[AIB]AIB Notizie 10-11/2005
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Parigi e Versailles: la biblioteca François Mitterand e la biblioteca dei re di Francia

Silvia Girometti

Non a pochi chilometri, bensì a qualche secolo di distanza si situano biblioteche così diverse eppure così rappresentative ciascuna della propria epoca, se pure entrambe simboli dello stesso Paese.

Significativo il profilo della Biblioteca nazionale francese che il suo presidente, Jean-Pierre Angremy, fornisce nelle guide: «La Biblioteca nazionale di Francia è una vera e propria Città del libro, degli audiovisivi e delle risorse elettroniche, ossia una Città della cultura. Dalla scienza e dalla tecnica alla filosofia ed alla storia, attraverso l’economia, il diritto e la politica, l’arte e la letteratura, dalle stampe agli spettacoli, dai manoscritti alle monete ed alle medaglie, la BNF conserva un patrimonio senza eguali per ricchezza e spesso per rarità, attraverso collezioni a carattere enciclopedico, e propone ai propri lettori una diversità di contenuti che si accompagna oggigiorno ad una differenziazione di supporti. Inoltre, la BNF è un centro per le esposizioni e per gli incontri».
Il patrimonio esposto da Jean-Pierre Angremy e i relativi servizi sono suddivisi fra varie sezioni, dislocate in diversi punti di Parigi oltre al site François-Mitterrand: Richelieu (reference, carte geografiche, stampe e fotografie, manoscritti occidentali ed orientali, monete, medaglie), Louvois (musica), Opéra (museo de l’Opéra, musica), Arsenal (arti dello spettacolo). Le risorse elettroniche sono consultabili in ciascuna delle sezioni, tutte collegate in rete.
Dal 1998 le collezioni a stampa e gli audiovisivi sono stati trasferiti nella Biblioteca François Mitterrand, facilmente raggiungibile con gli efficientissimi mezzi pubblici parigini, vicina al capolinea del metro n. 14 a essa intitolato e articolata su due livelli rettangolari seminterrati: Haut-de-jardin e Rez-de-jardin. I due livelli sono ben distinti anche sulle guide, ritagliati attorno al giardino interno, accessibili attraverso comode scale mobili e sormontati ai quattro angoli da moderne torri che ospitano uffici e magazzini.
All’ingresso vengono controllate le borse e occorre attraversare un metal detector, dopo il quale si incontrano gli sportelli per le prime informazioni (i “punti di accoglienza”).
Il livello più alto è dedicato alla Bibliothèque d’étude e contiene opere di reference non specializzate relative a varie discipline, disposte a scaffale aperto e suddivise per materia: le monografie collocate tramite Dewey, i periodici e i quotidiani ordinati alfabeticamente per titolo. Chiunque può accedere alla “biblioteca di studio”, purché maggiore di 16 anni e munito di una tessera a pagamento, giornaliera o annuale, mentre la fruizione di quasi tutti i servizi è gratuita. Uno dei servizi è rivolto all’orientamento all’utenza e fornisce fra l’altro informazioni sulle collezioni; queste ultime vengono anche presentate periodicamente nel corso di manifestazioni pubbliche, così come periodicamente vengono organizzate visite guidate a questa parte della biblioteca.
Lungo i corridoi che costeggiano tutto il giardino si aprono dieci sale di lettura (di cui nove suddivise per materia e una destinata alle ricerche bibliografiche), all’interno delle quali sono distribuiti 1640 posti a sedere. Una sala a parte accoglie le esposizioni; vi sono inoltre due auditorium, una libreria e una caffetteria. Particolare attenzione è dedicata ai servizi per i disabili. L’orario di apertura è pari a circa 60 ore settimanali ed esteso alla domenica; il giorno di chiusura è il lunedì.
Il secondo livello è occupato dalla Bibliothèque de recherche e dai testi specializzati, parte a scaffale aperto (collocati con gli stessi criteri del primo livello) e parte ubicati nei magazzini. Il Rez-de-jardin è accessibile a pagamento esclusivamente a studiosi, ricercatori, universitari o professionisti con ammissione condizionata, ossia muniti di un documento d’identità valido e soprattutto in grado di dimostrare, tramite richiesta scritta, che ciò che cercano non è reperibile in alcun’altra biblioteca. Chi ottiene l’accesso deve prenotare, registrarsi e sottostare a controlli rigorosi anche in caso di uscita temporanea; è inoltre vietata la circolazione dei documenti all’esterno delle sale, se non per mano di personale qualificato. Gli stessi bibliotecari, del resto, necessitano di un particolare tesserino di riconoscimento per poter accedere a questo livello: tali restrizioni sono dovute al valore inestimabile e spesso alla fragilità delle collezioni. Nella “biblioteca di ricerca”, così come in tutte le altre sezioni che compongono la BNF, sono custodite infatti le collections patrimoniales che costituiscono la “memoria del Paese” in quanto raccolgono tutto ciò che è stato pubblicato in Francia a partire dal XVI secolo: patrimonio che si incrementa soprattutto attraverso il deposito legale, ma anche tramite donazioni e acquisti. Al fine di consentire la fruizione a un’utenza più estesa, attualmente gran parte del posseduto è digitalizzato e inserito in BN-OPALE PLUS (opere a stampa e audiovisivi) e BN-OPALINE (collezioni specializzate) consultabili tramite web:
http://www.bnf.fr o http://gallica.bnf.fr: cataloghi elettronici che affiancano quelli cartacei storici, a stampa o manoscritti.

Anche lungo il corridoio perimetrale del livello Rez-de-jardin si aprono dieci sale di lettura, tre delle quali dedicate rispettivamente alle ricerche bibliografiche, agli audiovisivi e ai libri rari, le restanti suddivise per materia.
Ovviamente diversa, non solo da un punto di vista quantitativo, la biblioteca che i re di Francia avevano a disposizione a Versailles: certo la diffusione della cultura e l’accesso all’informazione, sia pure nel rispetto della salvaguardia del materiale, non rientravano fra le preoccupazioni dei sovrani prima della rivoluzione del 1789, né ha senso un confronto fra le tipologie. L’accostamento fra le biblioteche sorge spontaneo soltanto in rapporto all’evidente parallelo tra l’evoluzione di un paese e del concetto di biblioteca e di cultura nei secoli, mentre la ricerca della bellezza resta immutata, sia pure in relazione ai canoni appartenenti a ciascuna epoca e al concetto di relatività valido in ogni tempo.

girometti@cirsfid.unibo.it


GIROMETTI, Silvia. Parigi e Versailles: la biblioteca François Mitterand e la biblioteca dei re di Francia. «AIB Notizie», 17 (2005), n. 10-11, p. 18-19.
Copyright AIB, ultimo aggiornamento 2006-02-18 a cura di Franco Nasella
URL: http://www.aib.it/aib/editoria/n17/0510girometti.htm

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