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MAB Toscana Gruppo Formazione Rapporto sul primo trimestre di attività Gennaio-Marzo 2014

di Anna Maria Tammaro

Il programma formativo MAB Toscana è stato disegnato e realizzato da Ilaria Della Monica (Coordinatore MAB Toscana), Anna Maria Tammaro (referente MAB Toscana Gruppo Formazione) e Stefania Gitto (segreteria MAB Toscana) ed approvato successivamente dai Presidenti delle tre Associazioni professionali, con precisi scopi ed obiettivi. Lo scopo è quello di offrire occasioni di incontro alle tre professioni, che stimolino la discussione teorica su temi di interesse comune, non in alternativa ma in sinergia coi programmi formativi delle tre associazioni professionali. Gli obiettivi che si intendono perseguire sono di stimolare la collaborazione ed anche l’avvio di progetti formativi su temi comuni al fine di facilitare la sinergia delle professioni culturali. Gli incontri MAB Toscana Gruppo Formazione sono stati organizzati mensilmente, a partire da gennaio 2014, come Laboratori: tre relatori in rappresentanza delle diverse professioni MAB hanno introdotto i temi in discussione e, successivamente, la discussione in gruppi su proposte e problematiche da affrontare per il particolare tema trattato; a chiudere ogni incontro una sintesi della discussione da parte dei facilitatori (coordinatori MAB) per prospettare una proposta condivisa. I primi tre incontri del Gruppo Formazione hanno trattato il tema comune “Emergenze e conservazione del patrimonio culturale”. Gli incontri in programma per il resto dell’anno verteranno sui Linked Open Data.

Il primo incontro, il 13 Gennaio 2014 a Firenze presso la Biblioteca delle Oblate, ha avuto il titolo “Protocolli nell’emergenza”.
I relatori invitati dalle Associazioni professionali sono stati: Ornella Foglieni (AIB ed IFLA), Stefano Casciu (Soprintendente per i Beni storici, artistici ed etnoantropologici per le provincie di Modena e Reggio Emilia) e Paola Benigni, Soprintendente agli Archivi per la Toscana all’epoca dell’attentato di via dei Georgofili del 27 maggio 1993. I relatori, professionalmente tenuti a fronteggiare le conseguenze nefaste prodotte sul patrimonio dai recenti terremoti in Lombardia e in Emilia e dallo stragismo di matrice mafiosa a Firenze, hanno portato la loro esperienza pratica insieme alle conoscenze teoriche degli standard e dei regolamenti nazionali ed internazionali. Il Seminario ha illustrato e discusso le misure preventive da adottare per affrontare le emergenze: la diffusione del piano di sicurezza, l’individuazione delle priorità, il collegamento con i piani di emergenza degli enti locali. I partecipanti registrati all’incontro sono stati 42 e la discussione di Gruppo ha presentato le idee e i suggerimenti che seguono e che ci sembrano importanti:

  • Quale supporto professionale puà dare MAB Toscana?

Creare un Gruppo di lavoro MAB sull’emergenza per aggiornare e tenere aggiornato un sito con istruzioni su normative, circolari ministeriali, buone pratiche ed informazioni utili. Sarebbe importante avere una scheda sintetica MAB per avere consapevolezza del patrimonio gestito.

  • Quale sinergia sull’emergenza può stimolare MAB Toscana?

Coinvolgere i politici per facilitare il coordinamento e l’inclusione dei professionisti del settore nei piani di sicurezza dell’evacuazione dei materiali posseduti.

  • Quali divergenze tra MAB? Quali sinergie tra MAB?

La diversa materialità degli oggetti ed un’attenzione diversa alla descrizione degli stessi come anche la diversa granularità delle entità (ad es. archivio strutturato e opera d’arte) rende diversa la gestione degli interventi. Le difficoltà burocratiche dovute alla molteplicità degli enti di riferimento preposti, come anche il diverso valore sociale dato agli oggetti (maggiore per oggetti unici), spingono tuttavia a sinergie che MAB potrebbe stimolare con attività comuni, come la formazione dei volontari ed un elenco di contatti nelle emergenze.

Il secondo incontro, tenutosi a Pistoia il 10 Febbraio presso la Biblioteca S. Giorgio ha avuto come tema la “Preservazione digitale”- I relatori invitati dalle tre Associazioni professionali sono stati Maurizio Messina (Biblioteca Marciana Venezia), Elisabetta Cunsolo (già Fondazione Zeri) e Dieter Schenkler (Archivio IUE). Maurizio Messina è stato presente “virtualmente” mandando un video registrato con la sua intervista, che è stato proiettato ai partecipanti. Il Seminario ha discusso l’uso del digitale come mezzo per conservare e valorizzare gli oggetti d’arte e i beni librari e archivistici, limitando anzitutto i danni legati alla fruizione e all’esposizione dei documenti e delle opere; contestualmente si sono affrontate anche le criticità relative all’organizzazione ed alla gestione della preservazione dei depositi digitali, originali o derivati, esclusi gli interventi tecnologici, su cui si trova ampia documentazione nella letteratura. Quali sono quindi le scelte di gestione in archivi, biblioteche e musei? I partecipanti registrati all’incontro sono stati 33, in una giornata piovosa e fredda, ma motivati e particolarmente coinvolti nella discussione che si è anche estesa in parte alle problematiche della Biblioteca digitale in Toscana ed al coordinamento della Regione Toscana sul tema. I risultati della discussione sono brevemente descritti di seguito:

  • Quali sono le somiglianze tra Archivi, Biblioteche e Musei per la preservazione digitale? Quali le differenze?

Le tre professioni sembrano convergere su problematiche comuni, che consistono nella mancanza di competenze professionali dello staff e mancanza di risorse per gestire la preservazione: di conseguenza convergono le scelte di gestione per il digitale caratterizzate dall’esternalizzazione dei servizi per i depositi di memorizzazione e le relative procedure tecnologiche. Per le biblioteche in Toscana, la Regione potrebbe assumersi il ruolo di deposito, mentre per istituzioni speciali, come quelle presentate dai relatori Cunsolo e Schenckler, si centralizza presso le istituzioni di riferimento. Restano diverse tuttavia le modalità di accesso necessarie per diversi utenti delle istituzioni culturali: si devono quindi prevedere modalità diverse di accesso a oggetti digitali di archivi, biblioteche e musei.

  • Quale convergenza/integrazione per la preservazione digitale può stimolare MAB Toscana?

MAB Toscana dovrebbe assumere un ruolo di stewardship comune: gli amministratori e politici vanno sensibilizzati a questo importante problema, che oltre al livello tecnico include un livello organizzativo e politico. MAB Toscana può sviluppare dei programmi di formazione specifica, sulla tecnologia e sull’organizzazione necessaria per gestire la preservazione.

Il terzo incontro del MAB Toscana è stato a Siena il 10 Marzo 2014 presso la Biblioteca comunale degli Intronati, che nasce come Biblioteca universitaria ed è ora, dopo più di 250 anni di vita, una biblioteca comunale e il centro della rete documentaria senese: quale migliore posto per parlare di “Conservazione e restauro”? I relatori invitati dalle tre Associazioni professionali sono stati: Alberto Campagnolo (Biblioteca Vaticana), Roberto Boddi (Opificio delle Pietre Dure), che purtroppo non è potuto intervenire, e Maise Silveira (Archivio storico Comune di Firenze). I partecipanti registrati sono stati 29, a cui si sono aggiunti studenti dell’Università e professionisti di Siena. Quali interventi quindi sono dedicati alla conservazione, al restauro, quali sono le buone pratiche per evitare gli inconvenienti maggiori? Questo tema è quello che è sembrato più integrato per le tre professioni e dove ci potrebbero essere le maggiori sinergie. Si è discusso su vantaggi e svantaggi di un centro unico regionale e del supporto dato dalle tecnologie alla conservazione.

URL: https://www.aib.it/struttura/sezioni/toscana/bibelot/bibelot-1-2014/2014/43799-mab-toscana-gruppo-formazione-rapporto-trimestre-attivita-gennaio-marzo-2014/. Copyright AIB 2014-07-06. A cura di Marta Motta, ultima modifica 2014-07-07