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Open data tra OpenScience e OpenGovernement

Dove e quando

Il 12 novembre 2014 – ore 9.00-13.00; 14.00-17.00 presso Biblioteca Istituto Superiore di Sanità, Via del Castro Laurenziano 25 (edificio 14), Roma (fermata Policlinico metro B)

Ilaria Moroni

Antonella De Robbio

Chi

Antonella De Robbio, Università di Padova

Descrizione

Parlare di Open Data significa inserirsi nel quadro della Open Knowledge, in una dimensione di conoscenza che deve analizzare anche la questione delle Open Data Licenses, che sono diverse dai più noti Creative Commons. A seguito dei movimenti entro le comunità scientifiche che si sono auto-organizzate nel web 2.0, numerosi sono stati gli scienziati, in particolare in ambito biomedico, convinti dei benefici di un approccio “aperto” e partecipativo ai risultati della ricerca (sia positivi, sia negativi). Gli esperti sono divisi nel considerare Open Data una derivazione di Open Government o una derivazione dell’Open Science, ma in entrambi i casi il contesto è l’ambiente digitale. Le grandi biblioteche nazionali europee hanno cominciato a pubblicare i propri metadati con una licenza aperta. I dati prodotti dallapubblica amministrazione, in quanto finanziati da denaro pubblico, devono ritornare ai contribuenti, e alla comunità in generale, sotto forma di dati aperti e universalmente disponibili. Restrizioni sui dati e sul loro riutilizzo limitano lo sviluppo della comunità. Sulla scia delle Creative Commons nasce il movimento Open Data Commons che prevede licenze specifiche per i “dati”, ma essendo il più giovane tra i movimenti fratelli è tuttora circondato da una certa confusione nel declinarne la definizione stessa di “open data”. Le licenze Open Data Commons rappresentano un progetto di Open Knowledge Foundation volto ad affermare l’uso di licenze “aperte” anche per i database (sia bibliografici, sia catalografici o di altra natura).

Obiettivi

Lo scopo del corso è duplice. Analizzare alcune formulazioni di base provenienti da attori diversi che operano nei contesti dell’Open Data, per chiarire un sistema di comportamenti, soggetto ad ambiguità e talvolta a strumentalizzazione. ll duplice approccio definitorio rispecchia i due rami dai quali si origina l’attuale assetto dell’Open Data: da una parte entro un assetto di trasparenza amministrativa, strettamente connesso con forme di cittadinanza attiva o democrazia diretta; entro una sempre più ampia apertura scientifica, oltre i territori dell’Open Access.

Nel mezzo di questi due terrirori Open, potremmo collocare un terzo luogo, che li collega entrambi e che comunque riguarda strettamente la meta informazione e che viene definita Open Bibliographic Data o anche OpenBiblio: questa terra di mezzo comprende i cataloghi delle biblioteche (OPAC), i database e le basi di conoscenza e gli archivi aperti.

Uno degli obiettivi è anche quello di aggiornare sui nuovi assetti normativi relativi a trasparenza e dati aperti nella Pubblica Amministrazione in Italia . Il vecchio Codice della PA è stato riformulato dai recenti decreti e nalla sua nuova riformulazione recita: “Le pubbliche amministrazioni pubblicano nel proprio sito web, all’interno della sezione “Trasparenza, valutazione e merito”, il catalogo dei dati, dei metadati e delle relative banche dati in loro possesso ed i regolamenti che ne disciplinano l’esercizio della facoltà di accesso telematico e il riutilizzo, fatti salvi i dati presenti in Anagrafe tributaria.”

Dal 18 marzo 2013 le modifiche al quadro normativo sulla gestione del patrimonio informativo delle pubbliche amministrazioni, per effetto del Decreto Crescita 2.0 che modifica il Codice dell’Amministrazione Digitale, comporteranno l’assunzione del principio ‘open by default’, dati e informazioni. in mancanza di una licenza che dispone diversamente, dovranno essere aperti al cittadino.

Programma

  • Introduzione agli OpenData
  • Definizioni e origine dell’Open Data
  • Il concetto di licenza
  • Tipologie di licenze
  • Licenze Open Data Commons
  • Open data tra OpenScience e OpenGovernement
  • Open bibliographic data (OpenBiblio)
  • Gli OpenBiblio e i cataloghi di biblioteca tra metadati e licenze
  • Open data per il catalogo WorldCat: le politiche di OCLC
  • Banche dati e diritti: il diritto sui generis
  • OpenData & LinkedOpenData
  • Dati aperti per società aperte
  • I nuovi decreti per dati aperti e trasparenza nella PA in Italia

Come

Iscrizione obbligatoria; il modulo debitamente compilato dovrà essere inviato entro il 6 novembre 2014. Chi partecipa per conto del proprio Ente dovrà inviare l’impegno al pagamento della quota da parte dell’Ente (determina, impegno di spesa, dichiarazione in carta intestata con numero di protocollo) 5 giorni prima della scadenza dell’iscrizione al corso. Verrà data conferma agli iscritti il 6 novembre tramite posta elettronica. Posti disponibili 30. Quote di partecipazione:

  • Associati e Amici persona AIB – 50,00 €
  • Associati amici AIB (enti, a persona, max 3 persone) – 50,00 €
  • Associati amici AIB (studenti) – 30,00 €
  • Non associati persona / Ente – 150,00 € (+ IVA se dovuta)

Gli interessati all’iscrizione all’AIB potranno effettuarla prima dell’inizio del Corso. Eventuali disdette dovranno essere comunicate entro il 6 novembre. In caso di mancata comunicazione entro la data prevista verrà richiesta (con fattura o ricevuta) una penale pari al 50% del costo di iscrizione al corso. A tutti i partecipanti, che avranno regolarmente frequentato, sarà rilasciato un attestato di valutazione del corso.

Modulo di iscrizione

URL: https://www.aib.it/struttura/sezioni/lazio/2014/45549-corso-open-data/. Copyright AIB 2014-10-22. A cura di Agnese Cargini, ultima modifica 2014-11-14