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Rilanciare SBN: descrizione di un’ “opera in continuazione”

Tranquillo. Non stai per leggere un articolo che dà consigli su come trattare notizie con codice di natura S o M, né su come collegare le W su tre livelli. Ma una sintesi di quanto avvenuto, in una arroventata mattina di inizio estate, durante il recente incontro dedicato al Servizio bibliotecario nazionale (SBN).
Ma procediamo con ordine o, come direbbe Calvino: “Rilassati. Raccogliti. Allontana da te ogni altro pensiero. Lascia che il mondo che ti circonda sfumi nell’indistinto” 1.
Il fatto è questo: l’Associazione italiana biblioteche e la sezione regionale dell’AIB Lazio hanno organizzato lo scorso 20 giugno un incontro pubblico ospitato dal Goethe Institut di Roma per discutere sul futuro del Servizio bibliotecario nazionale. A fare da scintilla a questo incontro sono stati due eventi certamente non lieti e di natura profondamente differente: la recente scomparsa di uno dei fondatori di SBN, Michel Boisset, e un allarmante comunicato dell’ICCU, diffuso nel mese di maggio di quest’anno, relativo ai tagli al proprio bilancio.
Come a volte succede, da eventi negativi possono emergere delle positività.
E positivo l’incontro del 20 giugno lo è stato. Per motivi tanto sostanziali quanto formali. Al di là del fatto che sia stata registrata la partecipazione all’evento di circa duecento bibliotecari provenienti da tutta Italia, un punto importante è rappresentato dal modo in cui tale partecipazione è avvenuta. Accanto agli interventi istituzionali programmati, la giornata ha previsto anche il coinvolgimento attivo e propositivo di molti partecipanti presenti in platea, che da uditori sono diventati, di fatto, relatori. L’obiettivo di superare l’idea di un seminario frontale per aprire a una più estesa e coinvolgente “conversazione” (per dirla alla Lankes) è stato ampiamente raggiunto. Non solo. L’esposizione dei temi e il dibattito che ne è scaturito, hanno trasformato l’incontro in quello che molti si auguravano: un confronto basato sul dialogo, in cui venisse offerta la possibilità, a chi lo volesse, di esprimere punti di vista diversi, esperienze, proposte e criticità; non tanto con lo scopo di “salvare” SBN, quanto di porre le basi propositive per rinnovarlo e rafforzarlo. Dunque, un #nuovosbn, come suggerito dall’hashtag su Twitter che ha fatto da contrappunto all’incontro e che ha consentito – soprattutto a chi non era presente – di conoscere in tempo reale i temi affrontati, gli umori e le reazioni dei partecipanti.
Ma andiamo con ordine, dicevo, partendo dall’inizio; anche con l’aiuto di qualche tweet inviato nel corso della mattinata. Tweets che, peraltro, erano visibili alla platea in tempo reale sullo schermo posto dietro al tavolo dei relatori.

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Gli interventi istituzionali, introdotti e moderati dal presidente della sezione Lazio dell’AIB, Andrea Marchitelli, si sono focalizzati essenzialmente su due aspetti: da un lato la riaffermazione del valore ancora attuale dell’impianto iniziale e dei principi pilastro di SBN e, dall’altro, l’accenno a possibili sviluppi futuri che contemplino, in una rifondata accezione dell’assioma collaborativo, un occhio attento a quanto c’è ancora da fare.
In apertura, Giovanna Merola ha ricordato Michel Boisset, descrivendone il ruolo cardine svolto nel corso della fase gestazionale di SBN, oltre che l’attività svolta in Italia insieme con un gruppo di lavoro che, tra gli anni ’70 e ’80, ha rappresentato un ruolo nodale per lo sviluppo dell’automazione per le biblioteche nel nostro paese e che ha avuto come esito, appunto, la realizzazione di SBN.

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Di seguito, Claudio Leombroni ha sottolineato il valore attuale dei principi concettuali che erano alla base del Servizio bibliotecario Nazionale. SBN che, concepito in origine essenzialmente come “servizio” al cittadino per l’accesso all’informazione e incentrato, nelle intenzioni, sulla circolazione dei documenti, negli anni ha visto prevalere l’attenzione soprattutto verso altre questioni, più propriamente catalografiche.

 

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Mauro Guerrini si è invece soffermato su temi maggiormente rivolti al futuro: l’evoluzione possibile dell’Indice SBN verso gli open linked data in conformità ai principi e alle finalità del web semantico, i rapporti di SBN con la BNI, l’apertura a software commerciali che dialoghino con l’Indice oltre a quelli SBN nativi. Il tutto con l’auspicio di un reale consolidamento delle pratiche collaborative, soprattutto riguardo a progetti internazionali e standard.

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Rosa Caffo ha poi sottolineato le difficoltà attuali di SBN in ordine a risorse sia finanziarie che professionali, rimarcando quanto di positivo fatto fino ad ora.

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Rossana Rummo ha infine esposto il punto di vista istituzionale, prospettando una rinnovata governance di SBN: una concreta compartecipazione degli attori coinvolti e un’ottimizzazione delle risorse partendo dalle proposte di un gruppo di lavoro dedicato.

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Fin qui, il primo tempo.
La prima parte della mattinata si è dunque canonicamente incasellata in un consueto standard convegnistico. Ma è dalla seconda parte (ops: secondo tempo!) che le cose hanno preso una piega diversa.
Gli interventi programmati della prima parte, pur rimarchevoli e preziosi nel loro contenuto, non hanno trovato sempre l’assenso generale della platea, sia presente che remota. Lo raccontano bene alcuni tweets lanciati in tempo reale:

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Perché, dunque, reazioni così radicali?
La risposta la forniscono gli interventi “a caldo” di chi ha preso la parola dalla platea. Interventi che sono stati, probabilmente, la nota più rilevante e, forse, inaspettata della giornata. Non solo per l’approccio diretto e a volte impietoso rispetto alle problematiche di SBN, ma anche perché hanno segnato metaforicamente quello che il Servizio bibliotecario nazionale potrebbe e dovrebbe essere da qui in poi: una reale struttura collaborativa e aperta, che dia voce a tutti quelli che vi partecipano. Dagli interventi dei relatori della platea è infatti emerso che la partecipazione condivisa deve intendersi prima di tutto come un effettivo coinvolgimento collettivo, capillare, distribuito e poco gerarchico di tutti gli attori di SBN, soprattutto rispetto a decisioni da prendere e a problemi da risolvere. I temi affrontati sono stati molti e sicuramente degni di attenzione: dalle questioni relative alla scelta e modalità di adozione degli standard, alla gestione delle disomogeneità dell’authority file rispetto al VIAF; dalla riflessione sulle principali problematiche catalografiche internazionali (RDA) rispetto a SBN, alle questioni relative all’interoperabilità e al riuso dei dati aperti; dal problema della disponibilità di risorse, alla valorizzazione di quanto già realizzato; dalla richiesta di una più efficace capacità di comunicazione da parte dell’ICCU, alla necessità di collaborazione e dialogo con gli altri attori della filiera del libro e dell’editoria. Insomma, interventi che hanno mostrato una posizione tutt’altro che edulcorata rispetto agli innegabili problemi di SBN. Interventi fatti non tanto (o non solo) per criticare quanto fatto fino ad oggi, ma per proporre nuove metodologie e possibili sviluppi per un SBN che, senza il concreto rinnovamento basato sulle proposte appena descritte, rischia di diventare un’aporia. E non (solo) per mancanza di fondi.
Ancora una volta i tweets aiutano a comprendere in modo più diretto, anche grazie a toni apparentemente leggeri, quanto detto in sala:

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Il fatto che i relatori della platea abbiano posto l’attenzione sulle tante problematiche relative a SBN nel corso di un dibattito pubblico, certamente vivace quanto stimolante, già di per sé sarebbe una buona notizia. Ma che si sia ampliamente discusso dei temi affrontati anche prima e dopo l’incontro del 20 giugno su AIB-Cur, sulla lista di discussione dei Bibliotecari wikipediani e su twitter sembrerebbe quasi “troppa grazia”. Non siamo abituati, ma forse, veramente, qualcosa sta cambiando.
Non solo. La conversazione è proseguita anche e soprattutto con il contributo dell’AIB: quanto presentato durante e dopo l’incontro sul rilancio di SBN è stato raccolto nel Wiki AIB2, aperto al contributo di tutti.
Come annunciato dall’intervento del Presidente dell’AIB, Stefano Parise, che ha concluso l’incontro rimarcando l’importanza della cooperazione, tutte le proposte raccolte e sistematizzate nel wiki sono destinate, in una fase successiva, a essere presentate ai tavoli istituzionali, al fine di pianificare strategie, indicare procedure e avviare metodologie operative per il rilancio del “nuovo” SBN. Insomma, non solo “chiacchiere”, ma idee concrete.

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Per concludere, alla fine di una mattinata indubbiamente “calda” – non solo per i Celsius proibitivi – una delle priorità nella gestione di SBN appare fin troppo evidente: preferire al modello di government quello di governance. E su questo, sembra ci sia l’accordo unanime. Ma, a ben guardare, se tutti – e per tutti intendo anche i relatori della prima parte – concordano nel dire che va valorizzata la cooperazione e il contributo di ognuno per quanto nelle rispettive competenze, qual è il problema? Nessuno, a quanto pare. A meno che, a termini quali “cooperazione” et similia, ciascuno attribuisca accezioni espressamente personalizzate. La modalità scelta dall’AIB per l’incontro romano ha però dimostrato che cooperazione e collaborazione hanno un valore inequivocabile: non vanno lasciate arroccate alle seppur apprezzabilissime dichiarazioni intenzionali, ma devono trovare concreta manifestazione attraverso la partecipazione attiva e diretta di tutti a SBN.
In che modo e a quali condizioni?
La risposta appare fin troppo ovvia: se coloro che a vario titolo sono coinvolti in SBN potranno – nei rispettivi ruoli – avere voce in capitolo anche e soprattutto nell’ambito delle scelte
strategiche e non si vedranno solo costretti ad agire nelle fasi operative in base a scelte fatte da altri, allora ci sono buone probabilità che SBN possa essere efficacemente rinnovato3.

lantonelli@sspal.it


[1]Italo Calvino. Se una notte d’Inverno un viaggiatore. Milano, Mondadori, 1994, p. 3.
[2] URL: http://wiki.aib.it
[3] Per ulteriori approfondimenti sull’incontro, si rimanda al dettagliatissimo e puntuale articolo Di Piefranco Minsenti, Rilanciare SBN: opinioni a confronto, Biblioteche oggi, n. 6/2013, p. 22-31. Su Twitter è presente l’hashtag #nuovosbn: https://twitter.com/search?q=%23nuovoSBN&src=hash&mode=realtime. La Biblioteca Civica di Martellago (VE) ha messo a disposizione lo storify dell’incontro, accessibile all’URL: http://storify.com/BibMartellago/nuovosbn.

URL: https://www.aib.it/attivita/2013/37874-rilanciare-sbn/. Copyright AIB 2013-10-03. A cura di , ultima modifica 2013-10-03