[AIB]AIB Notizie 5/2005
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Il progetto MICHAEL entra nella fase operativa

Giuliana De Francesco

Nella sessione teramana della Conferenza di primavera è stato presentato da Rossella Caffo il progetto europeo MICHAEL. La prima presentazione ufficiale si era svolta a Parigi il 1° aprile, lo scorso 22 aprile il progetto è stato ufficialmente presentato anche a Roma.

http://www.michael-culture.org

Il progetto europeo MICHAEL (Multilingual Inventory of Cultural Heritage in Europe), che vede partner l’Italia (Ministero per i beni e le attività culturali, coordinatore del progetto, e il centro di ricerca Amitié) la Francia (Ministère de la culture et de la communication e associazione Dédale) e il Regno Unito (Museums, Libraries and Archives Council), con il supporto della società francese AJLSM per gli aspetti tecnologici, è finanziato nel quadro del programma e-TEN (electronic trans european networks) della Commissione Europea per una durata di 36 mesi (giugno 2004-maggio 2007).
Con MICHAEL verrà creato un servizio europeo multilingue per il reperimento dei contenuti digitali culturali e scientifici prodotti in Europa a seguito di iniziative pubbliche e private, internazionali, nazionali o locali. Gli investimenti nella digitalizzazione risulteranno valorizzati dalla visibilità europea, mentre una vasta utenza fruirà della possibilità di accedere al patrimonio culturale digitale europeo adottando molteplici strategie di ricerca.
MICHAEL è un progetto di deployment, che cioè realizza e mette in opera i risultati conseguiti dal progetto MINERVA (www.minervaeurope.org). Del network NRG/MINERVA fanno parte i partner del progetto, che con MICHAEL intendono anzitutto implementare gli standard identificati e le linee guida proposte da MINERVA nel campo degli inventari di contenuti culturali digitali, multilinguismo, interoperabilità delle risorse digitali ed erogazione dei servizi costruiti intorno ad esse.
L’adozione di standard tecnici e di metadati consente a MICHAEL di operare a livello sovranazionale nella prospettiva della massima integrazione dei servizi fra tutti i settori in cui si articola il patrimonio culturale, puntando al tempo stesso anche alla flessibilità e interoperabilità con le iniziative nazionali che si muovono nell’ambito degli inventari di contenuti culturali digitali. Mentre il servizio transeuropeo consentirà la ricerca attraverso diversi portali nazionali a partire da un unico punto di accesso, in Italia MICHAEL andrà fra l’altro a integrarsi con Internet Culturale, il portale recentemente inaugurato dalla Direzione generale per i beni librari e gli istituti culturali del MiBAC, e costituirà un modulo del Portale della cultura italiana, di cui è in corso la progettazione tecnico-scientifica a cura della Direzione generale per l’innovazione tecnologica e la promozione del Dipartimento per la ricerca, l’innovazione e l’organizzazione del MiBAC.
Il modello dei dati di Michael è stato messo a punto a partire dal set di metadati proposto nelle Specifications for inventories of digitised content di MINERVA (http://www.minervaeurope.org/intranet/documents/specinv0311.pdf), il documento approvato dal National Representatives Group che ha proposto uno standard europeo per gli inventari di contenuti culturali digitali. Le Specifications mettevano a fattor comune l’esperienza francese del Catalogue des fonds culturels numérisés, lo standard inglese RSLP (Research Support Libraries Programme) Collection Description e le principali esperienze e prassi nazionali in materia di descrizione di collezioni e istituzioni culturali, correlando il set di metadati proposti con i corrispondenti metadati Dublin Core.
Nel gruppo tecnico di MICHAEL abbiamo sviluppato le Specifications facendo riferimento all’iniziativa Dublin Core Collection Description Application Profile, che si avvia a diventare lo standard internazionale per la descrizione delle collezioni culturali, fisiche e digitali.
La base di dati XML che MICHAEL si accinge a creare consentirà di mettere in relazione le collezioni culturali digitali con le istituzioni che le creano, detengono o gestiscono, con i progetti e i programmi nel contesto dei quali esse vengono prodotte, con i servizi e i prodotti che vi danno accesso (siti web, dvd, etc.) nonché di collegarle, quando è il caso, alle collezioni fisiche a partire dalla quali esse sono state prodotte.
L’infrastruttura tecnica distribuita effettuerà lo harvesting dei metadati XML attraverso il protocollo OAI-PMH. MICHAEL riusa, adatta e rilancia per una udienza internazionale la piattaforma tecnologica SDX (System for Documents in XML) adottata dal francese Ministère de la culture et de la communication per il Catalogue des fonds culturels numérisés. SDX è un prodotto open source basato su moduli software open source quali Apache Tomcat e Apache Cocoon.
L’importanza anche strategica dell’adozione di software open source emerge con grande evidenza in relazione al progetto, appena presentato alla Commissione Europea, di estensione della partecipazione a MICHAEL ad altri otto paesi dell’Unione. I nuovi partner potranno beneficiare dei risultati già conseguiti e contribuire alla crescita transeuropea del progetto, in assenza di barriere poste dalla proprietà intellettuale del software, che potrà essere adattato ai contesti nazionali e sviluppato anche dopo la conclusione del progetto.
In Italia, il censimento delle collezioni culturali digitali vedrà la partecipazione di archivi, biblioteche, musei, soprintendenze, istituti culturali e di ricerca, università, e si articolerà in tre filoni principali: uno interno al MiBAC, che censirà le collezioni esito dei progetti di digitalizzazione condotti dai suoi istituti centrali e periferici; una seconda linea di attività vede protagoniste le Regioni, che sulla base di specifici accordi di cofinanziamento coordineranno il censimento delle collezioni digitali prodotte nell’ambito di progetti regionali o locali. Infine, un piano specifico prevede la partecipazione delle biblioteche di 77 università italiane e della Biblioteca europea di informazione e cultura di Milano.
La descrizione ex novo con l’applicativo MICHAEL non è l’unica via per popolare di dati il sistema: tutti i dati già raccolti nell’ambito di altre iniziative e compatibili con il data model potranno esser fatti migrare nella base dati nazionale; con le altre basi di dati attive e mantenute saranno stabilite delle correlazioni, in modo che tramite harvesting dei metadati da esse ospitati esse risultino interrogabili e fruibili anche attraverso MICHAEL.
Mentre AIB notizie va in stampa, è in corso il test della versione 1.0 dell’applicativo nazionale MICHAEL, terminato il quale prenderanno avvio i censimenti.
Entro il 2006 si prevede di completare la fase principale del censimento e di poter già mettere a disposizione in rete in modalità multilingue le descrizioni di varie migliaia di collezioni digitali.

defrancesco@beniculturali.it


DE FRANCESCO, Giuliana. Il progetto MICHAEL entra nella fase operativa. «AIB Notizie», 17 (2005), n. 5, p. 10.
Copyright AIB, ultimo aggiornamento 2005-06-08a cura di Franco Nasella
URL: http://www.aib.it/aib/editoria/n17/0505defrancesco.htm

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