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Firenze Bibliopride 2013

Prime impressioni “a caldo”

Forse all’inizio qualcuno non ci aveva creduto realmente. Non tanto di riuscire a mobilitare le biblioteche, certo stracolme di lavoro ma in genere sempre pronte a rispondere all’appello e a serrare le fila di fronte ad iniziative che le portino ancor più di sempre a rapportarsi con il pubblico; quanto a “conquistare” almeno per un giorno, Piazza Santa Croce, una delle piazze più belle e famose in Italia e nel mondo, per far conoscere e risaltare la funzione dei bibliotecari, il loro impegno a interpretare e venire incontro alle esigenze del pubblico, anche quelle solo apparentemente più marginali e più lontane dai riflettori.
Invece ci siamo riusciti, nonostante “Penelope”, la perturbazione che ha portato la pioggia in certi momenti torrenziale e che ha accompagnato tutta la giornata del 5 ottobre, di fatto la chiusura di BiblioPride. Certo, se il cielo non ci avesse giocato questo brutto scherzo, inserendo un giorno di pioggia, tra due in condizioni atmosferiche accettabili, sarebbe stato meglio; qualcosa dell’intenso programma che con tanta cura era stato predisposto da chi in particolare ha curato l’organizzazione della “festa“ in Piazza, si è dovuto sopprimere o abbreviare forse con un po’ di disappunto, comprensibile, da parte di chi non ha potuto esprimersi come avrebbe e come avremmo
desiderato, ma il bilancio complessivo è, a nostro parere, positivo.
Noi stessi bibliotecari abbiamo visto cose di cui certo avevamo sentito parlare, ma che direttamente non conoscevamo; tra le tante da citare, il Bibliobus, la rete itinerante curata dalla BiblioteCA Nova Isolotto: una biblioteca ambulante, neanche tanto piccola per essere tale, con i libri ben classificati e pronti per una rapida occhiata o, ancor meglio, per il prestito. La realizzazione “palpabile” della biblioteca che va incontro al pubblico, che vuol raggiungere anche chi è troppo impegnato per una frequenza regolare o chi ha bisogno di un incoraggiamento per convincersi che leggere può essere un’interessante avventura.
E poi lo stand delle “biblioteche scolastiche”, così ben guarnito di vivaci disegni e manifesti, alla cui costruzione hanno collaborato gli stessi ragazzi: per un giorno, per un momento abbiamo potuto allontanare ogni preoccupazione sulla possibile sopravvivenza di biblioteche così essenziali e così poco comprese.
E ancora: gli stand delle ditte che curano la promozione della lettura molto frequentate da bambini e adulti; gli incontri dedicati ai molteplici aspetti della professione ed ai vari servizi; lo Stand biblioteca, con allestita, all’interno, una vera biblioteca in miniatura completa di libri e servizi dove i colleghi delle biblioteche fiorentine e della rete di Firenze, hanno lavorato ininterrottamente sino a tarda sera; gli stand delle reti bibliotecarie toscane, ricchi di gadget e di proposte, dove cittadini incuriositi e interessati si accalcavano per avere informazioni e chiarimenti sulle varie proposte anche legate a oggetti graziosi ed intriganti.
Molto si potrebbe ancora aggiungere, ma forse, meglio delle parole, sapranno darne testimonianza le foto scattate da molti colleghi. BiblioPride a Firenze non è però stato solo Piazza S. Croce. Se qui era il “cuore”, il 5, e le giornate precedenti è stato un succedersi di iniziative organizzate dalle biblioteche della città. Dal 27 al giorno conclusivo, sono state organizzate visite guidate nelle biblioteche storiche (la Laurenziana, la Marucelliana, la Riccardiana, la Biblioteca Nazionale), inaugurate mostre, svolti seminari dedicati a vari argomenti , presentazione di libri, incontri con autori.
Guardando a ritroso, ci si può domandare quali siano state le ragioni che hanno consentito questi risultati. Certamente l’appoggio venuto dagli Enti locali (Comune, Regione, Provincia) che, da subito, hanno creduto nello spirito che guidava BiblioPride e l’hanno concretamente sostenuto anche intervenendo in più occasioni pubbliche per sottolineare il valore delle biblioteche e della lettura. Altrettanto il sostegno di molti sponsor e l’aiuto di una folta schiera di volontari più e meno giovani. Tutt’altro che ultimo, il forte spirito di collaborazione che ha unito i bibliotecari della Sezione Toscana (quelli che hanno partecipato al Comitato organizzatore, chi ha organizzato iniziative presso la sede della sua biblioteca, chi ha “trasferito” per un giorno la sua biblioteca in Piazza S. Croce, chi ha lavorato alla comunicazione e tanti altri) e Sezione Toscana ed AIB nazionale, in particolare il Presidente Parise e il Segreterio generale.
L’AIB ha sempre creduto nella forza della collaborazione al suo interno e con i suoi vari partner, ed ancora una volta questa si è dimostrata l’arma vincente. Cerchiamo di non dimenticarlo, anche ora che BiblioPride ha spento le luci.

sandradimajo@gmail.com
c.ghilli@comune.empoli.fi.it

Good vibrations dal Bibliopride

L’orologio indica le tre del pomeriggio quando arrivo in Piazza di Santa Croce. Ha piovuto tanto per cui penso che fiorentini e visitatori abbiano già imboccato la strada di casa o della stazione. E invece no. Appena svoltato l’angolo inizio ad intravedere stand, un viavaio di persone, uomini, donne, ragazzi e bambini, che ridono, chiacchierano, si confrontano animatamente, leggono, ascoltano musica. È davvero una festa. Su un cartellone si legge “Bibliotecario in cerca d’autore”, proprio di fianco al logo BiblioPride.
È inevitabile sorridere: non ci abbatte la crisi economica, figuriamoci se può farlo un po’ di pioggia. Un gran numero di bibliotecari, biblioteconomisti, addetti di biblioteca, utenti, amici e familiari o semplicemente curiosi. Un gran numero di persone in grado di descrivere, valutare, capire, stimare e sostenere chi come noi ogni giorno cerca di custodire la cultura, di diffonderla, di animarla, di rafforzarla o anche solo di regalare un posticino tranquillo a chiunque voglia studiare, leggere un giornale e tanto altro ancora.
La bibliotenda, di fianco al palco, accoglie il numero maggiore di gente. Si susseguono nomi noti della cultura italiana, reading di scrittori, laboratori creativi per tutte le età e musica. I tavoli sono colmi di depliant e di testimonianze di biblioteche di ogni genere e la convivialità del momento permette di conoscersi, scambiarsi opinioni e racconti. Dopo poco più di un’ora la mia borsa straborda di informazioni utili e idee da “rubare” e riproporre.
Proseguo il cammino fra gli stand e gli incontri. In un angolo è allestito uno spazio fantasioso, tutto di carta, con scenografie che ricordano i baldacchini dei burattinai di strada e tanti, tanti accessori per trasformarti nel bibliotecario di un racconto di fantasia. Scelgo un paio di occhiali e una tazza rossa e anche io partecipo alla foto di rito, anche se la fila è lunga ma tutti si divertono e voglio divertirmi anche io con loro. Chi sono? Non importa perché siamo tutti qui per lo stesso motivo: siamo orgogliosi di partecipare alla cultura dei nostri territori, orgogliosi di voler continuare questa professione (nonostante tante difficoltà), orgogliosi di partecipare a questa giornata.
Arrivo a quella che per me è l’ultima tappa e faccio sosta al bibliobus. Non so che ora sia, ormai è buio, la giornata è quasi finita ma si respira ancora un’aria di festa. Gli scaffali della “biblioteca su ruote” sono colmi di libri e appassionano molti curiosi e turisti stranieri. Un bus tutto da “sfogliare” e l’ultimo rifornimento culturale prima dei saluti conclusivi.
La giornata è finita, ho acquisito informazioni, collocato volti e nomi, catalogato momenti, archiviato sensazioni e distribuito racconti fatti e ricevuti, sono pronta per tornare a casa, con un bagaglio ricco per continuare questo lavoro e in attesa della prossima giornata. Porto con me la spilla con il logo per ricordarmi e ricordare che tutti i giorni devo essere orgogliosa di questa scelta professionale e che tutti i giorni devo lavorare per me, per i miei colleghi, per gli utenti e per la cultura come bene prezioso per tutti.

agatamaggio@libero.it

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