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Primavera, polemiche, progetti

Arriva la primavera e nel mondo bibliotecario fioriscono i dibattiti, spesso le polemiche, analogamente a quanto avviene nel panorama quotidiano nazionale. Nel momento in cui scrivo, due i temi che tengono banco: la formazione dei bibliotecari e la (s)correttezza della gestione degli appalti e dei servizi di esternalizzazione.

Il primo tema si dispiega periodicamente e analizza la validità dell’attuale formazione per i bibliotecari, rispetto sia alle esigenze dei nostri tempi sia a quanto avviene all’estero. Formazione di base, competenze tecnologiche, criteri di verifica, aggiornamento… sono tutti argomenti su cui l’associazione si è comunque spesso interrogata – qui su «AIB Notizie» abbiamo cercato di dare un contributo attraverso la rubrica “Qui Europa” – e che negli ultimi anni sono diventati elementi di discussione in vista del riconoscimento come associazione professionale e nel confronto con altre associazioni (in primis nel CoLAP), portando a modifiche allo statuto e a ipotesi di regolamento per l’iscrizione. In tempi recentissimi – il 17 aprile scorso- la Camera ha approvato la legge sulle “professioni non organizzate in ordini o collegi”, un passo fondamentale (che dovrà essere completato al Senato) per l’AIB e tutti i bibliotecari. Gli effetti ricadranno su tutti gli aspetti della professione, inclusa la formazione, ed è a questo storico cambiamento (che non riguarda solo l’AIB) che dovrà anche guardare il dibattito sulla formazione.

Ricordando naturalmente che un percorso formativo di accesso e di aggiornamento non è dato una volta per tutte ma si evolve con il cambiamento del contesto, delle esigenze del territorio e degli utenti: sviluppando quindi una costante attenzione alla verifica periodica ed alla capacità di innovazione, una prerogativa che – pur adeguatamente sostenuta e descritta in varie pubblicazioni specialistiche- non sembra oggi una delle qualità più diffuse. Il secondo tema “caldo” riguarda le numerose segnalazioni di abusi o cattive pratiche per concorsi, appalti, gestione di servizi, con difese e accuse che si incrociano, e si arriva a proporre una black list o una white list di amministrazioni e cooperative, per buoni e cattivi. Ben vengano le denunce, adeguatamente suffragate, all’Osservatorio Lavoro, a cui compete anche questo aspetto.

L’iscrizione all’AIB (e quindi il rispetto del codice deontologico) non è una patacca da esibire in certe occasioni e da nascondere invece quando è il caso di fare i propri comodi: dovrebbe essere già un punto di partenza per richiamare alla responsabilità chi opera nelle e per le biblioteche in qualsiasi forma e livello. Tuttavia, anche alla luce dei cambiamenti in atto descritti nel primo punto, seguiranno altre azioni da parte dell’AIB per prevenire abusi, verificare attività, garantire il rispetto delle leggi e della qualità. È necessario capire che le scorciatoie, le sudditanze e i furbetti che tanti sfaceli e vittime hanno fatto in Italia non risparmiano le biblioteche: solo con una cultura di legalità, professionalità e responsabilità si potrà guardare alle biblioteche come luoghi di libertà, democrazia e cittadinanza.

Dopo le polemiche, i progetti. Le 18 città italiane – Amalfi, Bari, Bergamo, Brindisi, Carbonia, Catanzaro, L’Aquila, Lecce, Mantova, Matera, Palermo, Perugia e Assisi, Ravenna, Siena, Siracusa, Torino, Urbino, Venezia – che si sono finora candidate come capitale europea della cultura 2019 hanno davanti poco più di un anno di lavoro per preparare un progetto basato su innovazione, coinvolgimento globale del territorio e della popolazione, azioni per favorire l’accesso alla cultura e la coesione sociale. Questi punti cardinali – spesso riecheggiati nella conversazione bibliotecaria (nella rete e su carta) – rientrano a pieno titolo nella vita quotidiana dei biblioteche e dei bibliotecari, e sarebbe assurdo che proprio le biblioteche non fossero soggetti attivi in questo percorso; la costruzione della candidatura, al di là di chi vincerà, può essere una preziosa occasione per far scoprire e conoscere il valore delle biblioteche in almeno 18 città italiane.

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