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Libri da Oscar. Intervista ai Moonbot Studios

Per “De Bibliotheca” abbiamo intervistato i Moonbot Studios, dove è stato ideato e realizzato “The fantastic flying books of mr. Morris Lessmore”, che ha vinto l’Oscar 2012 come miglior cortometraggio d’animazione.

I bibliotecari hanno accolto con piacere la notizia che l’Oscar per il miglior cortometraggio sia stato vinto da “The Fantastic Flying Books of Mr. Morris Lessmore”. Come è nato questo progetto?

All’inizio il film è stato ispirato da un caro amico e mentore, Bill Morris, amante dei libri e influente membro del mondo
editoriale per bambini. Quando abbiamo fondato i Moonbot Studios il racconto è diventato la base del nostro primo corto di animazione. In origine il racconto di mr. Morris era stato pensato come libro. Ironicamente il racconto è
diventato un film di animazione e una app per iPad molto prima di diventare un libro (la cui pubblicazione è prevista
per l’estate 2012). Abbiamo realizzato il film in sei mesi.
Nel corso della produzione venne presentato il primo iPad e sapevamo che avremmo dovuto utilizzare questo nuovo
medium. Abbiamo creato la app in circa tre mesi.

C’è qualche ragione dietro la scelta  del soggetto?
È stato ispirato in egual misura dall’uragano Katrina, Buster Keaton, il Mago di Oz, e dall’amore per i libri: “The Fantastic Flying Books of Mr. Morris Lessmore” è un’allegra allegoria sui poteri terapeutici del racconto. Volevamo costruire una storia senza tempo che fosse radicata nelle passioni e nelle emozioni personali degli autori.

Avete utilizzato la tecnologia digitale per raccontare storie sui libri, che sono una delle classiche tecnologie “analogiche”. C’è un terreno comune?
Cerchiamo di creare un ibrido fra tecnologia, animazione e narrazione tradizionale, che riporti ai film muti e ai musical in technicolor della MGM. I nostri fondatori, artisti e registi William Joyce e Brandon Oldenburg, e Lampton Enochs, esperto produttore di film, hanno un’esperienza basata su animazione, tecnologia, film e letteratura. La nostra filosofia è di sviluppare le nostre storie come fossero libri. applicazioni interattive e giochi con una narrativa coinvolgente ed emotiva e un’emozionante estetica visiva, e trasformare l’arte della narrazione.
Potevamo usare una gamma di tecniche, fra cui miniature filmate, stop motion, animazione 2D e 3 D. Non volevamo diminuire il tradizionale aspetto dei libri ma piuttosto aumentare l’esperienza narrativa verso un’altra eccitante dimensione attraverso un’evoluzione tecnologica.
La maggior ispirazione nell’immergersi in una app per iPad è che questo apparecchio sembrava mantenere la promessa

Cosa pensate di biblioteche e librerie? Sono ancora importanti? Le frequentate?
Siamo appassionati di libri e quindi andiamo dove troviamo pile di libri. Consideriamo l’eccezionale importanza dei libri nell’educazione delle persone e nell’avviare il dialogo e la conversazione. Inoltre i libri sono essenziali nell’accendere l’immaginazione dei bambini. Come molti autori anche noi sosteniamo la libertà di espressione e la parola scritta. Crediamo che le biblioteche siano il luogo dove celebrare il potere della narrativa. Abbiamo basato la storia di mr. Morris Lessmore in una fantastica biblioteca popolata da libri viventi come riflessione sul potere curativo e creativo del racconto.

Ci sarà un seguito a “The fantastic flying books”?
Al momento i Moonbot Studios stanno lavorando su diversi progetti. L’edizione del libro di “The fantastic flying books…” e la app in realtà aumentata per iPad, previste per questa estate, che aggiungeranno un nuovo elemento alla collezione di Morris Lessmore. Inoltre abbiamo creato “The Numberlys”, una app interattiva per iPad disponibile su iTunes, ispirata in parte a “Metropolis” di Fritz Lang, un mondo in bianco e nero senza lettere, dove esistono solo numeri. Abbiamo un certo numero di cortometraggi e applicazioni in uscita nei prossimi mesi, rimanete in collegamento!

Volete dire qualcosa ai bibliotecari italiani?
Sì. “I bibliotecari e gli insegnanti della mia giovinezza hanno riconosciuto le mie capacità e hanno indirizzato i miei interessi creativi nel disegno e nella narrazione, che mi hanno portato alla più gratificante e soddisfacente carriera che io potessi mai immaginare”, ha detto William Joyce, cofondatore dei Moonboot studios. “Un bibliotecario, in particolare, quando avevo cinque anni mi mostrò una copia di “Where the wild things are”. Il libro era appena uscito ed era stato accolto da pareri controversi.
Quel bibliotecario mi diede un’opportunità condividendo con me quel libro, che divenne il catalizzatore di ogni cosa su cui oggi lavoro, insegnandomi ad ampliare i confini e ad osare se realmente ero convinto dell’idea contenuta in un racconto”.

(Grazie a Andrea Carlos per la collaborazione)

deveris@aib.it

URL: https://www.aib.it/pubblicazioni-aib/aib-notizie/2012/24247-libri-da-oscar/. Copyright AIB 2012-06-14. A cura di , ultima modifica 2013-08-19