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Il volontariato in biblioteca

Il primo dei tre Convegni OLAVeP del 2013, organizzato il 4 maggio 2013 ad Assisi presso il Sacro Convento, in collaborazione con la sezione AIB Umbria, è stato dedicato a uno dei temi “caldi” attorno al quale ruota da tempo il dibattito interno alla nostra comunità professionale: il volontariato in biblioteca. Con questo Convegno – nel quale si è parlato anche di volontari, di servizio civile, tirocinanti, stagisti – si è cercato di dare una risposta al quesito: i volontari nelle biblioteche sono una risorsa o un limite?.
Negli ultimi anni abbiamo assistito a un proliferare di associazioni di volontariato – e di volontariato culturale in particolare – espressione della cittadinanza attiva, del buon vivere sociale, applicazione di quel principio costituzionale di sussidiarietà orizzontale (art. 118, c.4) secondo cui le persone e le aggregazioni sociali, (quindi anche le associazioni) possono agire liberamente senza però sostituirsi alle diverse istituzioni, nazionali e sovranazionali; senza dimenticare che esiste un nucleo di funzioni inderogabili che i poteri pubblici non possono alienare (coordinamento, controllo, garanzia di diritti sociali, equità ecc.). È emerso purtroppo anche un uso scorretto di questi volontari nelle biblioteche da parte di alcune amministrazioni. Queste, in nome del risparmio a tutti i costi, in un periodo di crisi, di tagli e di politiche di spending review, hanno considerato i bibliotecari personale in eccedenza, vittime di quel federalismo municipale che esclude i servizi culturali dai servizi pubblici essenziali per i comuni (art. 19, D.L. 95/2012); hanno proposto l’affidamento di servizi bibliotecari a “volontari”, cioè a personale non pagato e non professionalizzato, privo dei requisiti di preparazione accademica e professionale e privo di competenze di tipo organizzativo e gestionale oltre che tecnico-operativo, per far fronte alla carenza in organico di personale. OLAVeP, che ha tra i suoi compiti ha quello di consulenza e assistenza agli associati, ha ricevuto segnali di allarme dai bibliotecari stessi durante l’attività di consulenza. Era dunque necessario fare chiarezza su questo tema e distinguere tra le attività di “direzione”, “organizzazione” e di “gestione“ del servizio che nelle biblioteche spettano al bibliotecario, così come prevede la normativa nazionale (Codice dei beni culturali) e regionale vigente, e la preziosa attività di “collaborazione” dei volontari. I “volontari” possono essere una risorsa e un valore aggiunto. La loro presenza nelle biblioteca può consentire di migliorare il livello dei servizi offerti agli utenti. Essi tuttavia devono operare esclusivamente in appoggio al personale specializzato e prevalentemente in presenza di esso, così come prescrive anche la normativa in vigore. Il convegno di Assisi è stato l’occasione per presentare per la prima volta le “Linee di indirizzo dell’AIB sul personale di supporto nelle biblioteche” (tema degli interventi di Gabriele De Veris e Luisa Marquardt), che sono ora disponibili su AIB-WEB, aperte alla partecipazione e al contributo di tutti. Il documento, oltre alle associazioni di volontariato (personale non pagato, non professionalizzato, non obbligato) individua anche altro personale di supporto nelle biblioteche: volontari di servizio civile (pagati, senza requisiti professionali, non obbligati); tirocinanti e stagisti (non pagati, con requisiti professionali, obbligati dal programma di studi); studenti nelle scuole (non pagati, senza requisiti professionali, non obbligati); studenti nelle università (pagati, senza requisiti professionali, non obbligati). Nelle linee di indirizzo si è cercato di individuare per ogni tipologia i seguenti punti: appendice normativa; caratteristiche; tipologia di biblioteca in cui troviamo il personale di supporto.
Paola Attanasio (referente Olavep per AIB Umbria) ha illustrato il ruolo dell’AIB come associazione professionale dei bibliotecari, con riferimento anche all’esperienza nel CoLAP.
C’è stato un confronto – guidato da Enrica Manenti, delegata CEN per lavoro e professione – tra esperienze di volontariato, sia dell’AIB (intervento di Lucilla Less, referente OLAveP per AIB Lazio) sia di altre associazioni (Anna Di Paolo, Touring Club Italiano; Francesca Velani, Promo PA Fondazione; Giuseppe Bearzi, Associazione Intra; Sandra Fuccelli, Circolo Laav di Perugia). Ampio spazio è stato dato al dibattito – con un intervento di Salvatore Fabrizio, direttore del Cesvol Perugia – e alle conclusioni finali.
Questo convegno – oltre a mettere in luce le elaborazioni dell’AIB e le esperienze maturate – rappresenta l’inizio di un dialogo con le associazioni del volontariato; abbiamo ascoltato molte esperienze interessanti che aprono nuove prospettive. Sarebbe opportuno – come si è sostenuto anche ad Assisi- che anche nelle Regioni si svolgessero incontri specifici sul tema del personale di supporto ai bibliotecari, evidenziando le buone pratiche di volontariato a livello locale e per far emergere il ruolo della professionalità dei bibliotecari. Le linee di indirizzo dell’AIB – documento che per sua natura è in evoluzione – sono da far conoscere alle amministrazioni e ai soggetti decisori, se si intende raggiungere il duplice obiettivo di “salvaguardia della professionalità” ed “erogazione di servizi di qualità” nelle biblioteche. Il Convegno sul volontariato ha costituito la prima tappa del percorso tracciato per il Congresso AIB che si terrà a fine novembre 2013 e che affronterà proprio i temi del lavoro e della professione.

rache2002@libero.it

URL: https://www.aib.it/pubblicazioni-aib/aib-notizie/2013/35785-volontariato-biblioteca/. Copyright AIB 2013-07-09. A cura di , ultima modifica 2013-07-16