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Caratteristiche e articolazione dell’IFLA cataloguing section

Lunedì 11 giugno scorso, nella magnifica cornice della Biblioteca delle Oblate, si è svolto il settimo seminario di aggiornamento della Sezione Toscana, dal titolo “Notizie dall’IFLA”.
L’incontro era focalizzato sulla strategia dell’IFLA in ambito catalografico e sulle iniziative in corso dello Standing Committee della Cataloguing Section; ospite del seminario era Agnese Galeffi, dal 2011 membro della Sezione IFLA.
Dopo l’introduzione e il saluto di Sandra Di Majo, Presidente del Cer toscano, Agnese Galeffi ha illustrato in modo chiaro e puntuale la struttura e l’organizzazione  della Sezione catalogazione, sottolineandone gli aspetti maggiormente rilevanti. L’architettura, innanzitutto: l’International Federation of Library Associations and Institutions è organizzata in cinque Divisioni (I Library Types, II Library Collections, III Library Services, IV Support of the Profession, V Regions), a loro volta articolate in quarantotto Sezioni e in Gruppi di interessi speciali (SIGs). La Cataloguing Section fa
parte della Division III e ha al suo interno, come ogni Sezione, uno Standing Committee cui spetta il compito di controllare e sviluppare l’attività della Sezione. Del Comitato fanno parte venti membri, più due corrispondenti esterni, rappresentativi di quindici nazioni, la maggior parte delle quali appartenenti all’area nord europea. Le finalità della Sezione, come si legge dal sito, sono le seguenti: “The Cataloguing Section analyzes the functions of cataloguing activities for all types of material and media, including both bibliographic and authority information, for the benefit of all users. The Section proposes and develops cataloguing rules, guidelines and standards for bibliographic information taking into account the developing networked digital environment in order to promote universal access to and exchange of bibliographic and authority information [1]”. La Cataloguing Section collabora attivamente con TC46-Information and Documentation, Comitato dell’ISO, e, naturalmente, con le tre sezioni IFLA incentrate su tematiche attinenti (Bibliography, Classification and Indexing, Information Technology); all’interno di essa esistono tre gruppi di lavoro affiliati, due dei quali finalizzati alla revisione dell’ISBD e di FRBR e uno ai metadata per oggetti digitali. Attualmente i membri dell’ISBD Review Group sono impegnati nel tentativo di armonizzare, da una parte, lo standard ISBD con le nuove regole angloamericane (RDA: Resource Description and Access), dall’altra, il trattamento delle risorse in continuazione con il Registro ISSN.
Gli strumenti di lavoro della Sezione sono costituiti dalla mailing list (CATSMAIL [2]), tesa a facilitare gli scambi tra i membri dei Comitati e altri bibliotecari interessati, e dalla newsletter (SCATnews [3]), da vari anni disponibile solo in versione elettronica, dedicata alla comunicazione dei lavori della Sezione e dei principali eventi del mondo catalografico. Un’importante piattaforma di lavoro è costituita, inoltre, dalle pagine “wiki”, nelle quali viene pubblicato il materiale prodotto che può essere soggetto a osservazioni, integrazioni e modifiche da parte dei membri.
Agnese Galeffi ha, quindi, ricordato alcuni risultati del lavoro della Cataloguing Section: la promozione della traduzione in varie lingue dei Principi internazionali di catalogazione [4], probabilmente soggetti a revisione a partire dal 2013; gli ISBD Consolidated edition [5], di cui sono consultabili online gli esempi [6]; l’UNIMARC Manual: authorities format [7] giunto alla terza edizione; l’Anonymous Classics [8], liste di opere anonime delle maggiori tradizioni letterarie, redatte con l’ausilio di studiosi di tutto il mondo.
Un’altra importante risorsa di cui si occupa la Sezione è il VIAF (Virtual International Authority File) [9], un archivio di
autorità internazionale “virtuale” mantenuto dal Consorzio OCLC al quale contribuiscono, ad oggi, oltre venti agenzie bibliografiche nazionali e/o biblioteche in tutto il mondo. Secondo l’esperienza della relatrice, le principali caratteristiche dell’IFLA sono rappresentate dall’ambiente paritario e dalla capacità di previsione a lungo termine, condizioni entrambi imprescindibili per lo sviluppo delle idee in un contesto di ampie dimensioni. A conclusione della sua presentazione, Agnese Galeffi ha ricordato il prossimo appuntamento IFLA che si terrà nell’agosto prossimo a Helsinki, in Finlandia [10]; la Sessione della Cataloguing Section porta il titolo “Inspired moments in cataloguing”. Dal momento che ciascun cambiamento provoca, inevitabilmente, incertezza in tutti coloro che ne saranno coinvolti a vari livelli, ci auguriamo che questo titolo sia di buon auspicio per il futuro del settore catalografico, già da vari anni in fermento…

… e tendenze in atto nel settore catalografico “e dintorni”
La seconda parte dell’incontro, indicata sulla locandina con il titolo di “Teoria e pratica della catalogazione: regole italiane ed il contesto internazionale”, prevedeva una discussione moderata da parte dei partecipanti sulle tematiche affrontate durante la presentazione di Agnese Galeffi, in relazione allo scenario catalografico nazionale ed estero.
Il primo a intervenire è stato un uditore di eccezione, Diego Maltese; nel suo intervento ha espresso l‘idea che l’aspetto bibliografico, fondamentale non solo nel panorama catalografico, sia ormai minoritario rispetto alle svariate “offerte” di possibilità di ricerca presenti sul web e si è chiesto che fine abbiano fatto le grandi bibliografie del passato, redatte dalla principali biblioteche e/o agenzie bibliografiche di tutto il mondo. Agnese Galeffi ha, quindi, ricordato il venir meno dell’idea del controllo bibliografico universale che, unito alla mancanza di raccordi tra le biblioteche, le case editrici e gli altri attori dell’informazione e sommato alla difficoltà di aggiornamento in tempi rapidi delle bibliografie, conduce al declino di questo tipo di risorse, rispetto alle quali vengono privilegiati strumenti più “snelli”, come i grandi cataloghi e, a un altro livello, il web stesso. Ha preso poi la parola Andrea Fabbrizzi, membro del Gruppo di studio Catalogazione ed indicizzazione dell’AIB, per chiedere il motivo dell’esistenza di due Sezioni separate, all’interno dell’IFLA, una dedicata alla parte descrittiva e l’altra alla semantica; Fabbrizzi ha sottolineato inoltre come, nonostante la tendenza, da FRBR in poi, di considerare il settore catalografico come un insieme unitario, anche nelle ultime regole catalografiche (REICAT e RDA) non venga accolto l’ambito dell’indicizzazione. La domanda, di difficile risposta, ha portato la discussione sul ruolo delle associazioni internazionali come l’IFLA e delle commissioni nazionali incaricate di redigere standard catalografici.
Proprio sulla scia di quanto emerso vorrei concludere questo breve contributo con una considerazione che mi piacerebbe favorisse una riflessione nei colleghi impegnati nel settore catalografico. Come noto, le nostre regole nazionali di catalogazione, le REICAT, sono state pubblicate nel 2009, dopo anni di intenso lavoro da parte della Commissione permanente per l’aggiornamento e le eventuali semplificazioni delle regole per la compilazione del catalogo alfabetico per autori nelle biblioteche italiane [11]. A tre anni di distanza dall’emanazione del nuovo codice poco sembra essere cambiato nei principali cataloghi italiani; anche nel principale opac nazionale, SBN, dopo la circolare apparsa all’inizio del 2010 [12] si sono notati soltanto alcuni cambiamenti, soprattutto a livello di descrizione bibliografica, la parte più “indolore” e con minime ricadute sul pregresso. Questa lentezza nella piena applicazione delle nuove regole dipende, certamente in gran parte, dalla inadeguatezza dei vari software utilizzati nelle nostre biblioteche, sia all’interno del Servizio bibliotecario nazionale sia al di fuori (basti pensare alle difficoltà di realizzazione e gestione di un’architettura FRBR, alla base delle REICAT, all’interno dei nostri sistemi attuali). Risale a pochi giorni fa (esattamente, al 12 giugno 2012) la pubblicazione della prima parte della nuova Guida alla catalogazione SBN per il materiale moderno [13], per il momento sotto forma di “draft”, a cura dell’Area standard, norme catalografiche e didattica dell’ICCU con la collaborazione della Biblioteca nazionale centrale di Roma. Nella prefazione si dichiara il riferimento al codice nazionale, all’ISBD Consolidated edition e al formato UNIMARC; si legge, inoltre «Spesso, nella descrizione delle aree, sono stati riportati esempi presenti nelle REICAT per molti dei quali è stato effettuato il link all’immagine del frontespizio e, quando necessario, ad altre parti della pubblicazione. Riferimenti alle REICAT sono presenti, sia quando si è ritenuto utile riportarne interi brani, sia per rimandare ad ulteriori approfondimenti». Alla base della nuova Guida c’è, dunque, un legame stretto con il codice nazionale, ma, come già rilevato, si tratta soltanto della descrizione bibliografica che non rappresenta, come noto, la parte maggiormente innovativa delle REICAT. Resta ancora incerto il grado di applicazione delle norme per quanto concerne «il titolo uniforme, ovvero la distribuzione delle responsabilità a livello di opera e a livello di registrazione bibliografica [che] sarà possibile solo con l’adeguamento di vari s/w (protocollo, Import/export, ricerca, visualizzazione OPAC) [14]». L’auspicio, da parte di chi scrive, è quello di un “presidio” effettivo nei confronti del nostro codice nazionale, che nei suoi sviluppi futuri dovrà naturalmente tenere conto del contesto internazionale, aprendosi agli stimoli oltre confine e confrontandosi con le tendenze provenienti dallo sviluppo del web semantico [15]. Da non ripetere, al contrario, un abbandono delle nuove regole a se stesse, esperienza già vissuta in passato che rischierebbe di avere, nei tempi attuali dettati da tecnologie in continua evoluzione, ricadute pesanti ed il rischio di isolamento dal resto della comunità bibliotecaria internazionale.

simona.turbanti@sba.unipi.it


[1] http://www.ifla.org/en/about-the-cataloguing-section.
[2] http://www.ifla.org/en/node/498.
[3] http://www.ifla.org/en/node/495.
[4] http://www.ifla.org/en/publications/statement-of-international-cataloguing-principles.
[5] http://www.ifla.org/publications/international-standard-bibliographic-description.
[6] http://www.ifla.org/en/publications/full-isbd-examples.
[7] http://www.ifla.org/en/publications/ifla-series-on-bibliographic-control-38.
[8] http://www.ifla.org/node/4957/.
[9] http://viaf.org/.
[10] http://conference.ifla.org/ifla78.
[11] http://www.iccu.sbn.it/opencms/opencms/it/main/attivita/gruppilav_commissioni/pagina_94.html.
[12] http://www.iccu.sbn.it/opencms/opencms/it/main/eventinovita/2010/novita_104.html.
[13] http://www.iccu.sbn.it/opencms/opencms/it/archivionovita/2012/novita_0009.html.
[14] Cfr. la sopra citata Circolare per l’applicazione delle REICAT in SBN http://www.iccu.sbn.it/opencms/opencms/it/main/eventinovita/2010/novita_104.html.
[15] Proprio alcuni giorni fa si è svolto a Firenze il seminario internazionale dal titolo “Global interoperability and linked data” che ha visto la partecipazione di numerosi relatori italiani e stranieri, incentrato sull’interoperabilità e sull’apertura dei dati nel mondo delle biblioteche (cfr. http://www.linkedheritage.org/linkeddataseminar/). Ultima consultazione: 20 giugno 2012

URL: https://www.aib.it/pubblicazioni-aib/aib-notizie/2012/25596-ifla-cataloguing-section/. Copyright AIB 2012-08-01. A cura di , ultima modifica 2013-08-19