«Bibliotime», anno XI, numero 2 (luglio 2008)

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Massimo Barbieri

La classificazione dei brevetti



1. Introduzione

Classificare i brevetti significa organizzare, catalogare e indicizzare il contenuto tecnico di tali documenti in modo tale da poterli facilmente e accuratamente identificare, nonché ricercare. La letteratura brevettuale è talmente ampia che il reperimento dell'informazione è difficile senza l'utilizzo della classificazione.

Sono gli stessi esaminatori degli uffici brevetti nazionali e internazionali (EPO [1], USPTO, ecc...) ad attribuire uno o più [2] codici di classificazione alle domande di brevetto. Anche se quella internazionale è senz'altro la più utilizzata, esistono altre tipologie di classificazioni brevettuali, per esempio europea (ECLA - European Classification), statunitense (USPC), giapponese [(FI - File Index) e F-terms (File forming terms)], etc.

2. La classificazione internazionale

La classificazione internazionale dei brevetti (IPC - International Patent Classification) è un sistema per classificare e ricercare non solo brevetti, ma anche articoli scientifici. Lo scopo principale è di creare un efficace sistema di ricerca. Le invenzioni sono classificate in base alle caratteristiche funzionali e non alle possibili applicazioni. L'IPC suddivide le tecnologie brevettabili in otto sezioni (A - H), a loro volta distribuite in livelli sempre più dettagliati (sottosezioni, classi, sottoclassi, gruppi e sottogruppi).

La classificazione internazionale è stata recentemente sottoposta ad un processo di revisione e dal gennaio 2006 è in vigore l'edizione denominata "IPC 8" [3]. La versione attualmente in uso è la 2008.04. Una prima revisione è stata effettuata il 1° gennaio 2007 (2007.01). Nella versione 2007.10 è stato introdotto un nuovo schema di classificazione nella sottoclasse B60K (veicoli elettrici ibridi), mentre nella penultima versione 2008.01 è stato completamente revisionato lo schema dei sistemi di diffusione via etere nella sottoclasse H04H [Patent Information News, 3/2007, pag. 10].

Sono state introdotte cinque nuove sottoclassi (non presenti nella versione IPC 7) e precisamente:

Inoltre, 15 sottoclassi IPC 7 sono state sottoposte ad una sostanziale revisione; per esempio, nella sottoclasse A61K sono stati creati due nuovi gruppi principali: A61K 8/00 ("Cosmetici o preparazioni simili") e A61K 36/00 ("Medicina tradizionale"). Le principali caratteristiche di questa nuova edizione IPC possono essere riassunte nei seguenti punti:

Un'altra novità riguarda le sezioni della domanda di brevetto da classificare: non solo le rivendicazioni ma anche altri importanti aspetti inventivi presenti nella descrizione, negli esempi o nei disegni.

La creazione di due livelli è stata ideata allo scopo sia di semplificare l'utilizzo della classificazione IPC da parte di utenti non particolarmente esperti (livello "core") sia di consentire agli esaminatori di ampliare tale classificazione rendendola dinamica, aggiungendo sottogruppi più dettagliati o comunque modificandola in funzione dello sviluppo di nuove tecnologie.

Il livello "core" costituisce il sistema più semplice, piuttosto statico e può essere utilizzato come strumento di ricerca "stand-alone" [Wongel, 05], anche se è totalmente compatibile con il livello avanzato. I documenti classificati in quest'ultimo riceveranno anche la corrispondente classificazione a livello core mediante una procedura automatica. Pertanto una ricerca eseguita nel livello core fornirà risultati completi, mentre con una ricerca effettuata solo nel livello avanzato, sebbene più precisa, si reperiranno solo quei brevetti appartenenti alla "documentazione minima PCT", e classificati in tal modo dagli uffici brevetti nazionali [6].

Se si utilizza la banca dati gratuita dell'EPO Esp@cenet (http://ep.espacenet.com), i due livelli sono stati ulteriormente suddivisi in due categorie: "invention" e "non-invention". Quest'ultima riguarda quegli aspetti interessanti ma non nuovi di un'invenzione (per esempio la prior art citata nella descrizione, oppure le spiegazioni o le informazioni aggiuntive fornite dall'inventore).

I codici (seguiti dal segno : e senza nessuno spazio tra il simbolo ed il codice [7]) da utilizzare nel campo IPC di Esp@cenet sono riportati in tabella 1.

Codice

Significato

a

advanced

c

core

ai

advanced invention

an

advanced non-invention

ci

core invention

cn

core non-invention

Tabella 1 - Codici per ricercare brevetti tramite la classificazione IPC 8 su esp@cenet

3. Altri sistemi di classificazione

Lo schema di classificazione applicato dall'Ufficio Europeo Brevetti (ECLA - European Classification) alla sua raccolta interna di documenti brevettuali è basato sul sistema IPC, ma è più dettagliato e sottoposto a maggiori revisioni.La banca dati Esp@cenet consente di eseguire ricerche in entrambi i sistemi (figura 1).

Figura 1 - Maschera di ricerca della banca dati Esp@cenet

La classificazione giapponese "File Index" (FI) è molto simile a quella europea (ECLA), ovvero si tratta di un sistema di classificazione monodimensionale con una struttura gerarchica, basato sul sistema IPC ma con ulteriori sottodivisioni (specificate da simboli di sottodivisione [8]). In alcuni casi può essere aggiunto un "file discriminaton symbol" sotto forma di lettera (figura 2).

C 01 B 31 /02, 101 F

Figura 2

Invece, i cosiddetti "File Forming terms" (F-terms) seguono una differente filosofia: si tratta di un sistema a matrice bidimensionale (che non deriva dal sistema IPC), ideato per analizzare alcuni particolari settori della tecnica da differenti punti di vista e migliorare l'efficienza delle ricerche di anteriorità.

Ciascun F-terms (figura 3) è costituito un codice a 5 cifre (denominato "theme code" - che corrisponde ad un certo File Index e che rappresenta un settore tecnologico), e da un codice a 4 cifre (definito "term code", che è assegnato in funzione di vari punti di vista tecnici, ad esempio materiali di partenza, scopo, uso, prodotti, struttura chimica, proprietà chimico – fisiche ecc...) [Schellner, 02].

4C146 BC 09

Figura 3

Entrambi i sistemi contengono molte più sottodivisioni rispetto alla classificazione ECLA (tabella 2), sono organizzati regolarmente su iniziativa degli esaminatori e sono pubblicati sulle prime pagine delle domande di brevetto (solo giapponesi).

Nella versione inglese dell'interfaccia di ricerca "Patent Map Guidance" (Figura 4) non è possibile effettuare ricerche con parole chiave (disponibile solo con l'interfaccia in giapponese).

Figura 4 - Maschera di ricerca dei codici FI e F-terms

Per le ricerche è consigliabile individuare la classe principale IPC, determinare la corrispondente classe FI e da questa ottenere l'elenco di F-terms.

Sistema di classificazione

Dimensione

IPC

70K

ECLA

130K

FI

190K

F-terms

340K

Tabella 2 - Dimensione dei principali sistemi di classificazione

4. Strategie

Non esiste una strategia univoca per ricercare un codice di classificazione da attribuire ad un'invenzione. Per il sistema IPC, ad esempio, è possibile:

Figura 5 - Catchword Index

Figura 6 – Maschera di ricerca dei codici IPC tramite parole chiave

5. Limiti

Una delle principali difficoltà nell'uso della classificazione deriva dal fatto che non esiste uno schema unificato, e pertanto l'esaminatore o il documentalista brevettuale che consulta diverse banche dati deve imparare a conoscere i vari sistemi di classificazione (IPC, ECLA, USPC, DEKLA, FI, F-terms, ICO [9], etc.) [Michel, 06].

Alcuni codici di classificazione si applicano solo ai brevetti nazionali (USPC, FI, F-terms) e pertanto, affinché una ricerca possa considerarsi completa, è preferibile utilizzare i sistemi IPC ed ECLA [Adams, 03].

"Lo scopo primario di un sistema di classificazione è la creazione di uno strumento efficace di ricerca" [10], ma se un sottogruppo contiene un numero elevato di documenti non è di nessuna utilità! Per questo motivo i codici di classificazione sono sottoposti a un processo di revisione da parte degli esaminatori nel caso di nuove tecnologie, oppure perché le dimensioni dei sottogruppi sono troppo ampie: lo scopo è di rendere più efficienti le ricerche documentali.

6. Conclusioni

Perché si classifica? Essenzialmente per poter eseguire le ricerche (di anteriorità, novità o brevettabilità) in modo indipendente dal linguaggio utilizzato; perché in questo modo è possibile ricercare concetti o idee a volte difficili da esprimere mediante parole; e infine perché non sempre sono disponibili i riassunti (in inglese) o anche i testi dei brevetti [Ordonez, 08].

Dal momento che solo nel 10 – 20% dei casi accade che una classificazione coincida perfettamente con il concetto inventivo che si sta ricercando [Schwander, 2000], l'uso delle parole chiave rimane comunque una modalità di ricerca essenziale.

Massimo Barbieri, Area Ricerca e Trasferimento Tecnologico - Servizio Valorizzazione della Ricerca - Politecnico di Milano, e-mail: massimo.barbieri@polimi.it


Bibliografia

H. Wongel, The reform of the IPC - consequences for the users, "World Patent Information", 27 (2005), p. 227 – 231.

E. Archontopoulos - D. Guellec - N. Stevnsborg - B, van Pottelsberghe de la Potterie - N. van Zeebroeck, When small is beautiful: measuring the evolution and consequences of the voluminosity of patent applications at the EPO, "Information Economics and Policy", 19 (2007), p. 118.

J. Michel, Considerations, challenges and methodologies for implementing best practices in patent office and like patent information departments, "World Patent Information", 28 (2006), p. 132 – 135.

S. Adams, Patent searching without words - Why do it, how to do it? <http://www.freepint.com/issues/060203.htm#feature>.

I. Schellner, Japanese File Index classification and F-terms, "World Patent Information", 24 (2002), p. 197 – 201.

O. G. Ordonez - H. Wongel, Market-driven classification: getting the most of your search, "Search Matter 2008", Seminar on search and documentation working methods (European Patent Office, The Hague).

P. Schwander, An evaluation of patent searching resources: comparing the professional and free on-line databases, "World Patent Information", 22 (2000), p. 147 - 165

Note

[1] Gli esaminatori EPO non solo classificano i brevetti ma anche gli articoli tecnici e scientifici.

[2] In funzione della complessità di un'invenzione. Il numero di classi IPC può essere considerato come indicatore della complessità di una invenzione ed è correlato al numero di rivendicazioni e soprattutto al numero d è correlato al numero di rivendicazioni e soprattutto al numero di pagine [Archontopoulos, 07].

[3] Sinonimo di "IPC-2006", si tratta di un'espressione comunemente utilizzata per mantenere una sorta di continuità con la numerazione delle precedenti edizioni IPC (1-7).

[4] Si tratta dei cosiddetti business methods prima classificati nella G06F 17/60.

[5] Le precedenti edizioni IPC (1-7) erano sottoposte ad una revisione ogni cinque anni.

[6] Non tutti gli uffici brevetti nazionali adotteranno il livello avanzato di classificazione.

[7] Esempio di sintassi di ricerca - ci:A61K36/00.

[8] Sotto forma di numeri a tre cifre.

[9] In Computer Only.

[10] E. Lo Conte – La classificazione internazionale dei brevetti - <http://www.netval.it/Documenti-PDF/loconte-1.pdf>.




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