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Comune di Bari: proposta di linee-guida per lo sviluppo del servizio bibliodocumentale

PREMESSA

In data 1 marzo 2012 in un incontro presso il Palazzo di Città svolto fra il Sindaco di Bari, accompagnato dal capo di gabinetto e dal direttore della ripartizione cultura, e una delegazione dell’AIB Puglia, si è convenuto sull’esigenza di attivare una collaborazione preordinata a migliorare la presenza dei servizi biblio-documentali nella città di Bari, all’attualità carenti.
In detta occasione il Sindaco di Bari ha dichiarato di essere disponibile ad approvare in Giunta Comunale una “deliberazione di sistema“, che contribuisca all’inversione dell’attuale situazione, chiedendo all’AIB Puglia di fornire proposte di “linee-guida” in termini realistici e professionali.
Il presente documento intende corrispondere alla richiesta di “linee-guida”.

INTRODUZIONE

In una città di media grandezza come Bari, con aspirazione di legge alla qualificazione di “città metropolitana”, ma carente di servizi biblio-documentali alla scala comunale, una possibile inversione di tendenza può essere perseguita con qualche garanzia di successo solo concependo un intervento “sistemico”, cioè individuando e coordinando alcuni “vettori di azione” strategici, da implementare nel corso del tempo.
Il coordinamento sistemico puà essere assicurato dall’assegnazione della responsabilità del processo alla Ripartizione Cultura del Comune di Bari, a condizione però che gli aspetti relativi alla gestione professionale di vertice del processo ricadano in capo ad una struttura specialistica in grado di svolgere –
inizialmente – il necessario ausilio di “start up” e – successivamente – l’indispensabile accompagnamento di regime.
Detta struttura specialistica è la “Biblioteca Civica“, con funzione di struttura centrale, che purtroppo all’attualità manca, talchè si rende necessario procedere alla sua progettazione.
La progettazione della “Biblioteca Civica” costituisce, come chiarito più oltre, il “vettore di azione” di certo più importante.
Ulteriore importante profilo è la garanzia che il processo sistemico da attivare per realizzare il “sistema bibliotecario urbano” sia sorretto da un tasso di professionalità sul piano biblioteconomico che, allo stato, non può essere assicurato se non attraverso virtuose collaborazioni pubblico-privato, con il coinvolgimento cioè da parte del Comune di associazioni e strutture cooperative specializzate nel campo dei servizi biblio-documentali.

I VETTORI DI AZIONE

Per “vettori di azione” si intendono direttrici operative diversificate, ma da implementare in coordinamento, affinchè possano sprigionare effetti moltiplicativi e coerenti fra loro.
Essi possono essere così individuati:

  1. Radicamento e sviluppo del progetto nazionale NATI PER LEGGERE, in intesa fra bibliotecari e pediatri;
  2. Ristrutturazione, rilancio e potenziamento delle BIBLIOTECHE DI QUARTIERE, coordinandole in rete fisica e virtuale e qualificandole come spazi aperti all’ascolto e all’accoglienza;
  3. Implementazione della BIBLIOTECA CIVICA, da intendere quale struttura centrale del “sistema bibliotecario urbano”;
  4. Cura di interventi di sostegno e/o accompagnamento promozionale rispetto alle STRUTTURE BIBLIODOCUMENTALI NON DIPENDENTI DAL COMUNE DI BARI, ma che in ogni caso è utile correlare nei modi possibili alle attività prettamente comunali.

Il quarto vettore di azione non comporta, di norma, impegni budgettari, a differenza degli altri tre.

PROGETTO “NATI PER LEGGERE”

Il progetto “Nati per leggere” (NPL) concerne la promozione della lettura focalizzata sui bambini in età precoce e intende contribuire a modificare il “gap” rilevato dall’ISTAT in fatto di servizi pubblici socio-educativi rivolti ai bambini tra Sud e Centro-Nord (nel 2009 un beneficio per il 30% dei bambini emiliani, umbri e valdostani a fronte del 10% dei bambini meridionali).
In Puglia il progetto NPL è stato finora promosso dalla Regione Puglia e dall’AReS Puglia, in collaborazione con AIB Puglia, Associazione Culturale Pediatri, Centro per la Salute del Bambino ONLUS. Il progetto ha finora interessato una rete di 18 asili nido, 10 pediatrie ospedaliere e 46 biblioteche.
L’AIB Puglia, in particolare, ha realizzato una mappatura completa di tutte le biblioteche pugliesi in ordine allo stato delle sezioni per bambini e ragazzi (patrimonio librario, spazi disponibili, attrezzature, attività di animazione e promozione della lettura), prodromica all’assegnazione – già avvenuta – di 46 “kit” di libri (circa 130 titoli certificati a “kit”) alle biblioteche ritenute idonee.
Il radicamento e sviluppo del progetto NPL nella Città di Bari, sostenuto da fondi budgettari del Comune, rappresenta un’azione indispensabile per suscitare l’amore per la lettura e per il libro fin dalla tenera età .

RETE DELLE BIBLIOTECHE DI QUARTIERE

Questo vettore di azione costituisce il cuore dell’intervento sistemico da attivare nella Città. E’ da considerare come un vettore allo stato non completo, mancando la “testa” della rete e cioè la Biblioteca Civica. Tuttavia si ritiene che si possa in ogni caso procedere alla ristrutturazione, rilancio e potenziamento della rete di biblioteche di quartiere pur in assenza (per il momento) della struttura capo-rete, per la quale – come chiarito più avanti – si può fin da ora procedere con decisioni di tipo funzionale.
Occorre confermare la previsione già consolidata sul piano istituzionale che postula una biblioteca per ciascuno dei nove quartieri (circoscrizioni) della Città di Bari: Santo Spirito-Palese, Libertà -Marconi-San Girolamo-Fesca, San Paolo-Stanic, Picone- Poggiofranco, San Nicola-Murat, Carrassi-San Pasquale, Madonnella, Japigia-Torre a Mare, Carbonara-Ceglie-Loseto.
Attualmente, come hanno evidenziato anche recenti inchieste giornalistiche e come risulta con maggiore precisione all’AIB Puglia, il processo di costituzione e sviluppo delle biblioteche di quartiere è alquanto sofferente e le strutture costituite sono scarsamente efficienti sul piano dei parametri-standard minimi di tipo biblioteconomico.
Inoltre occorre ripristinare alcuni servizi bibliotecari di valore, che sono stati senza ragione chiusi: ci riferiamo in particolare alla biblioteca per ragazzi “Mago Girò” (aperta nel febbraio 2000 presso il vecchio stadio e inopinatamente chiusa nel 2006, salvo brevi riaperture nel 2009 e 2010) e alla bibliomediateca di “Villa Framarino (aperta nel 2010 e inopinatamente chiusa alla fine del medesimo anno).
Rammentiamo che anche la biblioteca del “Teatro Piccinni”, dopo essere stata aperta nel 2005 fu inopinatamente chiusa nel 2006 (successivamente e per fortuna del suo patrimonio se ne fece carico la biblioteca “Teca del Mediterraneo”).
La ristrutturazione, rilancio e potenziamento delle biblioteche di quartiere dovrà incidere sugli standards qualitativi di ciascuna struttura, esistente o da attivare, che allo stato sono molto diversificati: ad esempio, se per la biblioteca del quartiere Carrassi-San Pasquale si può parlare di situazione positiva (ma incombe tuttora il pericolo della chiusura anche di questa struttura), non ugualmente ci si può esprimere per altre e ben più numerose strutture, per le quali quindi bisognerà procedere con la progettazione e la realizzazione di micro “piani industriali” (Utilizziamo la terminologia della normativa “Brunetta”, con la precisazione che i micro “piani industriali” dovranno anche affrontare la questione della misurazione e valutazione delle “performance“) di riassetto e sviluppo,che facciano perno sui noti principi UNESCO e IFLA(International Federation Libraries Associations ossia Federazione Internazionale delle Associazioni di Biblioteche) per le biblioteche di pubblica lettura e risolvano in primo luogo le problematiche relative alle “mission“, al “set” e accessibilità dei servizi.

BIBLIOTECA CIVICA

Come già accennato, la mancanza della biblioteca civica impedisce alla rete delle biblioteche di quartiere, per quanto ripristinata, di configurarsi in condizioni ottimali, sul piano non solo delle strategie gestionali, ma anche della efficienza ed efficacia dei servizi erogabili, in modo da configurare un accettabile “sistema bibliotecario urbano“.
Cosa intendere per biblioteca civica ovvero “Public Library“?
Per rispondere alla domanda riteniamo utile citare uno studioso quale Paolo Traniello: la “Public Library” è ‘un servizio bibliotecario che interessa un determinato territorio, posto a carico della finanza locale con eventuali sussidi statali o regionali, rivolto alla generalità dei cittadini, collegato sul piano territoriale ad altri
servizi analoghi nell’ambito di reti coordinate, capace di fornire servizi informativi anche mediante strumenti diversi dal libro e tecnologicamente avanzati, attento alle esigenze della propria utenza, sia per quanto riguarda i singoli che i gruppi, e volto ad estendere i propri servizi verso un’utenza potenziale’ (P. Traniello, La biblioteca pubblica. Storia di un istituto nell’Europa contemporanea, il Mulino, 1997).
L’AIB Puglia ritiene che la “location” più adeguata per progettarvi la Biblioteca Civica sia l’area della ex Caserma Rossani, dal momento che in essa ben può insediarsi un coerente ed omogeneo “polo educational” (costituito essenzialmente dalla “Public Library” e dall’Accademia di Belle Arti) (Mentre il “polo della creatività artistica” ben può essere insediato nell’area della Piazza del Ferrarese, secondo i progetti dell’Amministrazione Comunale).
E’ da rimarcare che la costituzione della Biblioteca Civica presso la ex Caserma Rossani può avvenire nella fase di avvio, con risparmio notevole di risorse finanziarie pubbliche, consolidando insieme i patrimoni, le attrezzature e le risorse professionali delle attuali “Biblioteca Teca del Mediterraneo”(essa dipende dal Consiglio Regionale della Regione Puglia ed è attualmente ubicata in Via Giulio Petroni 19A) e “Mediateca della Regione
Puglia”(essa dipende dalla Giunta della Regione Puglia ed è attualmente ubicata in Via Zanardelli 28), nonchè della già attiva Biblioteca per ragazzi “Mago Girò”; inoltre è da sottolineare che già nell’attualità è possibile delineare un percorso funzionale che conferisca alla “Biblioteca Teca del Mediterraneo” un ruolo attivo in ordine al coordinamento professionale della rete di biblioteche di quartiere (per tutto ciò occorre naturalmente la stipula di accordi-quadro fra Comune di Bari e Regione Puglia (Consiglio e Giunta), prevedendo anche la possibilità di costituire una fondazione pubblico-privato “ad hoc“, preordinata a gestire a regime il costruendo “sistema bibliotecario urbano”).
Per inciso, riguardo al ripristino della biblioteca per ragazzi si segnala che è di fondamentale importanza disporre in questo caso di orari di apertura estesi all’intera giornata, fino alle ore tarde, nonchè alle giornate festive, pena il fallimento dell’azione di coinvolgimento dei giovani utenti.

RELAZIONI CON LE STRUTTURE NON COMUNALI

La città di Bari dispone di numerose strutture bibliotecarie afferenti ad Organismi o Amministrazioni diversi dal Comune di Bari (strutture dipendenti da fondazioni o associazioni private, da organizzazioni ecclesiastiche, da Università degli studi, da Ministeri, etc.).
Se il “sistema bibliotecario urbano” costituito a regime dalla Biblioteca Civica e dalle biblioteche di quartiere rappresenta la rete fisica e virtuale primaria, le relazioni fra questa rete primaria e le altre strutture bibliotecarie che hanno sede nella Città di Bari permettono di configurare una “meta-rete” (in questo caso
eminentemente virtuale) che può essere evidenziata attivando opportune azioni di marketing ed anche di consolidamento di determinati servizi e attività, con l’ausilio in tutti i casi in cui sia possibile delle nuove tecnologie.
Una situazione a sè stante per la sua importanza è rappresentata dalla cosiddetta “cittadella della cultura” (ex Macello Comunale), ove è insediata la Biblioteca Nazionale “Sagarriga Visconti Volpi”: in relazione ad essa si pongono specifiche problematiche di raccordo con la Città obiettivate soprattutto ad ottimizzare le soglie e le occasioni di fruizione; tali problematiche sono da analizzare congiuntamente con
la direzione della biblioteca.

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