«Bibliotime», anno VI, numero 1 (marzo 2003)

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Pino Buizza

Indicizzazione per soggetto e FRBR *



Premessa

La conoscenza del Rapporto FRBR [1] si è diffusa in questi anni e tralascio di presentarlo. Mi limito a richiamare che lo studio dell'IFLA mira a individuare gli elementi essenziali perché un record bibliografico possa corrispondere alle funzioni che l'utente gli chiede e che a questo scopo analizza le entità bibliografiche e le loro relazioni, valutando l'importanza dei loro attributi per le funzioni utente. È così adempiuto il compito di delineare il record bibliografico nazionale di livello base (basic level national bibliographic record, BLNBR). In seguito FRBR non è stato assunto come riferimento logico per trasformare il record bibliografico o per riscrivere regole di catalogazione (le revisioni delle ISBD in corso si limitano a uniformare gli elementi opzionali al succitato livello base [2], il JSCAACR sta studiando l'implementazione del linguaggio di FRBR nelle AARC2 [3], più avanti si sta spingendo la Commissione RICA nell'ipotesi di basare il nuovo codice italiano su FRBR [4]). L'analisi condotta secondo il modello entità - relazioni è di sicura utilità concettuale e pratica: è utilizzata come riferimento didattico nelle scuole di biblioteconomia danesi, per presentazioni "logiche" delle registrazioni relative agli autori (come nel portale della letteratura australiana AustLit [5]). FRBR è, in questo senso, uno studio dai cui risultati possiamo, con una libertà che standard e regole non consentono, trarre spunto per riflessioni o realizzazioni ulteriori, di cui ciascuno si assume la responsabilità, senza presumere di presentarle come l'interpretazione di FRBR [6].

1. Il soggetto in FRBR

Pur nascendo nel contesto del controllo bibliografico universale, interessato essenzialmente alla catalogazione descrittiva, il Rapporto FRBR non trascura di incorporare il tema dell'indicizzazione semantica, ricucendo i due versanti separati per tradizione. L'attenzione prevalente è per le entità bibliografiche considerate per il lato del significante (l'aspetto testuale, notazionale, sonoro, etc.) e declinate sui quattro livelli (opera, espressione, manifestazione, item) e nelle loro relazioni. È anche riconosciuto, ma non tematizzato, il lato del significato, l'aspetto contenutistico, quel contenuto concettuale che individuiamo quando facciamo analisi concettuale del documento. Il soggetto appare in FRBR come relazione fra l'entità opera del gruppo uno, vista questa volta per il suo significato, e le entità del gruppo tre, rappresentative del contenuto concettuale.

Correttamente la relazione è posta a livello dell'ideazione, perché è già lì presente, e non a livello di espressione, né di manifestazione, nelle cui varianti il soggetto sostanzialmente non cambia. Le entità individuate nel gruppo tre: concetto, oggetto, evento, luogo rispondono a una semplice categorizzazione secondo l'opposizione astratto/concreto e secondo determinazioni temporali e spaziali; ad esse si aggiungono le entità dei gruppi uno (opera, espressione, manifestazione, item) e due (persona, ente), che possono essere pure in relazione di soggetto con un'opera. Da ciò risulta una certa varietà di categorie di soggetti che non è esaustiva, piuttosto limitativa: si potrebbe pensare, ad esempio, alle entità organismo vivente e popolo, mentre le entità persona ed ente potrebbero apparire senza condizioni, non solo in quanto responsabili (gruppo 2).

Alcuni altri aspetti suscitano qualche perplessità:

  1. le entità del gruppo tre vengono presentate come istanze individuali (3.1.3: "una nozione astratta o idea", "una cosa materiale", "un'azione o avvenimento", "un sito") e come tali sono esemplificate; i soggetti reali sono tuttavia in grande maggioranza generalizzazioni o concetti rappresentativi di una classe di individui; un soggetto esemplificato è Bristol, ma altrettanto tipico è il soggetto plurale Città;
  2. le entità del gruppo tre vengono presentate come unità atomiche, senza l'articolazione di più concetti che si trova nella maggioranza dei soggetti reali; ci sono esempi per Economia e per Secolo XX, ma non è previsto Economia - Secolo XX, né qualcosa di analogo. In questo isolamento dell'entità individuale pare persa anche la semantica, il discorso in cui qualsiasi soggetto è necessariamente inserito.
  3. l'analisi degli attributi è carente: si limita a enunciare il termine per l'entità, senza includere elementi utili per la gestione delle funzioni che un soggetto deve assolvere (p.e., date o designazioni utili a qualificarlo, definizioni che ne circoscrivono l'accezione e l'impiego).

Il Rapporto FRBR non compie un'analisi dei linguaggi di indicizzazione semantica e sarebbe vano pretendere di trarne indicazioni in merito. L'applicazione del modello E-R (entità-relazioni) può tuttavia servire per l'analisi funzionale della struttura del soggetto.

2. Il soggetto secondo entità e relazioni

Il soggetto appartiene al mondo reale in quanto elaborazione concettuale dell'indicizzatore, il quale rappresenta il contenuto dell'opera in modo sommario e formalizzato. Il soggetto non è un'entità presente nell'opera e da essa estratta, né un'entità precostituita che esiste di per sé. Esiste come nucleo informativo creato in funzione di mediazione fra il pensiero svolto nell'opera e l'universo dei discorsi culturali e informativi che danno luogo alle richieste delle interrogazioni bibliografiche. È un'entità logica che permane nelle relazioni con opere diverse, per ciascuna indipendentemente dalle espressioni e dalle manifestazioni in cui esse si concretizzano, e permette di riconoscere e correlare le opere che presentano lo stesso tema di base e di distinguere quelle che svolgono temi differenti.

Possiamo ipotizzare un approfondimento dell'analisi dei soggetti secondo il modello entità-relazioni applicato al prodotto dell'attività di indicizzazione.

2.1 Entità

Entità logiche sono:

  1. il soggetto: l'argomento, il tema di base dell'opera, la sommarizzazione dei suoi contenuti principali;
  2. il concetto: un'unità di pensiero, ciascuno dei singoli elementi che compongono il soggetto.

L'entità concetto (nell'accezione della norma ISO 5963, diversa da quella particolare di FRBR 3.2.7) può essere distinta in entità concetto più specifiche che rappresentano le categorie di concetti rintracciabili nella formulazione di un soggetto (ad esempio entità concetto relativa a un oggetto concreto, a materia/materiale, a proprietà/qualità, ad azione, etc.). L'articolazione delle entità su due livelli (soggetto e concetto) e secondo le categorie di concetti permette di evidenziare sia i temi sommari delle opere che i concetti ricorrenti, nonché le relazioni che intercorrono tra loro.

2.2 Attributi

Gli attributi essenziali delle entità considerate corrispondono alla loro formulazione controllata:

a. per l'entità soggetto valore dell'attributo è la stringa di soggetto;

(ulteriori attributi possono essere fissati per le funzionalità degli authority file, ad esempio, codici identificativi, fonti utilizzate per l'elaborazione concettuale, linguaggio di riferimento).

b. per l'entità concetto il valore dell'attributo è il termine preferito; altri termini possono essere trattati come termini varianti;

(un altro attributo dell'entità concetto è la qualificazione del concetto, valore dell'attributo sono i termini di qualificazione formalizzati; altri attributi ancora sono riconoscibili per entità concetto di particolari categorie, ad esempio le date come attributo delle entità concetto di persona, ente, evento).

Definire gli attributi permette di caratterizzare e identificare le singole istanze delle entità tramite i valori dei loro attributi.

2.3 Relazioni

Fra le entità sono riconoscibili tre gruppi di relazioni:

a. relazioni primarie: fra il soggetto e i concetti che lo compongono; sono relazioni partitive del tipo "ha come componente il concetto " e reciprocamente "è componente del soggetto ";

b. relazioni intra-soggetto: fra concetti che compongono lo stesso soggetto; sono adeguate ai ruoli logici assunti da ciascun concetto nel contesto dell'entità soggetto, del tipo "è agente del concetto d'azione, è destinatario del concetto d'azione, è localizzazione del concetto, è localizzato dal concetto ";

c. relazioni extra-soggetto: fra entità concetto indipendentemente dal soggetto in cui sono impiegate; sono riconducibili alla tipologia delle relazioni semantiche.

Per esempio, il soggetto Tulipano - Coltivazione - Olanda - Sec. XVII, ha relazioni primarie con i quattro concetti che lo compongono Tulipano, Coltivazione, Olanda, Sec. XVII; questi hanno fra loro relazioni intra-soggetto: Tulipano è oggetto dell'azione Coltivazione, etc.; ciascuno ha relazioni extra-soggetto, per esempio di tipo gerarchico, con altre entità concetto, Tulipano con Fiori, con Liliacee, etc.

Le relazioni intra-soggetto precisano i vari ruoli logici assunti dal concetto e ne mostrano le occorrenze con lo stesso ruolo nei diversi soggetti.

Le relazioni extra-soggetto collocano il concetto nel contesto dei significati e delle conoscenze a cui esso appartiene, per cui è normalmente considerato e ricercato. Che queste relazioni siano stabilite con concetti al di fuori del soggetto non significa che non abbiano rapporto o non siano rilevabili nell'opera a cui il soggetto si riferisce. È tipico di ogni discorso considerare insieme il genere e le sue specie, l'insieme e le sue parti, gli opposti, i contrari e i simili. Instaurare queste relazioni significa restituire la ricchezza di contenuti dell'opera che la formulazione sintetica e sommaria del soggetto necessariamente limita. I primi due gruppi di relazioni riguardano la sintassi e la costruzione delle stringhe, il terzo la semantica e la rete sindetica.

Relazioni fra soggetti diversi che presentino affinità o specificità differenti o una sovrapposizione parziale, insomma qualche motivo di richiamo significativo, si possono instaurare come sequenza di relazioni del primo tipo (primarie) quando fra due soggetti esiste un concetto in comune in posizione diversa, del primo e del terzo tipo quando non c'è un concetto condiviso dai soggetti, ma ci sono soggetti semanticamente collegati. Per esempio, con relazione diretta fra: Tulipano - Commercio - Olanda e Tulipano - Coltivazione

Tulipano è componente di Tulipano - Commercio - Olanda e di Tulipano - Coltivazione

con relazione indiretta fra: Tulipano - Commercio - Olanda e Fiori - Coltivazione

Tulipano - Commercio - Olanda > ha come componente > Tulipano

Tulipano > è specie di > Fiori

Fiori > è componente di > Fiori - Coltivazione

3. Funzioni per l'utente

Le funzioni per l'utente di FRBR che interessano le relazioni di soggetto, quindi le entità del gruppo tre, sono trovare e selezionare. Per entrambe è assegnato valore alto alle relazioni tra opera e entità trattate come soggetto dell'opera (tab. 6.1). Nella visione più articolata di soggetto qui delineata (soggetto - concetto) si possono meglio tracciare sia le funzioni che il peso delle relazioni e degli attributi.

La funzione di trovare le opere su un dato soggetto e di selezionare le opere sulla base del soggetto trattato sono meglio diversificabili in:

1. trovare le opere su un dato soggetto;

2. trovare le opere in cui è significativamente trattato un concetto

3. trovare le opere in cui sono trattati più concetti secondo una relazione significativa;

4. selezionare un'opera per il suo soggetto principale;

5. selezionare un'opera perché vi è significativamente trattato un concetto

6. selezionare un'opera perché vi sono trattati più concetti secondo una relazione significativa;

Nel primo e quarto caso si trovano e selezionano opere in cui il soggetto è trattato coestensivamente, in modo esteso per quanto consentito dall'ampiezza dell'opera e dalla specificità del soggetto; per soddisfare questa funzione è requisito sufficiente la relazione FRBR fra opera ed entità che funge da soggetto, ed è necessario controllare il valore dell'attributo formulazione verbale.

Nel secondo e quinto caso si trovano e selezionano opere in cui è presente una trattazione di un concetto in rapporto ad altri; per esempio, si trova il concetto di restauro trattato in opere su Materiali lapidei - Restauro, su Pitture - Restauro, e su Edifici - Restauro - Capitolati di appalto, etc. Per soddisfare questa funzione non è sufficiente la relazione FRBR fra opera ed entità che funge da soggetto, ma occorre anche la relazione primaria fra soggetto e concetto, ed è necessario controllare, per quest'ultimo, il valore dell'attributo termine concetto.

Nel terzo e sesto caso si trovano e selezionano opere in cui è presente una trattazione di un soggetto complesso reso con concetti correlati; per esempio, si trovano il concetti Modena e Storia trattati in opere su Architettura - Modena - Storia, Musica - Modena - Storia., Orologi - Modena - Storia. Per soddisfare questa funzione non sono sufficienti la relazione FRBR fra l'opera e l'entità che funge da soggetto e la relazione primaria fra soggetto e concetto, ma occorre anche l'indicazione della relazione intra-soggetto che collega i due concetti; è necessario, per questi ultimi, esplicitare e controllare il valore dell'attributo termine concetto.

Sono dunque possibili sia ricerche mirate, puntando ad un soggetto complesso, attraverso l'insieme della stringa o puntando a una precisa relazione tra concetti, contenuta nella stringa, sia ricerche più vaghe (vaganti in una ricerca a tentoni), che rilevano la presenza di uno o più concetti, comunque presenti nelle stringhe.

Una funzione menzionata solo di passaggio nel rapporto FRBR (5.1) è svolta dalle relazioni, che legando un'entità a un'altra aiutano l'utente a navigare nella bibliografia, catalogo o database bibliografico. Il Gruppo di studio sulla catalogazione dell'AIB nelle sue osservazioni richiedeva l'esplicito riconoscimento di questo "oltrepassare (procedere oltre)" come quinto compito [7], e oggi navigare [8] è normalmente citato insieme agli altri quattro. In rapporto alle entità che fungono da soggetto possiamo quindi aggiungere le seguenti funzioni, con una distinzione più precisa:

7. guidare alla ricerca di opere su soggetti affini o semanticamente collegati;

8. guidare alla ricerca di opere in cui siano trattati concetti affini o semanticamente collegati. .**ex.

Per soddisfare queste funzioni, oltre alle relazioni FRBR fra opere ed entità che fungono da soggetto, occorrono anche le relazioni primarie ed extra-soggetto, ed è necessario controllare il valore dell'attributo termine concetto.

Si possono riportare riassuntivamente gli attributi e le relazioni essenziali a soddisfare le funzioni individuate:

4. Principio di applicazione

Questa analisi non fornisce indicazioni dirette sulle modalità di indicizzazione per soggetto, può tuttavia suggerire un paio di considerazioni di validità generalizzabile:

Il punto di vista assunto con FRBR: il soggetto è relazione dell'opera, induce un'altra considerazione. La relazione permane attraverso le diverse espressioni e manifestazioni in cui l'opera si realizza e materializza, salvo leggere variazioni che sono possibili (ad esempio, un'opera aggiornata avrà una maggiore copertura temporale del soggetto). Permane anche quando l'opera si manifesta come componente di un'opera aggregata, all'interno di una manifestazione di varie opere. Tradizionalmente la soggettazione sommarizza il contenuto complessivo del documento, anche se esso presenta più opere o più parti di opere, mentre, sebbene FRBR non si occupi di applicazione dell'indicizzazione, la logica esplicitata da FRBR comporta che si soggettino singolarmente le opere, anche quelle che non occupano per intero una manifestazione. È del tutto coerente indicizzare le opere contenute, come si fa nella catalogazione di spoglio; le opere che stanno in una manifestazione come accompagnatorie dell'opera principale (ad esempio un'introduzione); le singole opere componenti aggregate in una risorsa multimediale. Resta la possibilità di indicizzare l'opera aggregata (FRBR 3.3) in quanto tale, ma questo comportamento risulta poco coerente se avviene che un'opera componente è indicizzata a sé in un'altra manifestazione in cui compare da sola, come in catalogazione descrittiva, quando si dà accesso a un'opera pubblicata da sola in una manifestazione, ma non le si dà accesso quando appare come opera contenuta in un'altra manifestazione.

5. Classificazione

Le classificazioni bibliografiche costituiscono un altro modo di fare indicizzazione per soggetto, di rappresentare organizzare e recuperare il significato delle opere. Nel Rapporto FRBR i numeri di classificazione sono trattati come esempi di termine concetto, termine oggetto, termine evento, termine luogo, cioè come attributi delle rispettive entità del gruppo tre, nell'Appendice A, che confronta gli attributi logici con i dati di ISBD, GARE, GSARE (p. 138-139 dell'edizione italiana).

Sembra lecito provare ad esaminare i sistemi di classificazione alla luce di FRBR sulla falsariga di quanto effettuato per i soggetti, con la stessa premessa che giustifica l'intervento odierno. A partire dall'ultima considerazione, si può analogamente affermare che la relazione della notazione di classificazione con l'opera comporta, da un punto di vista logico, la classificazione delle opere, non delle manifestazioni, e quindi, da un punto di vista pratico, la classificazione di spoglio, diversamente dalla prassi usuale.

5.1 La classificazione secondo entità e relazioni

Una classificazione è uno schema mentale convenzionale, artificioso e formalizzato, di rappresentazione e organizzazione sistematica delle conoscenze. Classificare un'opera comporta collocarne il contenuto concettuale, il significato, nel contesto di una classe di significati prevista dal sistema di classificazione, con cui esso coincide o al cui interno è riconducibile; la notazione è l'espressione formale di quella classe di significati e vale come rappresentazione, approssimativa, del significato dell'opera; la notazione può rappresentare dettagliatamente, ma più spesso rappresenta in modo abbreviato il complesso di significati attraverso cui la classificazione contestualizza il contenuto concettuale dell'opera.

Un'entità del gruppo tre (conta poco che sia concetto, oggetto, evento o luogo, e più spesso è una articolazione o connessione di queste entità atomiche) può essere analizzata secondo il modello entità - relazioni con esiti diversi da quelli visti sopra, per le diverse strutture tipiche delle classificazioni. Le differenze fra i sistemi di classificazione impediscono un discorso univoco, ed è necessario rivolgersi piuttosto ad un singolo schema come esempio, la Classificazione decimale Dewey, per comodità, o a distinte generalizzazioni come i sistemi enumerativi e i sistemi analitico-sintetici.

Come entità logica può essere individuata innanzi tutto la classe o soggetto classificato rappresentativa del soggetto dell'opera, entità concettuale alla cui determinazione nella struttura del sistema di classificazione concorrono diversi elementi, concettualmente configurabili come componenti di livello semplice, come entità logiche elementari. Queste sono (in un elenco indicativo e non esaustivo):

Ogni entità logica elementare così individuata è riconoscibile come componente dell'entità soggetto classificato e viceversa.

Attributi delle entità (dei due livelli e dei vari tipi del secondo livello) sono:

  1. la notazione di classificazione e
  2. l'espressione verbale della classe.

I valori degli attributi sono rispettivamente, per l'entità classe:

  1. la notazione assegnata al soggetto classificato e
  2. la stringa che ne esplicita il significato

per ogni specifica entità elementare:

  1. la/le cifra/e di notazione che la rappresenta/no e
  2. il termine che ne esplicita il significato

L'insieme dei valori dell'attributo notazione delle entità elementari costituisce il valore dell'attributo notazione dell'entità classe, che, secondo la meccanica del sistema di classificazione, può anche prevedere l'aggiunta di elementi connettivi o la soppressione convenzionale di elementi pertinenti. La stringa è di norma più sintetica degli elementi che costituiscono il soggetto classificato.

Ad esempio, l'opera Chiese medievali della Valdelsa è indicizzata e analizzata così, presentandone tutte le entità concetto componenti e i loro attributi, sia verbali che notazionali:

1. Chiese - Val d'Elsa - Sec. XI-XIII

726.509455109021 (DDC ed. 21)

Arti Belle arti 7

Architettura 2

specifici tipi di struttura [5-8]

edifici religiosi 6

edifici cristiani chiese .5

in un territorio 09

Val d'Elsa [EU,IT,Tos,FI] 4551

di un tempo specifico 09

secoli XI-XIII [M.Evo] 021

Componenti sono: Arti, architettura, di specifici tipi di struttura, edifici religiosi, religione, chiese cristiane, in un territorio, la Valdelsa, di un tempo specifico, i secoli XI-XIII corrispondenti ai valori delle entità elementari disciplina, oggetto di studio (o prodotto), destinazione, religioni, localizzazione, tempo.

Fra le entità del livello elementare e del livello della classe sussistono le relazioni primarie, strutturali della classificazione. Sono relazioni partitive (1 a n) del tipo "ha come componente il concetto Architettura," e reciprocamente "Architettura è componente della classe "

Fra le entità elementari sono riconoscibili relazioni intra-soggetto che sono esplicitate dalle frasi stesse con cui sono state presentate (es.: le chiese sono oggetto di studio e prodotto della disciplina architettura, sono localizzate in Valdelsa e reciprocamente la Valdelsa è la localizzazione delle chiese, etc.).

Le discipline non sono il contenitore in cui sta tutto ciò che è di loro pertinenza, ma l'ambito semantico, l'ottica in cui le singole entità sono viste, il terreno di coltura in cui crescono i discorsi che riguardano quelle entità. Esse hanno relazioni intra-soggetto con i propri prodotti, oggetti di studio, attività, con le tecniche e i metodi impiegati, con gli stili e le correnti che in esse si distinguono.

La struttura concettuale dei linguaggi di indicizzazione classificati include le relazioni semantiche gerarchiche dei concetti al proprio interno, ne fa delle relazioni intra-soggetto come sono le sintattiche; ciò è ridondante rispetto alla rappresentazione e comprensione del soggetto (le chiese sono specifiche strutture architettoniche e edifici religiosi). Spostandosi sul piano verbale e notazionale di una classificazione si può notare che le relazioni semantiche possono essere rappresentate o no nell'espressione verbale e nella notazione classificata, a seconda che siano preferite dal sistema espressioni e notazioni brevi o che sia privilegiata la funzionalità dell'ordinamento e del raggruppamento sistematico delle espressioni e delle notazioni, al fine di organizzare la conoscenza. Indipendentemente da ciò, sembra conveniente che siano comunque tutte rappresentate in un modello entità-relazioni di una classificazione, con l'avvertenza che la loro collocazione, sul piano verbale e notazionale, può essere sia intra- che extra-soggetto.

Altre relazioni sono stabilite fra discipline sulla base di affinità indipendenti dal soggetto delle opere (per esempio fra lingua e letteratura se il sistema le separa, come nel caso della Dewey) e per legami sintattici specificati nel soggetto (per esempio lo studio artistico degli oggetti religiosi).

5.2 Funzioni per l'utente

Questa analisi secondo il modello entità, attributi e relazioni potrebbe essere approfondita esaminando i molti tipi di relazioni sintattiche previste in un sistema di classificazione e il dispiegarsi di relazioni semantiche all'interno della stessa, ma basti confermare l'importanza della distinzione fra relazioni sintattiche e semantiche. L'esercizio sarebbe futile se non venisse rapportato alle funzioni che la classificazione svolge per l'utente.

Le funzioni sono ancora trovare e selezionare:

1a. trovare le opere su un dato soggetto per la sua collocazione disciplinare e concettuale in uno schema di organizzazione della conoscenza;

2a. selezionare un'opera per la sua collocazione disciplinare e concettuale;

A ciò bastano gli attributi notazione e stringa del soggetto classificato.

La rappresentazione dei singoli elementi costitutivi di un soggetto classificato come entità logiche elementari permette di percorrere la classificazione non solo secondo il tradizionale percorso lungo la sequenza lineare creata dall'ordinamento delle notazioni (limitato proprio dall'essere monodimensionale) e secondo i passi in salita e in discesa che la ramificazione della struttura gerarchica della classificazione consente, ma anche a partire da ogni entità elementare situata in un contesto classificatorio verso altro contesto in cui l'entità sia situata per un'altra opera. È così possibile raddoppiare le funzioni sopra citate aggiungendo le seguenti:

1b. trovare le opere in cui un concetto è trattato come componente di un soggetto complesso, in diversi contesti disciplinari e concettuali;

2b. selezionare un'opera perché vi è trattato un concetto come componente di un soggetto complesso, nell'ambito di un contesto disciplinare e concettuale.

Per queste funzioni è necessario che gli attributi e le relazioni di tutte le entità elementari siano rappresentati, e in forma costante. Di fatto la notazione di una classificazione è del tutto convenzionale: in alcune è espressiva di ogni passaggio logico, di ogni elemento costitutivo della classe (CDU e CDD, tendenzialmente), mentre in altre è scelta la brevità e non tutti gli elementi costitutivi sono espressi da singoli segni, ma rappresentati sinteticamente (per esempio, in Bliss Bibliographic Classification). Analogamente le espressioni verbali tendono alla forma breve, sottintendendo i passaggi impliciti. Gli elementi e i passaggi mancanti non possono ovviamente diventare nodi di quel percorso; a questo scopo anche i valori degli attributi delle entità elementari che sono esplicitate nella classificazione devono essere costanti lungo tutta la classificazione, indipendentemente dal contesto in cui sono collocati, o almeno devono avere forme considerate equivalenti dal sistema. Di solito non avviene così nelle classificazioni enumerative, nonostante gli espedienti mnemonici abbiano una parziale funzione uniformante (nell'esempio, religione come destinazione dell'edificio ha la cifra 6 non corrispondente al numero 2 che caratterizza la disciplina).

La funzione per l'utente di navigare di oltrepassare andando oltre la risposta immediata di una ricerca, sia percorrendo le relazioni semantiche e sintattiche delle entità trovate, sia accedendo ad altre classi in cui un'entità elementare sia contestualizzata, è pienamente soddisfatta dagli attributi delle entità elementari e dall'insieme di tutte le relazioni succitate.

Si possono allora aggiungere come ulteriori funzioni per l'utente:

3a. guidare alla esplorazione delle opere collocate nel contesto semantico di un soggetto classificato;

3b. guidare alla esplorazione delle opere collocate nei contesti semantici in cui appare un concetto.

Applicando l'analisi a classificazioni analitico - sintetiche si incontra una più coerente e regolare formalizzazione delle entità elementari nelle faccette (di cui gli isolati sono le occorrenze). Un ordine di citazione costante fissa la successione delle faccette. Ogni soggetto classificato è costituito dalla ordinata successione delle faccette pertinenti, fino al grado di specificità richiesto dall'opera. In questo modo sono meglio esplicitate le entità elementari e le relazioni, resta fondamentale per le funzionalità che gli attributi abbiano valore costante (un concetto sia rappresentato sempre con la stessa espressione verbale e con la stessa notazione).

6. La divisione tradizionale dei cataloghi: autore e soggetto

I tentativi di riflessione fin qui svolti hanno cercato di dare anche al soggetto (verbale o classificato) una posizione organica all'interno dell'universo bibliografico: come chiavi d'accesso alle opere (il che non è mai stato negato) e come pedine del complesso gioco dell'organizzazione della conoscenza.

L'impiego concomitante di più linguaggi di indicizzazione induce a registrare le relazioni dirette fra le formulazioni di uno stesso soggetto con appositi strumenti affiancati al catalogo. Ad esempio le Guidelines for subject authority and reference entries [9], prevedono nella voce d'autorità di un soggetto (formale) una nota in cui indicare la notazione corrispondente secondo un sistema di classificazione (o anche più notazioni se sono prevedibili punti di vista disciplinari diversi). Ma nei ruoli qui delineati i linguaggi di indicizzazione impiegati possono trovare integrazioni funzionali (lavorare in due senza fare in due lo stesso lavoro), dato che offrono attributi alle stesse entità e allacciano fra le entità relazioni che in parte si corrispondono, in parte si arricchiscono. Superando l'estraneità degli usi separati e le associazioni meccaniche e acritiche (stesso soggetto = stessa classe) che risultano spesso di scarsa utilità e a volte fuorvianti, si possono rispettare e valorizzare sia il fondamento comune che le esigenze tipiche di ciascun linguaggio.

Analogamente la tradizione ha separato catalogazione descrittiva e indicizzazione per soggetto, perché ciascuna maturasse i propri principi e affinasse le proprie tecniche. Nel Rapporto FRBR, con i limiti anzidetti, autori e soggetti sono portati a incontrarsi intorno alle opere e alle espressioni.

In virtù delle relazioni fra soggetto e opera e delle relazioni fra le entità dei gruppi uno e due di FRBR, tipiche della ricerca semiotica, si ricompone l'unità del record e del catalogo, la complessa globalità della rete di relazioni, resa interamente percorribile secondo mappe e percorsi opzionali selezionabili. Per esempio, un'entità persona o ente può relazionarsi distintamente a un'opera come autore o creatore, come concetto componente del soggetto, come responsabile della realizzazione di un'espressione, come tipografo o editore di una manifestazione, come proprietario o restauratore di un item, e senza ingenerare confusione svolgere ciascuna di queste funzioni rispetto a diverse opere, espressioni, manifestazioni, item, perché tutte le entità sono collegabili, ma i tipi di relazioni sono distinti.

Una migliore interazione dei cataloghi, che in FRBR non è tema svolto, può essere immaginata come stimolo e direzione del lavoro futuro. Non per ritornare a condizioni indifferenziate, o almeno confuse, ma per favorire il compimento delle funzioni che ora sono svolte separatamente. L'assetto stesso dei cataloghi elettronici attuali, con la possibilità di ricerche su tutto il record (key anywhere) e di ricerche combinate su diversi elementi, scardina l'abitudine all'uso di cataloghi separati e pone con forza il problema di ripensare l'offerta variegata di accessi. Non ne deve cancellare la distinzione concettuale, perché non si perda mai di vista a quali quesiti ogni catalogo è in grado di rispondere, secondo quali criteri e con quale grado di certezza. Nel ribadire (anche come educazione dell'utente) le peculiarità dei linguaggi, vanno pure indicate le possibilità di integrazione, di uso coordinato o combinato, per sfruttare a pieno le potenzialità del catalogo, sia nell'impostazione delle ricerche, sia nella navigazione. Ancor prima è necessario valutare i correttivi da apportare nell'attribuzione e nella struttura degli accessi. Un sicuro ostacolo, da rimuovere, sono le formulazioni diverse dei nomi propri per autori e per soggetti, causa di fastidiose complicazioni e confusioni. Già nel documento IFLA sui principi dei linguaggi d'indicizzazione [10] è raccomandato di formulare i nomi delle persone, dei luoghi, delle famiglie, degli enti collettivi e delle opere come nel catalogo per autori, per facilitarne il reperimento integrale. La prassi ormai consolidata di trattare il nome dell'autore in un authority record è un invito ad utilizzare questo strumento anche per gestire i soggetti biografici, delle opere e degli enti.

In questo campo non mi risulta siano in corso studi o progetti: l'IFLA mantiene sezioni distinte per catalogazione (Cataloguing) e per classificazione e indicizzazione (Classification and indexing), sia pure all'interno della Division IV, Bibliographic control; il working group su FRBR non si è attivato sul versante semantico. Non possiamo d'altra parte negare le connotazioni semantiche insite nel catalogo per autori, già in qualche modo recepite di fatto, ad esempio, dal trattamento biografico della Dewey, che associa le persone ai soggetti in cui si sono distinte.

Non sarà secondario notare che altre ricerche oggi comunemente possibili e spesso combinabili si situano su livelli ancora diversi. Puntano al livello manifestazione le ricerche per titolo (frase o parola), per luogo e per data di pubblicazione e per editore, per numero standard o codice d'identità, mentre le ricerche per parole su tutto il record puntano contemporaneamente su tutti i livelli di entità (gruppo 2 e 3 compresi).

Il modello relazionale lanciato con FRBR, come sta offrendo spunti per nuove modalità di presentazione dei risultati della ricerca negli OPAC, può suggerire lo studio e la sperimentazione di nuove impostazioni delle ricerche stesse negli OPAC, evidenziando i piani logici coinvolti dalle diverse opzioni ed esplicitando le relazioni utilizzate nei vari passaggi dell'esplorazione.

 

In chiusura

Provando a tirare le fila di questi ragionamenti:

In verità, giungendo a chiudere il discorso, mi sorge il pensiero che una vera trasposizione sul versante del significato dell'analisi che FRBR conduce prevalentemente sul versante del significante, dovrebbe ricercare soprattutto le relazioni dell'opera con altre opere da cui riceve e a cui trasmette contenuti informativi, narrativi, iconici, etc. ... ma ciò significa entrare nel merito di "quello che viene detto", invece che rilevare "quello di cui si parla" e sarebbe, ovviamente, attività dello studio e dell'analisi dei testi e della storia letteraria delle discipline, più che organizzazione catalografica o bibliografica della conoscenza registrata.

Pino Buizza, Biblioteca Queriniana - Brescia, e-mail: gbuizza.@comune.brescia.it


Note

* Questo articolo riprende il testo della relazione tenuta in occasione del Seminario "L'Indicizzazione: problemi e prospettive dell'approccio semantico all'informazione", Modena, 16 dicembre 2002.

[1] Functional requirements for bibliographic records: final report. München: Saur, 1998, trad. italiana: Requisiti funzionali per record bibliografici. Roma: ICCU, 2000.

[2] Cfr. Pino Buizza, Un'ottica nuova per le ISBD: la piccola rivoluzione delle risorse integrative,. In "Bollettino AIB", 42 (2002), n. 4, in corso di stampa

[3] Incorporating FRBR terminology in AACR terms of reference, all'URL: <http://www.nlc-bnc.ca/jsc/frbr1.html>; cfr. anche: <http://www.nlc-bnc.ca/jsc/0209out.html#frbr>.

[4] Isa De Pinedo - Alberto Petrucciani, Un approccio all'applicazione del modello FRBR alle regole di catalogazione italiane: problemi e possibili soluzioni. In "Bollettino AIB", 42 (2002), n. 3, p. 267-278.

[5] In AustLit, Australian Literature Gateway, la ricerca sul nome di una persona offre distinte le opere di cui è autore e le opere di cui è soggetto (works of e works by), con la possibilità di selezione per genere, e presenta in risposta le opere, per ciascuna delle quali è possibile poi richiedere le espressioni in cui sono realizzate e le manifestazioni che le contengono. AustLit, che non è un catalogo, è accessibile, ora per sottoscrizione, all'URL: <http://www.austlit.edu.au>.

[6] In un altro ambito, in riferimento allo studio per un nuovo Soggettario, ho già affrontato il tema con Mauro Guerrini, limitatamente ai soggetti alfabetici, in: Pino Buizza - Mauro Guerrini, Un modello concettuale per il nuovo Soggettario: l'indicizzazione per soggetto alla luce di FRBR, ora in "Bollettino AIB", 41 (2001), n. 3, p. 327-336.

[7] Osservazioni su Functional requirements for bibliographic records: final report, a cura del Gruppo di studio sulla catalogazione dell'AIB. In "Bollettino AIB", 39 (1999), n. 3, p. 303-311.

[8] Elaine Svenonius, The intellectual foundation of information organization. - Cambridge, (Mass) : MIT Press, copyr. 2000, p. 20.

[9] Guidelines for subject authority and reference. München: Saur, 1993.

[10] Principles underlying subject heading languages (SHLs), edited by Maria Ines Lopes and Julianne Beall. München: Saur, 1999, p. 2.




«Bibliotime», anno VI, numero 1 (marzo 2003)

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