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I Sistemi Bibliotecari Provinciali del Veneto: resoconto

USCIAMO DALLA RISERVA!

Nella serata di mercoledì 20 maggio 2015 si è tenuto presso l’albergo Terme San Marco di Abano (PD) un incontro tra i politici candidati alle Elezioni Amministrative Regionali del 31 maggio e i bibliotecari del Veneto.

L’incontro, promosso dalla Sezione Veneto dell’Associazione Italiana Biblioteche, dal Consorzio Biblioteche Padovane Associate con il Sistema Bibliotecario Provinciale di Rovigo, il Sistema bibliotecario della Provincia di Verona, il Servizio Provinciale Biblioteche di Belluno, il Centro Servizi Biblioteche della Provincia di Treviso – Rete biblioteche trevigiane e il Servizio Provinciale per le Biblioteche di Venezia, ha preso origine da un appello, rivolto ai candidati a Presidente, relativo alla difficile situazione nella quale versano i Sistemi Bibliotecari Provinciali della nostra regione.

L’appello ha riscosso numerosissime adesioni da parte di Sistemi Bibliotecari, Biblioteche e bibliotecari di tutto il Veneto.

All’incontro nessuno dei candidati a Presidente ha potuto intervenire ed erano quindi presenti i rappresentanti di cinque dei candidati in lizza: Giorgio Burlini per Jacopo Berti del MS5, Domenico Menorello per le liste che sostengono Flavio Tosi, Raffaella Nadalutti per Laura di Lucia Coletti de l’Altro Veneto, Cristiano Corazzari per le liste che sostengono Luca Zaia e Enrico Bruttomesso per le liste di centrosinistra che candidano Alessandra Moretti.

La platea era composta da circa centodieci bibliotecari, provenienti da tutto il Veneto.

Ai politici è stata esposta la grave situazione creatasi anche in Veneto con la riforma delle Province, in attuazione della Legge 56/2014, la cosiddetta legge Delrio: con il riordino delle funzioni in capo alle Province rischiano di sparire anche Sistemi Bibliotecari Provinciali e simili, che tanta parte hanno avuto e hanno nella diffusione e nel sostegno del servizio bibliotecario nel Veneto negli ultimi trent’anni. Se oggi infatti possiamo contare nella regione 589 biblioteche, praticamente una per ogni comune, con oltre 6 milioni e mezzo di accessi l’anno, con una dotazione di 10 milioni di volumi, con 6 milioni di prestiti annui e una moltitudine di altri servizi e attività messi a disposizione dei cittadini (il tutto molto ben evidenziato nel video proposto agli intervenuti all’inizio dell’incontro), lo si deve in buona misura all’attività dei Sistemi Bibliotecari. Questo è stato il contenuto dell’intervento iniziale del Presidente del Consorzio Biblioteche Padovane Associate, Giovanni Ponchio, integrato successivamente da quello del Direttore del medesimo Consorzio, Daniele Ronzoni.

L’intervento successivo, a cura del lettore professionista Livio Vianello, ha posto l’accento sulla lettura e sul suo significato come volano per l’alfabetizzazione culturale, che può tradursi anche in crescita economica, come attestano gli alti livelli di lettura in regioni come il Tentino-Alto Adige e il Friuli-Venezia Giulia, a cui corrispondono PIL molto superiori alla media nazionale. Le attività di promozione della lettura svolte nelle biblioteche coinvolgono inoltre un gran numero di operatori professionisti, generando un indotto economico di centinaia di migliaia di euro all’anno.

Gli ospiti politici hanno tutti concordato sul valore delle biblioteche e dei sistemi bibliotecari del Veneto, definiti come un presidio sociale, educativo, democratico.

Tutti, con accenti diversi, si sono comunque dichiarati favorevoli alla conferma dei Sistemi Bibliotecari, organici ai nuovi enti di Area Vasta che sostituiranno le Province o gestiti direttamente dalla Regione.

Tutti hanno dichiarato che, una volta eletti, si adopereranno perché nelle commissioni consiliari competenti venga opportunamente affrontata la questione con urgenza. Più di qualcuno, anzi, ha proposto la creazione di tavoli di lavoro specifici, che coinvolgano consiglieri regionali e rappresentanti del mondo delle biblioteche.

Su questo punto, già nella lettera aperta inviata il 3 luglio 2014 ai rappresentanti del Governo e degli EE.LL., la Presidente Enrica Manenti ha espresso la posizione dell’AIB, osservando che “…l’orientamento che destina i servizi bibliotecari, già gestiti dalla Province, ai Comuni capoluogo non pare essere coerente con molte delle realtà di cui parliamo. La maggior parte dei sistemi e delle reti bibliotecarie sono tipicamente servizi di area vasta, le più importanti biblioteche provinciali svolgono funzioni decisamente di carattere sovra comunale e più d’una è di interesse territoriale per patrimoni e servizi.”

Nella seconda parte della serata sono intervenuti anche i coordinatori dei sistemi bibliotecari di Vicenza, Rovigo e Belluno, che hanno descritto come i sistemi bibliotecari attuali si siano organizzati ed evoluti in modelli diversi, assecondando specifiche condizioni ed istanze del territorio. Le reti di cooperazione hanno garantitola la rappresentanza e partecipazione diffusa di tutti gli enti coinvolti (pubblici e privati) allo sviluppo dei servizi di pubblica lettura in Veneto.

Tutti i coordinatori hanno sottolineato l’importanza strategica dei sistemi come strumento per galvanizzare le risorse delle singole biblioteche, moltiplicare il patrimonio e fornire servizi che altrimenti sarebbe impossibile sostenere, soprattutto nelle aree dove la biblioteca è spesso l’unico presidio culturale pubblico sul territorio.

Per questo è stato fondamentale il ruolo di guida e coordinamento della Regione Veneto, svolto attraverso le Province: l’attuale vuoto di competenze sta riportando in essere vecchi campanilismi e chiusure delle singole amministrazioni, che rischiano di far perdere i risultati ottenuti in questi anni e di favorire pericolose forme di privatizzazione o di accentramento gestionale, penalizzando soprattutto piccoli comunità e territori periferici.

In questo contesto diventa essenziale tutelare le professionalità e le competenze maturate in campo scientifico, tecnico e amministrativo nello sviluppo delle reti bibliotecarie.
Nella stessa linea si pone l’intervento del dott. Giorgio Busetto, direttore della Fondazione Ugo e Olga Levi di Venezia, che ha incoraggiato la Regione a porsi come soggetto attivo e propositivo che da un lato deve coordinare una molteplicità di soggetti diversi pubblici, ma anche privati; e dall’altro deve essere in prima linea nella ricerca di risorse.
Alla fine dell’incontro, preceduto da un incisivo video proposto dal Servizio Provinciale Biblioteche di Belluno per scongiurare la chiusura di un servizio così importante per i cittadini di quel territorio, vi è stato l’intervento della Presidente dell’Associazione Italiana Biblioteche (AIB Veneto), Angela Munari. La Presidente ha citato con precisione e fermezza dati OCSE e ONU che qualificano le biblioteche e le reti bibliotecarie come avanguardie della società del futuro, depositarie e dispensatrici di una cultura diffusa, gratuita, a disposizione di tutti i cittadini, in linea con le dinamiche sociali, laddove altre strutture storiche di rappresentanza, quali partiti e associazioni, perdono il contatto con la società. Di questa visione la Presidente ha chiesto conto ai politici presenti, rammentando loro che quanto hanno espresso nell’incontro rappresenta un impegno di cui l’AIB Veneto chiederà conto una volta eletti.

L’incontro si è chiuso dandosi appuntamento tra sei mesi, una volta costituito il nuovo Consiglio Regionale, per fare il punto con gli interlocutori di tutte le parti politiche. L’obiettivo è quello di costituire un tavolo di lavoro per confrontarsi sull’attuazione di un riordino complessivo del sistema bibliotecario veneto che non si limiti a sanare le criticità generate dalle norme sulle province ma punti, attraverso una nuova legge regionale in materia di biblioteche, archivi e musei, alla programmazione di servizi bibliotecari di qualità, ad un loro efficace dimensionamento organizzativo e all’attribuzione di risorse umane ed economiche adeguate.

 

 



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