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"9. Seminario Angela Vinay"
L'AUTOMAZIONE DELLE BIBLIOTECHE NEL VENETO:
l'irruzione della multimedialità

INFO2000 e l'editoria multimediale
Maria Luisa Ricciardi

L'AIB, Associazione Italiana Biblioteche, è partner di progetti di sostegno a programmi europei dal 1993, dapprima come National Awareness Partner (NAP) di IMPACT (Information Market Policy ACTions), un programma per lo sviluppo del mercato europeo dell'informazione elettronica che ha terminato il suo ciclo vitale nell'aprile del 1996, e attualmente come partecipante ad una rete, la MIDAS-NET, costituita per sostenere e divulgare a livello nazionale gli obiettivi e le azioni del nuovo programma INFO2000.

Ambedue questi programmi sono di competenza della DG XIII-E della Commissione Europea. La DG XIII, preposta alle "Telecomunicazioni, Mercato dell'Informazione e Valorizzazione della Ricerca", è la stessa Direzione che gestisce il programma di Ricerca e Sviluppo Tecnologico Applicazioni Telematiche e, al suo interno, il programma Libraries.

IMPACT e INFO2000 sono programmi che riguardano il mercato dell'informazione e non rientrano nel Quarto Programma Quadro di R&ST; i progetti presentati nel loro ambito non prevedono attività di ricerca scientifica o applicativa, bensì mirano a sfruttare i risultati della ricerca già effettuata nel campo dei prodotti e servizi di informazione elettronica e multimediale per lanciarne sul mercato i risultati e per stimolare lo sviluppo dell'industria di settore.

L'individuo ha bisogno di acquistare familiarità con i nuovi sistemi informativi per non correre il rischio di creare una società divisa - a due velocità, come ha detto Delors nel Libro Bianco su crescita, competitività e sviluppo - fra coloro che hanno accesso all'informazione e coloro che non lo hanno.

Se è vero -e lo è- che i contenuti culturali e informativi sono considerati, per la ricchezza che costituiscono, una sorta di "petrolio bianco" e che la percentuale maggiore di "giacimenti" di questa risorsa si trova in Europa, si comprende facilmente come l'industria europea del contenuto abbia da giocare nel contesto globale un ruolo cruciale nello sviluppo e distribuzione di prodotti e servizi multimediali. Basti pensare a qual era il rapporto spesa/impiego nei tre settori di tale industria già nel 1994: Telecomunicazioni, 133 miliardi di ECU per 1,2 milioni di occupati; Computer hardware e software, 113 miliardi di ECU per 0,9 milioni di occupati; Contenuti, 150 miliardi di ECU per 2 milioni di occupati.

Da uno studio appena pubblicato dalla DG XIII/E risulta che l'industria multimediale è in grado di offrire nei prossimi dieci anni 1 milione di nuovi posti di lavoro. La domanda di creatori di contenuto e di sviluppatori potrà crescere fino al 95%: e si parla di singoli individui o di micro-imprese fino ad un massimo di 10 dipendenti (cfr. EL-PUB, Strategic developments for the European publishing industry towards the year 2000. CE DG XIII/E, 1996, http://ww2.echo.lu/elpub2/en/execsum.html).

Finora si sono fatti progetti per potenziare le infrastrutture ed elaborare nuove applicazioni. Ma le "autostrade dell'informazione" sono deserte ed inutili, se non vi si immette del contenuto: un contenuto che deve essere di qualità. Ed ecco il ruolo dell'Europa, e soprattutto dell'Italia: sfruttare i nostri giacimenti di petrolio bianco per rimanere competitivi sul piano mondiale.

E' significativo che alla fine di gennaio 1997 la casa d'aste Sotheby's e la Pierpont Morgan Library abbiano offerto a New York un ricevimento per raccogliere fondi da destinare ad un progetto statunitense di archiviazione elettronica degli archivi medicei. L'America si è assicurata i diritti di sfruttamento dei circa 3 milioni di documenti che costituiscono gli archivi della corte medicea dal 1537 al 1743. Sono risorse nostre e noi abbiamo permesso ad altri di sfruttarle. Dobbiamo invece fare in modo che questa ricchezza resti a noi.

Ma che cosa si intende per contenuti multimediali?

I contenuti sono i documenti, culturali e informativi, di tipo testuale, figurativo, sonoro, in movimento, che adesso siamo abituati a vedere riprodotti in forma analogica tradizionale, ossia, a seconda della loro tipologia, su supporti diversi: carta, pellicole fotografiche, onde radio, cassette audiovisive. Si tratta di riproduzioni che richiedono anche tecniche e strumenti diversi per essere effettuate, tempi diversi di esecuzione, confezioni e imballaggi diversi per la distribuzione, e così via. Con le tecnologie multimediali la forma di riproduzione è totalmente digitale: qualsiasi documento, indipendentemente dalla tipologia di origine, viene trasformato in impulsi elettronici mettendoci così in grado di trasmetterlo in tempo reale, senza differenziazioni di supporto, attraverso il medesimo canale di comunicazione multimediale, sia esso una linea telefonica, un cavo, delle onde radio, un satellite.

L'industria dei contenuti, a sua volta, è composta dalle imprese che partecipano alla creazione, allo sviluppo, alla confezione e alla distribuzione dei contenuti e comprende da un lato i diversi segmenti dell'editoria a stampa (giornali, libri, riviste, pubblicazioni aziendali) e dell'editoria elettronica (Banche dati on-line, servizi videotel, servizi audiotel, servizi fax e CD, videogiochi) e, dall'altro, l'industria audiovisiva (televisione, video, radio, audio e cinema).

Delle attività principali si è già detto che è nell'ambito della creazione e dell'elaborazione dei contenuti che si avrà il maggiore sviluppo del mercato del lavoro nei prossimi dieci anni. Nel contesto di EL-PUB si afferma che giornali regionali di media dimensione che mantengono un servizio on-line stanno già cominciando ad assorbire tra le tre e le venti persone extra. L'editoria elettronica sta rimodellando l'industria del contenuto e la prima grande differenza con l'editoria tradizionale sta nei costi di distribuzione, che tendono a zero.

La risposta della Commissione Europea alle prospettive di questo mercato emergente è INFO2000, un programma non ricco finanziariamente, perché dispone di uno stanziamento di 64 milioni di ECU, pari a soli circa 125 miliardi di lire, per un periodo di 4 anni. La sua finalità principale è di stimolare le PMI di settore, e fra queste in particolare le case editrici, a trasformarsi, a crescere, a rinnovare i propri mezzi di produzione e i propri prodotti; ed il mezzo è di offrire un contributo che non va oltre il 40-50% dei costi dei nuovi progetti. Il motto di INFO2000, infatti, è "Un progetto dell'Unione europea è un investimento, non una fonte di facili guadagni!"

Gli obiettivi ufficiali del programma sono di facilitare lo sviluppo dell'industria europea dei contenuti; di ottimizzare il contributo dei nuovi servizi d'informazione ai fini della crescita, della competitivtà e dell'occupazione in Europa; e di massimizzare il contributo dei servizi di informazione avanzati per lo sviluppo professionale, sociale e culturale dei cittadini europei.

Per raggiungere tali obiettivi sono state pianificate tre linee d'azione:

Su quest'ultima linea d'azione, interamente rivolta alle Piccole e Medie Imprese, è già stato lanciato, sempre a giugno '96, un invito a presentare progetti che ha dato esiti sorprendenti per l'Italia. Su 477 proposte presentate, infatti, sono stati selezionati per una prima fase di studio 80 progetti, destinati a ridursi ulteriormente per la fase di attuazione. Degli 80 progetti di prima selezione, 27 registravano almeno una presenza italiana nella composizione dei consorzi, per un equivalente del 34% sul totale. Dopo la seconda selezione, sono stati approvati per l'attuazione definitiva solo 29 degli 80 progetti iniziali: fra questi, ben 15 sono a partecipazione italiana, di cui 7 ideati e coordinati da imprese italiane. La percentuale di presenza italiana è quindi salita al 52%.

Sulla Linea d'Azione 2, dedicata alle risorse informative del settore pubblico, l'invito a presentare progetti verrà lanciato a giorni, intorno alla metà di dicembre. Le biblioteche, che dipendono per la quasi totalità dal settore pubblico, sono dei pozzi inesauribili di petrolio bianco. L'AIB si augura che anche in questa tornata l'Italia dimostri la propria capacità di iniziativa e di cooperazione e mette a disposizione degli eventuali progettisti il proprio servizio MIDAS-NET di informazione ed orientamento: midas-net@aib.it; http://www.aib.it

I nodi MIDAS (Multimedia Information Demonstration And Support) possono dare assistenza per la presentazione di progetti.

Certo non è compito della rete sostituirsi ai consorzi nell'ideazione e nella formulazione dei progetti.

La rete, però, può dare informazioni tempestive sul lancio di inviti e bandi, sul modo di ottenere i documenti di gara e le istruzioni per la formulazione del progetto, sui requisiti che deve avere un consorzio, sulla ricerca dei partner, sull'esistenza e le prerogative di altre reti di supporto alle azioni comunitarie, sulla possibilità, per chiunque voglia partecipare ad un progetto europeo legato alla multimedialità, di creare una propria "vetrina pubblicitaria" su I*M Forum, una base di dati in linea della DG XIII-E.

Dal sito web della DG XIII/E, I*M Europe, si può accedere, scorrendo le pagine e navigando verso altri siti, agli altri server istituzionali dell'UE e ai nodi MIDAS: http://www2.echo.lu/


Copyright AIB 1998-05-06, ultimo aggiornamento 1998-07-14 a cura di Antonella De Robbio e Marcello Busato
URL: http://www.aib.it/aib/sezioni/veneto/ricciardi.htm

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