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Dizionario bio-bibliografico dei bibliotecari italiani del XX secolo

[Ritratto]

Ramorino, Tommaso (Tomaso)

(Firenze 20 ottobre 1896 Roma 28 settembre 1977)

Figlio di Felice (Mondovì 1852-Firenze 1929), professore universitario di letteratura latina, interruppe gli studi per la partecipazione alla prima guerra mondiale, dal novembre 1915, venendo congedato nel luglio 1919 col grado di tenente di fanteria.
Nel 1924, studente a Firenze, legato a Salvemini e a Carlo e Nello Rosselli, fece parte del gruppo Italia libera, essendo anche responsabile di una delle quattro zone cittadine, e venne arrestato il 2 novembre per la manifestazione organizzata da Ernesto Rossi e Marion Cave al cimitero, dove montava la guardia al grande ritratto di Giacomo Matteotti esposto nella cappella di famiglia dei Vannucci. Rilasciato poco dopo, collaborò con i fratelli Rosselli, Calamandrei, Piero Jahier e altri anche alla distribuzione del giornale «Non mollare», e venne tenuto sotto controllo dalla polizia per motivi politici fino al 1940.
Conseguì la laurea in lettere nel giugno 1928 all'Università di Torino, dove si era trasferito al principio dell'anno accademico dall'Università Cattolica di Milano.
Entrò nelle biblioteche governative dal 16 febbraio 1933, tra i vincitori del grande concorso bandito l'anno precedente, ma a quanto sembra aveva già lavorato in archivi di Stato e biblioteche governative, non di ruolo, dal 1929.
Destinato inizialmente alla Biblioteca universitaria di Padova, venne trasferito già dal 1º agosto 1933 alla Biblioteca nazionale di Roma, dove si svolse tutta la sua carriera. Si occupò tra l'altro nel 1935-1936 della sistemazione del fondo relativo al duello donato alla Biblioteca dal barone Giorgio Enrico Levi e poi della Sezione di cultura generale. Inoltre nel 1935, su richiesta di Maria Ortiz, collaborò per alcuni mesi, senza lasciare la Nazionale, al trasloco della Biblioteca Alessandrina nella Città universitaria.

Venne richiamato alle armi nel giugno 1940 per la guerra e in quel periodo, nel maggio 1942, fu promosso bibliotecario capo. Lasciò l'esercito dopo l'8 settembre 1943 e rientrò in servizio nel giugno 1944, dopo la liberazione di Roma. Nel giugno 1948 fu promosso direttore di biblioteca di 3ª classe. In questo periodo collaborò anche all'attività della Soprintendenza bibliografica del Lazio e nel novembre 1956 fu promosso direttore di biblioteca di 2ª classe, qualifica con cui probabilmente concluse la carriera, nel 1961. Negli ultimi anni si occupava, a quanto pare, della revisione del catalogo a schede.
Socio dell'Associazione italiana biblioteche dal 1933, appena assunto, partecipò al Congresso nazionale del 1938; aderì alla sua ricostituzione nel dopoguerra e compare tra i soci della Sezione Lazio fino almeno al 1961.

Alberto Petrucciani

Barbara Allason. Memorie di una antifascista, 1919-1940. Milano: Edizioni Avanti!, 1961, p. 78-79, 253-254.

Francesco Barberi. Schede di un bibliotecario (1933-1975). Roma: Associazione italiana biblioteche, 1984, p. 217 (all'anno 1966): «Il collega Ramorino, andato in pensione, ha ottenuto dalla direttrice della Nazionale di Roma, dove ha lavorato trent'anni, di poter continuare a rivedere e correggere senza compenso, scarabocchiando, i 4.000 volumetti di schede del catalogo. È il più assiduo e puntuale degl'impiegati. Chi riconoscerebbe nell'anziano bibliotecario, umile e sorridente verso tutti, il coraggioso militante di "Giustizia e libertà", amico di Ernesto Rossi?».

Ernesto Rossi. Un democratico ribelle: cospirazione antifascista, carcere, confino: scritti e testimonianze, a cura di Giuseppe Armani. Milano: Kaos, 2001, p. 55, 64, 75.



Copyright AIB 2016-01-05, ultimo aggiornamento 2021-02-21, a cura di Simonetta Buttò e Alberto Petrucciani
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