[AIB]AIB Notizie 2/2005
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Editori, biblioteche e comunicazione scientifica: il caso Elsevier

Vittorio Ponzani

La comunicazione e la circolazione dei risultati della ricerca scientifica si trovano oggi in una condizione difficile, in cui per un verso le biblioteche si vedono costrette a tagliare gli abbonamenti alle riviste scientifiche dalla costante diminuzione dei finanziamenti, per un altro gli editori mettono in atto politiche commerciali sempre più aggressive, aumentando i costi degli abbonamenti e ostacolando le attività consortili delle biblioteche.
L’aspetto paradossale, un vero e proprio circolo vizioso, è che in realtà i costi per la produzione e la diffusione delle idee in ambito scientifico vanno (quasi) tutti a ricadere sulle biblioteche e le istituzioni di ricerca.
In particolare, le università e gli enti di ricerca finanziano i ricercatori e le infrastrutture per la ricerca, poi spesso devono pagare per pubblicare i risultati di quelle ricerche su riviste scientifiche prestigiose (e dotate di un alto impact factor) e poi devono pagare di nuovo per accedere ai risultati di quelle stesse ricerche attraverso l’abbonamento ai periodici, mentre i ricercatori collaborano a titolo gratuito negli editorial board delle riviste scientifiche.
La situazione sta diventando sempre più insostenibile, in quanto i prezzi degli abbonamenti alle riviste sono cresciuti esponenzialmente negli ultimi anni e d'altra parte le biblioteche hanno a loro volta subito ulteriori tagli ai loro bilanci.
Il mondo delle biblioteche sta quindi reagendo a questa difficile situazione attraverso due vie: l’opposizione alle politiche commerciali degli editori, soprattutto attraverso la nascita e lo sviluppo dei consorzi, e la ricerca di soluzioni volte a sviluppare e far crescere le risorse "open access", costituite da periodici elettronici gratuiti e da archivi aperti dove i ricercatori possono liberamente depositare i loro lavori, diffondendo così i risultati della loro ricerca.
I consorzi hanno spesso ottenuto ottimi risultati, consentendo alle biblioteche di “allearsi” per avere dagli editori condizioni economiche più vantaggiose, ma in alcuni casi neanche i consorzi sono riusciti a smuovere gli editori dalle loro posizioni. Un esempio per molti versi clamoroso è quanto accaduto alle biblioteche svizzere: in AIB-CUR viene segnalato un documento stilato dalla Conferenza delle biblioteche universitarie svizzere (disponibile all'URL: http://www.kub-cbu.ch) a proposito del mancato accordo con l'editore Elsevier per il rinnovo nel 2005 della licenza consortile di accesso ai periodici elettronici.
Elsevier, con oltre 1700 periodici, è uno degli editori scientifici più importanti e da alcuni anni sta portando avanti una politica dei prezzi piuttosto spregiudicata. “L’obiettivo di Elsevier – si legge nel documento – era, mantenendo come base di calcolo la cifra d’affari degli anni precedenti, di assicurarsi garanzie quanto al tasso di rincaro annuo nonché un impegno su un contratto pluriennale, senza tener conto del fatto che praticamente tutte le biblioteche hanno subito e continuano a subire forti riduzioni del bilancio”. Il risultato delle negoziazioni per il nuovo contratto per il 2005, caratterizzato dalla “intransigenza e dalla posizione esclusivamente mirante al massimo profitto dell’editore” ha reso impossibile la stipula del contratto, “inaccettabile e impossibile da assumere per un grande numero di biblioteche”.
I messaggi circolati in lista ribadiscono la gravità di questa situazione, sottolineando come gli editori, a fronte del fallimento di una trattativa consortile, si stanno indirizzando a stipulare contratti direttamente con le singole biblioteche, che però in questo modo verranno a perdere i vantaggi derivanti dall’“allenza” in consorzio.
Nell’evidenziare che una possibile soluzione sia lo sviluppo delle risorse “open access”, viene ricordato in AIB-CUR il recente workshop "Gli atenei italiani per l'Open Access: verso l'accesso aperto alla letteratura di ricerca", tenutosi a Messina il 4-5 novembre 2004 e patrocinato dalla Commissione CRUI per le biblioteche di ateneo. Nel corso dell’incontro si è discusso e ci si è confrontati su temi e problemi relativi al libero accesso alla produzione scientifica in Italia e il workshop si è concluso con la sottoscrizione della "Dichiarazione di Messina" (disponibile all’URL: http://www.aepic.it/conf/viewpaper.php?id=49&cf=1) da parte di oltre 30 università a supporto della dichiarazione di Berlino sull'Open Access.

L’archivio storico di tutti i contributi inviati in AIB-CUR è consultabile, da parte degli iscritti alla lista, a partire dall’indirizzo http://www.aib.it/aib/aibcur/aibcur.htm3


PONZANI, Vittorio. Editori, biblioteche e comunicazione scientifica: il caso Elesevier. «AIB Notizie», 17 (2005), n. 2, p. 6.
Copyright AIB, ultimo aggiornamento 2005-04-03 a cura di Franco Nasella
URL: http://www.aib.it/aib/editoria/n17/0502ponzani.htm

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