[AIB] AIB. Sezione Toscana. Bibelot, n. 1 (1999)
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FIRENZE E LA BIBLIOTECA: FIGLI DI UN DIO MINORE?

di Massimo Rolle

Qualche tempo fa per significare una scarsa fiducia nel cambiamento del sistema politico del nostro paese si usava porsi, in una parte della opinione pubblica, una domanda retorica: "moriremo democristiani?". Oggi riflettendo sulla situazione del servizio bibliotecario di base a Firenze mi viene da porre la domanda ugualmente retorica "moriremo senza una biblioteca pubblica a Firenze?"
La città che può vantare una delle più rilevanti concentrazioni di patrimoni librari e documentari del mondo, nella quale il rapporto astratto libri per abitante è certamente assai elevato, Firenze, non ha un servizio di biblioteca pubblica decente, un servizio bibliotecario di base funzionale ed efficiente. Dopo alcuni timidi tentativi negli anni Settanta, sull'onda dell'euforia del decentramento regionale all'epoca della prima giunta di sinistra fiorentina, di disegnare un sistema bibliotecario cittadino, sono subentrati lunghi anni di inerzia, di scarsi investimenti, di smantellamento di quel poco che era stato fatto. La città si è come persa dietro il suo sterminato patrimonio storico-artistico, le sue tante (troppe) botteghe, il suo traffico caotico. E così abbiamo una Biblioteca comunale centrale, inesistente sul piano del servizio (come rileva anche l'inchiesta della rivista Altroconsumo), un sistema delle biblioteche di quartiere che sopravvivono affidate ai Consigli di quartiere senza disegno e coordinamento offrendo un servizio bibliotecario di base disomogeneo da tutti i punti di vista, la biblioteca del Gabinetto Vieusseux sempre in bilico fra istituzione culturale di alto profilo e servizio pubblico, una Biblioteca Marucelliana che supplisce senza mission e senza mezzi al ruolo di biblioteca cittadina, una domanda di servizio pubblico che si scarica in modo improprio sugli altri istituti bibliotecari cittadini, in primis sulla Biblioteca Nazionale Centrale.
Mentre nel nostro paese riprende un proficuo dibattito sul ruolo e sulla funzione della biblioteca pubblica con evidenti concreti riflessi sulle politiche e sugli investimenti pubblici nel settore(vedi la costituzione della Istituzione biblioteche di Roma, la recente inaugurazione della Nuova Berio a Genova, il progetto della Biblioteca di Sala Borsa a Bologna e l'imponente progetto di Biblioteca europea a Milano), Firenze sembra impermeabile a tutto questo. Spetta allora alla nostra Associazione professionale prendere l'iniziativa e chiamare le Istituzioni competenti a confrontarsi sul tema del Servizio bibliotecario di base a Firenze: la nuova Amministrazione comunale, che emergerà dalle elezioni di giugno e che dovrà uscire dall'inerzia o peggio dalla latitanza che su questo tema ha dimostrato l'Amministrazione uscente; l'Amministrazione provinciale, alla quale va dato atto di avere sostenuto l'avvio dello SBIAF, il Sistema Bibliotecario Integrato dell'Area Fiorentina, nel farsi carico del completamento del precedente progetto con l'inclusione della città di Firenze; l'Amministrazione regionale nell'individuare Firenze come laboratorio ideale per i propri propositi di nuova politica rivolta allo sviluppo e alla crescita del servizio bibliotecario pubblico e per il carattere interistituzionale che si riconosce debba avere la programmazione di un efficiente ed efficace sistema bibliotecario territoriale.
E' in questa prospettiva che si colloca l'iniziativa, pubblicizzata in altra parte del giornale, di un incontro fra l'Associazione professionale e gli operatori di biblioteca della città di Firenze, senza distinzione di appartenenza amministrativa, sul tema della biblioteca pubblica a Firenze, come premessa ai confronti istituzionali che l'Associazione intende promuovere dopo l'estate.


Copyright AIB 1999-05-15, ultimo aggiornamento 1999-05-15 a cura di Vanni Bertini
URL: http://www.aib.it/aib/sezioni/toscana/bibelot/b9901a.htm

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