«Bibliotime», anno XVI, numero 1 (marzo 2013)

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Silvana Mangiaracina, Alessandro Tugnoli, Silvia Simonetti

A ciascuno il suo: come fornire un articolo all'utente nel rispetto del contratto. Il nuovo progetto di NILDE per la verifica delle licenze online



Abstract

This paper describes the state of the art of the ALPE-DD projectwhich aims to improve the understanding of the issues raised by license agreements of electronic resources in the Inter-Library Loan Service and to support librarians in the implementation of the right policies.

1. Introduzione

NILDE (Network for Inter-Library Document Exchange) è un sistema per l'automazione del servizio Document Delivery(DD) tra le biblioteche sviluppato dal Consiglio Nazionale delle Ricerche agli inizi dell'anno 2000 per consentire lo scambio di richieste di copie di articoli scientifici tra le biblioteche e l'invio degli stessi anche, ma non solo, attraverso Internet. Il servizio DD si colloca nel più ampio contesto del servizio di prestito inter-bibliotecario (ILL) [1] e si basa sull'idea che gli utenti debbano avere accesso ai documenti delle biblioteche indipendentemente da dove essi si trovino.

Il servizio DD in una biblioteca opera sempre in due direzioni: da un lato lo scopo è quello di reperire per i propri utenti il materiale bibliografico che non fa parte delle collezioni della biblioteca (borrowing) e dall'altro è quello di mettere a disposizione il proprio materiale alle altre biblioteche (lending). Il DD costituisce un indispensabile complemento alle collezioni di una biblioteca, specialmente in ambito universitario e di ricerca, poiché consente l'accesso a risorse bibliografiche necessarie per lo studio e la ricerca scientifica che non sono disponibili presso la propria istituzione.

Le biblioteche operano in virtù delle eccezioni e limitazioni previste dalla legge sul Diritto d'Autore, oppure, per le risorse bibliografiche acquisite in formato elettronico, in base a un contratto di licenza d'uso che viene stipulato con l'editore. Tuttavia il DD elettronico, ovvero la possibilità di consegnare il materiale richiesto via Internet, previa la digitalizzazione del documento stampato oppure inviando il documento digitale originale, pone diverse e complesse implicazioni di copyright e incontra spesso una fiera opposizione da parte degli editori, che temono di perdere gli abbonamenti delle biblioteche, con conseguente danno economico [2].

Diversi studi a livello internazionale, tra cui uno dei più recenti basato sull'analisi dei dati di NILDE, dimostrano invero che le biblioteche utilizzano il DD per soddisfare bisogni occasionali e che il DD può essere un alleato per gli editori, poiché favorisce la diffusione di articoli che altrimenti non sarebbero mai letti [3]. Gli editori, anzi, possono trarre beneficio da un livello "accettabile" di DD, poiché contribuisce ad aumentare le citazioni alle loro riviste; attraverso il DD vengono messi in circolazione anche i nuovi titoli, che hanno bisogno di tempo per affermarsi ed essere sottoscritti. Le biblioteche, d'altro canto, debbono operare nei limiti e nello spirito della legge o dei contratti sottoscritti, semmai aprendo un dialogo con gli editori per poter fornire risposte adeguate alle loro preoccupazioni.

L'apertura del DD ai circuiti di scambio bibliotecari internazionali, certamente dovuta allo sviluppo di cataloghi mondiali comeWorldCat o il Karlsruhe Virtual Catalog (KVK), e la crescente tendenza ad effettuare il DD di materiale bibliografico online, dovuta alla massiccia conversione da parte delle biblioteche degli abbonamenti cartacei in abbonamenti elettronici, pone nuove criticità che necessitano di essere attentamente analizzate. L'imposizione da parte degli editori (e l'accettazione da parte delle biblioteche) di maggiori restrizioni sulla fornitura del materiale protetto da una licenza può mettere a rischio la pratica stessa del DD tra le biblioteche, facendo perdere loro il diritto garantitogli per legge di fornire, e quindi, in maniera speculare, di ricevere dalle altre biblioteche il materiale non sottoscritto.

Negli USA la Association for Research Libraries (ARL) ha creato una apposita Task Force on International Interlibrary Loan and Document Delivery Practises [4] che ha in particolare effettuato una revisione esaustiva delle clausole ILL contenute nelle licenze stipulate, rilevando che:

A conclusione della prima fase dei lavori della Task Force, è stato prodotto un White paper "Trends in Licensing" [4] contenente un insieme di utili raccomandazioni per le biblioteche che negoziano le licenze, tra le quali citiamo:

In Italia l'esperienza di negoziazione della clausola ILL, avviata sin dal 2005 dai tre consorzi nazionali, CASPUR, CILEA e CIPE, e successivamente dal Coordinamento per l'Accesso alle Risorse Elettroniche (CARE) costituito dalla CRUI, ha dimostrato come sia possibile ottenere delle clausole migliorative riguardo all'ILL e ha portato al riconoscimento di NILDE come software per l'invio elettronico sicuro, alla stregua dei software americani [6]. E' rilevante che anche CARE abbia emanato nel 2011 una lista di raccomandazioni sulle "clausole irrinunciabili nei contratti per l'accesso a riviste elettroniche" che dovrebbero essere chieste con forza agli editori e che,tra le condizioni irrinunciabili, sia inclusa l'"ILL in formato elettronico dal pdf nativo utilizzando sistemi sicuri (tipo Ariel o NILDE) con distruzione della copia elettronica dopo la stampa" [7].

2. Il progetto ALPE-DD

Il progetto ALPE-DD (Archivio Licenze dei Periodici Elettronici relativamente alle clausole del Document Delivery) si pone l'obiettivo di creare un archivio di clausole contrattuali inerenti il servizio DD e ILL presenti nelle licenze d'uso delle risorse elettroniche e di rendere automatica la verifica degli usi consentiti nelle clausole da parte del software NILDE, allo scopo di facilitare il lavoro dei bibliotecari.

Il progetto è la naturale evoluzione dell'archivio "Help-Licenze" [8], creato nel 2006 da un'idea del Gruppo di Lavoro NILDE sulle Licenze Elettroniche allo scopo di:

Il progetto ALPE-DD intende superare alcuni dei limiti oggettivi del precedente database, come la difficoltà di aggiornamento tempestivo delle licenze stipulate con gli editori da parte dei consorzi italiani, e vuole essere il più completo possibile, includendo, oltre alle licenze negoziate dai consorzi italiani con i più importanti editori scientifici, anche quelle standard che sono usualmente rese pubbliche sui siti web degli editori o delle singole riviste.

L'obiettivo che si intende raggiungere è che il sistema NILDE supporti i propri utenti (in questo caso, le biblioteche) ad implementare delle policy corrette, a tutela del rispetto della legge sul Diritto d'autore e delle licenze. Il modulo Lending [9] di NILDE interrogherà l'archivio delle licenze per determinare se esiste una licenza valida per quello specifico documento posseduto da quella biblioteca, al fine di consentirne o meno l'invio elettronico sicuro. Per identificare il documento (che potrebbe essere un articolo da rivista oppure un capitolo o una parte di libro) verrà utilizzato l'identificativo ISSN o ISBN, oppure il titolo della pubblicazione. Nel caso delle pubblicazioni seriali, le cui licenze hanno una precisa durata, verrà controllato anche l'anno di pubblicazione del documento.

Lo schema riportato in Figura 1 mostra l'architettura logica del sistema e l'interazione con NILDE: partendo dai dati bibliografici della risorsa (titolo, ISSN o ISBN e anno di pubblicazione), NILDE sarà in grado di reperire anche l'editore della pubblicazione e utilizzarlo per verificare la presenza di una licenza stipulata con quell'editore. L'associazione tra la pubblicazione e il suo editore, non essendo attualmente una informazione gestita all'interno del software NILDE, dovrà essere garantita attraverso l'interazione tra NILDE e un sistema in grado di fornire tale informazione in maniera affidabile e aggiornata nel tempo (nella Figura 1, ci si è riferiti a un tale sistema con il nome black-box). Individuato l'editore, NILDE accederà all'archivio ALPE-DD per verificare la presenza di una o più licenze valide per la biblioteca che sta eseguendo il Lending e, in caso affermativo, interpreterà il contenuto della clausola DD-ILL applicandone gli usi consentiti.

Nell'esempio mostrato nella Figura 1 si è supposto che in base alla possibilità o meno di invio del documento in modalità elettronica sicura, il documento potrà essere inviato in formato elettronico, altrimenti unicamente per posta tradizionale o fax. Qualora non vi fosse una licenza in corso di validità per quella biblioteca, verrà controllato se esiste nell'archivio una licenza standard, ovvero la licenza che l'editore pubblica sul suo sito e che possiamo presumere valida per tutte le biblioteche, in assenza di una sottoscritta.

La realizzazione del sistema descritto può essere suddivisa in quattro azioni distinte volte alla soluzione di problemi specifici:

  1. creazione dell'archivio (database) nel quale saranno memorizzate le licenze (definendo opportunamente gli elementi essenziali della licenza e della clausola DD-ILL in essa contenuta);
  2. creazione dell'interfaccia grafica per consentire laricerca e la visualizzazione dellelicenze presenti nell'archivio;
  3. integrazione con il modulo Lending di NILDE;
  4. popolamento dell'archivio tramite caricamento manuale delle licenze da parte dei soggetti autorizzati e definizione di una modalità di importazione delle licenze da altri sistemi (ad esempio ERM o altri gestionali) per favorire l'aggiornamento continuo dell'archivio.

Le singole attività verranno discusse nei paragrafi seguenti.

3. L'archivio delle licenze

L'archivio delle licenze (indicato come "DB-Licenze" in Figura 1) costituisce il cuore del progetto ALPE-DD e servirà a memorizzare tutte le licenze che verranno inserite dai rispettivi titolari. Per titolare della licenza si intende quella biblioteca, ente o consorzio che, sottoscrivendo la licenza con l'editore, acquisisce i diritti ad utilizzare le risorse elettroniche licenziate secondo le modalità indicate nelle clausole contrattuali; nel caso in cui il titolare sia un ente, la licenza avrà validità per tutte le biblioteche dell'ente, nel caso invece in cui sia un consorzio, la licenza sarà valida per tutti gli enti del consorzio che aderiscono alla sottoscrizione e, conseguentemente, per tutte le biblioteche di tali enti.

L'archivio conterrà due tipologie di licenze:

  1. licenza standard, ovvero la licenza pubblica sul sito dell'editore e che ha valenza nel caso in cui non vi siano licenze migliorative sottoscritte dalla biblioteca/ente/consorzio con l'editore;
  2. licenza negoziata, ovvero la licenza sottoscritta dalla biblioteca/ente/consorzio con l'editore.

Sono state analizzate diverse licenze stipulate da biblioteche, enti e consorzi con diversi editori al fine di uniformare e strutturare adeguatamente il contenuto delle clausole inerenti il DD, in modo tale da individuare in modo chiaro gli usi consentiti, le restrizioni sul formato dei documenti e le modalità di invio permesse. Sulla base dell'analisi effettuata sono stati individuati una serie di elementi, o campi, descrittivi della licenza (vedi Tabella 1).

 

Tabella 1 - Struttura di una licenza nell'archivio ALPE-DD

Elementi descrittivi della licenza

Contenuto e/o valori ammessi

Tipologia

standard oppure negoziata

Editore

il campo editore è un campo controllato e non può essere inserito manualmente ma deve essere selezionato da una lista di valori standardizzati

Periodo di validità

periodo di validità contrattuale (data inizio e data fine della licenza)

Copertura

annate oggetto di licenza (possono essere superiori al periodo di validità contrattuale)

Titolare

biblioteca, ente, consorzio (in questo caso vengono memorizzati anche gli enti del consorzio per cui è valida la licenza). Nel caso di licenza standard questo campo è vuoto

Tipo di risorsa

e-books, e-journals, e-books+e-journals

URL della licenza

nel caso di licenza standard viene indicato anche l'indirizzo URL per poterla reperire dal sito dell'editore

Clausola DD : Testo

testo integrale (eventualmente in inglese) della clausola DD

Clausola DD : Formato del documento consentito

formato del documento che può essere utilizzato nel DD: pdf dell'editore oppure obbligo di stampare il file e di utilizzare per il DD la sola copia stampata

Clausola DD : Modalità di trasmissione del documento consentita

Tipo di trasmissione del documento consentita:

  • Tutte
  • Tradizionale + Elettronica sicura (NILDE espressamente citato nella clausola)
  • Tradizionale + Elettronica sicura
  • Tradizionale + Elettronica sicura solo con ARIEL
  • Solo tradizionale (posta, fax)

Clausola DD : Destinatari consentiti

Tipo di istituzioni ammesse come destinatarie:

  • Tutte
  • Solo istituzioni no-profit
  • Solo istituzioni accademiche
  • Solo istituzioni italiane

Clausola DD : Altre indicazioni

A volte nelle clausole sono esplicitate altre indicazioni, quali:

  • obbligo di cancellare il file subito dopo la stampa
  • obbligo di fornire all'utente finale solo la copia stampata
  • limite sul n. di articoli che è possibile fornire
  • il DD deve essere basato sulla richiesta di singoli documenti volta per volta
  • obbligo di esplicitare le note di copyright e il rispetto della legge sul copyright nel file inviato
  • il permesso deve essere accordato dall'editore che detiene il copyright
  • il servizio DD non può essere a fini commerciali

 

L'archivio è accessibile tramite un'interfaccia web user-friendly (mostrata nelle Figure 2 e 3) che permette la ricerca, tramite diversi filtri, e la visualizzazione delle licenze presenti nell'archivio. L'accesso all'archivio del progetto ALPE-DD [10] è pubblico per la sola consultazione delle licenze; la modifica o l'inserimento delle licenze saranno invece consentiti soltanto alle biblioteche, enti e consorzi in possesso di un account che consentirà loro di caricare e di modificare solo le proprie.

4. Integrazione con NILDE

Uno dei problemi che si sono affrontati per consentire l'integrazione tra NILDE e l'archivio delle licenze è l'associazione tra la pubblicazione oggetto del DD e la licenza che ne regola l'uso, che può essere identificata in modo univoco una volta che sia noto l'editore della pubblicazione. L'associazione tra la pubblicazione (identificata univocamente da un ISSN o un ISBN e, nel caso di seriali, anche dall'anno di pubblicazione) e il suo editore rappresenta quindi lo snodo fondamentale per permettere la verifica automatica della licenza da parte di NILDE.

Non sono poche le problematiche aperte; per esempio, spesso accade che le riviste cambino editore da un anno all'altro, pur mantenendo lo stesso ISSN, quindi avere un'informazione aggiornata sull'editore è fondamentale per riuscire ad identificare correttamente la licenza in vigore per una certa pubblicazione. Un altro problema è la proliferazione di editori con nomi similari, spesso dovuto ad organizzazioni societarie o a politiche commerciali diverse facenti capo a un grande gruppo editoriale che rende difficile la determinazione univoca della licenza. Un esempio ne sono le diverse filiali di uno stesso editore in diversi Paesi (es: SpringerVerlag Italia, SpringerVerlag Germany).

Sono stati analizzati diversi sistemi che potrebbero fornire a NILDE l'informazione mancante: l'Archivio ISSN [11], il Catalogo ACNP [12], Ulrich's™ [13], EBSCO A-to-Z® [14] ed ExLibris SFX® [15]. Per ognuno di essi si è valutato: quali sono le informazioni presenti sul publisher e se viene mantenuta la storia dei cambiamenti di publisher; se il nome del publisher è un campo controllato; se sono presenti informazioni sulle diverse piattaforme software attraverso le quali la risorsa può essere resa accessibile su Internet; se il sistema è interoperabile e/o se consente l'estrazione delle informazioni, attraverso per esempio procedure batch; se l'informazione sul publisher può essere considerata attendibile, in quanto viene costantemente aggiornata. I risultati messi a confronto sono esemplificati nella Tabella 2, ma solo Ulrich's™ , EBSCO A-to-Z® ed SFX® sono risultati validi candidati da cui ottenere il nome dell'editore sempre aggiornato.

Sebbene non esista attualmente un'unica soluzione in grado di risolvere tutte le problematiche, è stata privilegiata la soluzione tramite SFX® perché presenta una maggiore possibilità di integrazione con NILDE, che verrà illustrata in dettaglio nel paragrafo successivo, ed anche perché maggiormente diffusa nelle biblioteche che utilizzano NILDE. Inoltre, tale soluzione non richiede di attivare un servizio "ad hoc" per il progetto ALPE-DD, ma consente di sfruttare le funzionalità di SFX® già a disposizione delle biblioteche che se ne avvalgono.

Tabella 2 Confronto tra i sistemi valutati al fine di ottenere la corrispondenza tra ISSN e editore

 

La Figura 4 mostra l'interazione tra NILDE ed SFX®: attraverso l'interrogazione di SFX® NILDE ottiene il nome dell'editore, che però necessita di essere normalizzato perché possa essere univocamente riconosciuto e quindi utilizzato nella ricerca nell'archivio delle licenze.

L'associazione tra l'ISSN o l'ISBN e il nome dell'editore normalizzato viene memorizzata in un "archivio cache", che si incrementerà man mano che aumentano le interrogazioni di SFX® da parte di tutte le biblioteche che fanno operazioni di Lending. L'archivio cache servirà anche a reperire l'associazione tra ISSN/ISBN ed editore nel caso in cui non sia possibile interrogare SFX® (perché la biblioteca che sta operando non ne ha diritto) e l'informazione sia però stata immagazzinata da una precedente richiesta dello stesso ISSN o ISBN di un'altra biblioteca.

Il sistema privilegerà sempre l'interrogazione di SFX®, ove possibile, rispetto alla ricerca nell'archivio cache, perché essendo la Knowledge-Basedi SFX® costantemente aggiornata permetterà di ottenere l'informazione sull'editore in maniera affidabile, anche se, per poter essere memorizzata, tale informazione necessita di una attività di controllo e di normalizzazione che dovrà essere garantita dal gestore dell'archivio.

L'archivio cache, contenente tutte le coppie "ISSN-Nome editore normalizzato", potrà essere alimentato anche a partire da caricamenti batch di titoli posseduti da biblioteche NILDE che siano in grado di fornire informazioni aggiornate; per esempio, nel prototipo per testare il funzionamento del sistema, sono stati importati circa 20.000 titoli di circa 3.000 editori da una istanza di EBSCO A-to-Z® della biblioteca degli autori. L'utilizzo congiunto di sistemi differenti coi quali alimentare l'archivio cache ha reso ancor più evidente la necessità di una standardizzazione dei nomi degli editori, al fine di unificarne tutte le possibili rappresentazioni.

4.1 Interazione NILDE- SFX®

SFX® è il nome di un software di link resolver distribuito dalla Ex-Libris, che permette di interpretare l' Open URL in maniera context sensitive.

Durante la navigazione l'utente, tramite OpenURL, trasmette i metadati (per es. titolo del periodico, autore di un articolo, ISSN, volume, fascicolo, numero di pagina) relativi a una risorsa, al server SFX®, che li interpreta in maniera sensibile al contesto: elabora, cioè, la richiesta e crea un menù di servizi disponibili per quella risorsa presso l'istituzione a cui afferisce l'utente. Per fare questo SFX® utilizza le configurazioni contenute nel ricchissimo e costantemente aggiornato Knowledge-Base; tali configurazioni devono essere mantenute dall'ente che acquista SFX® e rappresentano il posseduto elettronico dell'ente suddiviso per contratti.

L'OpenURL accettata da SFX® può contenere, oltre ai metadati standard, anche un indirizzo IP che identifica l'utente dell'interrogazione, in questo caso SFX® ricerca nel proprio Knowledge-Base la configurazione relativa a quell'indirizzo IP e fornisce le informazioni richieste. Nel caso in cui l'indirizzo IP non sia tra quelli configurati in SFX® non si otterrà alcuna risposta utile. Questo permette a NILDE di interrogare SFX® veicolando la richiesta insieme con l'indirizzo IP del chiamante (ovvero l'IP del pc della biblioteca che sta eseguendo il modulo Lending di NILDE) e di ottenere insieme alle informazioni sull'accesso a quella risorsa relativamente a quell'ente anche le informazioni necessarie per l'individuazione della licenza.

Questo meccanismo è fondamentale in quanto, se non venisse passato l'IP del chiamante, SFX® riceverebbe l'IP del server NILDE (che è effettivamente il server che invia l'interrogazione), ma tale IP non verrebbe identificato come appartenente ad una determinata configurazione e pertanto la risposta non sarebbe utile. Sarà sufficiente da parte dell'ente fornire a NILDE l'indirizzo (BASE_URL) del proprio server SFX® e NILDE si occuperà di effettuare l'associazione tra gli indirizzi IP appartenenti all'ente e la BASE_URL del server SFX® da interrogare.

Dal punto di vista tecnico, NILDE richiama un server SFX® tramite l'invio di una OpenURL[16] così formata:

BASE_URL?parametri_richiesta&req.ip=x.x.x.x

dove:

BASE_URL: è l'indirizzo del server SFX® dell'ente (che verrà configurato in NILDE per ogni istituzione che ne ha accesso);

parametri_richiesta: sono tutti i parametri della richiesta (come ad esempio l'ISSN e l'anno) specificati secondo lo standard OpenURL 1.0

req.ip: è l'IP del computer che sta eseguendo NILDE.

Un esempio:

http://sfx.caspur.it:9003/sfxtst41?ctx_enc=info%3Aofi%2Fenc%3AUTF-8&ctx_id=10_1&ctx_tim=2012-04-02T10%3A39%3A48CEST&ctx_ver=Z39.88-2004&res_id=http%3A%2F%2Fsfxnew.caspur.it%3A9003%2Fsfxtst41&rft.date=2000&rft.genre=journal&rft.issn=0001-8708&rft_val_fmt=info%3Aofi%2Ffmt%3Akev%3Amtx%3Ajournal&svc_val_fmt=info%3Aofi%2Ffmt%3Akev%3Amtx%3Asch_svc&url_ctx_fmt=info%3Aofi%2Ffmt%3Akev%3Amtx%3Actx&url_ver=Z39.88-2004&sfx.response_type=simplexml&req.ip=192.167.161.19

che richiama il server SFX® del CASPUR (sfx.caspur.it) e restituisce la configurazione (editore e target) della risorsa con ISSN=0001-8708 e anno 2000 per l'indirizzo IP del richiedente 192.167.161.19

Le informazioni restituite in formato XML verranno ricevute ed elaborate da NILDE che visualizzerà le licenze relative all'editore restituito da SFX®, per la biblioteca che sta eseguendo il modulo Lending di NILDE. Poi, interpretando la clausola sulla base di quanto codificato nell'archivio delle licenze, NILDE sarà in grado di consentire l'invio della risorsa nelle modalità consentite.

5. Popolamento dell'archivio e formati di interscambio

Uno dei limiti del precedente database Help-Licenze era la difficoltà di mantenere aggiornato l'archivio in quanto le licenze venivano caricate solamente dal Gestore di NILDE. ALPE-DD cerca di risolvere questo problema consentendo due modalità di inserimento nell'archivio:

Al fine di evitare possibili duplicazioni di una stessa licenza, una prima ipotesi organizzativa è quella di consentire l'inserimento delle licenze in modalità "a cascata", iniziando dalle licenze stipulate dai consorzi, per poi proseguire con quelle degli enti ed infine delle biblioteche singole, che abbiano licenze sottoscritte singolarmente.

E' tuttavia lecito supporre che vi siano istituzioni che abbiano già provveduto a caricare le proprie licenze in sistemi proprietari adibiti alla loro gestione e consultazione, ad uso di bibliotecari e utenti. In queste situazioni, soprattutto nel caso in cui le licenze caricate siano molte, non è opportuno procedere al reinserimento delle licenze anche nell'archivio ALPE-DD, pertanto, si è pensato di implementare uno strumento che consenta l'importazione delle licenze a partire da altri sistemi.

L'importazione potrebbe avvenire basandosi su un formato di interscambio, quale ad esempio il linguaggio XML che garantisce l'interoperabilità tra sistemi eterogenei. Con XML è infatti possibile definire schemi e modelli per la rappresentazione di oggetti, e quindi strutturare l'informazione che si vuole rappresentare scindendola nelle sue parti e schematizzandone le informazioni.

Un esempio di file XML per rappresentare una licenza potrebbe avere una struttura di questo tipo:

<licenses date="2012-08-01">

<license id="1">

<contract_data>

<data_inizio>2001-01-01</data_inizio>

<data_fine>2001-12-31</data_fine>

<copertura>1990-2001</copertura>

</contract_data>

<dd_restrictions>

<dd_allowed value="1"/>

<trasmission value="nilde_ok"/>

<format value="have_to_print"/>

<other_restrictions>

<must_delete_file value="1">

<must_sent_paper_copy_to_user="1">

<only_noprofit_institution="0">

</other_restrictions>

</dd_restrictions>

</license>

...

</licenses>

Una volta definito lo schemadel file XML, questo potrà essere utilizzato per l'esportazione delle licenze da ogni sistema e l'importazione nell'archivio ALPE-DD.

Al fine di garantire l'aggiornamento costante dell'archivio licenze, si potrebbero utilizzare protocolli che consentono lo scambio di informazioni, come l'OAIPMH [17]. In questo modo sarebbe possibile interrogare, ad intervalli regolari, simultaneamente i diversi sistemi che, compatibili con il protocollo OAIPMH, potrebbero fornire gli aggiornamenti relativamente alle licenze gestite localmente.

6. Conclusioni

Nel presente lavoro è statopresentato lo stato dell'arte del progetto ALPE-DD, tutt'ora in corso, che ambisce a facilitare la comprensione di tutti gli aspetti inerenti il servizio Document Delivery nelle licenze stipulate da enti e consorzi italiani con gli editori, e intende fornire al bibliotecario uno strumento efficace per la verifica delle licenze in modo da garantire che vengano poste in essere attraverso il sistema NILDE le azioni lecitamente consentite.

L'archivio ALPE-DD estende le funzionalità del precedente "Help-Licenze" e intende divenire il punto di riferimento condiviso per la memorizzazione delle licenze stipulate dagli enti e consorzi italiani. Non pochi problemi necessitano un maggiore approfondimento, per esempio, la difficoltà di ricondurre le diverse licenze ad uno schema comune, le difficoltà di interpretazione delle clausole, la difficoltà di normalizzare i nomi degli editori, la necessità di includere nell'archivio anche le licenze standard.

Un progetto quale quello descritto non può essere portato a compimento da singoli attori, ma necessita della cooperazione tra tutti coloro che possono offrire il loro contributo, in primo luogo i consorzi e le biblioteche degli enti. Diversi enti ed università italiane hanno deciso di collaborare al progetto, e i loro rappresentanti si riuniranno presso l'Area della Ricerca del CNR di Bologna al fine di costituire un Gruppo di Lavoro del progetto ALPE-DD, per affrontare le tematiche più complesse e di difficile soluzione, con l'obiettivo di mettere in campo un test pilota dimostrativo del progetto in tempi ravvicinati.

Ringraziamenti

Gli autori desiderano ringraziarei colleghi della Biblioteca d'Area del CNR di Bologna e del CASPUR, senza il cui contributo e attività non sarebbe stata possibile la realizzazione del presente lavoro: Paola Gargiulo, per le fruttuose discussioni sulle licenze e sui diversi sistemi dai quali attingere le informazioni sugli editori, Stefano Pozzetti, sviluppatore software del gruppo di progetto, e Ornella Russo, che ha revisionato le clausole presenti in"Help-Licenze", perché potessero essere migrate nel nuovo archivio. Si ringraziano inoltre i colleghi che hanno aderito al Gruppo di Lavoro, per il loro contributo all'approfondimento di tutte le tematiche presentate: Paolo Albertazzi e Gustavo Filippucci (Università di Bologna), Laura Garbolino e Franco Bessone (Università di Torino), Elisabetta Tamburini ed Elena De Carolis (Università La Sapienza di Roma), Enza Gasbarro (Università di Roma3), Sandra Faita e Mara Guazzerotti (Università di Pisa), Maurizio Florio (Università di Trieste), Claudia Beretta (Università di Pavia), Stefano Guarise (IZS Venezie), Eleonora Rodi e Silvia Corbetta (CILEA), Renato Tamburrini (CIPE).

Silvana Mangiaracina, Biblioteca Area della Ricerca di Bologna - Consiglio Nazionale delle Ricerche, e-mail: mangiaracina@area.bo.cnr.it
Alessandro Tugnoli, Biblioteca Area della Ricerca di Bologna - Consiglio Nazionale delle Ricerche, e-mail: a.tugnoli@area.bo.cnr.it
Silvia Simonetti, CASPUR, e-mail: s.simonetti@cineca.it


Figure

Figura 1 Architettura del sistema ALPE-DD

 

Figura 2 Interfaccia di ricerca dell'archivio delle licenze

Figura 3 Inserimento di una nuova licenza nell'archivio

Figura 4 - Interazione tra NILDE ed SFX®

 

Note

[1] Diversamente che in Italia, nel mondo anglo-sassone il servizio di Inter Library Loan (ILL) include sia il prestito dei libri che la fornitura di copie di articoli, distinguendo il tipo di materiale che è oggetto dell'ILL a seconda che si tratti di un oggetto restituibile o meno (returnable libri o notreturnable copie di articoli), e ponendo l'enfasi sull'attività istituzionale di cooperazione inter-bibliotecaria. Il termine Document Delivery viene invece prevalentemente utilizzato per indicare la fornitura di documenti a pagamento attraverso un servizio commerciale.

[2] Simonetta Vezzoso, Document Delivery e invio Elettronico: profili comunitari alla luce del caso Subito, "DANTE - Diritto d'Autore e Nuove Tecnologie", 1 (2005) 1, p.7-33, <http://eprints.biblio.unitn.it/archive/00000916/>.

[3] Elena Bernardini - Silvana Mangiaracina, The relationship between ILL/document supply and journal subscriptions, "Interlending& Document Supply", 39 (2011) 1, p. 9-25, <http://www.emeraldinsight.com/fwd.htm?id=aob&ini=aob&doi=10.1108/02641611111112101>.

[4] Report of the Task Force on International Interlibrary Loan and Document Delivery Practises. "Research Library Issues", 275, June 2011, <http://publications.arl.org>.

[5] Usualmente le licenze consentono l'utilizzo di "Ariel or Ariel-like software", intendendo quei software che consentono un "invio elettronico sicuro". Il sistema di invio elettronico di NILDE può essere incluso tra questi. Tali sistemi infatti garantiscono: la cancellazione del file sul server immediatamente dopo la stampa e l'invio di una immagine degradata - come quella di un fax - rispetto al documento originale. Per un approfondimento cfr. anche Marta Zaetta - Silvana Mangiaracina, Document Delivery e trasmissione elettronica sicura: uno stato dell'arte, "Biblioteche oggi", 26 (2008) 2, p. 25-36.

[6] Anna Ortigari, Diritti e doveri degli utenti nella negoziazione nazionale: discesa libera o slalom speciale?, in "V Convegno Internet Document Delivery e Cooperazione Inter-bibliotecaria. Tools, best practices & copyright" (Bolzano, 21-22-23 Maggio 2008), <http://puma.isti.cnr.it/dfdownload.php?ident=/cnr.bibo/2008-B2-005&langver=it&scelta=Metadata>.

[7] CARE Documenti. Le clausole "irrinunciabili" nei contratti per l'accesso a riviste elettroniche <http://www.crui-care.it/?q=system/files/Clausole+23.+03.2011.pdf>.

[8] L'archivio Help-Licenze è consultabile all'indirizzo <https://nilde-archivio.bo.cnr.it/index.php?st=105>.

[9] Il modulo Lending permette alla biblioteca la fornitura dei documenti le cui richieste sono pervenute attraverso NILDE. Si veda in NILDE 4.0 Manuale d'uso, <https://sites.google.com/site/nildeworld/strumenti-e-risorse/manuale#TOC-Lending>.

[10] Il nuovo archivio delle licenze del progetto ALPE-DD è accessibile all'indirizzo <https://nilde.bo.cnr.it/licenze.php>.

[11] Centro Internazionale ISSN, <http://www.issn.org>.

[12] Catalogo nazionale dei periodici ACNP, <http://www.biblioteche.unibo.it/acnp>.

[13] SerialsSolutionsUlrich's™ , <http://ulrichsweb.serialssolutions.com>.

[14] EBSCO A-to-Z®, <http://www2.ebsco.com/en-us/ProductsServices/atoz/Pages/index.aspx>.

[15] ExLibris SFX®, <http://www.exlibrisgroup.com/category/SFXOverview/>.

[16] OpenURL: <http://www.niso.org/kst/reports/standards?step=2&project_key=d5320409c5160be4697dc046613f71b9a773cd9e>.

[17] Open Archive Initiative Protocol for Metadata Harvesting (OAIPMH), <http://www.openarchives.org/OAI/openarchivesprotocol.html>.

 

Siti consultati in data 17.09.2012.




«Bibliotime», anno XVI, numero 1 (marzo 2013)

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