«Bibliotime», anno VI, numero 3 (novembre 2003)

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Barbara Clubb

Il servizio bibliotecario pubblico: linee guida IFLA/Unesco per lo sviluppo *



Vorrei iniziare questa mia presentazione congratulandomi con l'Associazione Italiana Biblioteche per l'elegante traduzione delle Linee guida [1], la prima con illustrazioni a colori delle molte, nuove e belle biblioteche pubbliche in Italia. Questa edizione è un segno molto importante della salute e della vitalità della vostra Associazione e dello sviluppo delle biblioteche pubbliche in Italia.

Mi piace cominciare condividendo con voi qualche notizia sull'IFLA e la sua Public Library Section, che attualmente ho l'onore di presiedere.

L'IFLA è stata fondata a Glasgow, nel Regno Unito, nel 1917, ma non è stato che dieci anni più tardi che essa ha tenuto la sua prima conferenza proprio qui in Italia, a Roma, Firenze e Venezia; sotto la guida dell'IFLA, nel 1949 è stato pubblicato il primo Public Library Manifesto, mentre la versione più recente è del 1994.

Oggi l'IFLA è l'istituzione internazionale che rappresenta gli interessi delle biblioteche, dei servizi d'informazione e dei loro utenti, la voce globale dei bibliotecari e dei professionisti dell'informazione. In un'era in cui la cooperazione internazionale è sempre più importante, L'IFLA ha realizzato un internazionalismo che è vivo e vitale. La rete, istituita e rapidamente cresciuta durante un periodo di 75 anni, sta operando grazie al mandato di molte istutuzioni e professionali e di supporto in tutto il mondo.

La Public Library Section è una delle oltre 35 sezioni dell'IFLA. La sua missione è di provvedere a un attivo forum internazionale per lo sviluppo e la promozione delle biblioteche pubbliche, che sia al servizio dell'intera comunità nel contesto della società dell'informazione, e che garantisca l'accesso all'informazione a livello locale. Scopi, obiettivi e strategie della Section sono svilupparti nel contesto dei principi stabiliti dal Public Library Manifesto e delle IFLA Professional Priorities. Attualmente la Public Library Section comprende oltre 300 membri ed è la sezione più grande dell'IFLA. Noi pubblichiamo un newsletter tre volte all'anno. Le informazioni della Public Library Section realative all'agenda strategica, a progetti, pubblicazioni, conferenze e seminari, verbali di riunioni e rapporti annuali e per paese, ma anche una serie di indirizzi utili, possono essere trovati presso il sito web della sezione, <http://www.ifla.org/VII/s8/spl.htm>. Uno degli aspetti più importanti della nostra attività sono gli incontri, come quello di questa settimana, nei quali le diverse comunità condividono e apprendono reciprocamente e aiutano ciascun altra a crescere e a svilupparsi.

La pubblicazione del Public Library Service: Guidelines for Development, 2001 (le Linee guida) è stata sviluppata dalla Public Library Section come parte del programma dell'IFLA relativo al servizio bibliotecario pubblico che risale al 1949. Queste nuove Linee guida sono un'estensione del Public Library Manifesto, che è stato realizzato nel 1949 e revisionato nel 1972 e nel 1994. Il secondo Manifesto è stato rapidamente seguito, nel 1973, dal primo set degli IFLA Standards for Public Libraries. Nel 1986 questi standard sono stati revisionati e pubblicati cone Guidelines for Public Libraries, mentre la terza versione del Manifesto è stata pubblicata nel 1994.

Il Manifesto, che è stato tradotto in numerose lingue - di cui 24 versioni sono disponibili sul sito dell'IFLA - è un'importante dichiarazione di principi. Dopo la sua pubblicazione la Public Library Section ha tuttavia compreso che vi era una forte richiesta per un documento più dettagliato, poiché gli straordinari cambiamenti provocati dalla tecnologia dell'informazione e delle telecomunicazioni avevano reso obsolete le linee guida del 1986. E così la Public Library Section dell'IFLA, sotto la guida di Philip Gill e con l'assistenza finanziaria dell'Unesco, ha cominciato a pianificare le "linee guida per il mondo", un documento che si sperava avesse una rilevanza globale. Noi sapevamo che questo era un impegno assai rilevante, e che eravamo di fronte a sfide enormi, e speravamo di non essere troppo presuntuosi nelle nostre ambizioni.

E da questo punto di vista erano tre le domande che ci ponevamo:

Nel periodo in cui la sottocommissione dell'IFLA Public Library aveva iniziato i suoi incontri, valutando il progetto e facendo ricerche in merito, i bibliotecari in tutto il mondo avevano già identificato con precisione ciò di cui avevano bisogno, e ciò che sarebbe stato più vantaggioso per le proprie comunità locali. Ovviamente essi chiedevano standard che da un lato avessero una validità internazionale, ma che dall'altro potessero essere usati nei loro paesi e nelle loro comunità; inoltre, richiedevano standard e linee guida relative al personale, alle raccolte e alle facilitazioni per l'accesso. Le Linee guida offrono questi elementi come un punto di partenza per lo sviluppo di standard nazionali e locali.

Così come gli standard, le Linee guida comprendono brevi sintesi di iniziative e di servizi allo scopo di illustrare il testo; si tratta di una caratteristica speciale e innovativa delle nuove Linee guida, che includono 79 esempi da 44 diversi paesi. Queste sintesi non solo riportano gli esempi più significativi del servizio bibliotecario pubblico esistente al mondo, ma danno indicazioni del modo in cui le biblioteche pubbliche nei diversi paesi hanno risposto alle che intervengono nello sviluppo dei servizi bibliotecari. Gli esempi d'altra parte hanno lo scopo di fornire idee e incoraggiamento a quanti usano le Linee guida.

Sappiamo che negli ultimi 15 anni si è assistito agli sviluppi più rapidi e intensi nella storia della tecnologia dell'informazione e delle telecomunicazioni, almeno a partire dell'invenzione e dalla diffusione della stampa; la biblioteca pubblica, fra molte altre istituzioni, è stata e continua ad essere fortemente condizionata da questi sviluppi. Persino durante il periodo in cui si è sviluppato il progetto si è avuta una serie assai intensa di cambiamenti, in particolare quelli relativi all'espansione di Internet ed alla sua adozione cone strumento chiave nelle biblioteche pubbliche, e non c'è segno di rallentamento nella velocità di questi cambiamenti.

E man mano che si andava avanti con il nostro progetto, le biblioteche pubbliche si sono trovate di fronte a una biforcazione del proprio percorso. Difatti c'erano quanti ritenevano che le biblioteche pubbliche dovessero promuovere l'adozione della tecnologia dell'informazione come base di ogni sviluppo futuro, con l'implicazione che non si dovessero sostenere i servizi basati sulla stampa, o che almeno questo fosse un obiettivo secondario. Non a caso Internet e le tecnologie dell'informazione e della comunicazione danno alle biblioteche pubbliche interessanti opportunità, che molte biblioteche hanno adottato con premura e creatività.

E tuttavia vi è anche una faccia oscura della vicenda. Nel 1999 il Rapporto dell'United Nations Human Development ha dichiarato che Internet era il più veloce strumento d'informazione disponibile. Ma il rapporto ha anche messo in luce come l'Asia Meridionale, con il 23,5% della popolazione mondiale, ha meno dello 0,1% degli utenti di Internet, e che un quarto dei paesi al mondo hanno meno di un telefono per ogni cento abitanti. Di conseguenza non è stato mai così grande il rischio di un gap - etichettato come digital divide - tra coloro che sono "ricchi" e coloro che sono "poveri" di informazione; questo gap non esiste soltanto fra nazioni, ma anche fra gruppi e individui all'interno di queste nazioni. Un rapporto dell'ONU afferma che "sono necessari sforzi determinati per portare i paesi in via di sviluppo e le persone povere ovunque all'interno conversazione globale".

Questa situazione offre alle biblioteche pubbliche una interessante opportunità per aiutare a portare tutti all'interno della conversazione globale. Il problema tuttavia permane: la biblioteca pubblica dovrà inchiodare con forza le sue insegne all'albero della tecnologia, ed accettare che le basi cartacee e gli altri servizi non abbiano più la priorità?

La Public Libraries Section dell'IFLA ha espresso il parere che per realizzare il principio dell'accesso per tutti, come stabilito nel Public Library Manifesto del 1994, le biblioteche pubbliche devono continuare a fornire informazioni in una pluralità di forme, e cioè attraverso supporti a stampa, audiovisivi, elettronici, e attraverso l'uso della tradizione orale. Mentre stabiliscono questo ruolo come una finestra sul passato e come portale dell'informazione elettronica, le Linee guida sottolineano che le biblioteche non possono chiudere le altre porte attraverso cui viene fornita l'informazione e la pubblica lettura. Ciò rappresenta una sfida ancora maggiore, e il successo nel soddisfare le diverse esigenze determinerà il futuro delle biblioteche pubbliche.

La domanda che dunque si pone è: "le biblioteche pubbliche hanno davvero un futuro?". Il comitato per le Linee guida ha cominciato a comprendere che, per quanto viviamo in un mondo dominato dalle forze del mercato (e in questa fase anche con la costante minaccia di una guerra globale), e sebbene le biblioteche pubbliche sono a stadi diversi di sviluppo ed hanno diversi livelli di risorse, i loro servizi continuano a crescere in risposta alla domanda pubblica a ogni livello di sviluppo. La chiave per uno sviluppo continuo e vantaggioso si basa dunque sulle seguenti quattro necessità:

Le Linee guida sono basate sui tre ruoli chiave giocati dalla biblioteca pubblica:

Istruzione: il sostegno all'istruzione formale e a quella informativa sono state funzioni chiave per le biblioteche pubbliche fin dai loro inizi; esse a volte condividono queste funzioni con le biblioteche scolastiche e universitarie, ma per molti paesi questo è il ruolo primario della biblioteca pubblica.

Informazione: l'acquisizione di informazioni utili è di importanza vitale, poiché permette alle persone di avere una vita più piena e soddisfacente, di ottenere un lavoro o un lavoro migliore, e di godere di una più ampia partecipazione come cittadini. Sono molte le maniere in cui le persone possono accedere all'informazione: le biblioteche devono dunque dimostrare, attraverso le proprie performance, che possono essere agenzie informative di importanza fondamentale per la vita dei cittadini. I bibliotecari e lo staff devono diventare navigatori della conoscenza nell'oceano dell'informazione a stampa e digitale. E così le biblioteche pubbliche richiedono standard, di linee guida di sviluppo, politiche, piani e servizi per offrire servizi informativi di alta qualità.

Sviluppo e diletto personale: le biblioteche pubbliche da sempre hanno giocato un ruolo essenziale nel fornire opportunità per lo sviluppo e il diletto personale Esse portano a tutti il mondo dell'informazione, e forniscono una gamma di idee, di opinioni e di esperienze creative che spesso non sono disponibili in altro modo. Molte persone, famose o meno, hanno testimoniato come le loro vite siano sensibilmente migliorate attraverso l'uso delle biblioteche pubbliche. La fornitura di libri e di altri materiali, incluso l'accesso alla tecnologia dell'informazione, a spese e a vantaggio della comunità, porta a tutti il mondo della letteratura e del sapere.

Affinché le biblioteche pubbliche possano realizzare il triplice scopo dell'istruzione, dell'informazione e dello sviluppo personale, le Linee guida identificano i requisiti chiave per un servizio bibliotecario pubblico in ogni paese del mondo. In primo luogo è essenziale che questo servizio sia sostenuto da una legislazione sia a livello nazionale che regionale o provinciale. Ma la legislazione è uno strumento debole se non è accompagnata da un finanziamento adeguato, e se non è sostenuta dalle istituzioni di governo per requisiti operativi annuali e per lo sviluppo e il mantenimento del capitale (tecnologie e agevolazioni). In secondo luogo, è importante che esse rappresentino tutti i generi di esperienza umana, liberi da rischi di censura. Durante lo sviluppo delle Linee guida, i bibliotecari di molti paesi hanno chiesto al comitato di sottolineare in maniera molto decisa questo aspetto, che li avrebbe aiutati nella battaglia, all'interno dei rispettivi paesi, per lo sviluppo di sistemi e di servizi bibliotecari pubblici. I bibliotecari e le loro istituzioni governative devono sostenere questi diritti umani di base e opporre resistenza alle pressioni che vengono da individui, gruppi e a volte anche da governi, per limitare i materiali disponibili in biblioteca, su Internet e nei database elettronici.

Inoltre le Linee guida sottolineano che le biblioteche pubbliche, in particolar modo, devono operare in maniera da soddisfare le esigenze dei propri utenti; per fare ciò è importante che esse conducano una analisi di comunità che possa collegare il coinvolgimento degli utenti al giudizio e all'esperienza del bibliotecario e dell'istituzione di governo. Io sono sempre più convinta che una biblioteca pubblica debba essere guidata dall'utente e guidata dalla domanda, e questo significa che deve soddisfare i bisogni degli utenti dove e quando gli utenti li manifestano. Le biblioteche pubbliche devono andare al di là delle le proprie pareti per servire gli utenti che sono a scuola, quelli che sono in cammino, quelli che sono al lavoro, quelli che sono in un'oasi, quelli che sono a casa ammalati, quelli che sono in prigione. Due fra gli studi più rilevanti condotti di recente dall'IFLA riguardano i servizi mobili realizzati attraverso l'uso di asini e cammelli come veicoli per la fornitura di documenti: questo concetto di servizio, secondo cui l'utente è re, regina, principe o principessa, deve diventare il requisito fondamentale, e le biblioteche pubbliche moderne devono prevedere standard molto elevati per il servizio ai clienti.

Con l'avvento delle tecnologie dell'informazione, l'educazione degli utenti diviene sempre più importante, anche se è qualcosa di difficile, che prevede un lavoro assai intenso. Le biblioteche, in misura crescente, devono considerare attentamente le opzioni di self-service o di fai-da-te come quelle che sono state sperimentate a Singapore, poiché presentano il vantaggio di incontrare le preferenze degli utenti e di far risparmiare tempo allo staff per altre e più urgenti esigenze.

Reti: nessuna biblioteca pubblica, per quanto grande e ben finanziata, può soddisfare tutte le esigenze dei suoi utenti con le sue sole risorse, e così un importante pilastro delle Linee guida è il concetto di rete; in altre parole, le biblioteche pubbliche devono essere parte di schemi di rete e di condivisione di risorse, affinché possano soddisfare le richieste del pubblico in maniera più efficace, e usare il denaro pubblico in modo più efficiente.

Raccolte: le biblioteche sono costituite di raccolte di informazioni e materiali culturali in una diversa gamma di formati. Le Linee guida propongono standard per lo sviluppo delle raccolte, ma riconoscono anche che questi ultimi dovranno essere modificati per soddisfare le circostanze locali. I criteri chiave devono essere la rilevanza e la circolazione della raccolta, non solo la sua dimensione. In modo particolare, la presenza di un forte budget annuale per i materiali è una determinante centrale per un servizio valido e di successo; inoltre, è importante mantenere elevato il budget, in primo luogo con fondi sostenuti dalla fiscalità, ma anche dando al pubblico l'opportunità di contribuire in modi appropriati.

Staff: il personale esperto e in possesso di una buona attitudine verso gli utenti è una componente cruciale di ogni servizio bibliotecario. Le Linee guida includono ciò che il comitato ha individuato come compiti principali del bibliotecario e del suo staff, ma naturalmente nessuna lista è esaustiva. E' importante che lo staff si sforzi di guadagnare e di mantenere la fiducia degli utenti; la sua formazione e i programmi per il suo sviluppo sono essenziali, e in molte aree sta diventando sempre più importante pianificare il reclutamento, il mantenimento e l'avvicendamento del personale.

Management: la qualità del management ovviamente è un elemento molto importante nella realizzazione di un servizio bibliotecario di successo. I manager bibliotecari devono offrire una leadership efficace, e costruire buone relazioni di lavoro con i propri finanziatori e amministratori, ma soprattutto con gli utenti. Essi devono sostenere e difendere il proprio staff e comunicare continuamente con esso, oltre a rispondere ai diversi tipi di pubblico con cui sono in contatto. Il moderno manager di biblioteca deve avere naturalmente altre abilità, che non si apprendono nelle scuole di biblioteconomia o attraverso la formazione sul campo.

Noi dobbiamo essere dei maghi finanziari, avere conoscenze sull'architettura degli edifici e sulle facilitazioni nelle trattative. Dobbiamo essere politicamente astuti e saperla lunga sui media. Dobbiamo conoscere e lavorare con un gran numero di biblioteche e di leggi relative. Dobbiamo contribuire a sviluppare la comunità e procacciare fondi per essa. E personalmente credo anche che i manager bibliotecari e i loro sottoposti, fra i molti compiti, debbano trovare il tempo per fare buone letture: ciò che continua a disturbarmi è che troppi bibliotecari professionisti e i membri del proprio staff non leggano né la letteratura professionale né abbastanza di qualsiasi altra, e non siano consapevoli della ricchezza delle proprie raccolte, o di ciò che i loro clienti stanno leggendo o desiderano leggere.

Marketing e advocacy: le biblioteche pubbliche non comprenderanno a pieno il proprio potenziale se non esse saranno attivamente promosse dentro e fuori la comunità. E così le Linee guida sottolineano che i bibliotecari devono sviluppare piani di marketing e di promozione, ed essere capaci di operare con i media e con la comunità. Non dobbiamo mai perdere di vista il fatto che uno staff entusiasta e un'utenza sodddisfatta sono i migliori avvocati della biblioteca pubblica. Io invito sempre lo staff bibliotecario ad tener pronto il proprio discorso dell'ascensore: in altre parole, dovete essere preparati a parlare con il sindaco, con un amministratore, con un politico o con un potenziale finanziatore per trenta secondi, se vi trovate a contatto con loro nell'ascensore o nel parcheggio o sul binario di una stazione ferroviaria. E' straordinario ciò che potrete trasmettere in pochi secondi, se siete mentalmente preparati e se avete il coraggio di parlare.

Una volta che le Linee guida sono state pubblicate nell'estate del 2001, la Public Library Section ha capito che noi sostanzialmente eravamo "alla fine dell'inizio". Sapevamo infatti di avere un grande compito di promozione davanti a noi e così, con il finanziamento dell'IFLA e di diverse organizzazioni bibliotecarie nazionali, e l'aiuto di un team internazionale di marketing per le linee guida - fra cui molti colleghi provenienti dall'Italia - siamo passati alla fase due del progetto linee guida: ossia marketing, traduzione e creazione di partnership. Abbiamo anche deciso di porre una speciale enfasi sulla diffusione delle Linee guida in Africa, America Latina a Caraibi, Asia del Sud-est e nel subcontinente indiano.

Noi abbiamo inquadrato il progetto Marketing e traduzione all'interno degli obiettivi delle Linee guida e del Manifesto: promuovendo un accesso eguale per tutti; facendo salire la qualità delle biblioteche pubbliche attraverso standard definiti; promuovendo l'importanza della formazione e dello sviluppo professionale; e difendendo il ruolo della biblioteca pubblica nel democratizzare l'accesso e l'uso della tecnologia dell'informazione.

Le organizzazioni coinvolte comprendono organizzazioni bibliotecarie nazionali, regionali, proviniciali e statali. Il progetto include le agenzie bibliotecarie nazionali, specificamente quelle unità che sono coinvolte con lo sviluppo delle biblioteche pubbliche e con il miglioramento della lettura e dell'alfabetizzazione. Il progetto inoltre include le scuole di biblioteconomia e di scienza dell'informazione e, cosa più importante, prevede speciali relazioni con altre Sezioni dell'IFLA, come la Library Services to the Blind Section e i Services to Children and Youth. Queste sezioni stano sviluppando linee guida per i propri servizi specifici, e noi siamo desiderosi di dimostrare che esse completano le linee guida più generali per la biblioteca pubblica.

La diffusione delle linee guida sta assumendo molte forme. La nostra maggiore priorità è stata quella di tradurle nel maggior numero possibile di lingue. Per prima cosa ci siamo assicurati che ci fosse una traduzione in una delle cinque lingue ufficiali dell'IFLA: inglese, francese, tedesco, spagnolo e russo, ma questo è stato solo l'inizio. Traduzioni aggiornate sono state completate o sono in fase di completamento nelle seguenti lingue: albanese, arabo, catalano, cinese, croato, ceco, olandese, inglese, francese, galiziano, tedesco, greco, indiano (18 lingue diverse), italiano, coreano, latviano, lituano, malay, moldovano (rumeno), mongolo, norvegese, persiano, polacco, portuguese, russian, sloveno, spagnolo (America Latina), spagnolo (europeo), svedese e turco.

La fase finale è di metterle le traduzioni sul sito web della Public Library Section dell'IFLA, e sono già otto quelle che sono state collocate, in inglese, russo, arabo, norvegese, spagnolo, ceco e, più di recente, in italiano. L'attività di traduzione è coordinata dal quartier generale dell'IFLA per assicurare un controllo di qualità e una conformità con il copyright. Inoltre stiamo incoraggiando la traduzione nelle seguenti lingue: danese, estone, finlandese, ebraico, hindi, latviano, giapponese e urdu.

L'International Guidelines Liaison Team è una federazione di persone e di organizzazioni che si è offerta di promuovere e spiegare le Linee guida nei rispettivi paesi; essa comprende persone provenienti da Angola, Australia, Canada, Cile, Cina, Colombia, Croazia, Danimarca, Hong Kong, India, Iran, Irlanda, Italia, Corea, Latvia, Malaysia, Olanda, Portogallo, Svezia, Regno Unito, Stati Uniti, così come la World Health Organization ed EBLIDA (European Bureau of Library, Information and Documentation Associations). La lista cresce man mano che sempre più persone e organizzazioni affrontano la sfida, comprendendo che le Linee guida possono essere uno strumento assi valido per i loro paesi e all'interno dei propri ambienti governativi.

I componenti del Guidelines Liaison Team stanno rispondendo sempre più agli inviti a parlare delle Linee guida in tutto il mondo. Di recente essi hanno fatto - o stanno per fare - presentazioni in Italia, Croazia, Malaysia, Uganda, Africa. Il Canada, ad esempio, sta lavorando con l'Angola per rendere le linee guida disponibili in quel paese. I nostri membri vanno dove sono invitati in spirito di condivisione, offrendosi di essere il focus di un incontro, o riunendosi dove le linee guida sono state discusse per riflettere su di esse. Di solito impariamo molto di più di quanto siamo capaci di dare.

Altri elementi della nostra strategia include articoli o analoghe pubblicazioni all'interno delle biblioteche, informazioni sulla biblioteca pubblica e relative liste di discussione, attivazione di legami dall'IFLA a siti web di biblioteche nazionali, regionali e locali.

Per concludere vorrei di nuovo ringraziarvi per il gentile invito a incontrarvi e a parlare con voi. Vorrei anche ringraziare il nostro collega Philip Gill per il suo enorme contributo, senza il quale non avremmo le Linee guida come le conosciamo oggi.

Barbara Clubb, IFLA Public Libraries Section Standing Committee e Ottawa Public Library - Ottawa, e-mail: barbara.clubb@library.ottawa.on.ca


Riferimenti

IFLA Website:

<www.ifla.org>

Public Libraries Section website:

<http://www.ifla.org/VII/s8/spl.htm>

The Public Library Service: IFLA/UNESCO Guidelines for Development. IFLA Publication #97 ISBN 3-598-21827-3 Published by K.G. Saur, Munich, 2001

Public Library Manifesto, 1994. IFLA/UNESCO. Published by IFLA Section of Public Libraries, IFLA, The Hague.

Appendice: Una breve storia dell'IFLA

L'IFLA è stata fondata nel 1917 nel Regno Unito ed ha tenuto la sua prima conferenza come International Federation of Library Associations in 1927 in Italia, a Rome, Firenze e Venezia.

Il congresso del 1935, tenuto a Madrid e a Barcellona, ha visto la presenza di 65 delegati da 26 paesi, ed è stato uno spartiacque per la biblioteconomia internazionale perché ha approvato regolamenti comuni per il prestito interbibliotecario internazionale. Nel 1938, all'undicesimo congresso tenuto a Brussels, il presidente Godet ha sottolineato con tristezza la distruzione delle biblioteche durante la guerra civile spagnola e durante l'invasione giapponese della Manciuria. Egli ha affermato che tutti dovrebbero sentirsi toccati da una tale distruzione ed essere pronti a collaborare alla ricostruzione.

Il primo congresso IFLA successivo alla seconda guerra mondiale si è tenuto a Oslo nel 1974. Il presidente Munthe ha proposto un accordo per un mutuo riconoscimento tra l'IFLA e una istituzione creata di recente, l'United Nations Educational Scientific and Cultural Organization, ossia l'Unesco. IFLA e Unesco si sono accordati per "sviluppare con tutti i mezzi la più grande libertà nella distribuzione e nello scambio fra frontiere nazionali di pubblicazioni, altri materiali delle biblioteche, informazioni sulle pubblicazioni, etc."

La pubblicazione del primo Unesco Public Library Manifesto del 1949 ha proclamato la biblioteca pubblica uno strumento per la democrazia. Nel 1949 è stata pubblicata la terza versione, che è stata presto riconosciuta come un'importante dichiarazione dei principi fondamentali del servizio bibliotecario pubblico. Nel 2000 ha fatto seguito l'IFLA/Unesco School Library Manifesto e nel 2001 le Public Library Guidelines for Service.

Nel 1976 l'IFLA ha modificato il suo nome per includere le biblioteche in quanto membri istituzionali: International Federation of Library Associations and Institutions - IFLA.

Negli anni Ottanta si è assistito a un numero crescente di Core Programs, che in seguito sono stati designati "Core Activities", che sottolineano l'attuale attenzione dell'IFLA per lo sviluppo della biblioteconomia nel mondo in via di sviluppo, per i problemi del copyright, della libertà di accesso all'informazione, della tutela e della conservazione, del prestito interbibliotecario e della standardizzazione delle attività bibliografiche.

Il 1993 è stato l'anno di nascita di Iflanet, che si è accresciuto fino a diventare uno fra gli strumenti più importanti per l'attività della federazione. Nel 2000 e nel 2001 sono stati approvati i nuovi Statuti e le nuove Regole e procedure; questo ha condotto a un rinnovamento dell'IFLA, e ha dato vita a una nuova struttura, il Governing Board. Le prime elezioni generali avvenute per posta nella storia dell'IFLA si sono tenute nel 2001, ed hanno eletto sia il Governing Board sia il Presidente per il periodo 2003-2004. Kay Raseroka del Sudafrica sarà il primo presidente africano, e il primo di un paese non americano e non europeo.

Oggi, nel suo 75 anno di vita, l'IFLA

Inoltre l'IFLA

maturare una propria esperienza;

L'IFLA è il principale organismo internazionale che rappresenta l'interesse dei servizi bibliotecari e d'informazione e dei loro utenti; è la voce globale dei bibliotecari e dei professionisti dell'informazione. In un'era in cui la cooperazione internazionale è sempre più importante, L'IFLA ha realizzato un internazionalismo che è vivo e vitale. La rete, istituita e rapidamente cresciuta in un periodo di 75 anni, sta operando grazie al mandato di molte istutuzioni e professionali e di supporto in tutto il mondo.

(Preparato dall'IFLA Headquarter, The Hague, Olanda).

Note

* Barbara Clubb Chair dell'IFLA Public Libraries Section Standing Committee e City Librarian dell'Ottawa Public Library di Ottawa (Ontario, Canada). Questo articolo riprende il testo dell'intervento tenuto in occasione della presentazione delle "IFLA/UNESCO Public Library Guidelines For Development", Bologna, 3 marzo 2003. Traduzione dall'inglese di Michele Santoro.

[1] Il servizio bibliotecario pubblico: linee guida IFLA/Unesco per lo sviluppo, preparate dal gruppo di lavoro presieduto da Philip Gill per la Section of Public Libraries dell'IFLA. Edizione italiana a cura della Commissione nazionale Biblioteche pubbliche dell'AIB. Roma, Associazione Italiana Biblioteche, 2002.




«Bibliotime», anno VI, numero 3 (novembre 2003)

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URL: http://www.spbo.unibo.it/aib/sezioni/emr/bibtime/num-vi-3/clubb.htm