[AIB]AIB Notizie 2/2005
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Open day Biblioteche “invisibili”: impressioni di una spettatrice

Girometti Silvia

Fra le biblioteche di varie tipologie cui con questa rubrica ci si prefigge di spaziare non potevano mancare le Biblioteche Carcerarie. È vero che molto è stato detto e scritto a riguardo in varie sedi ed esiste un’Associazione Biblioteche Carcerarie (ABC su web: http://ospiti.cilea.it/abc/); inoltre ovvie motivazioni di carattere giuridico non consentono una descrizione pari a quella di altre biblioteche, né la produzione di una documentazione fotografica. Tuttavia l’avere assistito ad una manifestazione all’interno della Casa Circondariale di Forlì fornisce materiale per un contributo forse meno tecnico ma testimonianza di un’esperienza sicuramente da condividere.

Le informazioni che precedono la descrizione dell’iniziativa cui ho assistito mi sono state gentilmente fornite dalla dott.ssa Angela Barlotti, funzionario del servizio Biblioteche Provincia per la gestione delle Biblioteche Carcerarie di Rimini, Forlì e Ravenna ed autrice di parecchi interventi sull’argomento (leggibili ad esempio sul sito “Biblioteche Ravenna” - http://dev.racine.ra.it/virtual/biblio/index.php).
Il bibliotecario a contatto con la realtà delle carceri ha un tipo di formazione cui il sito web AbsIDE (http://www.abside.net) dedica un’intera sezione; le acquisizioni avvengono prevalentemente tramite gli acquisti dei direttori e le donazioni di volontari e di editori (ad esempio in occasione delle fiere del libro), e sono mirate a soddisfare da un lato la tipologia dell’utenza e dall’altro gli intendimenti degli educatori (testi pedagogici, didattici, libri di poesie, dizionari, periodici e quotidiani, testi di canzoni, materiale in varie lingue ed appartenente a culture diverse). I problemi di spazio rendono inoltre particolarmente necessari gli scarti.
I testi delle Biblioteche Carcerarie romagnole sono catalogati in SBN e vengono dati in lettura attraverso il programma di prestito automatizzato fornito da sebina.
Molto importante è la condivisione delle letture fra i detenuti ed i propri figli, sia quando i bambini vivono in carcere, sia quando essi visitano i genitori.
Nelle Biblioteche Carcerarie romagnole una serie di volontari collabora alla collocazione, ricollocazione e sistemazione a scaffale dei testi, oltre che al servizio di prestito interbibliotecario.
Le Biblioteche Carcerarie romagnole sono infine oggetto di diverse iniziative: laboratori di lettura, reading in italiano ed in inglese, vari eventi atti a diffondere da un lato l’abitudine alla lettura e dall’altro la conoscenza delle realtà meno visibili. Una di queste manifestazioni, organizzata all’interno del Sistema Bibliotecario Romagnolo, è appunto l’Open day Biblioteche “invisibili” di domenica 10 ottobre 2004, segnalato dalla dott.ssa Barlotti anche su AIB-CUR in data 30 settembre 2004: la celebrazione dei servizi e degli utenti ‘invisibili’ (detenuti, stranieri…) con l’iniziativa “Libri erranti condivisi” - gente del mondo in viaggio con i libri in carcere e nelle strade cittadine per festeggiare i libri, gli utenti e le biblioteche. Ravenna era la città prescelta per la lettura itinerante, preceduta da quella all’interno della Casa Circondariale di Forlì. Quest’ultima è stata ripresa dalle telecamere di un’emittente televisiva, posizionate in maniera da rispettare la privacy dei presenti. E proprio nella Rocca di Forlì, fra due file di scaffali ricchi di libri collocati prevalentemente con la classe 800 della DDC, ho potuto ascoltare i vari interventi introdotti da un breve ma incisivo discorso della Direttrice, sostenitrice dell’importanza dell’apertura delle Biblioteche Carcerarie al pari di tutte le altre biblioteche del territorio. Tale concetto è stato lodato e ribadito poi dall’Assessore della Provincia di Ravenna: se la biblioteca del carcere, per ovvi motivi, non può essere aperta al pubblico, nel corso di simili iniziative è il mondo esterno ad entrarvi ed a portare momenti di incontro e di conoscenza, di integrazione fra varie culture, così come la lettura in sé costituisce uno strumento di crescita anche per chi si trovi ad essere “dalla parte sbagliata della scrivania”. La successiva recitazione di alcuni brani di poesia da parte degli invitati – nell’ordine: Stas Gawronski, Tahar Lamri ed Ivano Marescotti – è stata seguita con molta attenzione e partecipazione unanimi. La scelta delle poesie, significativa per l’occasione, è molto interessante e peculiare per ciascuno degli intervenuti: il senso della vita costituisce il filo conduttore, ma ciascuno sceglie come portavoce uno o più autori fra loro molto diversi per lingua e cultura, accomunati soltanto dall’appartenenza al Novecento. Un sintetico riassunto può fornire un’idea degli intendimenti e del clima che hanno caratterizzato la manifestazione.
Alcuni componimenti dell’autore statunitense Raymond Carver sono stati letti, in italiano, da Stas Gawronski: componimenti brevi molto toccanti, in cui l’autore, pur avendo vissuto una vita difficile ed essendo stato condannato dal cancro ad una morte precoce nel 1988, inneggia alla bellezza dell’esistenza che gli è stata concessa, il cui più grande regalo è l’amore della sua Tess. Un atteggiamento che si ritrova, concentrato, nella brevissima poesia scritta da Carver in punto di morte e divenuta epitaffio sulla sua tomba, la cui lettura in lingua originale ha sottolineato la trasposizione linguistica di tale atteggiamento: l’iniziale durezza anche consonantica tradotta dalla forte presenza di “t” e “d” con pronuncia apico-dentale (did you get what you wanted? ), si stempera nella dolcezza del verso finale che racchiude il senso della vita – to be beloved on earth.
Tahar Lamri ha letto alcune poesie in arabo ed in italiano di cui egli stesso è autore e nelle quali i bambini sono sempre protagonisti: bambini musulmani ma anche appartenenti a religioni e razze diverse, il cui destino comune è la sofferenza in un mondo di adulti che non sanno o non vogliono crescere. Un verso, in particolare, mi ha colpito: nel corso della descrizione di tanti bambini, ritratti uno per uno con poche e significative parole, l’autore si sofferma su di una bambina completamente nuda, in bianco e nero perché veniva dalla memoria – era vietnamita. Per stemperare il clima denso di emozione che le letture avevano suscitato e anche per presentare il successivo intervento, Tamar Lamri ha scelto un’ultima, divertente poesia recitata simpaticamente in dialetto romagnolo.
L’identità romagnola ha infatti avuto un giusto riconoscimento, data la sede della manifestazione, soprattutto nella performance di Ivano Marescotti, apprezzatissima, e conclusiva della manifestazione. I corregionali Raffaello Baldini e Cesare Zavattini sono gli autori scelti per l’interpretazione umoristica e quasi surreale del senso della vita, attraverso poesie lette con grande maestria e seguite da alcuni racconti brevi dell’austriaco Thomas Bernhard. Tali autori dimostrano come le situazioni quotidiane anche più banali, raccontate in modo da suscitare il riso, possano essere conseguenza od origine di riflessioni esistenziali cui tanto meno è facile dare una risposta, quanto più le risposte facili sono risibili.

girometti@cirfid.unibo.it


GIROMETTI, Silvia. Open day biblioteche "invisibili": impressioni di una spettatrice. «AIB Notizie», 17 (2005), n. 2, p. 8.
Copyright AIB, ultimo aggiornamento 2005-04-03 a cura di Franco Nasella
URL: http://www.aib.it/aib/editoria/n17/0502girometti.htm

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