[AIB]AIB Notizie 8/2005
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Library Services to Multicultural Populations

Nel programma della conferenza norvegese è stata inserita la celebrazione del 25° anniversario della Sezione IFLA sui Servizi bibliotecari alle Società multiculturali, che ha avuto luogo off-site, e cioè in un salone della Deichmanske, la biblioteca pubblica centrale di Oslo, il 16 agosto, dalle 15.00 alle 18.00. La scelta della sede, in effetti, si è rivelata azzeccata, sia come giusto riconoscimento alla lunga tradizione di impegno che vanta il Dipartimento multilingue della Oslo Public Library, centro di servizi nazionale per la letteratura nelle lingue delle minoranze etniche presenti in Norvegia, sia per la serietà con cui Kirsten Leth Nielsen, responsabile del Dipartimento e neo-coordinatrice dello Standing Committee, ha saputo coinvolgere lo staff della sua biblioteca nella preparazione e nell’organizzazione dell’evento.
Gli echi ravvicinati degli ennesimi atti di terrorismo internazionale (sono passati pochi giorni dal tragico attentato a Sharm el Sheik, e neppure due mesi dalla strage di Londra) non possono guastare, semmai solo dare più forza e maggiore senso a un contagioso clima di armonia e di festa che si respira nella sala della biblioteca, in cui a turno, oltre alla Nielsen, prendono commossi la parola Jane Dreisig, coordinatrice uscente, Benedikte Kragh-Schwarz – attuale membro del Comitato e storica protagonista, insieme a Marie Zielinska (della quale legge il messaggio augurale), della fondazione della Sezione multiculturale dell’IFLA nel 1980 (inizialmente come Working Group, e successivamente come Round Table) – e Charles Townley, coordinatore negli anni 1991-1993. Mentre in una presentazione multimediale scorrono le date, i nomi e le immagini che hanno marcato l’intensa, seppure giovane, storia della Sezione, sono elegantemente disposti in una serie di tavolini a schiera, suddivisi per nazionalità di provenienza, documenti e materiali multilingui, in molte copie, per permetterne lo scambio (cosiddetta sessione swap and shop). C’è davvero di tutto: guide all’uso dei servizi, iniziative interculturali, segnalibri, depliant, pubblicazioni, cataloghi di mostre e proposte di lettura, etc. Molti rappresentanti delle istituzioni che hanno spedito la documentazione per questo Multicultural Bazaar sono presenti, e rimangono a disposizione per illustrare direttamente i materiali agli interessati. Un paio di postazioni informatiche permettono di curiosare nei siti, preventivamente selezionati, di biblioteche e associazioni multiculturali in tutto il mondo. In bella evidenza, tra gli altri, per quanto riguarda l’Italia, documenti appositamente spediti dalla Biblioteca Berio di Genova, dalla Biblioteca Sala Borsa e dalle Biblioteche civiche torinesi, naturalmente oltre al sito del Gruppo Biblioteche multiculturali dell’AIB.
La sala è affollatissima, e dopo aver ascoltato i discorsi introduttivi, gli intervenuti sono quasi tutti visibilmente affaccendati a visionare i materiali, e prenderne delle copie. C’è anche un delizioso angolo di ristoro, neanche a dirlo, etnico, con paste salate e dolci e, per combattere il caldo, delle bibite.
Nell’anno del suo Giubileo, la Sezione ha lavorato in maniera molto approfondita su diversi versanti, e la preparazione dei festeggiamenti a Oslo era solo uno dei target dell’attività svolta.
Ann Katrin Ursberg, bibliotecaria attiva nell’Associazione professionale svedese, alla testa di un Comitato scientifico di otto persone, è stata la promotrice e l’infaticabile organizzatrice di una ben riuscita pre-conferenza di tre giorni (11-13 agosto) a Stoccolma, dal titolo The multicultural library: staff competence for success; 125 le persone registrate, grazie anche al contributo di iscrizione contenuto – 1200 corone svedesi, ridotte a 600 per i partecipanti giornalieri – a fronte di un bilancio complessivo di circa 350.000 corone svedesi, che hanno permesso anche di coprire i costi delle cene sociali, l’ultima delle quali davvero indimenticabile, in barca attraverso i fiordi di Stoccolma all’ora del tramonto (ma neppure il concerto folk nell’ampia reading room circolare della International Library della sera prima poteva passare inosservato).
Individuazione del tema principale e dei sottotemi, scelta della sede, selezione dei relatori, ricerca degli sponsor, comunicazione e promozione, organizzazione logistica, gestione del budget, accoglienza e programma sociale, sono tutti aspetti che il Comitato ha affrontato con la dovuta competenza, con grandissima passione e dedizione, e soprattutto con il giusto anticipo, e i risultati si sono visti. La conferenza ha avuto il privilegio di avere, come graditissima key-note speaker, la Presidente uscente dell’IFLA, Kay Raseroka. Un intervento equilibrato ma accorato, il suo (Memory and Empowerment for Multiculturalism), che ha suscitato la più ampia approvazione dalla nutrita platea presente sia per i temi toccati (quelli tradizionalmente più cari alla Raseroka: apprendimento permanente, multiculturalismo, alfabetizzazione, libertà di informazione e sviluppo), che per lo stile della relazione. Per quanto riguarda il resto del programma, anziché riproporre inutilmente un elenco di relazioni, nel rimandare per gli atti completi all’indirizzo http://www.ifla-stockholm2005.se/ (ma le presentazioni saranno successivamente trasferite anche su IFLANET), segnalo in particolare una presentazione danese, riguardante un progetto di tirocinio formativo, chiamato “Cross-Cultural Bridge Building”, finalizzato all’assunzione di sei nuove unità di personale e riservato a giovani provenienti da minoranze etniche, che si è realizzato nel servizio bibliotecario pubblico di Odense: un’esperienza che voglio segnalare perché a mio parere ha tanto da insegnarci.
I due incontri del Comitato permanente, come da consuetudine IFLA svoltisi rispettivamente il giorno prima dell’apertura e il giorno dopo la chiusura del Congresso mondiale, hanno visto la nomina, a fianco della nuova coordinatrice norvegese, di Susy Tastesen (Danimarca) come segretario (era già tesoriere) e la conferma di Robert Pestell (Australia) come information coordinator.
Gran parte degli incontri è stata dedicata a discutere i programmi scientifici da proporre in occasione delle prossime conferenze IFLA; in proposito, è da registrare il decadimento della proposta di partnership con la Tavola rotonda delle Biblioteche nazionali per un programma in comune a Seoul; vanno maturando invece propositi di raccordo con la Sezione sulle Biblioteche per ragazzi e giovani adulti per la Conferenza di Durban, in Sudafrica, nel 2007; sia nel 2007 che nel 2008, inoltre, potrebbero svolgersi altri due eventi satellite, il primo a Pretoria, l’altro a Vancouver (prima del congresso mondiale canadese).
Altri punti sui quali si sono soffermati i membri del Comitato riguardano la prossima revisione delle Guidelines specifiche, e la proposta da inoltrare entro quest’anno al Governing Board della Federazione, per il tramite del Professional Committee, riguardo la predisposizione, per la successiva approvazione, adozione e diffusione, di un Manifesto dell’IFLA e dell’Unesco sulla diversità linguistica e culturale. La Sezione si è già guadagnata un buon credito rispetto a questi temi, lavorando prima a una definizione molto articolata del termine “multicultura” (multiculturalism), poi con la redazione del documento Dieci ragioni per i servizi bibliotecari multiculturali (pubblicato in italiano nel numero di «AIB notizie» di aprile scorso), e potrà pertanto offrire piena e fattiva collaborazione agli organi centrali dell’IFLA, qualora il progetto venisse approvato.

Domenico Ciccarello


CICCARELLO, Domenico. Library services to multicultural populations. «AIB Notizie», 17 (2005), n. 8, p. IV.
Copyright AIB, ultimo aggiornamento 2005-10-17 a cura di Franco Nasella
URL: http://www.aib.it/aib/editoria/n17/0508ciccarello.htm

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