[AIB]AIB Notizie 2/2005
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A proposito di una libreria che chiude

Alfredo Romano

Prima l’enoteca che chiude, poi la libreria tanto desiderata che non resiste più di due anni…
Cronache da una cittadina di provincia dove quel che accade ha un valore emblematico


Dopo L’Altra Bottiglia, un locale enogastronomico che aveva contribuito a dare a Civita Castellana una certa notorietà a livello nazionale, chiude i battenti anche la Libreria Cluster di via della Tribuna nel centro storico. C’è da restare sconcertati! Una libreria era stata invocata da anni, ci si lamentava che a Civita, oltre a un teatro e altri spazi della cultura, mancasse anche un negozio di soli libri dove soddisfare il piacere di comprarlo un libro, oppure di regalarlo. E venne la libreria, quasi più di due anni fa, piccola, certo, ma sufficiente a trovare quel che desideravi in fatto di novità, magari chiacchierando e facendosi consigliare dal libraio, o solo per curiosare sulle novità o per ordinare un libro di cui s’era sentito parlare o letta una recensione. Ed era diventata, la libreria, anche un centro di aggregazione, dove ci s’incontrava per parlare di questo e quel libro come tra amici. In questi anni sono stati chiamati anche noti scrittori e poeti per presentare i loro libri. Insomma un piccolo gioiello che svolgeva una sua pur modesta funzione sociale e culturale.
Adesso niente! Vuol dire che torneremo a lamentarci che a Civita manca una libreria. Ci chiediamo, a volte: ma come è possibile che a Civita, paese a vocazione industriale e il più popoloso del viterbese, non resista, non dico un’enoteca, ma almeno una libreria? Ricordo in passato altri tentativi che sono ugualmente falliti, ma stavolta nessuno se l’aspettava e c’è in giro malumore e scoramento almeno tra quei pochi affezionati che erano diventati abituali clienti. Il libro costa troppo? Sì, certo, costa, ma non più di altri prodotti di consumo per i quali si spende, non stento a dirlo, senza vergogna. Eppure ci sono libri che salvano la vita, stanno lì, aspettano solo di essere presi e letti. Sono come quei treni carichi d’oro che passano una volta sola nella vita e ci rifiutiamo stupidamente di prenderli. Si può vivere senza libri? Certo che si può vivere. Ma vale solo per chi non li ha ancora scoperti, perché, una volta entrati nelle misteriose pagine di un libro è difficile uscirne. È la più bella prigionia che conosca, oltre a quella dell’amore. Ma lasciatemi dire che l’amore dei libri si nutre. E noi qui a Civita abbiamo fatto morire una libreria. Bella roba! E allora avanti, c’è posto: per jeans t-shirt culo ombelico quasi uno schianto, scarpe scarpette borsette zainetti gran firme ti raccomando, cellulari ogni ora amore che fai felice non so sono stufo forse chissà… Costano, costano, ma tanto paga mamma papà, nonno, l’amico, l’amante e se in bolletta si va chissenefrega. E le parole? Abbiamo dimenticato che le parole sono carne? Sì proprio così: Verbum caro factum est, il Verbo si è fatto carne, lo dice anche il Vangelo. Senza la parola, insomma, non c’è redenzione. Ecco, i libri sono fatti di parole, avere dei libri in casa, leggerli e amarli, è come riscattarci dal quotidiano così monotono e banale. I libri ci fanno uscire, mettere in viaggio, ci fanno sognare, ci spiegano il significato delle cose e degli eventi, ci riappacificano con la vita e tutti i suoi imprevisti. I libri, a volte, sono così belli e densi di emozioni, che può capitare, giunti alla fine di un libro, di dirsi: ho vissuto anch’io. E detto questo, come sopportare che chiuda una libreria? In piazza ci sarebbe da scendere, come chiudessero i forni. Sono in crisi dappertutto le librerie in Italia, è vero, non solo a Civita. Ma ci sono paesi che non tollerano che una libreria del centro storico venga soppiantata da un fast food o una jeanseria o una telefonia mobile, e la proteggono con degli incentivi. A Todi, per esempio, l’Amministrazione Comunale sovvenziona una libreria del centro storico sobbarcandosi il peso dell’affitto. Sono soldi spesi bene, cari cittadini, sono soldi che un giorno rientreranno nelle nostre tasche in forma di scienza e felicità, e proprio grazie alle parole che stanno lì, nei libri, in attesa, pronte ad accompagnarci nell’unico bel viaggio che è la nostra vita.

affretu@libero.it


ROMANO, Alfredo. A proposito di una biblioteca che chiude. «AIB Notizie», 17 (2005), n. 2, p. 11.
Copyright AIB, ultimo aggiornamento 2005-04-03 a cura di Franco Nasella
URL: http://www.aib.it/aib/editoria/n17/0502romano.htm

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