[AIB]AIB Notizie 5/2005
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Il Fondo Giorgio de Gregori della Biblioteca dell’AIB

Chiara Morabito, Andrea Paoli

Il rapporto fra Giorgio de Gregori e l’AIB è sempre stato fertile e intenso. Socio dal 1937, Giorgio è stato uno dei protagonisti della vita dell’Associazione per più di cinquant’anni.

Segretario nazionale, tesoriere, membro del Consiglio direttivo, non trascurò mai la Biblioteca dell’AIB, fin dalle sue origini, nel 1961, quando seguì personalmente la gestione del Fondo Camerani, nucleo fondante della raccolta. Negli anni immediatamente successivi avviò lo scambio di periodici con le altre associazioni professionali. E quando nel 1977 arrivò il collocamento a riposo, si dedicò con passione alla sistemazione della Biblioteca (suoi il regolamento, i cataloghi a schede di monografie e periodici, i registri dell’inventario) e quindi dell’Archivio dell’AIB. Conseguenza naturale di questo rapporto strettissimo con l’Associazione fu il desiderio di lasciare ad essa la propria biblioteca professionale. Qualche mese dopo la sua morte (30 giugno 2003) i libri di Giorgio giunsero nei locali della Biblioteca dell’AIB e da allora ne sono state avviate la catalogazione e la gestione.
Il Fondo De Gregori è stato collocato su scaffali a parte rispetto alla raccolta libraria esistente; distinta è anche la collocazione del materiale, identificata dalla sigla “GDG” seguita dal numero di catena.
Il Fondo è composto da circa 400 monografie e da 25 faldoni di materiale miscellaneo, raccolti dalla fine dell’Ottocento all’inizio del 2000 prima da Luigi de Gregori e poi da Giorgio, suo figlio, che ne seguì il cammino professionale. Lo stesso Giorgio, assieme alla sorella Maria, negli anni Ottanta dotò la raccolta di cataloghi a schede per autore e per soggetto.
Sia Luigi che Giorgio non erano appassionati bibliofili a caccia di edizioni introvabili; la loro è una biblioteca di lavoro arricchitasi negli anni anche con le opere ricevute in dono da amici e colleghi.
Tra le monografie sono presenti i più importanti testi della biblioteconomia italiana, uno fra tutti Cataloghi di biblioteche e indici bibliografici di Giuseppe Fumagalli, nell’edizione pubblicata da Sansoni nel 1887, e diverse edizioni di repertori e annuari delle biblioteche italiane, come le Notizie storiche, bibliografiche e statistiche sulle biblioteche governative del Regno d’Italia, pubblicato in occasione del Congresso internazionale dei bibliotecari di Chicago nel 1893.
La ricca miscellanea è stata suddivisa da Giorgio de Gregori stesso in due categorie principali, biblioteconomia e bibliografia, e in altre minori tra cui spicca quella relativa all’Abruzzo e Molise, area di cui egli fu soprintendente alle biblioteche negli anni Cinquanta.
Una parte considerevole del materiale, come è naturale, è già presente nella Biblioteca dell’AIB ma non si è ritenuto opportuno procedere a scarti allo scopo di mantenere l’organicità della raccolta, che proprio nella sua integrità è testimone delle esperienze professionali e del percorso intellettuale dei due bibliotecari romani.
Padre e figlio avevano l’abitudine di annotare su libri e opuscoli osservazioni e commenti (a volte salaci), correzioni e aggiunte. Così ad esempio Luigi de Gregori commenta le integrazioni, elogiative dell’Istituto di cultura fascista, apposte surrettiziamente da Vincenzo Fago al suo intervento sulle biblioteche italiane pubblicato negli atti della cinquantesima ALA Conference (Atlantic City, 1926. Collocazione: GDG.293): «Brani infilati qui a mia insaputa dallo pseudo-traduttore».
Oppure sempre Luigi liquida con un «Pare vero!» l’accenno alle «biblioteche someggiate» (biblioteche circolanti trasportate a dorso di mulo) nel Molise che Ettore Apollonj inserisce in un intervento al convegno “La lecture publique” (Algeri, 1931. GDG.244). E Giorgio de Gregori colma di annotazioni l’edizione “pro-manuscripto” delle Regole italiane di catalogazione per autori (GDG.213) mentre respinge la critica dell’amico Francesco Barberi agli impiegati dello Stato che, come Giorgio, dopo l’8 settembre 1943 scelsero di seguire i fascisti al nord: «Non fu una scelta!» è la ferma annotazione a margine. (Francesco Barberi. Schede di un bibliotecario (1933-1975). Roma: AIB, 1984. GDG.106).
Interessanti anche le dediche presenti su molte opere, ulteriore elemento per approfondire la conoscenza sulla rete di relazioni professionali e umane sia di Luigi che di Giorgio de Gregori. In fase di catalogazione, quando presenti, le dediche vengono trascritte nelle schede assieme alla segnalazione di eventuali note manoscritte nel testo in trattamento.
La risistemazione del Fondo è tuttora in corso: è stata completata la catalogazione delle monografie e si sta avviando quella della miscellanea mentre sono stati restaurati i documenti più danneggiati e presto si provvederà al recupero degli altri più compromessi.
Analogamente a quanto fatto per il Fondo Camerani, anche per il Fondo Giorgio de Gregori sono stati estratti i materiali vari ritrovati all’interno dei libri (fotografie, biglietti, inviti ecc.), conservati in un faldone a parte; dato il carattere storico della raccolta i libri sono a disposizione del pubblico ma sono esclusi dal prestito.
Con l’arrivo del Fondo Giorgio de Gregori la Biblioteca AIB si arricchisce di un importante contributo dal punto di vista storico, non solo per ciò che riguarda la biblioteconomia italiana ma anche per la storia della nostra Associazione.
L’auspicio è che l’aver reso consultabile la raccolta privata di due dei più importanti bibliotecari italiani possa alimentare ancora l’interesse per gli studi sulla storia della biblioteconomia italiana, interesse vivacizzato nell’ultimo decennio proprio da Giorgio de Gregori.

biblioteca@aib.it


MORABITO, Chiara - PAOLI, Andrea. Il fondo Giorgio de Grogori della biblioteca dell'AIB. «AIB Notizie», 17 (2005), n. 5, p. 14.
Copyright AIB, ultimo aggiornamento 2005-06-08a cura di Franco Nasella
URL: http://www.aib.it/aib/editoria/n17/0505morabitoo.htm

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