[AIB]AIB Notizie 6/2005
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L’italiano che mi serve

Maria Teresa Natale

Un progetto di educazione agli adulti per contribuire alla costruzione di una comunità cittadina inclusiva e partecipata, che vede le biblioteche protagoniste.

«Pensato soprattutto, ma non esclusivamente, per i cittadini migranti giovani e adulti, il progetto parte dalla convinzione, peraltro generalmente riconosciuta, che la conoscenza della lingua del paese d’accoglienza è chiave essenziale per divenire soggetto di espressione, di pensiero, di comunicazione e quindi per potersi percepire ed essere percepito in modo positivo e attivo nei rapporti sociali», questa la sintesi di Maria Coscia, Assessore alle politiche educative e scolastiche del Comune di Roma nella prefazione al volume di recente pubblicato come supporto didattico al progetto (L’italiano che mi serve: conoscere e vivere la lingua italiana, a cura di Isabella Fortunato e Bruno Cacco, Roma: Anicia, 2004, 317 p. ISBN 88-7346-320-7, € 20). “L’italiano che mi serve” intende rispondere a due esigenze prioritarie: potenziare la conoscenza della lingua italiana, acquisita spesso dagli stranieri in maniera spontanea, per consentire a questi ultimi di comunicare non solo nelle situazioni di tipo familiare, ma anche in quelle più formali; offrire competenze e strumenti per poter utilizzare consapevolmente le risorse e le strutture del territorio ed esercitare quindi il diritto di cittadinanza. Alla realizzazione del progetto, avviato già da un paio di anni, hanno contribuito diversi enti, impegnati in modi diversi nell’educazione degli adulti: il Comune di Roma, tramite l’Assessorato alle politiche educative e scolastiche, l’Istituzione Biblioteche di Roma, l’Istituto regionale di ricerca educativa del Lazio, il Centro di documentazione educazione degli adulti del Lazio. Nel corso dell’anno scolastico 2004-2005, undici biblioteche del sistema bibliotecario della capitale, incluse quelle attive nelle carceri (Rebibbia, Regina Coeli, Istituto penale minorile di Casal del Marmo), si affiancano a sette Centri territoriali permanenti (CTP) per la realizzazione di percorsi modulari su quattro ambiti tematici: lavoro, scuola, famiglia, salute. Nella prima fase, i docenti prescelti tengono le lezioni di lingua sui temi prescelti nei CTP, successivamente esperti italiani e stranieri, con il supporto di mediatori culturali, tengono incontri informativi e di approfondimento nelle biblioteche, per completare l’iter didattico. Già nel 2004 erano stati attivati 18 corsi in sei CTP, condotti da 18 docenti; 305 gli iscritti, di diversa nazionalità, provenienti per lo più dall’Asia, dall’America Centrale e dall’Africa centrale e meridionale, con 44 presenze italiane. Quali i punti di forza del progetto, secondo i coordinatori? «Aver posto l’attenzione sulle fasce deboli della popolazione e aver cercato di dare risposte immediate ai bisogni di comunicazione individuali, che si traducono in diritto di cittadinanza; aver strutturato e distribuito materiali, utili per i corsisti e punti di riferimento per i docenti; aver organizzato, attraverso i vari incontri, laboratori di formazione e autoformazione; aver favorito l’instaurarsi di relazioni positive fra docenti, operatori, esperti, relatori e aver contribuito a una più ampia conoscenza del sistema della biblioteche e dei servizi offerti dal territorio romano».

natale@aib.it


NATALE, Maria Teresa. L'italiano che mi serve. «AIB Notizie», 17 (2005), n. 6, p. 2.
Copyright AIB, ultimo aggiornamento 2005-07-10 a cura di Franco Nasella
URL: http://www.aib.it/aib/editoria/n17/0506natale.htm

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