[AIB] AIB. Sezione Toscana. Bibelot, n. 1 (1999)
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Una giornata di studio su biblioteche e riforma del Ministero per i beni e le attività culturali

PROCESSI DI RIFORMA
Le riforme in corso nella Pubblica Amministrazione sono alla base dei nuovi servizi di biblioteca

di Elena Boretti

Il 4 febbraio l'Associazione Bianchi Bandinelli, istituto di studi e ricerca fondato da Giulio Carlo Argan, ha organizzato, al Teatro dei Dioscuri a Roma, una giornata di studio sulle biblioteche in relazione alla riforma del Ministero per i beni e le attività culturali. Numerosi gli interventi e moltissime le cose interessanti ascoltate, tanto che non sarà possibile neanche nominare tutti i relatori presenti. Basterà dire che, sotto la presidenza dell'On. Giuseppe Chiarante, sono intervenuti tutti i rappresentanti dei massimi organi del Ministero, degli istituti e biblioteche nazionali, di numerose biblioteche statali e universitarie, degli organismi parlamentari in materia di cultura e beni librari, delle regioni e, a conclusione, il presidente dell'AIB.
Impossibile quindi anche un resoconto delle cose dette, che però possono essere sintetizzate soprattutto per alcuni passaggi di particolare rilievo.
E' stato riconosciuto unanimemente che le riforme in corso non esprimono una volontà complessivamente innovativa, ma tuttavia il processo è di lungo respiro ed è appena stato avviato. Non vi è solo la riforma del Ministero, ma anche il decreto 112/98, che produrrà i suoi effetti solo quando sarà applicato, e questo è un altro elemento di un'azione di riforma che parte da più lontano e tocca le competenze delle autonomie locali. Un nuovo equilibrio fra i diversi livelli di amministrazione e di governo dovrà essere costruito trovando nuove forme di collaborazione e percorsi comuni per ridefinire servizi integrati. Su questo piano almeno un punto è stato accolto ad istanza delle associazioni professionali nella legge di riforma del Ministero, ed è quello che prevede lo sviluppo dei servizi bibliografici e bibliotecari nazionali. Si tratterà allora di impegnarsi per sostanziare questo enunciato con fatti concreti. Una diversa valutazione, da parte degli organi ministeriali e delle soprintendenze regionali, viene data alla questione della tutela, materia riservata allo Stato eccetto che nel settore dei beni librari, ma dove di fatto ancora molto resta non chiaro e privo di regole certe. Su questo tema sta per essere emanato un Testo Unico, ed in effetti anche questo intervento normativo di emanazione centrale, su un argomento ritenuto almeno in parte considerevole di competenza delle regioni, non viene accolto senza dissensi. Forti critiche, inoltre, sono andate al pessimo risultato conseguito dall'istituzione dei corsi universitari nelle materie della conservazione, ed è stata sottolineata l'esigenza urgente di riorganizzazione dell'intervento formativo nel settore.
Sempre sul fronte delle riforme dovremo poi aspettarci presto la revisione del deposito legale, ed anche su questo le diverse voci discordano, quali a favore della concentrazione per la migliore conservazione, quali a favore della distribuzione per una migliore specializzazione e gestione integrata dei servizi. Resta per il momento estranea al Ministero, con rammarico generale, la competenza sul diritto d'autore e l'editoria, che però non si esclude possa esservi ricondotta in un momento successivo. Nel frattempo, occorre maturare delle scelte per la definizione delle competenze e forme di gestione delle due biblioteche nazionali e dell'ICCU. Nessun istituto nazionale sembra esente da una certa sofferenza nell'individuazione e nel perseguimento del suo scopo istituzionale, primo fra tutti la Discoteca di Stato, mentre il tema dell'autonomia degli istituti culturali resta ancora una parola vuota, da qualcuno auspicata e da altri paventata. Sebbene in questo stato di sofferenza, è stata richiamata l'esigenza di effettuare il controllo della produzione documentaria sonora e audiovisiva, e quella di istituire una emeroteca nazionale. Mentre sta dando risultati migliori che nel passato la gestione in partnership con privati della Bibliografia Nazionale Italiana, e si stanno aprendo nuove serie fra le quali quella dedicata all'editoria elettronica, anche il Servizio Bibliotecario Nazionale si sta aprendo a nuove forme, che lo porteranno ad interagire con altri software e quindi ad accogliere nuovi sistemi bibliotecari, organizzatisi sulla base di diversi programmi di automazione nei vari ambiti regionali.
Sottendono poi alla ridefinizione di tutte queste problematiche altri due grandi temi: il riconoscimento contrattuale del personale che deve essere inserito nel comparto dei "tecnici" e trovare modo di affermare la propria identità professionale specifica e la legge quadro. Sul primo punto sono state espresse parole di grande incoraggiamento anche da parte della CGIL, che ha riservato anche un apprezzamento alla creazione di albi autogestiti, come quello appena istituito dall'AIB. Sulla legge quadro, proprio nella bozza proposta dall'AIB, è stato manifestato un interesse a portare avanti l'iter parlamentare, non mancando la convinzione che, oltre a tutti i processi di riforma in atto, una cornice generale possa fornire utili punti di riferimento.


Copyright AIB 1999-05-15, ultimo aggiornamento 1999-05-15 a cura di Vanni Bertini
URL: http://www.aib.it/aib/sezioni/toscana/bibelot/b9901h.htm

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