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Conoscere le biblioteche: da Firenze a Washington e New York

A chiusura della IV edizione 2010-2011 del Master di II livello in Archivistica, Biblioteconomia e Codicologia presso l’Università di Firenze, abbiamo avuto l’opportunità, grazie al prof. Mauro Guerrini, di visitare due tra le biblioteche statunitensi più importanti e significative a livello mondiale: la Library of Congress di Washington, D.C., per i servizi bibliografici e catalografici, e la New York Public Library per la promozione dei servizi bibliotecari.
28 maggio 2013
Incontri e visite nella Library of Congress
Abbiamo iniziato con una visita al High-Density Storage Facility of the Library of Congress, sede distaccata della Library of Congress nella base militare Fort Meade, a una cinquantina di chilometri da Capitol Hill, che funge da deposito delle risorse documentarie meno consultate della Library of Congress. Siamo stati guidati da Steven Herman, responsabile della gestione delle collezioni, dell’accesso e del prestito di questa sede, dove quotidianamente arrivano numerose richieste. Il primo progetto risale al 1994 e attualmente consta di 4 edifici modulari, a cui in futuro potrebbero esserne affiancati altri, per un totale di 13. Libri, periodici, fotografie, mappe, disegni e altre risorse documentarie vengono ordinate con grande attenzione al risparmio di spazio, alla conservazione e alla reperibilità entro scatole di varie dimensioni. Le risorse sono custodite in scaffalature alte fino a 9 metri, dove sono mantenute sempre costanti temperatura, umidità e qualità dell’aria; ciascun item viene localizzato tramite barcode e recuperato con un ascensore del cui funzionamento ci è stata fatta dimostrazione. Abbiamo visitato i diversi magazzini dove sono custoditi libri e altro materiale, fra cui i microfilm in ambienti a temperature molto basse. Ci è stato mostrato tutto l’iter del lavoro: dalle richieste al reperimento degli item, alla loro preparazione per la partenza per la sede centrale due volte al giorno. Al rientro i materiali vengono tenuti per un periodo nella stanza della “quarantena” (Quarentine room) per evitare di immettere nei magazzini insetti o altri agenti infestanti. Nel caso di document delivery, il servizio si risolve nella digitalizzazione dei testi. Da sottolineare l’alta concentrazione di materiale e il rigore delle sistemazioni, comprese le condizioni ambientali.
Nell’edificio Thomas Jefferson della Library of Congress abbiamo incontrato Carol Ward-Bamford, specialista di musica e curatrice della collezione degli strumenti della Music Division. Ci ha condotto nel Whittall Pavilion, sala concerti della Library of Congress, dove ci ha illustrato brevemente le vicende relative alle raccolte degli strumenti, e in particolare agli strumenti ad arco e ai flauti, questi ultimi provenienti dalla collezione Dayton C. Miller di cui, per ciascuno, ci è stata raccontata la storia. Daniel De Simone, specialista della Rare Book and Special Collections Division, ci ha spiegato nella Rosenwald Room le tipologie e le provenienze dei libri rari (ben 800.000!) che la biblioteca ha acquisito nel tempo.
Il curatore ha illustrato una selezione di libri rari, scelti con particolare attenzione alla cultura italiana; ha citato più volte la Biblioteca Medicea Laurenziana di Firenze come importante biblioteca di riferimento anche per loro. Fra i libri che abbiamo visto ve ne era uno fra i più importanti delle collezioni americane: un diario di bordo di un cronista veneto che nel 1503 descrive le nuove terre e particolari che destano molto interesse, come i tratti somatici degli abitanti del Nuovo Mondo. Il manoscritto non è stato ancora pubblicato. Ci sono stati mostrati poi, fra gli altri, incunabo li provenienti da Roma e Napoli con illustrazioni xilografiche, e un’edizione di
Pinocchio a forma di naso. Infine abbiamo conosciuto Janis L. Young, nell’edificio John Adams Building, sala conferenze PSD, LA 311: specialista di catalogazione e soggettazione, membro della Policy and Standard Division. Young ha illustrato i concetti di genere e forma nell’ambito del Soggettario della Library of Congress (LCSH Library of Congress Subject Headings). A essi è correlato il progetto LCGFT (Library of Congress Genre/Form Term), condiviso con altre istituzioni, con lo scopo di elaborare un nuovo thesauro che permetterà ai catalogatori di registrare le caratteristiche delle risorse bibliografiche in modo fortemente codificato e agli utenti di migliorare l’accesso alle risorse avendo la possibilità di raffinare in modo più soddisfacente le ricerche.

29 maggio
La seconda giornata a Washington
Nel James Madison Memorial Building abbiamo ricevuto il benvenuto di Beacher J. Wiggins, responsabile delle acquisizioni e dell’accesso bibliografico, e di Roberta I. Shaffer, direttore generale tecnica della biblioteca.
Shaffer ha parlato della mission della biblioteca iniziando facendoci notare la vista sul Campidoglio di Washington, sugli altri edifici della biblioteca e sulla città, ossia su tutti i riferimenti che lei deve avere sempre presente per svolgere al meglio il proprio lavoro. Poco dopo abbiamo incontrato Dave Reser, specialista nella catalogazione, anch’esso membro della Policy and Standard Division; egli ha parlato delle RDA (Resource Description and Access), il nuovo standard internazionale di catalogazione che la Library of Congress e le altre biblioteche degli Stati Uniti hanno adottato ufficialmente a partire dal 31 marzo 2013. La parte più impegnativa del suo lavoro consiste nel valutare ed eventualmente accogliere i suggerimenti, le proposte, le osservazioni sulle RDA dei catalogatori che aderiscono al PCC (Program for Cooperative Cataloguing).
Il lavoro di coordinamento sarà ancora più complesso con l’adozione delle RDA da parte di altri Paesi quali Germania, Francia e Spagna. Nella stessa sala Libby Dechman, specialista della Policy and Standard Division, ha presentato LCSH/SKOS (Library of Congress Subject Headings/ Simple Knowledge Organization System) e in particolare il Library of Congress Linked Data Service, che permettono sia all’uomo sia alla “macchina” di accedere ai dati di autorità della biblioteca. Così facendo la biblioteca incoraggia il ricorso ai vocabolari controllati e ai thesauri, strumenti fondamentali per lo sviluppo dei linked data, il nuovo linguaggio della comunicazione globale.
Successivamente il meeting è proseguito con una delegazione di bibliotecari: Angela Kinney, dirigente della Divisione africana, latino americana e dell’Europa occidentale; Margaret Wayne, capo delle sezioni Benelux, Francia e Italia; Joseph Bartl, capo della Sezione Accesso bibliografico al materiale musicale, Divisione Musica; Kathleen Miller, bibliotecaria della sezione Benelux, Francia e Italia. Dopo una breve presentazione dell’organizzazione della loro Divisione, la responsabile delle acquisizioni dell’area  italiana ha parlato dell’approval plan con il fornitore italiano Casalini Libri e della comune problematica della catalogazione che richiede specifiche competenze disciplinari. Infine abbiamo conosciuto Ana Cristàn, specialista del PCC della Policy and Standard Division, con cui abbiamo discusso del NACO (Name Authority Cooperative Program) e del lavoro di manutenzione del catalogo. Al termine della giornata siamo stati condotti a visitare i depositi librari, gli uffici di catalogazione e le sale di lettura della Library of Congress, fra cui la spettacolare e grandiosa Main Reading Room.

30 maggio
La New York Public Library
Alla stazione di New York siamo stati accolti da Brook Watkins della New York Public Library (NYPL) che ci ha condotti nella sede di Long Island City, nel Queens, Library Services Center. Questo edificio, una struttura di 145.000 metri quadrati non aperta al pubblico, riunisce le divisioni della NYPL dedicate all’acquisizione, preparazione, conservazione e distribuzione del materiale per le biblioteche pubbliche di tutta l’area metropolitana
newyorkese. Unificando reparti precedentemente dispersi in un unico edificio dotato delle ultime tecnologie e sistemi progettati su misura, la NYPL è in grado di ottenere altissimi livelli di efficienza nella lavorazione e conservazione di materiali che spaziano dai nuovi libri destinati agli scaffali delle biblioteche, agli oggetti rari e unici provenienti da speciali collezioni. In un’enorme stanza in cui sono allestiti un sistema di nastri trasportatori, laser, computer, contenitori e scatole di libri, abbiamo potuto vedere il funzionamento del sofisticato macchinario che gestisce in maniera automatizzata lo smistamento dei libri per il prestito interbibliotecario: 7.500 pezzi l’ora. Una volta che il volume è posto sul nastro, il codice a barre sulla quarta di copertina viene letto da uno scanner laser. Sulla base dell’informazione richiesta dal sistema del catalogo della biblioteca “committente”, il libro o il CD-ROM o altro materiale analogo viene indirizzato automaticamente a un box per la consegna a una delle 90 sedi succursali della NYPL. Quando il contenitore arriva alla biblioteca di destinazione, il relativo contenuto è controllato automaticamente attraverso una singola scansione del codice a barre. Si stima che questa funzione farà risparmiare 60 mila ore all’anno di tempo del personale. Abbiamo anche visitato la collezione di stampe e libri rari. Brook Watkins ci ha quindi accompagnati alla storica sede centrale della New York Public Library: lo Stephen A. Schwarzman Building, Fifth Avenue at 42nd Street, situata nel cuore della metropoli.
Guidati da Brook e Denise Hibay, capo dello Sviluppo della collezione (la NYPL ha, fra l’altro, un contratto di approval plan per l’acquisizione dei libri italiani con Casalini) abbiamo visitato le maestose sale dell’edificio e, oltre alla loro bellezza, a colpirci è stata la vasta affluenza ed eterogeneità dell’utenza. La biblioteca, che è stata fondata nel 1895 con l’unione di biblioteche private di John Jacob Astor e Jones Lenox con il Jones Tilden Trust, serve 18 milioni di utenti l’anno sul territorio e molti di più in tutto il resto del mondo.
Virginia L. Bartow responsabile dei libri rari, ci ha mostrato incunaboli, cinquecentine preziosamente miniate e, in omaggio a noi italiani, libri del Seicento che descrivono viaggi in Italia, in particolare con vedute acquarellate di Venezia e del Vesuvio. L’esperienza è stata importante e illuminante soprattutto nell’aver constatato l’affezione verso la biblioteca da parte del personale e degli utenti: abbiamo visto e percepito una biblioteca pubblica nel vero senso della parola, dove tutto è funzionale, accessibile e libero.

mariachiara.iorio@unifi.it
paolapala3@yahoo.it
rosatrisciuzzi@alice.it

URL: https://www.aib.it/attivita/2013/37963-conoscere-biblioteche/. Copyright AIB 2013-10-03. A cura di , ultima modifica 2013-10-03