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Un posto al sole per Nati per Leggere

Alzi la mano chi non ha mai visto una puntata di “Un posto al sole”, la più longeva delle soap italiane. Tutti, almeno una volta, facendo zapping nel discutibile caleidoscopio televisivo del nostro paese, ci siamo imbattuti nelle ambientazioni e nelle storie quotidiane del condominio di via Posillipo e dintorni. Sullo sfondo di una Napoli in massima parte aderente a quella reale, la vita di decine di personaggi si intreccia con la cronaca e con il tempo che scorre lasciando le sue tracce, nella realtà quanto nella finzione. E forse è proprio questa una delle carte vincenti di “Un posto al sole”: raccontare la vita come è, nel tempo che ci è stato consegnato e nella trama che tutti siamo chiamati a tessere. Lo confermano gli sceneggiatori, un team affiatato che negli studi Rai di viale Marconi a Napoli instancabilmente immagina e ritrae, puntata dopo puntata, storie i destini. E proprio dagli sceneggiatori della soap, alcuni dei quali giovani papà “natiperleggere”, è germogliata l’intenzione di introdurre il progetto nazionale di promozione della lettura a voce alta Nati per Leggere nella soap. Nata più di un anno fa, l’idea ha fatto la sua strada, fino a consolidarsi e a diventare una storia.

Dalla penna degli sceneggiatori al video il passo non è stato breve: riunioni, approfondimenti, confronti tra la produzione e il Coordinamento Regionale campano, per comprendere il progetto in tutte le sue sfumature al fine di tratteggiarlo al meglio e inserirlo nel contesto e nella storia giusta. Tra scene in esterno ed interno, diversi i volti “storici” della soap coinvolti, primi fra tutti quelli di Angela e Giulia, rispettivamente figlia e madre, donne fortemente impegnate nel sociale, che “incontrano” Nati per Leggere e ne comprendono la potenzialità e il valore, tanto da decidere di promuoverlo grazie alla Fondazione gestita da Giulia. Significativa la scena di cui è protagonista Franco, compagno di Angela e papà della piccola Bianca, che esprime le comuni, iniziali difficoltà di un papà a leggere a voce alta insieme alla sua bambina.
È così che Nati per Leggere ha “conquistato il suo posto al sole” nella puntata del 3 dicembre scorso. Grande entusiasmo tra i volontari del progetto sparsi in tutta Italia nei commenti sulla pagina Facebook Nati per Leggere; altrettanto nella produzione, che ha registrato uno share del 9,07%, con picchi significativi nelle scene in cui il Progetto è stato protagonista assoluto (sintesi della puntata con le scene NpL). Nel corso dei suoi diciassette anni di attività “Un posto al sole” ha dimostrato di non essere la canonica soap basata unicamente su amori, intrighi e misfatti che soddisfano i più diversi palati. La peculiarità che la distingue da tutte le altre è la sua apertura alle tematiche sociali, l’attenzione a problematiche di stringente attualità come disoccupazione, camorra, devianze giovanili, dispersione scolastica, disagi metropolitani. L’attenzione al “qui ed ora”, alla cronaca, alla vita vera, ha portato la produzione a rendere il programma un traino di buone pratiche, narrate anche attraverso l’introduzione di progetti realmente esistenti. Le volontarie di Nati per Leggere Campania hanno colto con entusiasmo l’opportunità che è stata offerta da RaiTre in termini di visibilità e diffusione del Progetto: un’occasione da non perdere, quella di poter far arrivare il messaggio alla vasta e composita
platea della soap. Il desiderio prevalente di fare il bene del Progetto introducendolo nelle famiglie a ora di cena ha avuto la meglio sulle timidezze personali e sulla soggezione della telecamera. Ed ecco che due volontarie di Napoli si sono trasformate, per un giorno, in perfette interpreti di sé stesse: con la complicità di una splendida giornata di sole, nei
giardinetti di San Giovanni a Carbonara a Napoli è stato riprodotto un usuale setting per un’attività di lettura a voce alta all’aperto. Sulla scena, insieme alle mamme e ai bambini, non potevano mancare tanti libri, tutti provenienti dalla collezione “Pasquale Causa” del gruppo Nati per Leggere campano (Qui alcune testimonianze: https://www.facebook.com/notes/biblioteca-comunale-fausto-sabeo-di-chiari/nati-perleggere-a-un-posto-al-sole-qualche-indiscrezione-dalbackstage/10151264901148629). La finzione si è poi trasformata in realtà: tutti i momenti di pausa sono stati sfruttati dalle volontarie per leggere insieme ai bambini e parlare con le mamme del Progetto e del Punto Lettura Nati per Leggere, primo nucleo di biblioteca per bambini della città di Napoli, inaugurato il 5 ottobre 2012 presso il PAN Palazzo delle Arti Napoli, e nato grazie all’alleanza tra Nati per Leggere e il Comune di Napoli. “Un posto al sole” ha saputo dare una chiara idea di ciò che significa leggere a un bambino, dimostrando quanto Nati per Leggere trasmette da tredici anni alle famiglie per mezzo della sua rete di pediatri, bibliotecari, volontari: un adulto che legge ad alta voce per un bambino compie un gesto d’amore. Su questa solida, comprovata certezza, e sui benefici dell’intervento precoce della lettura a voce alta in famiglia, Imma e Maria Grazia hanno accettato di essere il volto e la voce di tutti  coloro che in Nati per Leggere si riconoscono e che sostengono il Progetto in tutta Italia, costituendone vera anima e linfa.

tizianacristiani@libero.it
simona.fiscale@libero.it

URL: https://www.aib.it/pubblicazioni-aib/aib-notizie/2013/32534-un-posto-al-sole-npl/. Copyright AIB 2013-03-06. A cura di , ultima modifica 2013-03-06