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"9. Seminario Angela Vinay"
L'AUTOMAZIONE DELLE BIBLIOTECHE NEL VENETO:
l'irruzione della multimedialità

Chiara Rabitti
responsabile della Biblioteca della Fondazione Querini Stampalia

A questo punto avviamo i lavori secondo la scaletta prevista, con tre interventi di introduzione che inquadreranno questo Seminario nei vari contesti in cui va a cadere. Come di rito, io cercherò innanzitutto  di esporre brevemente come siamo arrivati a questa edizione,  non prima  però di aver ringraziato la Regione del Veneto, la Provincia e il Comune di Venezia  e la sezione Veneto dell’AIB, che presentano con la Querini queste giornate, e Veneziafiere, che quest’anno le ospita. È questa appunto un’edizione un po’ insolita: siamo usciti dal nostro consueto, ben delimitato ambiente queriniano e ci siamo inseriti nel contesto di un’iniziativa più ampia e importante, quella  del Salone. Da un lato dunque noi abbiamo inteso mettere questo nostro incontro a disposizione di un pubblico più vasto, dall’altro Veneziafiere, accogliendo all’interno del primo Salone quella che è  la tradizione dei Seminari Vinay, ha voluto dare il segno di una continuità nel proseguimento di un cammino che viene ormai da piuttosto lontano. Inserire un evento che ha già una sua identità all’interno di un evento  nuovo  significa infatti riconoscere in qualche modo il valore di quella identità e impegnarsi ad arricchirla e ad estenderla. Questo è il nono Seminario della nostra serie; l’anno prossimo il decimo sarà forse l’occasione di ripensare al percorso fatto che vorrei recuperare attraverso gli interventi più interessanti delle precedenti edizioni, che ne costituiscono il documento e il monumento.
Quest’anno il Seminario Vinay è dedicato alla multimedialità, anzi, come dice il sottotitolo, all’irruzione della multimedialità: si usa proprio questa parola, irruzione, per significare un ingresso che si è imposto quasi con violenza alle biblioteche, lo sviluppo di qualche cosa che, come già fu agli inizi  dell’automazione, tende a cambiare i termini del nostro lavoro. Qui abbiamo sempre parlato di automazione delle biblioteche, nel Veneto e anche un  po’ più in là: ma quella che si è andata affermando con la multimedialità è  una realtà del tutto nuova.
L’idea multimediale è partita negli anni ’70, con l’ingresso degli audiovisivi nelle biblioteche: si trattava però sempre di supporti diversi, di mezzi diversi, con diverse e limitate possibilità di integrazione tra loro.  Direi che lo sviluppo che noi stiamo vivendo e sperimentando è quello che, all’interno della tecnologia digitale, ci consente appunto un mezzo unico e unificante per immagazzinare, trasmettere, usare l’informazione; c’è quindi un’evoluzione che parte da una situazione preesistente  per intraprendere un cammino completamente nuovo. Ora, molto ci sarebbe da dire, e forse verrà detto nel corso di questo Seminario, su tutto ciò che questo significa, e in particolare sul rinnovato rapporto  tra il supporto e l’informazione; è comunque il momento di cominciare per lo meno di fare il punto sull’attuale situazione, sui suoi problemi e le sue potenzialità.
Confesso che ho temuto un fantasma, il fantasma di quelle vicende che tutti abbiamo conosciuto  quando abbiamo avviato l’automazione delle biblioteche: ho avvertito cioè la paura di ricominciare tutto da capo, le dimostrazioni senza sostanza alle spalle, le mille strade, la frammentazione del lavoro e dell’impegno di ciascuno di noi,  l’ignoranza colpevole di quello che fa il nostro vicino, la gelosia piccina delle nostre piccole conquiste;  la paura di quella ormai nota tentazione di inseguire il fascino incantato dello strumento dimenticando il fine, che  deve rimanere sempre  per noi il servizio.
Io mi auguro oggi che tutto questo non accada più, che non si ripetano con la multimedialità gli errori e gli equivoci che hanno segnato il primo approccio con l’automazione. Credo che in questo tempo siamo cresciuti, e siamo qui proprio per dimostrarlo, per lavorare insieme e mettere insieme le nostre esperienze, per fare in modo che la tecnologia ci aiuti a cooperare, a superare gli ostacoli  e le burocrazie che impediscono a volte di produrre un servizio veramente efficiente. La tecnologia quindi ancora una volta  deve essere strumento di servizio e di cooperazione: se entra in questo modo nelle nostre biblioteche le trasformerà, altrimenti non vale la pena di affrontarne i costi e la fatica.
La tecnologia deve quindi inserirsi in un corpo vivo e vitale come deve essere quello delle biblioteche, organismi che crescono come diceva Ranganathan,  biblioteche che funzionano e che respirano aria nuova.
Apro qui una piccola parentesi, che si collega proprio all’idea delle biblioteche che crescono, riprendendo anche il tema, affrontato l’anno scorso, della formazione che queste biblioteche richiedono. Abbiamo pensato di presentare e di mettere a disposizione presso la segreteria del Seminario i progetti  sui quali gli allievi del  secondo anno del Corso di qualificazione per assistenti di biblioteca  intendono lavorare di qui a giugno: sono quattro progetti relativi a temi diversi, che vanno dalla gestione delle collezioni alla mediateca, all’uso di Internet, alla documentazione iconografica. Questi temi, molto vicini ai discorsi che faremo in questi giorni, saranno oggetto  durante questo anno formativo di studi specifici, che potranno, a corso ultimato, essere presentati nella sede del prossimo Seminario Vinay.  Vi invito quindi a prendere visione dei progetti, e ad essere curiosi l’anno prossimo di sapere che cosa ne è stato fatto. Forse non si sarà prodotto proprio quello che si pensava, forse il risultato sarà diverso dagli intenti di oggi, ma comunque sarà il frutto di un lavoro fatto nella prospettiva di lavorare per delle biblioteche nuove.
Tornando al percorso di queste due giornate, dopo questa mia breve introduzione lascerò la parola a Giovanna Mazzola Merola, che presiederà il Seminario, e a Maria Luisa Ricciardi, le quali  tracceranno il quadro dello sviluppo attuale della multimedialità nelle biblioteche a livello nazionale e per quanto riguarda i progetti internazionali. Abbiamo messo insieme poi nel pomeriggio di oggi tutti gli interventi relativi a contributi ed esperienze venete, condensando in un’unica sessione quelle presenze ‘locali’ che attraversavano nelle precedenti edizioni tutto il Seminario; come sempre è chiaro che non si tratta comunque di una rassegna esaustiva, in quanto sicuramente molto altro viene fatto nel Veneto che qui non viene proposto, ma semplicemente di una serie di esempi relativi a realizzazioni, situazioni, problemi presenti sul nostro territorio.
Domani mattina con una tavola rotonda cercheremo di approfondire strategie, strumenti e prospettive della trasformazione delle nostre biblioteche nella prospettiva della multimedialità, mentre nel pomeriggio avremo invece una serie di interventi relativi ai diversi aspetti della irruzione del multimediale in biblioteca per quanto riguarda metodi, problemi e tecnologie dalla produzione alla fruizione. Affronteremo quindi in quella sede una serie di questioni specifiche, con l’aiuto di relatori che di quelle questioni in particolare si sono occupati.
Concludo ricordando che anche quest’anno escono, nell’occasione del nuovo Seminario, gli atti del Seminario precedente:  apriamo dunque ancora una volta i nostri lavori, riprendendo il filo di un discorso che di edizione in edizione intende svilupparsi non solo nel tempo, sempre troppo breve, di questi incontri, ma anche e soprattutto attraverso la consapevole esperienza quotidiana della nostra bella professione.

 


Copyright AIB 1998-05-06, ultimo aggiornamento 1998-12-30 a cura di Antonella De Robbio e Marcello Busato
URL: http://www.aib.it/aib/sezioni/veneto/rabitti.htm

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