«Bibliotime», anno XVIII, numero 3 (novembre 2015)

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Juliana Mazzocchi

Fulvio Panzeri, La biblioteca a scuola



Fulvio Panzeri, La biblioteca a scuola, Milano, Editrice Bibliografica, 2015, p. 127.

Quando si pensa alla presenza della biblioteca nella scuola in Italia, e in particolare alle biblioteche scolastiche italiane, viene subito da mettersi le mani nei capelli: mancanza di spazi, mancanza di risorse finanziarie, mancanza di personale specificatamente formato e selezionato, mancanza di leggi che promuovano biblioteche e lettura a scuola. Lo sanno gli insegnanti, lo sanno i presidi, lo sanno i genitori, lo sanno i rari bibliotecari scolastici e forse lo intuiscono persino gli studenti. Eppure La biblioteca a scuola, sedicesimo volume della collana "Conoscere la biblioteca", dell'Editrice Bibliografica, firmato da Fulvio Panzeri e uscito all'inizio del 2015, affronta l'argomento in maniera assolutamente propositiva, senza soffermarsi sulle gravi carenze delle scuole ma presentando a chi legge ciò che di buono si può fare.

Il sottotitolo del volume (Lettera a una giovane maestra) chiarisce subito che l'intera pubblicazione è dedicata a chi lavora come insegnante nella scuola primaria (soprattutto se nuovo del mestiere), ma nel corso della lettura diventa evidente che a trarne vantaggio possono essere anche altri, come ad esempio i bibliotecari, i genitori e, perché no, anche i legislatori in materia scolastica.

Panzeri, maestro lui stesso, cerca di fornire una panoramica sull'argomento "la biblioteca a scuola" che, passando dall'educazione alla lettura, attraverso la storia dell'editoria italiana per ragazzi e toccando diversi altri temi, possa contribuire ad arricchire il bagaglio culturale di un insegnante che si appresti a iniziare il suo lavoro in una scuola primaria in un'epoca in cui la lettura sembra perdere sempre più il suo ruolo fondamentale nella vita dei bambini e dei ragazzi. Il tutto accompagnato da citazioni di svariati autori chiamati a confermare e arricchire quanto esposto dall'autore.

La condivisione della concezione della lettura come piacere e dell'importanza dei diritti del lettore sono la base di partenza del discorso di Panzeri indirizzato alla giovane maestra: la lettura deve essere un'attività piacevole, non costrittiva. I ragazzi devono poter godere dei "diritti imprescrittibili del lettore" enunciati da Daniel Pennac e l'insegnante deve dal canto suo evitare con decisione i "modi per insegnare ai ragazzi a odiare la lettura" formulati da Gianni Rodari una quarantina di anni fa e tutt'ora assolutamente attuali, tanto più che, oltre alla televisione e ai videogiochi, i ragazzi hanno oggi a disposizione anche numerosi strumenti informatici mobili, dotati di sempre più nuove e accattivanti funzionalità e in grado di "accompagnarli" per tutta la giornata.

L'autore prosegue con una panoramica sulle varie stagioni che ha vissuto la letteratura per ragazzi in Italia (nelle quali hanno svolto un ruolo importante anche librerie e biblioteche), assai utile per chi deve conoscere bene l'offerta editoriale per poter poi scegliere i testi più adatti da proporre in classe.

Passando poi concretamente ai progetti di educazione alla lettura, Panzeri espone i quattro temi centrali che a suo avviso li caratterizzano (l'ascolto, la lettura, il libro e la biblioteca) e propone un suo percorso educativo che si sviluppa nel corso delle cinque classi della scuola primaria. Per ogni fase descrive le attività possibili e alcuni titoli di libri che possono essere utilizzati.

Alla "biblioteca in classe" è dedicato un intero capitolo che affronta la sua organizzazione ma soprattutto il rapporto che si deve instaurare tra i bambini e i libri: questi ultimi non devono essere considerati, secondo l'autore, oggetti da esaminare dal punto di vista didattico (da evitare sono quindi le "schede di lettura") ma devono costituire invece uno strumento per coinvolgere la fantasia e l'immaginazione dei lettori attivando in questo modo "un approccio libero e creativo del giovane lettore al libro e per accompagnarlo nella crescita verso la sua autonomia di lettore", puntando sempre alla qualità più che alla quantità delle letture.

Idee per laboratori in classe e in biblioteca, in cui è fondamentale la collaborazione tra insegnante e bibliotecario/a, sono esposte nel capitolo Leggere o giocare?: esempi concreti in cui lettura e gioco si intrecciano con lo scopo di abituare i bambini al senso critico.

Panzeri continua con l'esposizione di altre attività finalizzate ad avvicinare i ragazzi alla lettura: "il libro su uno schermo", ovvero la visione di film di animazione basati su libri, la realizzazione di libri da parte dei bambini con l'aiuto degli insegnanti e utilizzando materiali vari, e infine la "valigia dei libri": una mostra-laboratorio in cui i bambini si spostano attraverso le varie sezioni della biblioteca a seconda delle attività: giochi, problem-solving e simulazioni in cui l'utilizzo dei libri è fondamentale.

Concludono la lettera alla giovane maestra alcuni consigli pratici per stilare "liste di lettura" destinate agli alunni, compreso un elenco per le classi quinte di libri "classici-classici" e di "nuovi classici".

La biblioteca a scuola è un libro agile, chiaro, che la sua forma epistolare rende anche molto scorrevole. Insegnanti di scuola primaria, soprattutto quelli alle prime armi, bibliotecari come anche altri soggetti interessati, potranno senz'altro trovare da una parte informazioni utili per conoscere la storia dell'educazione alla lettura in Italia e dall'altra indicazioni precise su come muoversi in classe e in biblioteca (sia quella scolastica, se presente, che quella pubblica) in maniera che i bambini si avvicinino alla lettura in maniera piacevole e, allo stesso tempo, anche "critica".

Juliana Mazzocchi, Biblioteca di scienze sociali - Università di Firenze, e-mail: juliana.mazzocchi@alice.it




«Bibliotime», anno XVIII, numero 3 (novembre 2015)

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