«Bibliotime», anno IX, numero 3 (novembre 2006)

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Daniela Rossi

Abstract e indici: aumentare il grado di richiamo dei documenti in una biblioteca di moda



1. Il contesto

Nel 2001 la Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di Bologna, Polo Scientifico Didattico di Rimini, ha istituito un nuovo corso di laurea in "Culture e tecniche del Costume e della Moda", nel 2004 la laurea specialistica in "Sistemi e Comunicazione dalla Moda" e il Master in Produzione e Cultura della Moda – Collection Product Management. Questi insegnamenti - e la biblioteca che ne è espressione - si inseriscono infatti in un contesto territoriale in cui sono presenti circa 500 aziende del settore, alcune conosciute a livello internazionale con il loro marchio, altre con produzione locale o per conto terzi.

Obiettivo della biblioteca, in un territorio così fortemente caratterizzato dal settore, è dunque quello di supportare le attività didattiche e di ricerca delle Facoltà presenti nel Polo di Rimini, ma anche le esigenze informative e culturali dei creativi e degli operatori del settore presenti sul territorio.

2. Impatto e considerazioni sui materiali

Con questi nuovi corsi la biblioteca si è arricchita, tra gli altri, di materiali "visual", termine tecnico con cui gli studiosi della disciplina indicano pubblicazioni con una forte componente iconografica: "volumi oggetto" con una progettazione grafica complessa, volumi costituiti da schede tecniche, pubblicazioni composite, come cataloghi di mostre o "guide di moda", contenenti ad esempio fotografie di abiti a colori e in bianco e nero, disegni di moda, schizzi, figurini, biografia dei curatori.

Le descrizioni bibliografiche e semantiche non riflettono a fondo questi aspetti visivi, né le caratteristiche fisiche dei volumi, i quali potrebbero essere di per se stessi oggetto di ricerca. Inoltre non danno accesso a curatori di progetto, artisti intervistati o progettisti grafici se non figurano in frontespizio, e non sono quindi oggetto di formulazione di responsabilità, mentre spesso si tratta di nomi famosi, che gli esperti della disciplina utilizzerebbero senz'altro per la ricerca. Gli utenti interessati a questi tipi di materiali hanno confermato la difficoltà a reperire tali informazioni a catalogo.

3. Abstract e indici

L'esigenza di accrescere le potenzialità informative dei cataloghi è stata dibattuta soprattutto in area anglosassone. I risultati si sono concretizzati in una serie di documenti, relativi in particolare alla redazione degli abstract, che sono stati ricordati in un recente articolo di Virginia Gentilini [1].

In Italia, al contrario, il dibattito è stato marginale, in quanto sono stati preferiti temi quali quelli legati all'automazione e al rapporto con l'utenza anche se, come ci ricorda Meris Bellei, il catalogo "resta lo strumento principe di relazione tra patrimonio e utente" nella ricerca di informazioni [2].

Alcuni anni prima la stessa Bellei evidenziava i vantaggi della catalogazione analitica, la quale dà accesso a tutte le unità informative che compongono il volume, ad esempio i saggi di una determinata antologia [3]. Bellei inoltre, per incrementare l'accesso all'informazione, propone, "una sorta di rifondazione del catalogo attraverso l'utilizzo dei nuovi strumenti disponibili: un catalogo per così dire "arricchito", che abbia due obiettivi: "accrescere le possibilità di esito positivo della ricerca a catalogo e dare maggiori opportunità di comprendere se il documento identificato è utile per la ricerca che si sta facendo" [4]. Un catalogo arricchito sia nella descrizione che nell'indicizzazione e coadiuvato da strumenti aggiuntivi per il recupero dell'informazione [5]. Al contrario, Bellei considera l'abstract un'ipotesi troppo costosa per la biblioteca.

All'interno del Polo Bolognese SBA esistevano già esperienze che miravano a creare nuove possibilità per il recupero dell'informazione e a mettere l'utente nella condizione di decidere se il documento reperito era utile. Nel 2003 si era costituito un gruppo di lavoro [6] per la redazione degli abstract, che aveva elaborato le Linee guida per la redazione degli abstract corredate da esempi e una Guida pratica [7].

Tali indicazioni, generali ed applicabili ad ogni tipologia di documento, oltre che utili per qualsiasi biblioteca volesse cimentarsi nell'abstracting, miravano a stabilire un insieme di criteri per redigere documenti standardizzati a livello di Polo: frq questi, una serie di criteri stilistici (costruzione delle frasi, verbi, etc.) e contenutistici (tipo e lingua del documento, copertura temporale e spaziale, etc.), i quali sono stati applicati a documenti di consultazione da alcune biblioteche, prime fra tutte Sala Borsa. Mancavano però esperienze "mirate" a una determinata disciplina o professione.

La necessità di aumentare il richiamo dei documenti ha indotto alcune biblioteche ad inserire gli indici di alcune pubblicazioni in rete. Tra i primi inserimenti di indici e/o link a pagine informative sui documenti ricordiamo quelli di Ingegneria e Chimica Industriale. Si è deciso di creare un legame all'indice, residente su un server locale, nel caso in cui il titolo fosse apparentemente molto chiaro, ma non totalmente coesteso rispetto all'argomento. Ad esempio:

Foundations of inorganic chemistry / Mark J. Winter, John E. Andrew. - Oxford : Oxford university press , 2000 [8].

Table of Contents

1. Elements and the periodic table 2. Bonding 3. Hydrogen 4. s-block elements 5. p-block elements 6. d-block elements Index[9]

E' stato inoltre creato un legame a pagine web remote, soprattutto al sito dell'editore della pubblicazione, quando su di esso erano disponibili informazioni sulla pubblicazione. Ad esempio nel caso di:

Biochemistry / Reginald H. Garrett, Charles M. Grisham. - 2. ed. - Fort Worth [etc.] : Saunders ; Harcourt , c1999.

è stato creato un link ad una pagina locale che segnala:

"Sul sito dell'editore sono disponibili: Informazioni sul titolo, risorse specifiche per studenti (presentazioni power point, "concetti difficili", quiz ed altro) e risorse per docenti" [10]

A partire da ciascun link si accede a risorse sul sito dell'editore.

Tale trattamento degli indici è ora oggetto di riflessione e di sperimentazione di un gruppo di lavoro di ateneo [11]. Accanto alla digitalizzazione dell'indice è prevista anche l'OCR, per rendere ricercabili le parole dell'indice e aumentare quindi il grado di richiamo.

Per rispondere alle esigenza di ricerca dell'utenza, sentita anche la Soprintendenza per i beni librari e i referenti tecnici del Polo SBN, abbiamo pensato di seguire le direzioni già tracciate e di comprendere nell'abstract anche una parte descrittiva dell'aspetto fisico del libro che lo rappresentasse e lo valorizzasse. Riferendoci agli insegnamenti dei nostri corsi di laurea, ci sembrava impossibile scindere il contenuto dalla forma del libro.

4. Una proposta di policy

La redazione degli abstract genera valore aggiunto quando le informazioni ampliano quelle della descrizione bibliografica completa di soggettazione e classificazione. Perché sia possibile creare abstract omogenei nel tempo e mantenere l'uniformità degli elaborati, ci è sembrato utile seguire alcuni dei principi fissati dalla pratica internazionale [12], dall'esperienza bolognese o emersi dai bisogni informativi dell'utenza.

In particolare si fa abstracting quando:

A) il titolo non è "trasparente" o non è indicativo del contenuto. Spesso, soprattutto nell'ideazione dei titoli in ambito umanistico, si preferiscono formulazioni considerate "ad effetto" come per esempio Bling bling : Hip hops crown jewels.

Bling bling : Hip hops crown jewels / Minya Oh ; foreword by Ludacris. – New York : Wenner Books, 2005.

Abstract: Gioielli come status e monili simbolo di identità culturale per i cantanti rap Afro-americani. Con interviste e fotografie dei rapper; immagini dei loro monili. Contiene un indirizzario per gli acquisti. In lingua inglese (ubori).

Come già affermato precedentemente, questo titolo non è tanto identificativo perchè onomatopeico. Occorreva quindi fornire elementi di contenuto utili ad un numero maggiore di utenti. I soggetti GIOIELLI - Aspetti sociali - Stati Uniti d' America e HIP HOP - Gioielli - Stati Uniti d'America e la classe 391.7088782421649 COSTUME E TENUTA PERSONALE. GIOIELLI. PERSONE OPERANTI NEL CAMPO DELLA CANZONE. RAP rappresentano il contenuto del documento, ma non danno accesso all'informazione che si tratta di "Gioielli come status e monili simbolo di identità culturale per i cantanti rap Afro-americani". Inoltre l'abstract aggiunge "con interviste e fotografie dei rapper", informazione che può risultare di grande interesse per gli studiosi della disciplina, perché materiale "primario".

Al volume è stato collegato l'indice per dare accesso ai nomi degli artisti intervistati.

Figura 1: Indice di Bling bling : Hip hops crown jewels / Minya Oh

B) Il titolo è solo apparentemente indicativo, ad esempio ?Moschino. Il focus è rappresentato dallo stilista Franco Moschino, ma non risulta chiaro quale sarà l'oggetto della trattazione, se la biografia dello stilista, i suoi abiti, o le sfilate. In effetti il volume tratta delle vetrine che Moschino allestiva nel negozio di Milano e che considerava un importante strumento di comunicazione e di confronto con la sua clientela.

C) Le indicazioni di responsabilità sul progetto grafico o su altri contenuti che non rientrano nella catalogazione standard rischiano di venire eliminate nel catalogo SBN, assieme ai relativi indici, da altri catalogatori. Il volumetto

Galanterie Echelle 1/5 : Defilé haute couture : Maurizio Galante collection printemps-été 2004 / [project graphique Fabio D'Achille ; miniatures ... realisées par Clelia Coletti Spagni et Elodia Zacchino]. - Firenze : Edizioni Polistampa, 2004.

contiene una raccolta di fotografie di abiti in miniatura. Nell' abstract sono state ripetute le responsabilità del progetto grafico e delle miniature, già presenti nella descrizione e negli indici autore.

D) Le indicazioni di contenuto non possono essere inserite nell'area delle note. Soprattutto nei testi che riguardano il design o l'architettura ma non solo, spesso sono presenti schede tecniche, descrizioni e disegni di progetti utili per l'utenza.

Quando l'abstract rischiava di diventare troppo "pesante" per la quantità di informazioni contenute, ad esempio per un elevato numero di nomi di artisti presenti nella pubblicazione, abbiamo creato un link all'indice del volume. Questa soluzione è ormai abbastanza consueta nelle biblioteche straniere tra le quali anche la Library of Congress.

Sample si presenta interessante sia per l'aspetto contenutistico che per quello grafico.

Dalla descrizione bibliografica e semantica e dalla classificazione (MODA – Sec. 20.-21. e 746.920922 COSTUMI. Gruppi di persone collegate con il soggetto) emerge che si tratta di un documento di moda, ma non si evince la copertura geografica né che presenta note bio-bibliografiche molto ricercate dagli studiosi di moda ma non sempre reperibili. E' stato fatto un link all'indice per dare un accesso a tutti i nomi presenti nella pubblicazione.

Sample : 100 fashion designers, 010 curators : cuttings from contemporary fashion. - London ; New York : Phaidon, 2005.

Abstract: Guida in lingua inglese a cento stilisti e marchi emergenti di abbigliamento e accessori, provenienti da Stati Uniti d'America, Gran Bretagna, Giappone, Italia, Brasile,Germania, Francia, Olanda, Australia, Spagna, Argentina, Svezia, Austria, Senegal, Belgio. Scelti da dieci personalità della moda. Per ogni stilista un profilo, note biografiche e bibliografiche. Con materiali anche inediti, alcuni dal 1997 al 2005: fotografie a colori e in bianco e nero, disegni di moda, schizzi, figurini. Biografia dei curatori. Volume oggetto con copertina composta da pieghe di carta che continuano nel corpo irregolare del libro. Sopra le pieghe un elastico che le trattiene. Il titolo del libro su una etichetta da abito cucita all'elastico. Quest'ultimo riporta il nome della casa editrice. Un foglio a parte in carta pergamena come quarta di copertina (ubori).

Un esempio di pubblicazione dal titolo "trasparente", ma con indicazioni tecniche che possono essere date solo nell'abstract, come ad esempio "tavole di nomenclatura, glossario tecnico, evoluzione del design dal 1917 al 1993" è Sneaker

Sneaker : guida del collezionista. - Genova : l'ippocampo, c2005

Abstract: Sneaker dei brand Adidas, Converse, Fila, New Balance, Nike, Onitsuka Tiger, Pony, Pro-Keds, Puma, Reebok, Vans e dei marchi minori Saucony, K-Swiss, Ewing, Troop, Diadora, Lacoste, Treatorn, A Bathing Ape. Per ogni modello di scarpa fotografie, scheda descrittiva con data esordio, tipologia, modelli presentati, curiosità ; storia del marchio. Con tavole di nomenclatura, glossario tecnico, evoluzione del design dal 1917 al 1993. Siti web dei marchi. Indirizzi di negozi, in Italia e all'estero, siti per informazioni e vendita online (ubori).

La guida propone numerose informazioni su una delle scarpe più indossate del momento, utili sia per gli addetti ai lavori che per un' utenza più ampia, rappresentata soprattutto da giovani. Il soggetto CALZATURE SPORTIVE – Fotografie e la classe 685.31 STIVALI E SCARPE rappresentano con un grado limitato di analiticità il contenuto, mentre indicare i nomi delle brand aumenta il grado di richiamo. L'abstract fornisce indicazioni altamente ricercate e spesso difficili da reperire sulla presenza di informazioni tecniche e "Siti web dei marchi. Indirizzi di negozi, in Italia e all'estero, siti per informazioni e vendita online".

E) Gli aspetti grafici dei volumi oggetto vengono riportati se presuppongono un progetto complesso e inseriti nel corpus dell'abstract dopo le indicazioni di contenuto del volume.

Per quanto riguarda i criteri di massima per normalizzare i documenti prodotti per il materiale grafico, si è pensato di definirli in: contenuto, responsabilità coinvolte, limiti cronologici e geografici, materiali contenuti, eventuali supporti come cd-rom, dvd, descrizione fisica dell'oggetto se necessario.

Interessante Chicks on speed, pubblicazione nella quale il progetto grafico era più importante di quello contenutistico, una biografia. Il titolo rischiava di non essere indicativo per cui è stato chiarito chi fossero le Chicks on Speed.

Chicks on Speed : its a project. - London : Booth-Clibborn, c2004. - 1 Kit (1 v., 1 compact disc, 1 abito unisex, 1 poster, 1 cartamodello per tuta da lavoro), 1 borsa di stoffa come contenitore 33x27x2 cm. ((Titolo del volume.

Abstract: Le Chicks on Speed - stiliste, gruppo ed etichetta musicale - Alex Murray-Leslie, Melissa Logan, Kiki Moorse, documentano la loro storia, dal 1997 al 2004, con fotografie a colori e in bianco e nero, articoli di riviste, disegni, e-mail, lettere, appunti manoscritti. In lingua inglese. Volume oggetto con copertina irregolare, tagliata con uno stampo. Le pagine sono di diversi tipi di carta e di dimensioni varie, scritte a mano, stampate, disegnate e corredate da foto. Completano il Kit un poster ripiegato, un abito unisex di colore bianco stampato in nero e rosa, una borsa di tela ecru stampata in nero, un cartamodello per tuta, 1 compact-disc (ubori).

Infine la catalogazione semantica di Structural packaging PACKAGING – GRAFICA e la classificazione 741.6 PROGETTAZIONE GRAFICA, ILLUSTRAZIONE, ARTE COMMERCIALE non consentiva di indicare la presenza di numerose informazioni utili per la realizzazione di contenitori. Il volume si presentava interessante anche graficamente per il particolare funzionamento di chiusura della copertina.

Structural packaging : workbook / art director Josep M. Garrofé. - Barcelona : Index Book, 2005.

Abstract: Manuale di packaging promozionale in lingua inglese: scatole e contenitori realizzati da Tribu-3 (2000-2005). Centotrentacinque progetti, con fotografie a colori e modelli, raggruppati in tre livelli in rapporto a materiali e manualità. Legende, schede tecniche con descrizione dell'oggetto da contenere, assemblaggio, materiali. Decalogo del packaging creativo. Nel dvd modelli non quotati, utilizzabili senza licenza d'uso. Libro con quarta di copertina richiudibile ad incastro sulla copertina (ubori).

5) Criticità e perplessità

Per la redazione degli abstract la biblioteca si è generalmente attenuta alle indicazioni del Gruppo di lavoro. La biblioteca ha condiviso la scelta di cercare di mantenere la coerenza degli elaborati redatti a livello di Polo, ma ha ritenuto utile aggiungere negli abstract la descrizione fisica dei "volumi oggetto", non presente nelle linee guida perché materiali "visual" delle discipline della moda e dell'architettura non erano al momento stati oggetto di abstract.

Per gli abstract dei volumi "oggetto" è rilevante il problema del rumore che genera la descrizione fatta con il linguaggio naturale, in quanto non ci sembra che esistano standard per la descrizione di simili materiali. Forse alcuni aspetti descrittivi del libro potrebbero venire standardizzati, ad esempio i caratteri utilizzati, la carta, la rilegatura, ecc. ma anche in questo modo non si coglierebbero gli aspetti artistici che caratterizzano questi volumi "di culto" per i grafici. Anche con il linguaggio naturale è difficile riuscire a dare un'idea dell'oggetto. Creare un link alla pagina che presenta il volume sul sito dell'editore potrebbe essere una soluzione più semplice, oppure come già avviene in alcuni cataloghi stranieri, ad esempio in BIBSYS si potrebbe creare una immagine digitalizzata della copertina e/o della quarta di copertina del volume per dare indicazioni di contenuto. La prima soluzione, purtroppo, è solo temporanea e valida finchè l'editore decide di rimuovere la pagina. In questo caso, inoltre, per non sovraccaricare il catalogo di link inutili, occorrerebbe un sistema che sistematicamente mantenesse monitorate le pagine, o in alternativa, il bibliotecario dovrebbe effettuare ogni tanto delle ricognizioni delle pagine Web linkate per bonificare il catalogo, operazione senz'altro gravosa per la biblioteca.

Sono state mantenute anche parole straniere come packaging, sneaker etc., termini di uso comune nel settore, purché nell'abstract fosse presente e quindi ricercabile anche il corrispondente termine in italiano talvolta di area semantica più ampia rispetto a quello inglese. Questa scelta permette a tutti gli eventuali utenti della rete, compresi i non specialisti, di reperire l'informazione.

Non è stato sempre possibile seguire le indicazioni sulla aderenza e proporzionalità dell'abstract al testo, indicazioni che richiamano all'equilibrio tra i contenuti del volume ribadite dalle norme di Polo [13]. Nel materiale "visual" il contenuto iconografico prevale sul testo scritto. Quest'ultimo permette al bibliotecario di comprendere il contenuto del documento. Per la parte iconografica il bibliotecario può dare solo delle indicazioni formali, come per esempio evento, fotografi, pellicole e ulteriori "piccole informazioni". Non può dare informazioni sulla lettura delle immagini perché non ha strumenti che lo aiutino. Quindi, a volte, l'abstract contiene un numero maggiore di informazioni ricavate dal testo scritto rispetto alla parte iconografica.

Le soluzioni che abbiamo al momento individuato per migliorare l'accesso ai documenti di moda sono solo un primo tentativo aperto al contributo e al confronto con altri bibliotecari.

Daniela Rossi, Biblioteca del Polo di Rimini - Università di Bologna, e-mail: drossi@rimini.unibo.it


Note

[1] V. Gentilini, L'esperienza degli abstract nel polo bibliotecario bolognese "Bibliotime", 8, novembre 2005, reperibile all'indirizzo <http://didattica.spbo.unibo.it/bibliotime/num-viii-3/gentilin.htm>.

[2] M. Bellei, Un catalogo ricco in "Biblioteche Oggi", 16, (1998) 6, pag. 6-12.

[3] M. Bellei, L'informazione nascosta in "Biblioteche Oggi", 10, (1992) 2, pagg. 175-185.

[4] M. Bellei, Un catalogo ricco, Op. cit. pag. 6.

[5] In questo dibattito si inserisce l'articolo di Gaddoni e Vignocchi che riflettono sul ruolo e sul posizionamento degli OPAC per il recupero dell'informazione (R. Gaddoni, M.L.Vignocchi, Nella selva oscura degli OPAC, "Bibliotime" anno IX, numero 3 (novembre 2006), <http://didattica.spbo.unibo.it/bibliotime/num-ix-3/gad-vign.htm>.

[6] Per la sperimentazione nel Polo Bolognese SBN: F. Benedetti, La redazione di abstract in "L'informazione bibliografica", anno XXIX, n.2, (aprile-giugno 2003), p. 265-276 e V. Gentilini, L'esperienza degli abstract nel polo bibliotecario bolognese, op. cit.

[7] I documenti sono reperibili all'indirizzo: <http://sbn-ubo.cib.unibo.it/manuali-e-documentazione/materiali/lineeguidaabstract.pdf>.

[8] La descrizione bibliografica riporta solo l'area 1 e 4, a meno che non sia strettamente necessario aggiungere altre aree.

[9] <http://www2.fci.unibo.it/~citti/toc/0198792883.html>.

[10] <http://www2.fci.unibo.it/~citti/toc/0030223180.html>.

[11] Documenti all'indirizzo: <http://www.cib.unibo.it/cib/progetti/indici-e-sommari-in-opac>. Si veda anche R. Gaddoni, M.L. Vignocchi, op. cit.

[12] Per la normativa internazionale: Guidelines for abstracts ANSI/NISO Z39.14-1997, e Documentation- abstracts for publications and documentation, International standard ISO 214-1976. Per il dibattito internazionale, una pietra miliare: F.W. Lancaster, Indexing and abstracting in thory and practice, 3. ed.University of Illinois-Graduate School of Library and Information Science e J. Rowley, Abstracting and indexing, 2. ed., London : Bingley, 1988.

[13] "Linee guida alla redazione di abstract" <http://sbn-ubo.cib.unibo.it/manuali-e-documentazione/materiali/lineeguidaabstract.pdf>.




«Bibliotime», anno IX, numero 3 (novembre 2006)

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