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Stati generali MAB: un banco di prova

Nei giorni 22 e 23 novembre Milano (presso l’Auditorium di Palazzo Lombardia) ha ospitato gli Stati Generali dei professionisti del patrimonio culturale “Archivi, biblioteche e musei: agenda per un futuro sostenibile”, a cura di ICOM, ANAI e AIB. Le tre Associazioni – che alcuni mesi fa hanno dato vita alla federazione MAB (Musei Archivi e biblioteche) – avevano deciso di organizzare un appuntamento nazionale per riunire i professionisti della cultura, discutere le problematiche della gestione del patrimonio culturale nella società della conoscenza, e presentarsi unitariamente davanti alle istituzioni. L’incontro di Milano, che si è svolto a pochi giorni dagli Stati Generali della Cultura organizzati a Roma dal Sole 24 Ore – ha avuto una buona partecipazione, focalizzando la discussione su alcuni filoni principali espressi nel documento introduttivo: valorizzare il capitale umano e favorire il necessario ricambio generazionale; aumentare a livello nazionale e locale la capacità di fare sistema, di unire azione pubblica e azione privata, di lavorare per priorità condivise; orientare la fiscalità verso il sostegno agli istituti e alle attività culturali; formare, aggiornare e riconoscere le competenze professionali; rendere più accessibile il patrimonio culturale mediante la rete e le nuove tecnologie; sviluppare collaborazioni innovative nella prevenzione dei danni e nell’intervento in situazioni di emergenza.

La mattina del 22 novembre è stata aperta dai saluti delle autorità: Giovanni Bozzetti, assessore al commercio, turismo e servizi della Regione Lombardia; Caterina Bon Valsassina (Direttore regionale MiBAC); Novo Umberto Maerna (vicepresidente Provincia di Milano); Stefano Boeri (assessore cultura, moda, design Comune di Milano), a cui è seguita la sessione introduttiva dei presidenti AIB (Stefano Parise), ANAI (Marco Carassi) e ICOM Italia (Alberto Garlandini), in cui è stato tracciato il percorso e le prospettive di MAB, mentre Giovanni Puglisi (Presidente Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO) ha portato un contributo (“Operare per il patrimonio culturale: una sfida per l’oggi e per il domani”) in videoconferenza. Successivamente il quadro generale dei tre ambiti professionali è stato riassunto negli interventi di Giovanni Solimine (Biblioteche e bibliotecari), Gianni Penzo Doria (Archi e archivisti), Daniele Lupo Jallà (Musei e professionisti museali). La relazione di Claudio Gamba (Regione Lombardia. Commissione Stato Regioni sulla valorizzazione dei beni culturali) ha concluso i lavori della mattina. Gamba ha ricordato che la valorizzazione è attività di promozione e conoscenza, di fruizione ampia con l’obiettivo dello sviluppo della cultura, su cui sta lavorando una commissione Stato-Regioni. Gli standard museali del 2001 guidano il lavoro, che si estende anche a siti e parchi archeologici, archivi e biblioteche, aree territoriali di interesse e attrattività turistico-culturale. La sostenibilità va considerata sia in ambito economico che ambientale: due aspetti della realtà in profonda crisi. Nel contesto della sostenibilità ambientale occorre interrogarsi sul “consumo di risorse” (energetiche, ambientali, umane) dei nostri istituti e dei servizi. Per questo è bene ragionare sulla razionalizzazione delle forme di gestione – con particolare attenzione a quelle sistemiche, anche tra settori culturali diversi. Va inoltre diffusa una cultura di “responsabilità sociale”, dove il patrimonio culturale può essere una forma di investimento, in termini finanziari e sociali, e con adeguati tempi di valutazione.
Nel pomeriggio si sono svolte sei sessioni parallele – con rappresentanti delle tre associazioni per ogni gruppo – per facilitare l’approfondimento delle tematiche presentate: “Il lavoro nei beni culturali” (a cura di Raffaele De Magistris, Diego Robotti, Adele Maresca Compagna) presso l’Archivio di Stato; “I sistemi culturali” (a cura di Claudio Leombroni, Maurizio Savoja, Luigi Di Corato) presso la Pinacoteca di Brera; “Risorse per la cultura: fiscalità, fund raising, partenariato pubblico- privato” (a cura di Vittorio Ponzani, Luigi Contegiacomo, Marco Parini) presso il Museo nazionale della scienza e tecnologia Leonardo Da Vinci; “Competenze e riconoscimento professionale” (a cura di Maurizio Vivarelli, Maria Guercio, Anna Maria Visser) presso Palazzo Sormani; “Il patrimonio culturale nella rete” (a cura di Rosa Maiello, Stefano Vitali, Luca Baldin) presso Gallerie d’Italia di piazza della Scala; “Collaborare per le emergenze: come intervenire in occasione dei disastri” (a cura di Ornella Foglieni, Ferruccio Ferruzzi, Tiziana Maffei) presso la Biblioteca Trivulziana. La seconda giornata si è aperta con una riunione dei comitati territoriali MAB, compresi quelli non ancora ufficializzati, per condividere esperienze e pratiche operative. Di seguito si sono svolte in parallelo le assemblee generali di AIB, ANAI e della Conferenza permanente delle associazioni museali italiane. Nel pomeriggio la tavola rotonda finale: “Agenda per un futuro sostenibile. Le proposte dei professionisti alle istituzioni”, è stata aperta dalla presentazione dei lavori delle sessioni parallele a cura dei coordinatori; è seguito il dibattito con Manuela Ghizzoni (Presidente della Commissione Cultura della Camera), Mario Caligiuri (Delegato per la cultura della Conferenza delle Regioni), Marisa Valagussa (in rappresentanza di Valentina Aprea, Assessore alla Cultura della Regione Lombardia), Stefano Parise (Presidente AIB), Marco Carassi (Presidente ANAI), Alberto Garlandini (Presidente ICOM Italia). L’intervento del sottosegretario del MiBAC Roberto Cecchi ha concluso i lavori degli Stati generali, che dovranno essere ripresi e sviluppati nelle varie sedi associative e istituzionali. Gli Stati Generali sono stati un appuntamento importante che – oltre a presentare un’ampia panoramica delle problematiche e dei temi delle professioni culturali, ha costituito un primo banco di prova per la cooperazione delle tre associazioni e più in generale della possibilità di costruire un modello sostenibile di sviluppo culturale, sociale ed economico basato sull’esperienza professionale.

Impressioni dal MAB
Attribuisco grande importanza alla nascita di MAB, articolato in istanza nazionale e istanze regionali. L’AIB può così sviluppare un network sinergico che spazia da un nucleo di istituti naturalmente interrelati (biblioteche, musei, archivi) ad altri soggetti della filiera della cultura, dell’informazione, della documentazione, della comunicazione e della creatività come librerie, scuole, case editrici, associazioni varie. Cresce la possibilità di schierare un comparto più strutturato per migliorare l’offerta di welfare non assistenziale.
Waldemaro Morgese, presidente AIB Puglia

Il primo incontro nazionale di MAB ha permesso un proficuo scambio di esperienze tra tre diversi settori dei professionisti dei beni culturali, dimostrando che molti problemi (ad esempio il mancato riconoscimento professionale e/o la dequalificazione – vedi l’intervento del rappresentante della Provincia di Milano in apertura) sono comuni. Molto interessante, dal mio punto di vista, la sessione dedicata alla emergenze. Venendo da una regione che negli ultimi tre anni è sempre andata sott’acqua ne ho ricevuto diversi stimoli di azione.
L’evento MAB di Milano è stato un momento utile di condivisione fra operatori dei settori che da sempre si occupano, spesso in modo silenzioso e poco visibile, della difesa della cultura italiana: musei, archivi e biblioteche sono infatti i presidi della nostra cultura collettiva, della nostra memoria, per la costruzione del futuro. Fra le tre istituzioni, senz’altro i musei sono maggiormente visibili e considerati spesso dalla politica istituzioni imprescindibili, che danno prestigio. Non per questo però, all’interno delle istituzioni, si sente meno l’esigenza di fare il punto su alcune questioni chiave, quali la difesa della professionalità degli operatori, la garanzia di disporre di risorse sufficienti, la partecipazione a grandi progetti strategici (non ultimo l’Agenda Digitale Italiana). La partecipazione a MAB Italia a Milano mi ha confermato che una sinergia fra le tre associazioni professionali (AIB, ANAI, ICOM) è non solo possibile ma auspicabile con la costituzione dei MAB in tutte le regioni italiane. Per quanto riguarda il Trentino-Alto Adige, è stata l’occasione di conoscere di persona una socia ANAI trentina e di sapere finalmente che ci potrebbe essere un futuro per il coordinamento MAB anche nella nostra regione.
Marco Genzone, presidente AIB Liguria

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