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Il MetaOPAC di Biblioteconomia

«Il MAI di Biblioteconomia: sarebbe bello…». Questa fu la reazione generale quando cominciai ad accennare di un metaOPAC alla mia prima riunione del coordinamento di Biblio-LIS, biblioteche italiane di biblioteconomia. Era una vecchia idea del gruppo, mi spiegarono, ma per i motivi più vari non si era mai concretizzata.
Mi colpì moltissimo il desiderio comune di realizzare uno strumento così utile, e insieme la frustrazione di aver sempre dovuto rinunciare. Soprattutto però mi colpì l’entusiasmo contagioso di tre straordinarie colleghe, che da neofita vedevo allora per la prima volta dopo anni di AIB-CUR: Miriam Scarabò, Eva Raffa e Giulia Visintin.
Con quest’ultima in particolar modo, in rappresentanza della Biblioteca “Luigi Crocetti” della Regione Toscana, nacque subito una sintonia e una collaborazione durata fino alla fine sugli obiettivi comuni e sulla determinazione di fondo: dare alle biblioteche di biblioteconomia il loro metaOPAC.
Già la Biblioteca “Crocetti” aveva inaugurato la politica di cooperazione, promuovendo la lista ed il gruppo Biblio-LIS, e approntando un utile elenco di lacune da colmare nel posseduto collettivo dei periodici. Ci mettemmo quindi tutti insieme a lavorare ad un catalogo comune dei periodici in formato cartaceo. Ma proprio questi tentativi, pur consentendoci di avere finalmente a disposizione dati concreti e condivisi, mostrarono sempre di più come solo il metaOPAC poteva essere lo strumento adatto per poter ragionare seriamente di reference, di rete e di condivisione dei servizi.
Cominciò allora, a partire dal Congresso AIB del 2008, un viaggio surreale tra ricerche di collaborazione, ricerche di fondi, chiusure, approvazioni, tagli, pensionamenti, accorpamenti, rinnovi contrattuali, traslochi, allagamenti, disinfestazioni e trasferimenti, ripensamenti e ristrutturazioni che hanno flagellato le nostre biblioteche in questi anni.
La svolta c’è stata nel 2011 quando, come sezione di Scienze del libro e del documento del dipartimento di Scienze documentarie, linguistico-filologiche e geografiche dell’Università La Sapienza di Roma, abbiamo deciso di farci carico dell’intero onere economico e gestionale dell’operazione, per iniziativa del Direttore Giovanni Solimine.
Ripresi i contatti con Antonella De Robbio per lo staff AIB del metaOPAC Azalai Italiano, e con Paola Rossi per il côté CILEA, si trattava di affrontare la fase progettuale ponendosi alcune domande preliminari.
Innanzitutto, primo dei problemi, definire i criteri di inclusione delle biblioteche nel nostro metaOPAC.
È noto infatti come ingenti patrimoni librari di biblioteconomia siano posseduti da biblioteche generalistiche, e come non ci sia quasi biblioteca senza un più o meno ricco scaffale professionale. D’altra parte includere anche queste avrebbe significato amplificare a dismisura il “rumore”, e replicare in pratica una ricerca globale su MAI o su SBN, togliendo ogni significato ed utilità allo strumento specifico.
La nostra scelta quindi, nella definizione della politica di inclusione del MAI di Biblioteconomia, tese a garantire non tanto il più alto numero di localizzazioni tout court, quanto una ricerca specializzata scientifica e professionale.
Decidemmo di andare oltre lo status quo nella prospettiva del servizio all’utenza, perseguendo la localizzazione più ampia sul territorio, l’emersione e la valorizzazione di biblioteche marginalizzate e sottovalutate, la rivitalizzazione di una coscienza comune e di una logica di rete.
La seconda questione, ovvero la scelta concreta delle singole biblioteche da includere, è stata quindi affrontata di conseguenza.
Abbiamo definito un gruppo di biblioteche imprescindibili, individuato quelle importanti per patrimonio o per vitalità dei servizi, stabilito di includere comunque le biblioteche di settore che avessero un patrimonio più modesto, ma che fossero in regola con i requisiti di connettibilità MAI.
Si è trattato quindi di svolgere un esame approfondito di quali e quante fossero le biblioteche di biblioteconomia in Italia, e contemporaneamente di quali e quante rispondessero ai “Requisiti di connettibilità degli OPAC” stabiliti dal MAI.
In questa fase abbiamo avuto come prezioso punto di partenza il censimento “Biblioteche italiane specializzate in biblioteconomia” curato da Giovanna Frigimelica su AIB-WEB, e come apporto fondamentale il lavoro di Paola Rossi nel monitoraggio continuo della rete e nella conoscenza della banca dati di “OPACitaliani”.
Al termine dell’analisi, della valutazione di opportunità, dell’esame della connettibilità, non poteva mancare la fase della consultazione e del dialogo con i colleghi e i dirigenti delle ventitre biblioteche individuate, tutti contattati via mail e nella maggior parte dei casi anche con amichevoli colloqui telefonici, voluti per stabilire o rivitalizzare rapporti, amicizie e collaborazioni. Incoraggiati ormai dal caloroso apprezzamento per l’iniziativa espresso da tanti colleghi, non ci restava che procedere, non prima però di aver assicurato al progetto un futuro, cercando e trovando l’appoggio ed
il sostegno concreto del Sistema Bibliotecario Sapienza e del suo Direttore, Adriana Magarotto.
A questo punto è iniziata la fase realizzativa, ad opera di Paola Rossi, ora CINECA, per gli aspetti tecnici, e la progettazione e costruzione a nostra cura della pagina web che avrebbe ospitato l’interfaccia di ricerca, su server del nostro dipartimento e nell’ambito dei servizi digitali della biblioteca di Scienze del libro e del documento.
Fondamentale in questa fase l’apporto del collega Mario Santanché, provvidenzialmente arrivato nel frattempo in biblioteca.
Possiamo oggi dire che, con la pubblicazione del MetaOPAC di biblioteconomia avvenuta alla fine di aprile del 2013, quattro anni e mezzo dopo l’inizio della nostra avventura, ci sembra di aver sostanzialmente raggiunto gli obiettivi che ci eravamo proposti.
Innanzitutto, conditio sine qua non di un MetaOPAC MAI di biblioteconomia, siamo riusciti a tenere al centro del progetto la Biblioteca della ex Scuola Speciale per Archivisti e Bibliotecari e quella di Scienze del libro della Sapienza, la Biblioteca “Luigi Crocetti” della Regione Toscana e la Biblioteca dell’AIB. Aver dato finalmente un’interfaccia comune alla ricerca sui cataloghi di queste biblioteche, per la quale occorrevano finora tante singole sessioni separate, ha assicurato all’utenza del metaOPAC l’accesso unificato ad un patrimonio di oltre trentamila volumi ad altissimo livello di pertinenza.
Arricchisce questo nocciolo centrale il patrimonio unico per specializzazione dell’ex Istituto di Patologia del libro, ora ICPAL. Era importante anche inserire nel metaOPAC le biblioteche dei maggiori centri di ricerca biblioteconomica a livello universitario. In questo settore siamo riusciti ad includere le biblioteche delle facoltà di Conservazione dei beni culturali di Viterbo e di Ravenna, e il prezioso Fondo “Diego Maltese” dell’Università di Udine. Meno noto forse, ma da non sottovalutare, il posseduto dell’Università di Macerata.
Poichè la nostra disciplina si fonda su di una solida base scientifica, ma si alimenta del continuo apporto della professione, ci tenevamo altrettanto a connettere le biblioteche di alcuni enti locali, spesso tra i più vivaci animatori della comunità professionale di Biblio-LIS: ed ecco le adesioni del Centro bibliografico e di documentazione della Regione Lombardia, della fornitissima Biblioteca dell’IBC dell’Emilia Romagna, del Consorzio Culturale del Monfalconese, nonché delle biblioteche professionali delle regioni Liguria, Umbria, Lazio e delle province di La Spezia, Bergamo, Brescia e Cremona, di un ente di formazione bibliotecaria come lo IAL di Brescia, e infine della meritevole sezione AIB del Friuli-Venezia Giulia.
Ci sembra in questo modo che il MetaOPAC, con un rappresentativo e variegato bacino bibliografico di oltre ottantamila volumi, possa candidarsi a diventare la risorsa privilegiata per qualsiasi studio della nostra disciplina in Italia.
Pensiamo innanzitutto, come biblioteca universitaria, di aver svolto un servizio per la didattica, per la ricerca bibliografica dei nostri studenti, per le più approfondite necessità di ricerca scientifica.
Ci rivolgiamo però anche alle crescenti e diversificate esigenze formative e lavorative di un’utenza sempre più e attiva e qualificata di colleghi bibliotecari e documentalisti, e al loro sempre più indispensabile lifelong learning.
Auspichiamo infine che il metaOPAC ci permetta di aumentare l’efficacia del nostro lavoro e la soddisfazione degli utenti anche in tempi di drammatica contrazione delle risorse per gli acquisti, tramite una più funzionale condivisione dei servizi tra le biblioteche del gruppo e una razionalizzazione delle politiche delle collezioni. Non a caso abbiamo aggiunto al sito web due pagine complementari espressamente dedicate a facilitare e migliorare i servizi di DD e ILL.
Queste le nostre aspirazioni, nella perfettibilità delle cose umane e in attesa del giudizio dell’utenza, cui spetta, come sempre, il responso definitivo.

fabrizio.ciolli@uniroma1.it

URL: https://www.aib.it/pubblicazioni-aib/aib-notizie/2013/35783-metaopac-biblioteconomia/. Copyright AIB 2013-07-09. A cura di , ultima modifica 2013-07-16