PROBLEMATICHE, SERVIZI E PRATICHE DELLE BIBLIOTECHE PER RAGAZZI

Convegno promosso da AIB Puglia e Commissione Nazionale AIB Biblioteche e servizi per ragazzi
Bari, 21 aprile 2017, Biblioteca Metropolitana S. Teresa dei Maschi.
Giornata Mondiale UNESCO
Intervento di apertura di Waldemaro Morgese, presidente AIB Puglia.

Sappiamo per certo che le biblioteche hanno un futuro nel nostro Paese e, credo, nel mondo.
Un futuro declinato di sicuro nella galassia del digitale, cioè del non cartaceo. E’ comunque sempre condivisibile il punto di vista di quanti sostengono che, pur nella pregnanza del futuro digitale, non si potrà non salvaguardare il valore del tradizionale bagaglio “analogico”, per così dire, intimamente connesso alla altrettanto tradizionale mission della biblioteca e cioè il ruolo efficace che essa svolge a beneficio dell’acculturazione dell’umanità.

Vari osservatori, di recente anche John Palfrey, hanno avvertito il bisogno di ribadirlo: Palfrey, direttore e fondatore della Digital Library of America, come epigrafe del capitolo conclusivo del suo BiblioTECH, un’opera del 2015, sceglie una frase di George Washington: “ovunque la conoscenza è la base più certa per la felicità pubblica”(1).

Palfrey appunta in questo capitolo un concetto che sembra interessante: la biblioteca è anche il luogo della serendipità(2), della scoperta involontaria, inattesa. L’utente, cioè, può entrare in biblioteca non solo con un scopo preciso di ricerca, ma anche con la consapevolezza di varcare uno scrigno di potenziali conoscenze, impossessandosene, nutrendosene a caso. Uno scrigno che quindi è in fondo un luogo di libera condivisione di conoscenza, magari in unione e sinergia con altri frequentatori.

Sono adombrati qui, come si può agevolmente comprendere, sia la valenza non tramontabile della biblioteca quale arena di nutrizione della mente, sia il fatto che i modi tecnici della nutrizione sono una variabile contingente, soggiacente allo sviluppo storico. Mentre la mission resta universale e non sottoposta a fattori volatili.

Palfrey, coerentemente, sostiene pertanto che «le biblioteche fisiche e quelle digitali continueranno a coesistere, di certo per il prossimo futuro e forse per sempre»(3).

IL concetto di serendipità bene si adatta alle biblioteche per ragazzi e ai servizi da esse promosse o incoraggiate. Questo concetto sta a segnalare che il milieu più autentico delle biblioteche per ragazzi e dei servizi per ragazzi è la creatività spontanea, talché potremmo anche sostenere che le pratiche bibliotecarie per i ragazzi dovrebbero essere manifestazioni esemplari di un corto circuito fra i ragazzi e l’auto-apprendere, l’apprendere libero, l’apprendere creativo, sia individualizzato sia collettivo.

Anche in questo campo mi sembra che Shiyali Ramamrita Ranganathan abbia scritto pagine significative, pur se non riferite direttamente alle biblioteche e servizi per ragazzi: ad esempio quando ha affermato che il bibliotecario non può essere un consulente ma solo «un compagno di viaggio del lettore nel suo viaggio documentario»(4).

Insomma le biblioteche e i servizi per ragazzi sono simili a palestre in cui non si adoperano costrittivi strumenti ginnici ma si gode, si assapora la libertà del conoscere, magari attraverso il gioco(5).

D’altra parte vi è una feconda linea di sviluppo dei servizi per ragazzi in sperimentazione in numerose realtà bibliotecarie che esemplifica questa valenza del godere, dell’assaporare la libertà del conoscere al di là delle specializzazioni e degli steccati disciplinari: mi riferisco alla dimensione del gaming inteso quale funzione socializzante che attraversa non solo bambini e ragazzi, ma anche gli adulti e consente per un verso di considerare il gioco – nelle sue numerose modalità – come una forma di fruizione piacevole del tempo libero e per un altro di organizzare gli spazi in biblioteca senza che vi sia una linea di demarcazione troppo rigida fra utenza giovane e adulta.

Le biblioteche e i servizi per ragazzi sono in ogni caso una realtà che naturalmente dovrebbe integrarsi con i servizi della scuola dell’infanzia e dell’obbligo: infatti insieme, se sapientemente corroborate da sinergie significative, costituiscono un formidabile veicolo di moltiplicazione del welfare e della dimensione sociale dell’azione bibliotecaria.

Il rafforzamento, attraverso sapienti politiche pubbliche, delle biblioteche e dei servizi per ragazzi serve in sostanza per “plasmare” un mondo i cui connotati sono peraltro in rapida trasformazione: per fare in modo che la gioiosa creatività – per definizione circolare, intuitiva, interattiva, condivisiva – prenda il posto o comunque corregga l’algida trasmissione passiva del sapere.

Sezioni e servizi per ragazzi dovrebbero dunque esistere in ogni biblioteca di pubblica lettura e, alla più adeguata scala territoriale, cooperare intensamente con le biblioteche scolastiche, anch’esse da disseminare ben al di là della attuale assolutamente inadeguata diffusione.

Di recente l’ISTAT, per bocca del direttore per la produzione statistica, Roberto Monducci, in occasione delle audizioni sul DEF, ha sottolineato come il nostro Paese patisca ormai il settimo anno consecutivo di flessione degli investimenti: quelli per pubblica amministrazione, sanità e istruzione sono calati del 29.3%.

Eppure ciò che soprattutto serve nel nostro Paese è proprio un grande investimento poliennale in istruzione e cultura, anche per creare o riorganizzare un backbone da Nord a Sud di sistemi MAB. Manca però anche solo la volontà di nuovi studi preliminari e poi di decisioni concrete: siamo arretrati perfino rispetto agli anni ‘60 del secolo scorso, quando una commissione parlamentare di indagine per la tutela e valorizzazione del nostro patrimonio esitò documenti importanti e l’intervento straordinario per il Mezzogiorno investì nella creazione di una rete capillare di centri bibliotecari di nuova concezione.

Le Regioni e i Comuni in ogni caso, salvo eccezioni, neppure aiutano granché, anche in Puglia purtroppo.

Con queste convinzioni abbiamo voluto, come Sezione pugliese dell’AIB e come Commissione Nazionale AIB biblioteche e servizi per ragazzi, promuovere questo convegno in occasione della giornata mondiale UNESCO sul libro e il diritto d’autore.

Grazie per l’attenzione.


Note

(1) John Palfrey, Bibliotech. Perché le biblioteche sono importanti più che mai nell’era di Google, Editrice Bibliografica, Milano 2016, p. 209. La frase di George Washington è ricavata dal primo messaggio annuale al Congresso sullo Stato della Nazione, pronunciato l’8 gennaio 1790.
(2) Letteralmente, secondo il Vocabolario della lingua italiana “Treccani”, vol. IV p. 259: «la capacità o fortuna di fare per caso inattese e felici scoperte, spec. in campo scientifico, mentre si sta cercando altro».
(3) John Palfrey, cit., p. 216.
(4) Leggere Ranganathan, a cura di Mauro Guerrini, AIB, Roma 2011, p.59.
(5) Tutto ciò ha a che fare con lo sviluppo di modelli empatici, come ha scritto con felice intuizione Jeremy Rifkin: «Nella nuova era della Terza rivoluzione industriale globalmente connessa, la funzione primaria dell’educazione dovrebbe essere quella di preparare gli studenti a pensare e agire come parte di una biosfera condivisa» (J. Rifkin, La terza rivoluzione industriale. Come il potere ‘laterale’ sta trasformando l’energia, l’economia e il mondo, Mondadori, Milano 2011, p. 269). Si noti come per alcuni studiosi l’empatia sia l’unica dote – affinata nei millenni di evoluzione – che permette all’essere umano di “leggere” nella mente degli altri, quindi di stabilire relazioni espanse fino alla condivisione delle emozioni. Cfr. Elena Meli, La capacità di «capirci» ci rende eccezionali, su «Corriere della Sera» del 9 aprile 2017, p. 46.
(6) Il lavoro della Commissione è stato ricostruito da Mauro Guerrini e Tiziana Stagi in Per un sistema bibliotecario nazionale: le biblioteche nei lavori della Commissione Franceschini, su «AIB studi» n. 3 del 2016, pp. 473-485.

21/04/2017 00:00