[AIB]AIB Notizie 8/2005
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Serials and Other Continuing Resources

La sezione delle Pubblicazioni seriali e altre risorse continuative si è riunita come di consueto all’inizio (13 agosto) e alla fine (19 agosto) della conferenza annuale tenutasi a Oslo, affrontando vari temi tra cui la revisione del Piano strategico per il 2006-2007, l’organizzazione della Open Session per Seul 2006 da realizzare congiuntamente alla Sezione Acquisizione e sviluppo delle raccolte, le traduzioni del manuale (completate quella francese e quella ungherese), l’elezione del nuovo Information Coordinator (Simonetta Pasqualis), preparazione delle conference papers degli anni scorsi per una pubblicazione IFLA.
Il 15 agosto si è svolta la sessione dei Seriali che aveva per titolo “Million dollar baby: changing serials business models for an electronic age”. Questa sessione è stata aperta dal presidente Edward Swanson e vuole essere la prima parte di un programma che ha per tema i nuovi modelli economici dettati dai media elettronici, una seconda parte verrà proposta a Seul nel 2006.
Hildegard Schaeffler, segretaria della Sezione Seriali, era la chairman del giorno e ha presentato i relatori evidenziando come rappresentassero tre punti di vista su questo tema: i clienti, gli editori, i direttori di biblioteca.
Kari Stange, bibliotecaria presso la Biblioteca Reale di Svezia, ci ha parlato di BIBSAM, il consorzio di biblioteche svedesi creato nel 1998 per far fronte ai problemi sempre diversi creati dalle risorse elettroniche, Caught between print and electronic: http://www.ifla.org/IV/ifla71/papers/169e-Stange.pdf.
Negli anni i membri del consorzio sono cambiati, il contenuto dei pacchetti offerti dagli editori è cambiato e ci sono stati diversi modelli di licenze d’uso, e ancora oggi non si è giunti ad un unico modello che rispecchi una “buona pratica”. Due dei principi fondamentali di BIBSAM sono: il solo elettronico, cioè deve essere possibile abbonarsi a periodici o altro materiale solo in forma elettronica; l’accesso perenne agli archivi, cioè anche se il contratto è finito deve essere possibile accedere al contenuto del database corrispondente al periodo di sottoscrizione del contratto.
Per quanto riguarda i contratti BIG DEAL, cioè quelli proposti dai grandi editori, Stange ha affermato che BIBSAM è sostanzialmente favorevole in quanto i partecipanti ottengono un maggior contenuto allo stesso livello di spesa, ma nel consorzio stanno cercando di affinare la gestione del BIG DEAL attraverso una revisione costante del portfolio titoli e più sofisticati meccanismi di costi.
Il secondo relatore era Martin Richardson, Direttore del Settore Periodici della Oxford University Press (Evolving business models: increasing access to research information). Parti di tale presentazione sono già comparse altrove (Open access: evidence-based policy or policy-based evidence? The university press perspective, «Serials», 18(1) 35-37 (March 2005), (http://www.metapress.com/openurl.asp?genre=article&id=doi:10.1629/1835), e Open access and institutional repositories: an evidence-based approach, «Serials», 18(2) 98-103 (July 2005), (http://www.metapress.com/openurl.asp?genre=article&id=doi:10.1629/1898).
Si sono toccati vari temi tra cui: abbonamento e accesso gratuito, Open Access, depositi istituzionali e depositi tematici, archivi a distanza (digitalizzazione del retrospettivo dei periodici). Grafici e diagrammi ci hanno mostrato cosa è successo ad accesso e disponibilità della rivista «Nucleic Acids Research», quando questa divenne una rivista parzialmente Open Access (l’autore paga una tassa, ma è opzionale) e cosa è successo nel 2005 quando la tassa per l’autore divenne obbligatoria. Dal 2000 al 2004 la disponibilità aumentò del 70% in tutto il mondo e ci fu un aumento del 100% di scarichi durante lo stesso periodo, quest’ultimo aumento dovuto ai fattori Google e PubMed. Per quanto riguarda i depositi istituzionali e di autori, Richardson ha detto che gli autori che pubblicano sulle riviste OUP ottengono un collegamento URL stabile alla versione finale pubblicata del loro articolo, la quale è preferibile al file PDF perché comprende i contenuti multimediali se esistenti e fornisce all’autore informazioni d’uso. Ci sono circa 300 articoli depositati nel Deposito istituzionale inglese di nome SHERPA e questi arrivano fino a 1500 scarichi al mese. Quanto a un Deposito tematico come PubMedCentral, si è visto che l’uso della rivista «Nucleic Acids Research» ha fatto un balzo in avanti quando questa divenne disponibile integralmente non appena pubblicata e fu collegata a PubMedCentral. Per quanto concerne l’accesso gratuito al retrospettivo digitalizzato, Richardson ha commentato che non sembra esserci alcun influsso economico negativo se l’accesso gratuito all’archivio avviene dopo un lasso di tempo di 12-24 mesi. Ha anche annunciato la disponibilità di accesso al contenuto di riviste del settore umanistico indietro fino al 1820 a diverse opzioni di pagamento. La sola conclusione attualmente è che vi è la necessità di vari modelli finanziari per venire incontro alle diverse esigenze dei clienti della OUP.
L’ultimo relatore, Anthony W. Ferguson, Direttore della Biblioteca dell’Università di Hong Kong, ci ha parlato della transizione dalla carta all’elettronico: The tangled web: perspective of a library director. Ferguson ha iniziato presentando l’Università di Hong Kong, dove grazie all’interesse del governo cinese nel mezzo elettronico è possibile accedere a circa 918.000 libri elettronici. Ha messo in luce come negli ultimi cinque anni contenuti, finanziamenti, accesso e organizzazione della biblioteca siano enormemente cambiati: la biblioteca ha perso un po’ in flessibilità ma ha guadagnato in accesso a collezioni più ampie e in servizi migliori basati sul web. Dagli ordini di periodici fatti sulla base dei titoli scelti dai membri della Facoltà si è passati ai BIG DEAL, cioè ai pacchetti di riviste online fortemente interdisciplinari. Gli stanziamenti fatti alle singole facoltà sono stati soppiantati dai finanziamenti per l’acquisto di pacchetti a livello universitario, ma questa formula non funziona più: i bilanci sono sempre più scarsi e il metodo di guardare all’uso del periodico non viene più usato, bensì si fanno riduzioni trasversalmente in tutti i campi optando per il solo elettronico. Un tempo ci si affidava ai commissionari per ordini su base territoriale, o direttamente agli editori per ordinare titolo per titolo: oggi i contratti sono siglati direttamente con gli editori e si usa il servizio di un solo fornitore per uniformare i formati di abbonamento. Anche per quanto riguarda l’accesso degli utenti molto è cambiato: gli studi di un tempo facevano riferimento ai volumi rilegati, oggi i terminali hanno sostituito il ricollocamento dei volumi e gli studi sull’uso sono molto più precisi. Tra i nuovi servizi di cui si avvalgono gli utenti vi sono gli alerts degli indici, MetaFind, WebBridge e CrossRef. La biblioteca fa parte di consorzi quali Center for Research Libraries e il sistema RAPID, nonché la Rete Cinese di Periodici (China Journal Network). L’elettronico ha cambiato anche l’organizzazione interna, oggi vi sono dei forti servizi tecnici con personale specialistico per trattare i contratti, le licenze d’uso e la gestione degli RL, e la politica della biblioteca di Hong Kong è di catalogare tutte le risorse elettroniche. Oggi il ruolo delle biblioteche è, secondo Ferguson, quello di assicurarsi che ogni utente sappia trarre il meglio da tutte le risorse a nostra disposizione. Le presentazioni in powerpoint di Richardson e di Ferguson saranno disponibili in futuro sulla pagina della Sezione Seriali in Aib Web.
Vorrei inoltre segnalare la sessione sulle Art Libraries (interessante il contributo di Max Marmor su Artstor http://www.ifla.org/IV/ifla71/papers/022e-Marmor.pdf e quello della Nikolova-Houston sui manoscritti bulgari http://www.ifla.org/IV/ifla71/papers/023e-Nikolova-Houston.pdf) del 14 agosto; la sessione delle National Libraries che aveva per tema “Networking cultural heritage” cioè la cooperazione di biblioteche, archivi e musei di lunedì 15 agosto, con il contributo di Jon Birger Ostby sul lavoro svolto dall’Authority norvegese preposta a tale scopo (http://www.ifla.org/IV/ifla71/papers/017e-Birger_Ostby.pdf); il paper di Hildergard Schaeffler sulla condivisione delle risorse elettroniche nella sessione del 16 agosto della Sezione Acquisizione e sviluppo delle collezioni; last but not least il 17 agosto Roswitha Poll ci ha offerto ancora una volta una lucida analisi su cosa sia un sito web di qualità: la sua presentazione dovrebbe essere accessibile in futuro su Iflanet, tenetela d’occhio!

Simonetta Pasqualis


PASQUALIS, Simonetta. Serials and other continuing resources. «AIB Notizie», 17 (2005), n. 8, p. VII.
Copyright AIB, ultimo aggiornamento 2005-10-17 a cura di Franco Nasella
URL: http://www.aib.it/aib/editoria/n17/0508pasqualis.htm

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