben presto, negli scaffali di molte biblioteche pubbliche e private italiane.
Sin dagli anni ottanta dell’Ottocento sorsero le prime biblioteche interne alle società che, per conto dello Stato, gestivano le ferrovie in esercizio e lavoravano al completamento della rete nazionale.
Grazie alle timbrature rinvenute su alcuni volumi conservati nella Biblioteca centrale FS ho potuto verificare la presenza di piccole biblioteche di ufficio, reparto, ecc. all’interno delle seguenti Società ferroviarie:

Nel 1905, con la nazionalizzazione della rete ferroviaria italiana, la neonata azienda di Stato assorbì uomini, mezzi e uffici delle cessate società, ivi comprese le raccolte librarie e documentarie necessarie al complesso governo normativo dell’esercizio ferroviario (non ancora unificato).

La Biblioteca della Direzione generale delle Ferrovie dello Stato
Di una prima, significativa, realtà bibliotecaria nazionale a carattere ferroviario si può parlare solo con la costituzione delle Ferrovie dello Stato, nel 1905 e con la conseguente istituzione della Direzione generale a Roma. La Biblioteca centrale FS nacque, infatti, come Biblioteca della Direzione generale delle ferrovie dello Stato nel 1906 (Ordine generale n. 8 del 10 giungo 1906).
La nuova azienda ferroviaria di Stato fu uno dei frutti dell’interventismo statale in campo economico e infrastrutturale che caratterizzò le scelte politiche dell’era giolittiana.
La direzione delle Ferrovie dello Stato fu organizzata a Roma in un grande edificio appositamente costruito di fronte a Porta Pia, sui terreni anticamente occupati dalla Villa dei Patrizi, un’antica famiglia nobiliare romana. Anche per questo, ancora oggi, si è soliti indicare la sede centrale delle Ferrovie dello Stato come “Villa Patrizi”. L’edificio, di grandi dimensioni, fu strutturato per essere il cuore strategico ed operativo della nuova azienda di Stato. In esso furono concentrati la gran parte dei Servizi tecnici ed amministrativi che sovrintendevano al funzionamento della rete ferroviaria nazionale.
È questo il quadro istituzionale e politico all’interno del quale va collocata la scelta di istituire una Biblioteca centrale, organicamente inserita nei servizi di Segretariato della Direzione generale. Essa nacque come uno strumento che doveva in primo luogo “servire” le esigenze delle strutture di vertice del governo aziendale: da qui un elevato livello specialistico delle pubblicazioni tecniche possedute ma anche, sin dall’inizio, grande ricchezza delle raccolte dedicate alla normativa e alla legislazione prodotte nelle varie fasi della nascita e dello sviluppo del trasporto ferroviario italiano ed europeo.
I grandi piani di rinnovo del materiale rotabile varati nel primo decennio di vita della neonata azienda di Stato, lo sviluppo pionieristico della trazione elettrica, l’avvio delle opere di realizzazione delle linee “direttissime” e il forte impulso dato alle politiche aziendali di potenziamento e qualificazione delle risorse umane, costituirono altrettante tappe di arricchimento del patrimonio librario e documentario posseduto dalla Biblioteca centrale FS. Le Ferrovie dello Stato, inoltre, si caratterizzarono con una propria produzione editoriale, resa necessaria dal diretto impegno delle strutture FS in attività di progettazione, studio, sperimentazione e redazione normativa.
È per questo che noi oggi possiamo ritrovare tra gli scaffali della Biblioteca una vasta raccolta di pubblicistica ferroviaria d’epoca costituita da normative tecniche e di esercizio, istruzioni professionali, relazioni statistiche, album descrittivi del materiale rotabile, planimetrie di stazioni e linee ferroviarie, manuali per le tariffe, bilanci, ecc.
Di grande interesse è anche il settore dei periodici storici ferroviari che, per la completezze delle serie conservate, presenta caratteri di unicità nel panorama bibliotecario nazionale. Per portare solo un piccolo esempio si consideri che la Biblioteca conserva tutte le annate del «Bollettino delle strade ferrate» (1850-1864), del «Monitore delle strade ferrate e degli interessi materiali» (1868-1905), della «Rivista tecnica delle ferrovie italiane» (1912-1944) e del «Bollettino Ufficiale FS» (1905-2003).
Nel dopoguerra la Biblioteca divenne una struttura del Servizio Affari generali della Direzione generale FS. Pur rimanendo inalterate le funzioni di “servizio” alla dirigenza aziendale, ebbero un certo sviluppò le attività di collaborazione con enti esterni ed istituzioni di studio e normazione nel campo dei trasporti terrestri e marittimi.
In parallelo con l’intensificarsi dello scambio e delle relazioni tra gli Stati europei e con la nascita delle prime istituzioni comunitarie anche le ferrovie italiane si dovettero misurare con la necessità di operare in un quadro di progressiva integrazione con le altre reti ferroviarie europee. La Biblioteca iniziò, così, ad essere il corrispondente ufficiale, in rappresentanza delle FS, di alcuni organismi internazionali per i settori dedicati alla documentazione e alla pubblicazione di studi comuni: U.I.C. (Union internationale des chemins de fer), C.E.M.T. (Conferenza europea dei Ministri dei trasporti). A partire dagli anni Sessanta essa iniziò a svolgere anche funzioni di centro di documentazione curando la redazione di un diffuso e qualificato periodico di segnalazioni documentarie: «INFO-DOC».
Nel corso degli anni Novanta le attività e la missione aziendale della Biblioteca centrale FS mutarono a seguito delle trasformazioni organizzative che seguirono la societarizzazione delle Ferrovie dello Stato. La Biblioteca attraversò un periodo di profonda riorganizzazione logistica ed operativa con un ridimensionamento degli organici e una riconfigurazione delle attività di documentazione che comportarono, tra l’altro, la cessazione della pubblicazione dell’«INFO-DOC». La Biblioteca fu inserita nella struttura adibita ai servizi generali della sede di Villa Patrizi seguendone le evoluzioni organizzative.
A partire dal 1999 è stato avviato un programma di riqualificazione della biblioteca che ha investito il settore dei servizi offerti, la gestione del patrimonio librario e le relazioni internazionali. Sono stati progressivamente potenziati i servizi multimediali e on-line, soprattutto in campo giuridico-legislativo, ed oggi, dai terminali della biblioteca, è possibile effettuare ricerche on-line su tutta la legislazione italiana (nazionale e regionale) ed europea e la giurisprudenza civile e penale. È stato aggiornato e potenziato il settore della codicistica e delle opere giuridiche a carattere scientifico (enciclopedie, digesti ecc.) mentre, coerentemente con la nuova veste privatistica delle FS, una grande attenzione è stata rivolta ad aggiornare le opere di diritto fiscale e societario (nazionale ed internazionale).
Significative risorse sono state indirizzate alla riqualificazione del settore periodici con la ripresa di tutti gli abbonamenti alle tradizionali riviste dedicate al trasporto ferroviario e l’ampliamento del catalogo con numerose testate nazionali ed internazionali nei settori del trasporto, dell’economia pubblica e privata, del marketing e del management.
Dal 2000 è stato avviato il progetto di catalogazione informatizzata di tutti i fondi posseduti dalla Biblioteca con l’adozione di un software professionale (Q.Series) che consente una catalogazione in linea con gli standard biblioteconomici nazionali (RICA) ed internazionali (ISBD, UNIMARC). Tale attività, condotta da catalogatori professionali esterni, ha consentito, sin’ora, di catalogare circa 8000 volumi, tra monografie e periodici, con una particolare attenzione dedicata ai fondi storici. Ritengo utile al riguardo segnalare il completamento della catalogazione di tutto il fondo dei periodici storici; una collezione unica in Italia per quantità e qualità delle testate e una fonte di grande valore scientifico per la storia dei trasporti ferroviari in Italia e in Europa tra Ottocento e Novecento. Per molte delle riviste analizzate si è trattato della prima catalogazione effettuata in forme standard, essendo assenti esempi ricavabili da altri cataloghi nazionali. Al riguardo, riterrei di grande interesse un eventuale progetto di inserimento di queste informazioni catalografiche nel Catalogo nazionale dei periodici (ACNP); progetto che potrebbe utilmente essere patrocinato dal costituendo Gruppo di lavoro AIB sulle biblioteche ferroviarie e proposto al Gruppo FS.
Contemporaneamente a queste attività di riqualificazione dell’offerta, la Biblioteca, ha condotto una azione di censimento dei giacimenti librari esistenti all’interno del Gruppo FS che ha consentito di effettuare alcuni, importanti, recuperi di fondi a rischio di dispersione. Nel corso di talli iniziative è stata recuperata la biblioteca dell’ex Servizio lavori e costruzioni FS, compresa una vasta collezione di Profili longitudinali e planimetrie delle linee ferroviarie realizzate dalle Società che tra 1885 e 1905 gestirono il trasporto ferroviario in Italia e realizzarono il completamento della rete, e parte della biblioteca dell’ex Servizio Approvvigionamenti FS situata nei locali FS di via Marsala. Sono, inoltre, stati acquisiti dalla biblioteca alcuni fondi minori (per quantità ma non per qualità) provenienti da uffici tecnici della sede romana o donati da dirigenti andati in pensione.
Infine, un cenno va fatto alla ripresa delle attività e dei rapporti internazionali. Dal 2001, infatti, la Biblioteca è tornata a far parte del Groupe Documentation dell’UIC (Union internationale des chemins de fer) partecipando attivamente alle attività del Gruppo nel settore bibliografico, del record management e della informatizzazione dei cataloghi in direzione della formazione di un catalogo unico on-line delle biblioteche ferroviarie europee.
Attualmente la Biblioteca Centrale FS fa parte della Società FS FERSERVIZI ed è inserita nella struttura Servizi di Facility e Building della Sede territoriale di Roma. Essa è dotata di una ampia sala lettura e di terminali dai quali è possibile effettuare ricerche catalografiche e usufruire dei servizi multimediali ed on-line disponibili. È aperta al pubblico esterno con servizio quotidiano sia in orario antimeridiano che pomeridiano.

Le altre biblioteche interne al Gruppo FS
Allo stato attuale del censimento, ancora in corso, si possono individuare due biblioteche operative e alcuni giacimenti librari che lo potrebbero diventare.
A Roma vi è la Biblioteca dell’Istituto serimentale FS. Tale Istituto, fondato dalle Ferrovie dello Stato nel 1905 fu creato con lo scopo di concentrare in una sede prossima alla Direzione gnerale e altamente specializzata, tutte le attività di ricerca e sperimentazione nel campo dei materiali da utilizzare per le costruzioni ferroviarie (impianti fissi e materiale rotabile).
La biblioteca ha avuto la sua sede storica, sino a tutto il 2004, nei locali dell’Istituto in viale Trastevere; attualmente è in corso il suo trasloco nella nuova sede dell’Istituto che è situata nelle aree ferroviarie di Roma Portonaccio. La Biblioteca è specializzata nei settori dello studio dei materiali e delle tecniche di misurazione e prova ed è dotata di un catalogo cartaceo non standardizzato ma accurato e ben tenuto. Il suo patrimonio librario è stimabile attorno ai 5-6000 volumi con un discreto settore di riviste specialistiche. Essa dipende direttamente dal Direttore dell’Istituto ed è inserita all’interno di RFI la società del Gruppo FS che gestisce la rete e le infrastrutture ferroviarie.
Un’altra importante realtà bibliotecaria “interna” al Gruppo FS è la Biblioteca dell’ex Servizio Materiale e stazione di Firenze situata nello storico edificio di viale Spartaco Lavagnini, di fronte alla Fortezza da Basso.
La biblioteca è dotata di un patrimonio stimabile in circa 8-9000 volumi, tra monografie e periodici specialistici ed ha un importante fondo di testi storici sullo sviluppo della trazione ferroviaria in Italia e in Europa tra Otto e Novecento. Essa dipende dalla UTMR di Firenze (Unità Tecnica Materiale rotabile), una struttura di TRENITALIA (la società di trasporto del Gruppo FS) e la sua attività è prevalentemente rivolta al servizio interno, soprattutto per quanto riguarda la gestione degli abbonamenti alle riviste tecniche richieste dagli uffici della sede FF di viale Spartaco Lavagnini. La biblioteca non dispone di una sala lettura e l’accesso al pubblico esterno è consentito solo su appuntamento per specifiche necessità di ricerca (tesi di laurea, dottorati, ecc.). Essa è comunque dotata di un catalogo informatizzato, non standardizzato, in Access, che consente, pur nella sinteticità delle informazioni offerte, una discreta localizzazione dei volumi.
Oltre a queste due biblioteche operative vi è una interessante raccolta di testi storici a Napoli presso il Museo nazionale ferroviario di Pietrarsa, attualmente chiuso per lavori di adeguamento alle normative sulla sicurezza. Tale fondo librario ha una consistenza di circa 2.000 volumi, in larga parte pubblicati nella seconda metà dell’Ottocento, ed è legato alla storia delle Officine ferroviarie di Pietrarsa e Granili che tra il 1905 e il 1975 ebbero sede nei locali e nelle aree attualmente occupate dal Museo. Di tale raccolta esiste, presso il Museo, una schedatura cartacea abbastanza accurata, anche se non standardizzata.
A cura della responsabile del Museo è stato avviato un progetto per l’inserimento di questa base dati bibliografica all’interno della rete Intranet FS con l’obiettivo di farla confluire all’interno del catalogo informatizzato della Biblioteca centrale FS.
Vi è, infine, un’altra, importante, realtà bibliotecaria ferroviaria che possiamo considerare “interna” alla vita aziendale delle Ferrovie dello Stato: la Biblioteca del CIFI (Collegio degli Ingegneri ferroviari italiani). Si tratta di una raccolta libraria particolarmente specializzata sull’ingegneria ferroviaria italiana ed europea con un patrimonio stimabile in circa 6.000 volumi. Essa conserva un discreto fondo di testi storici sugli sviluppi della tecnica ferroviaria in Italia tra Otto e Novecento e presso la sua sede è possibile consultare la raccolta completa delle annate di «Ingegneria ferroviaria» e «La tecnica professionale» i due più importanti periodici italiani di tecnica ferroviaria pubblicati direttamente dal CIFI. Essa è aperta al pubblico tutti i giorni in orario antimeridiano, dispone di una accogliente sala lettura e di due cataloghi: su personal computer quello delle monografie, cartaceo quello dei periodici.
L’attività di censimento dei giacimenti librari esistenti all’interno del Gruppo FS è tutt’ora in corso e sicuramente quanto prima si potranno avere notizie più dettagliate su altre raccolte e fondi librari, con particolare riferimento alle sedi FS di Torino, Trieste ed Ancona.


PETRUCCI, Ernesto. Speciale biblioteche ferroviarie in Italia: il caso FS. «AIB Notizie», 17 (2005), n. 2, p. I-III.
Copyright AIB, ultimo aggiornamento 2005-04-03 a cura di Franco Nasella
URL: http://www.aib.it/aib/editoria/n17/0502fs.htm

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