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Non maledire questo nostro tempo

Tempi duri, tempi difficili, bilanci esigui e cultura esiliata dalle funzioni fondamentali degli enti territoriali… vien quasi voglia di rinchiudersi a leggere e aspettare che la bufera passi. Ma in attesa che la situazione politica e istituzionale italiana si chiarisca e possibilmente porti un miglioramento, il mondo gira e le biblioteche – pur tra mille difficoltà – lavorano, organizzano, cercano di guardare avanti. Lavora anche la collega Rita Carbonaro della Biblioteca Ursino Recupero di Catania, balzata all’onore delle cronache per la sua situazione lavorativa, più simile a quella di un guardiano del faro piuttosto che di una biblioteca con oltre 270mila volumi. Salutiamo la nascita – avvenuta il 6 aprile alla Certosa del Galluzzo di Firenze – dell’Associazione Italiana dei Conservatori e Restauratori degli Archivi e delle Biblioteche (AICRAB, http://www.aicrab.org) che riunisce archivisti, bibliotecari e restauratori impegnati nella salvaguardia del patrimonio archivistico e bibliografico del nostro Paese, un settore che in dieci anni ha avuto tagli del 92%, una vergognosa progressione che evidenzia una cultura del consumo e dell’incuria verso la conservazione, ancora più assurda in un Paese che potrebbe vivere senza problemi grazie al suo “petrolio culturale”.
Confidando in una primavera della cultura, si avvicinano il Salone del Libro e l’Assemblea dei soci AIB, la Giornata mondiale del Libro e del Diritto d’autore, il 1. Seminario di biblioteconomia di fine maggio a Roma, la campagna nazionale “Il maggio dei libri”, solo per citare alcuni appuntamenti. Tante iniziative che ricordano una grande ricchezza e una grande passione, e una notevole capacità di resistenza.
Guardando oltre i nostri confini colpisce la notizia della vicina inaugurazione della Digital Public Library of America, un progetto nato nel 2010, e sostenuto con convinzione da Robert Darnton, Direttore della Harvard University Library, che ne parlò con passione anche nel suo recente viaggio in Italia in occasione della pubblicazione di “Il futuro del libro”-. Libero accesso alla conoscenza, interoperabilità con Europeana, progettazione e programmazione per rendere disponibile a tutti il patrimonio culturale. DPLA – su cui torneremo prossimamente – sembra davvero un progetto concreto.
Guardando a questo progetto viene da pensare alla nostra miriade di progetti e iniziative digitali, dalla BEIC (grande incompiuta) alla Biblioteca digitale italiana, a quello che ci impedisce di superare il gradino che fa la differenza, che permetterebbe davvero una svolta; imparare come ha fatto DPLA a funzionare; e darsi da fare, proprio ora che si parla e si discute di agenda digitale anche nelle regioni, e si spera che qualche pagina di quell’agenda la possano e la vogliano scrivere anche i bibliotecari.

L’inverno è lungo, «ma anche dopo il più freddo degli inverni ritorna sempre la dolce primavera» (cit. “Non maledire questo nostro tempo” Gufi, 1967).
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