[AIB]AIB Notizie 5/2005
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Bologna, 14 maggio 2005
La Fabbrica del Programma

Piccoli editori per ragazzi per la promozione della lettura nella scuola


Ape Junior, Babalibri, Beisler, Carthusia Edizioni, Città Aperta Edizioni, Colonnese Editore, Editions du Dromadaire, Editoriale Scienza, Edizioni C’era una volta, Edizioni Corsare, Edizioni E/O - Il Baleno, Falzea Editore, Gallucci Editore, La Nuova Frontiera, Lapis, MC EDITRICE, Nuove Edizioni Romane, Orecchio Acerbo, Sinnos Editrice, Tilapia, Topipittori, Zoolibri

Parlo a nome di un gruppo di editori per ragazzi. Piccoli editori, o meglio editori indipendenti e di progetto, che da almeno due anni hanno creato una rete per proporre iniziative e idee che diano maggiore visibilità alla pluralità e ricchezza delle proposte editoriali dirette ai piccoli lettori.

Siamo qui per chiedere ciò che negli ultimi anni è completamente mancato: un serio e concreto impegno istituzionale per la promozione della lettura e del libro nella scuola, a partire dalla materna.

Alcuni dati:
  • Dal 1997 ad oggi si sono persi in termini assoluti 559.000 bambini lettori. I dati relativi alla lettura dei 5-13enni mostrano che oggi solo il 64% dei bambini italiani dichiara di leggere almeno un libro l'anno. Nel 1997 la percentuale era del 71%: il calo demografico nella contrazione in valori assoluti ha inciso per poco più del 6%. Tutti gli altri sono lettori effettivamente persi. (Fonte AIE).
  • Non più del 41,4% della popolazione italiana legge più di un libro l’anno, ponendo l’Italia fra gli ultimi nella graduatoria dei paesi europei. (Fonte AIE).
  • Non sono più di 4.000 (secondo le stime ministeriali) le biblioteche scolastiche tuttora attive; gestite da docenti di ruolo “con ore a disposizione”, assistenti amministrativi, docenti fuori ruolo per motivi di salute “inidonei ai compiti di istituto”.
  • La finanziaria del 2003 art. 35, comma 5 prescrive che i docenti inidonei all’insegnamento (in parte attualmente assegnati alle biblioteche scolastiche), entro cinque anni passino ad altra amministrazione statale pena la risoluzione del contratto di lavoro.
In qualità di editori pensiamo che un grave problema – ostacolo anche alla crescita del numero dei futuri lettori – sia l'assenza delle biblioteche scolastiche e della figura del bibliotecario. I primi ad esserne danneggiati sono proprio i piccoli lettori e proprio nella loro formazione, perché vengono privati della conoscenza di una produzione editoriale di qualità, e quindi “costretti” nella lettura ad una scelta omologata.

La Biblioteca dovrebbe avere una funzione ampia: biblioteca-classe, biblioteca-laboratorio, acquistando così un riconoscimento della sua funzione didattica. E così il bibliotecario deve essere un docente che abbia ricevuto una formazione specifica e che sia messo nelle condizioni di svolgere la sua funzione con la continuità e i mezzi necessari (come ha già sottolineato nel suo contributo il prof. Roberto Tommasi).
Infine il bambino e il ragazzo devono poter contare sulla loro biblioteca scolastica come luogo dove poter accedere liberamente all’uso di una grande quantità di libri. Si pensi alla Danimarca dove, nelle scuole elementari, un bambino legge circa 110 libri l'anno! E questo non perché in Danimarca si nasca con un particolare gene di “lettori”, ma perché al posto del libro di testo viene usata la biblioteca scolastica.
Dobbiamo ricordare che le scuole, gli insegnanti, i bambini, non sono solo quelli delle grandi città del nord. Ci sono paesi dove esistono ancora i doppi turni, locali inadeguati, scuole senza mezzi.
Vi sono situazioni privilegiate che “garantiscono” ai bambini e ai ragazzi la presenza di libri a scuola e nelle loro case. Ma cosa avviene a quei bambini, i cui genitori non riescono a garantire tutto ciò? Ci sono bambini che non “vedono” i libri se non li trovano a scuola. È a questi bambini che deve pensare una riforma scolastica.

Chiediamo quindi:
  • Il rifinanziamento dei progetti che invitavano le scuole a progettare biblioteche scolastiche, attuati con la riforma Berlinguer – L.440/97 e successive circolari ministeriali con le procedure di attuazione - (40-50 milioni delle vecchie lire dati a 600 biblioteche scolastiche appartenenti a tutti gli ordini e gradi);
  • Lo stanziamento di un contributo annuo per le biblioteche che sono nate grazie a questo progetto e che attualmente sono ferme perché non hanno fondi per proseguire; la definizione di una cifra X annua per le nuove biblioteche che usufruiranno del primo finanziamento;
  • La definizione normativa della Biblioteca scolastica, fin dalla scuola materna, come strumento-docente. La biblioteca quindi come “insegnante”, luogo dove il bambino "impara ad imparare" utilizzando gli strumenti che danno informazione (libri, internet, ecc.) La biblioteca come luogo dove si impara l'amore per la cultura, non come quantità di dati, ma come ricchezza di risorse e di sapere;
  • La consapevolezza – tradotta in norma – che deve essere riconosciuta la specificità della biblioteca scolastica, che deve avere autonomia finanziaria e di regole. La biblioteca deve avere risorse per poter vivere. Si metteranno poi in moto “meccanismi virtuosi”, come il coinvolgimento dei genitori, l'apertura di queste sorgenti del sapere al territorio, il coinvolgimento degli Enti Locali: ma si deve dare l'imput per l'avvio di una prassi culturale positiva, il cui centro deve essere la scuola;
  • L’Istituzione della figura dell’insegnante bibliotecario.
  • La possibilità di sostituire o affiancare il manuale scolastico con una pluralità di libri: fare scuola con la biblioteca scolastica (soluzione che alcuni insegnati già utilizzano).
  • Il ripristino della letteratura per l'infanzia, esclusa dalle “Indicazioni Nazionali” per la scuola primaria dalla riforma Moratti quale risulta dal decreto legislativo 19 febbraio 2004 n. 59 – come richiesto da autorevoli voci della cultura italiana nel Manifesto sulla letteratura per l’infanzia promosso da Emy Beseghi (docente di Letteratura per l'Infanzia dell’Università di Bologna) e dalla rivista LiBeR.
È nostro interesse, come cittadini e imprenditori, contrapporre ad una concezione nozionistica dell'apprendimento un sapere reso ricco da molteplici stimoli e strumenti e allo stesso tempo approfondito, che parta il più possibile dalle fonti e che stimoli la conoscenza, la passione per l'apprendimento, la capacità di scegliere e di essere critici.

Di fronte alla delicata situazione economica del nostro paese, può sembrare inopportuno chiedere risorse e investimenti per la cultura e per i libri.
Ma può essere di stimolo pensare a quanto sta facendo la Spagna, che ha varato da poco un consistente finanziamento per la promozione della lettura rivolta alle fasce più deboli.
Come gruppo di editori indipendenti stiamo studiando alcune ipotesi per individuare possibili risorse: il reinvestimento delle tasse pagate dagli editori per finanziare le biblioteche scolastiche; possibilità di destinare l'otto per mille direttamente al finanziamento delle biblioteche scolastiche o pubbliche e alla promozione della lettura.
Siamo convinti che un governo che progetti un nuovo futuro non possa non considerare la scuola e la formazione culturale, strumenti essenziali per la crescita e lo sviluppo del proprio Paese.


Piccoli editori per ragazzi per la promozione della lettura nella scuola. La fabbrica del programma, 14 maggio 2005 «AIB Notizie», 17 (2005), n. 5, p. 15.
Copyright AIB, ultimo aggiornamento 2005-06-08a cura di Franco Nasella
URL: http://www.aib.it/aib/editoria/n17/0505appello.htm

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