«Bibliotime», anno XVIII, numero 1 (marzo 2015)

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Paolo Perna

Le Biblioteche di L'Aquila nella ricostruzione



Abstract

L'articolo fa il punto della situazione su quanto è stato fatto a L'Aquila, dopo il terremoto del 6 aprile 2009, per far ripartire l'insieme dei servizi bibliotecari, in un sistema cittadino vasto ed articolato, attraverso interviste a figure professionali qualificate e responsabili. L'attenzione principale è rivolta alle Biblioteche 'istituzionali' (quelle universitarie, la Biblioteca provinciale, l'Archivio di Stato…), ma si segnala anche la vivacità e l'efficacia di piccole biblioteche private che ampliano l'offerta culturale e facilitano un percorso di ri-socializzazione di una comunità dispersa forzatamente nel territorio, in attesa della ricostruzione fisica della città.

1. Premessa

Ignazio Silone, nel commentare il forte terremoto del 1915 che distrusse la Marsica, scrisse:

Non è dunque da stupire se quello che avvenne dopo il terremoto, e cioè la ricostruzione edilizia per opera dello Stato, a causa del modo come fu effettuata, dei numerosi brogli frodi furti e camorre truffe malversazioni d'ogni specie cui diede luogo, apparve alla povera gente una calamità assai più penosa del cataclisma naturale. A quel tempo risale l'origine della convinzione popolare che se una buona volta l'umanità dovrà rimetterci la pelle, non sarà in un terremoto o in una guerra, ma in un dopo-terremoto o in un dopo guerra…

La storia, purtroppo, si ripete sempre uguale ad ogni catastrofe "naturale", facendo emergere tanto il meglio, quanto il peggio della natura umana. In questi frangenti c'è chi si ostina a rilevare le negatività - che pure vanno scovate e combattute - ma c'è anche chi non perde di vista le energie positive profuse per rafforzare la resilienza umana e per rimettere le cose al loro posto, magari innovando e migliorando l'esistente. Questo secondo atteggiamento ha orientato la mia riflessione sullo stato della ripartenza delle biblioteche aquilane dopo il sisma del 6 aprile 2009.

Già in precedenza altri hanno affrontato questo aspetto della lenta e complessa ricostruzione di L'Aquila ("città-monumento"): ad esempio la rivista "A.I.B. Notizie" che, nel numero 3 del 2010, ancora sotto un influsso fortemente emotivo, segnalava lo sforzo cooperativo (e creativo) di molti bibliotecari, di molte parti d'Italia, i quali hanno dato una mano ai loro colleghi aquilani.

Da allora, sono passati altri 4 anni ed il mio pensiero si è concentrato sul fatto che tutte le azioni quotidianamente messe in atto in questo periodo, a qualsiasi livello, hanno prodotto risultati e avviato la ripresa della perduta "normalità". Ed ancora, che la privazione percepita rispetto al bene "libro" ha stimolato iniziative di vario genere che non erano scontate e che, forse, non sarebbero state assunte in condizioni di "normalità".

Quindi, senza la pretesa di affrontare la questione con il sapere specifico di chi in biblioteca ci lavora, in questo articolo ho cercato di raccogliere il massimo di informazioni rilevanti, attraverso una serie di interviste con chi è stato ed è ancora protagonista all'interno del sistema bibliotecario aquilano - oltre che con l'Assessore alla Cultura del Comune - ma anche attingendo ad alcuni significativi siti web, e di riportare le informazioni così ottenute nel modo meno noioso possibile, almeno per me. [*]

2. La situazione

28 novembre 2014. In una città ancora alle prese con una difficile e lenta ricostruzione si inaugura una nuova biblioteca, la "Piero Vicari", con oltre 4.500 volumi e documenti donati dalla famiglia e collocata all'interno del MU.SP.A.C. (Museo Sperimentale di Arte Contemporanea) [1], in una Piazza d'Arti, zona concessa dal Comune di L'Aquila per ospitare le sedi provvisorie di molte Associazioni.

Come ha affermato di Enrico Sconci, presidente dell'Associazione culturale "Quarto di Santa Giusta" e docente Accademia Belle Arti di L'Aquila,

alla manifestazione sono intervenuti la famiglia e i moltissimi amici, ex studenti e compagni di strada, che hanno organizzato l'incontro per ricordare il prof. Piero Vicari (1936-2010), la cui memoria è vivissima nel cuore di tutti gli aquilani che hanno avuto la fortuna di conoscerlo. Giovani operatori museali del servizio civile e tirocinanti dell'Università e dell'Accademia di Belle Arti dell'Aquila hanno iniziato il lavoro di archiviazione, per inserire in rete e nel polo bibliotecario aquilano la grande raccolta. Tutti i libri - che vanno ad aggiungersi agli oltre 10.000 della biblioteca del MU.SP.A.C., soprattutto d'arte e di architettura - saranno gratuitamente messi a disposizione di chiunque ne faccia richiesta, con particolare riguardo per gli studenti del Liceo Scientifico dell'Aquila, dove il prof. Vicari ha insegnato per molti anni con grande amore ed impegno, diffondendo cultura, filosofia, musica e arte, testimoniata nei suoi libri, vera "medicina dell'anima" e unica forma di "legittima difesa".

Dopo il terremoto del 6 aprile 2009 sono arrivate a L'Aquila donazioni per migliaia di libri che hanno contribuito alla costituzione di tante nuove piccole biblioteche le quali, a loro volta, sono state punti di riferimento per gli sfollati ospitati nelle varie tendopoli e nelle zone periferiche della città e delle frazioni.

Poiché le biblioteche pubbliche storiche hanno subito gravi danni strutturali, la prima preoccupazione è stata quella di mettere in sicurezza l'enorme patrimonio bibliografico e documentale esistente.

La prima istituzione che è stata in grado di trovare una nuova sede, ancorché provvisoria, è stata l'Archivio di Stato [3], ricollocatosi in uno stabile nella zona industriale di Bazzano-Paganica, a circa 8 km dal centro. La sua Biblioteca si compone di oltre 20.000 pubblicazioni ed è un prezioso strumento di supporto a corredo della ricerca documentaria. Nel 2008 è entrata nel polo aquilano SBN (Servizio Bibliotecario Nazionale), dal 2010 è iniziata la catalogazione in SBN, anche per la Sezione di Sulmona, ed attualmente tutto il materiale è consultabile on line.

Solo qualche mese dopo il sisma, gli importanti documenti conservati e l'annessa biblioteca sono stati rimessi a disposizione degli studiosi, evitando così un vuoto prolungato nell'accesso alla consultazione. Nella stessa sede ha potuto trovare spazio anche la Deputazione Abruzzese di Storia Patria [4], dotata di testi specialistici ed, in particolare, sulla storia del territorio, con circa 30mila volumi, di cui oltre mille antichi.

Stefania Liberatore, bibliotecaria presso la Biblioteca provinciale 'Salvatore Tommasi' [5], fa presente che

il recupero del materiale librario della Deputazione è stato possibile grazie al lavoro di un gruppo di volontari e dei Vigili del Fuoco. La stessa rapidità non è stata possibile, invece, per la Biblioteca provinciale "Salvatore Tommasi" [6], la più antica (perché aperta fin dal 1848) e la più prestigiosa della città. Inizialmente ci furono opzioni contrastanti sulla scelta della localizzazione. Poi ha prevalso la scelta di affittare un capannone all'interno della zona industriale di Bazzano-Paganica, dove si era riallocata anche la Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università degli Studi di L'Aquila, e dove si pensava di insediare un "polo culturale" più ampio, che però non si è concretizzato.

C'è voluto del tempo per la messa a norma dei locali, ma poi la ricollocazione dell'enorme patrimonio bibliografico è stata abbastanza rapida. I principali problemi riscontrati sono dipesi dalla prolungata sospensione del servizio bibliotecario e dalla carenza dei servizi di trasporto pubblico (la sede provvisoria è a circa 8 km ad est della città). Comunque, è stato possibile inaugurare questa sede provvisoria nel settembre del 2011 ed oggi - riuscendo a garantire un'apertura al pubblico fino alle ore 19 - è ripresa una frequentazione sostenuta. Sono convinta che L'Aquila potrà rinascere solo se rinasce culturalmente. E questa è la missione prima della "Tommasiana", che può essere considerata un punto di forza per la rinascita, con il suo patrimonio fantastico, è la prima in Abruzzo, in continua crescita. Disponiamo di un bellissimo fondo antico, con 2 km lineari di libri antichi, ed una importante sezione di abruzzesistica, con oltre l'80% del pubblicato. In più, sono arrivate e continuano ad arrivare donazioni da tutta Italia. Donazioni di privati che hanno biblioteche importanti e che, dopo ormai quasi 6 anni dal sisma, hanno poche speranze di riportarle integre nella propria abitazione. Una delle ultime acquisizioni proviene da un ingegnere romano che ha donato la biblioteca familiare di circa 10mila volumi ed un aquilano vorrebbe donare i suoi 20mila volumi, soprattutto di storia locale, ma purtroppo abbiamo problemi di spazio. Inoltre, presso la nostra biblioteca è stata ricollocata la importante mediateca dell'Istituto Cinematografico "La Lanterna Magica" ed allestito un museo permanente del Cinema. Potendo contare su alcune preziose collaborazioni, allestiamo mostre, l'ultima, ancora in corso, sulla Grande Guerra, ed organizziamo eventi, come la recente rappresentazione teatrale sui Promessi sposi, cui hanno partecipato numerosi studenti delle scuole aquilane.

Salvaguardia del patrimonio esistente, conservazione della memoria storica ed volontà di innovare hanno fatto da stimolo per l'avvio di nuove iniziative. Come quella della Deputazione di Storia Patria negli Abruzzi che, fin dal novembre 2010, ha attivato un nuovo ed importante progetto denominato "Servizio informativo sul sisma memoria L'Aquila" (SISMAQ). Lo slogan fondativo è stato "la memoria non può morire", e con tale obiettivo è stato raccolto tutto il materiale documentario prodotto successivamente al sisma del 6 aprile 2009: 300 monografie, oltre ad una ponderosa raccolta della rassegna stampa locale, nazionale ed internazionale (43.000), di video (3.200), fotografie (50.000) e manifestazioni culturali (300).

Dice Walter Capezzali, Presidente della Deputazione di Storia Patria negli Abruzzi [7], che

dai primi riscontri era prevedibile che l'impresa sarebbe risultata di particolare impegno, ma la crescente simpatia e collaborazione suscitate in centinaia di mezzi d'informazione di ogni genere, dai quotidiani alle riviste ai siti informatici, se da un lato ha dilatato ancor più le dimensioni del progetto, dall'altro ci ha incoraggiato a proseguire. Il Progetto SISMAQ è stato concepito come una base dati in costante evoluzione e aggiornamento, con progressiva acquisizione di testi, immagini, filmati, informazioni bibliografiche, collegamenti, che continua ad essere riportato sul portale web della Deputazione. Questa può essere una sorta di garanzia a che tutto questo materiale, una volta raccolto e reso disponibile, venga conservato nel tempo.

La Deputazione è dotata dell'unica biblioteca speciale ad indirizzo storico aperta al pubblico: intitolata ad Anton Ludovico Antinori, ha una media mensile di circa 400 presenze e è regolarmente funzionante sul territorio regionale. Dal 2003 è stata ammessa a far parte del polo aquilano del Servizio Bibliotecario Nazionale e da allora, sulla base di una convenzione con il Ministero dei Beni Culturali, la Regione Abruzzo e l'Università degli studi dell'Aquila, ha avviato un progetto di recupero catalografico in SBN e di catalogazione informatizzata del proprio patrimonio librario, che consiste in circa 25 mila monografie e 350 periodici, di cui 85 correnti. Possiede, inoltre, 7 codici (secc. XVI-XVIII), numerosi carteggi con autografi di illustri studiosi e personaggi storici abruzzesi e molisani (secc. XIX-XX) ed oltre un migliaio di edizioni rare.

Nello stesso edificio è stata provvisoriamente sistemata la "Raccolta Giorgio de Marchis Bonanni d'Ocre. Documenti di Arte Contemporanea", organizzata dalla Fondazione "Giorgio de Marchis Bonanni d'Ocre - Documenti di arte contemporanea - ONLUS" [8], nata a L'Aquila nell' ottobre 2003. La sede della Fondazione, e del relativo fondo librario, si trovava nello storico Palazzo de Marchis, già Simeonibus (sec. XVI-XVII) in L'Aquila, antica residenza della famiglia de Marchis, sottoposto a vincolo MiBAC.

Il Fondo archivistico e bibliografico conserva un nucleo omogeneo di corrispondenza intercorsa tra vari esponenti della vita culturale dei nostri tempi (circa 200.000 pezzi cartacei) e di altre ormai rare fonti per la storia dell'arte del XX sec., con particolare riguardo agli anni Sessanta e Settanta, a cui si aggiunge una ricca biblioteca di circa 10 mila volumi - ormai definibili rari - come monografie di artisti, cataloghi di mostre, cataloghi di aste, riviste d'arte e saggistica. Il Fondo è in fase di riordino e si sta procedendo alla schedatura informatica con la consulenza scientifica del Consorzio Baicr (Biblioteche archivi e istituti culturali di Roma), a cui la Fondazione aderisce dal 2006, e con la collaborazione di studenti, laureati e specializzandi della Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università degli Studi di L'Aquila.

Il valore documentale del fondo de Marchis, per le similarità strutturali con l'Archivio bio-iconografico della Galleria nazionale d'arte moderna di Roma, potrebbe costituire un'importante integrazione alla preziosa documentazione in esso contenuta. La Fondazione de Marchi intende, con l'ausilio dei mezzi informatici cui ha avuto accesso, mettere a disposizione dei ricercatori i documenti conservati negli archivi di queste due Istituzioni.

Dal 1993 è stato attivato, per iniziativa della Biblioteca Provinciale e dell'Università degli Studi di L'Aquila, il Polo aquilano del Servizio Bibliotecario Nazionale che si inserisce in un sistema che coinvolge quasi 5000 biblioteche organizzate in 78 Poli. L'interrogazione del catalogo on-line può essere effettuata attraverso l'Indice Nazionale SBN, oppure il Catalogo del Polo Aquilano del SBN. Maggiori informazioni sulle strutture del Polo SBN sono riportate in appendice.

3. Il Sistema Bibliotecario di Ateneo (SBA)

Un richiamo specifico, almeno per quanto riguarda la vasta, costante ed articolata platea di utenti, va fatto all'insieme delle biblioteche universitarie. Istituito nel 2005, il Sistema Bibliotecario di Ateneo coordina le attività di conservazione, incremento e fruizione del patrimonio bibliografico e documentale dell'Università degli Studi di L'Aquila. Oltre alle pubblicazioni cartacee reperibili attraverso il Catalogo collettivo del Polo SBN aquilano (OPAC SBN), il Sistema Bibliotecario mette a disposizione anche una biblioteca digitale che consente di ricercare e consultare in linea numerose pubblicazioni in edizione elettronica (libri, riviste, atti di convegni). Le attività di contrattazione per tutte le risorse elettroniche sono state di recente attribuite al Gruppo CARE della Conferenza permanente dei Rettori delle Università Italiane (CRUI).

Inizialmente articolato in tre biblioteche di Polo, facenti capo alle aree territoriali del Centro storico, di Coppito e di Roio ed al servizio delle ex Facoltà ivi insediate, è da pochi mesi oggetto di un progetto di riorganizzazione che riguarda l'insieme dei servizi amministrativi dell'Ateneo aquilano.

Delle strutture esistenti, solo il Polo di Coppito (ex Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali e della Facoltà di Medicina e Chirurgia) non ha subito danni dal sisma ed ha continuato, fin da subito, ad erogare i propri servizi nonché ad "ospitare" delle postazioni informatiche a supporto delle altre biblioteche universitarie danneggiate. Un intervento tempestivo e generoso del CASPUR ha permesso poi l'installazione di un proxy server che ha consentito l'accesso alle risorse elettroniche da remoto.

Le altre due grandi biblioteche han dovuto essere trasferite tra mille difficoltà. Quella relativa alla ex Facoltà di Lettere e Filosofia, dallo storico palazzo Camponeschi in centro, è stata ricollocata, in un primo momento, in un edificio preso in affitto all'interno della zona industriale di Bazzano-Paganica (periferia Est, a circa 8 km dal centro) e, successivamente, nella nuova sede del Dipartimento di Scienze Umane, inaugurato nell'ottobre 2012.

La Biblioteca della Facoltà di Ingegneria è stata ricollocata in uno stabile preso in affitto nel nucleo industriale di Pile, alla periferia Ovest della città, in cui sono presenti due grandi centri Commerciali e dove fu istallata una delle tendopoli che ha raccolto per mesi i cittadini rimasti senza casa. Solo nel novembre 2013 la biblioteca della ex Facoltà di Ingegneria è tornata nella propria sede ristrutturata, sulla collina di Monteluco di Roio.

Se si considerano gli studenti ed i docenti universitari come principali fruitori di queste biblioteche, risultano evidenti gli sforzi fatti per ridurre al minimo i disagi. Il numero di laureati per anno accademico è rimasto pressoché costante (3.600-3.800) tra l'A.A. 2008/09 e l'A.A. 2011/12; mentre il numero di studenti iscritti è risultato perfino in crescita: dai 24.700 (A.A. 2008/09) ai 26.050 (A.A. 2012/13). I docenti in servizio a dicembre 2011 risultavano circa 570 [10].

Questa tenuta è stata possibile soprattutto grazie alla forte determinazione di tutto l'Ateneo a reagire rispetto ai reali disagi affrontati dai lavoratori e dagli studenti, quasi tutti pendolari dai luoghi in cui hanno trovato sistemazione, ed a far sì che non vi fossero interruzioni durevoli alla fruibilità della didattica e dei servizi ad essa connessi, all'interno di strutture provvisorie e certamente non adeguate. Disagi che sarebbero andati a sommarsi alle pesanti carenze alloggiative e di servizio (ad esempio le mense) e che, forse, avrebbero favorito un definitivo esodo verso altre sedi universitarie che si erano offerte - in maniera non proprio disinteressata - ad accogliere gli studenti aquilani.

Grazia Di Bartolomeo, bibliotecaria dell'università [11], afferma che

possiamo essere soddisfatti del lavoro svolto perché tutto si è rimesso in moto da subito. Il problema principale ha riguardato gli edifici delle sedi. Per la ex Facoltà di Ingegneria, ad esempio, ci son voluti 3 anni per tornare nella sede storica ristrutturata, e si spera che dal 2015 si possa iniziare il trasloco per la parte mancante (uffici per i docenti ed i corsi di laurea in ingegneria gestionale, industriale, elettrica ed elettronica). Per l'ex Facoltà di Economia ancora non si sa bene se e quando si potrà tornare nella vecchia sede, mentre nell'attuale sede provvisoria rimangono problemi di spazi inadeguati e problemi strutturali che non consentono la ricollocazione di tutto il patrimonio librario esistente. In generale, i servizi bibliotecari sono stati ripristinati subito e, pur se con un qualche ridimensionamento, comprensibile nelle situazioni date, l'utenza resta alta (circa 80-120 studenti in media al giorno per Ingegneria). Anche il prestito librario ha avuto un calo, ma ciò si spiega anche grazie alla possibilità di accesso ad altre fonti in rete, che è ormai una tendenza fisiologica. Anzi, è motivo d'orgoglio il riconoscimento che non siamo secondi a nessuno in fatto di servizi, soprattutto per le potenzialità di accesso a tutto il patrimonio bibliografico in formato elettronico. Proprio in questi giorni, abbiamo ricevuto presso la Biblioteca di Ingegneria una visita della Commissione CEV (dell'ANVUR) - si tratta di visite per l'accreditamento periodico - composta da esperti disciplinari di varie università. Bene, questa Commissione, dopo aver anche intervistato numerosi studenti, è rimasta impressionata molto favorevolmente, rispetto ai servizi che riusciamo a garantire, proprio perché abbiamo un patrimonio di risorse elettroniche non indifferente che ci mette a livello di tanti atenei anche più grandi del nostro. Abbiamo pacchetti di e-journals, di risorse elettroniche e di banche dati tra le più qualificate in tutti i settori scientifici, accessibili on line sia in sede che da remoto con le credenziali che hanno tutti gli studenti e tutti i docenti dell'Ateneo.

Attualmente, risultano aperte 5 sedi bibliotecarie per le quali, alcune presentano ancora il problema di spazi inadeguati, e cioè l'ex Facoltà di Medicina e Chirurgia (comprese Psicologia e le Scienze motorie) e l'ex Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali (comprese le Biotecnologie) nel comprensorio di Coppito; l'ex Facoltà di Ingegneria a Roio; l'ex Facoltà di Economia nella zona industriale di Pile (almeno fino al settembre 2015); e infine l'ex Facoltà di Lettere e Filosofia, ora Dipartimento di Scienze Umane, all'interno delle mura cittadine.

La riorganizzazione degli uffici, di cui si diceva prima, riguarda anche il Sistema Bibliotecario di Ateneo e comporta la suddivisione del sistema in due Aree: l'Area del Front Office, con compiti di servizi al pubblico, di gestione delle risorse documentali e del personale; e l'Area del Back Office, che dovrà occuparsi delle risorse elettroniche, della biblioteca digitale e della segreteria del SBA.

Nelle parole di Grazia Di Bartolomeo:

Sperimenteremo questa riorganizzazione, ma il problema del personale resta una nota dolente. Purtroppo, dal 2005 ad oggi, il personale in servizio presso il SBA è stato quasi dimezzato, dalle circa 40 unità siamo arrivati a una ventina. E, nonostante il fatto che da anni ormai esistono corsi di alta formazione specifica in campo biblioteconomico e che, quindi, molti giovani si presentano ai concorsi con elevate competenze, abbiamo verificato che alcuni, dopo avere vinto un concorso da noi, preferiscono trasferirsi altrove o in altre aree professionali dell'Ateneo.

I disagi più pesanti hanno riguardato principalmente l'unica sede collocata in centro storico, quella delle ex Facoltà di Lettere e Filosofia e di Scienze della Formazione. Lo storico Palazzo Camponeschi, sede anche della biblioteca, è stato distrutto dal sisma, ma anche in questo caso ci si è mossi subito per recuperare l'enorme patrimonio bibliografico e ripristinare la regolarità dei servizi.

Difatti, sostiene Maria Elisa Equizi [12],

superato lo shock iniziale, già dal giugno 2009 è iniziata l'opera di recupero del materiale, dando priorità assoluta alle opere di più larga consultazione per la didattica e ad alcune preziose sezioni della biblioteca. Per il resto, si è dimostrata utilissima la disponibilità di un ottimo servizio informatizzato. Nei primi mesi del post-sisma, anzi, è stato molto apprezzato il contributo del Dipartimento di Stato americano con un progetto di digitalizzazione delle collezioni bibliografiche che poi è proseguito con la Biblioteca provinciale. Così come è stato apprezzato il supporto di numerosi colleghi di altre sedi per non far mancare l'approvvigionamento dei libri necessari. A febbraio del 2010 è stato completato - con il prezioso aiuto dei Vigili del Fuoco, che hanno dovuto costruire apposite protezioni nelle zone più pericolose - il recupero di tutto il materiale librario (oltre 130mila volumi, più di 1.300 periodici, di cui 500 correnti), poi depositato in un capannone nella zona industriale di Bazzano-Paganica dove, nel frattempo, si era spostata anche la ex Facoltà di Lettere e Filosofia. Nel mese di ottobre 2012 è stata inaugurata la nuova sede del Dipartimento di Scienze Umane, all'interno della città, dove alcuni spazi sono stati assegnati alla Biblioteca. Il progetto di questa nuova sede delle ex facoltà umanistiche non prevedeva spazi per la biblioteca (che avrebbe dovuto restare nel Palazzo Camponeschi), per cui questo resta uno dei due problemi principali. Infatti, solo 30-40mila volumi possono essere ricollocati in questa sede, oltre ad una sala lettura con circa 100 posti a sedere. Ovviamente, ne risente il servizio del prestito: settimanalmente, il personale deve andare a prelevare i volumi richiesti dal deposito a circa 9 km dalla città e, spesso, risulta più agevole far ricorso al prestito interbibliotecario perché più celere e facile. Anche in questa biblioteca è diffuso il digitale - con circa 70mila titoli disponibili online - ma i testi cartacei sono irrinunciabili per gli studi umanistici. La mancanza di spazi adeguati ha impedito anche di poter accettare numerose offerte di donazione di consistenti fondi librari da privati provenienti da tutta Italia. In tutto questo periodo si è fatto in modo di non interrompere il flusso dei servizi bibliotecari, tanto che l'utenza è rimasta alta ed oggi, essendo l'unica biblioteca riaperta in città, è anche aumentata. Studenti delle scuole superiori o di altre facoltà, ma anche cittadini, ne sono diventati gli utenti. L'altro grosso problema è costituito dalla carenza di personale. Si fa fatica a mantenere orari di apertura così ampi attraverso doppi turni del personale che, in più, ha modificato gli orari in funzione dell'alto tasso di pendolarismo degli studenti.

I rilevanti danni subiti dalle strutture bibliotecarie, o comunque dall'area urbana in cui erano inserite, hanno bloccato per lungo tempo le attività dell'insieme delle biblioteche comunali. Forse anche questo ha stimolato iniziative di reazione e di "supplenza", sia per quanto riguarda l'accesso ai libri che per il bisogno di ripristinare un minimo di socializzazione attraverso la cultura. Ne è stato esempio il progetto "Bibliobus" [13], di cui ci parla Nicoletta Bardi [14]:

Il Bibliobus ha iniziato le sue attività all'indomani del sisma del 6 aprile 2009 come biblioteca itinerante, per avvicinare le persone nelle tendopoli e dare loro un conforto, un momento di svago culturale con l'ausilio di un libro. Il progetto si è sviluppato dall'incontro di realtà diverse, sia locali che nazionali. Nei giorni successivi al sisma la trasmissione Fahrenheit di Radio 3, infatti, ha canalizzato la generosità di tante persone che a L'Aquila volevano inviare libri e pensieri di solidarietà. In un ambiente caotico e frammentato l'azienda comunale dei trasporti AMA ha fornito gli strumenti indispensabili per concretizzare il progetto: un autobus che, da maggio a settembre, ha raggiunto le tendopoli sparse sul territorio comunale, ed un secondo autobus che è stato trasformato in biblioteca e sala di lettura e collocato in uno dei campi di accoglienza (cioè gli impianti sportivi Centi Colella). Questa sinergia ha consentito la distribuzione di circa 40 mila libri in quasi 500 visite nelle tendopoli, attraverso l'aiuto di volontari e volontarie Arci venuti da ogni parte d'Italia che hanno arricchito questa esperienza. Oltre a donare libri e momenti di distensione, sono state proposte letture ad alta voce, laboratori, spettacoli, incontri con autori.

La disponibilità di volontari e la tenacia dei sostenitori del progetto, però, non si sono fermati all'obiettivo di favorire la diffusione di libri. Difatti, prosegue Nicoletta Bardi,

il "Progetto Bibliobus" ha compiuto un ulteriore passo avanti. Grazie al generoso contributo della Fondazione Unipolis e alle preziose competenze di esperti, dall'ottobre 2010 si è realizzata una nuova struttura, la " Bibliocasa": la prima biblioteca aperta dopo il sisma, piccola ma ben fornita e a disposizione della cittadinanza e delle associazioni, nella quale trovano spazio anche un'area-bimbi, una emeroteca ed un internet point. Nello stesso tempo, si è voluto mantenere un servizio itinerante nei nuovi insediamenti cittadini, per raggiungere le persone che solitamente non hanno occasione di frequentare biblioteche.

Questa presenza capillare e costante ha suscitato interesse tanto che, intorno alla fruizione di libri, si è sviluppata anche una serie di iniziative culturali. Dice ancora Nicoletta Bardi:

La terza fase di intervento ha riguardato, in questi anni, la presentazione di libri ed incontri con gli autori, e ha visto la partecipazione di numerosi ospiti importanti, da Erri De Luca a Marino Sinibaldi a Lidia Ravera, da Elena Stancanelli a Domenico Starnone, ed a giovani autori (Francesca Bellino, Ester Armanino ed altri ancora). In questo periodo è stata avviata la realizzazione di laboratori didattici sull'intercultura in alcune classi delle scuole primarie del Comune di L'Aquila con il progetto di promozione dell'intercultura e di cittadinanza attiva "L'Aquila oltre i confini", in collaborazione anche con l'Università degli Studi dell'Aquila ed altre associazioni. Il progetto prevede l'attivazione di percorsi di lettura di fiabe multilingue ad alta voce; una giornata di conoscenza e approfondimento delle dinamiche della migrazione, organizzata dall'Università; un seminario di studio per studenti aspiranti insegnanti iscritti alla facoltà di Scienze della Formazione; una rassegna di appuntamenti di carattere sociale e culturale aperta all'intera cittadinanza nella quale confluiranno incontri con giovani scrittori stranieri, un convegno sul tema della migrazione e dell'integrazione e interventi di carattere ludico. Le attività del progetto "L'Aquila oltre i confini" saranno dunque implementate trasversalmente, dalla scuola primaria fino all'Università, nella convinzione che la riduzione delle distanze avvenga principalmente attraverso la conoscenza delle diversità reciproche e che il libro sia il giusto strumento per favorire l'incontro tra culture.

Da questa panoramica sul sistema bibliotecario aquilano, una delle cose che più colpisce, oltre alla ricchezza del patrimonio bibliografico e delle strutture che ne garantiscono la conservazione, è il fatto che i libri sono usciti dagli scaffali per andare incontro alla gente (vedi Bibliobus) o hanno fornito l'occasione per creare una molteplicità di iniziative e di incontro (vedi Biblioteca provinciale, Bibliocasa), prima e dopo il terremoto del 2009.

Tra gli altri Alberto Aleandri [15] che, a partire dal 1994, preoccupato per la difesa dei valori della democrazia e della Costituzione, ha iniziato la sua personale raccolta di volumi e documenti riguardanti la resistenza antifascista in Italia ed in Europa. Nel giro di 3-4 anni ha messo insieme uno specifico fondo librario di circa 4 mila volumi, ed attivato un circolo "Spazio libero Giacomo Matteotti" in un locale antico nel centro della città, in Via Cascina, dove si organizzavano anche eventi musicali, mostre di pittura ed incontri con personalità della cultura, locali e non. A seguito del sisma, i libri sono stati collocati in un deposito nelle vicinanze della Stazione F.S. della città, e sono continuate le attività divulgative, soprattutto con iniziative nelle scuole aquilane e di altre città, e mostre, come l'ultima a L'Aquila, specifica sulla storia degli Internati Militari Italiani (I.M.I.) nel periodo subito successivo alla caduta del fascismo. Aleandri ricorda con piacere, tra le tante iniziative per presentare la mostra sulla resistenza, quella di Empoli per la quale il Comune fornì un pieno ed efficiente supporto, e che fu visitata da circa 1500 studenti.

Non avendo modo di riferire su tutte le biblioteche esistenti nel territorio aquilano - ad esempio quelle ecclesiastiche e quelle specializzate - vogliamo almeno citare quelle di ambito musicale in dotazione al Conservatorio di Musica "A. Casella" [16] o all'archivio documentale della Società Aquilana dei concerti "B. Barattelli" [17].

Nel docu-film "Draquila: l'Italia che trema" di Sabina Guzzanti c'è una simpatica intervista al prof. Raffaele Colapietra, tra i primi a rientrare nella propria abitazione in centro a L'Aquila. Il prof. Colapietra dice che non voleva stare lontano dai suoi gatti e dai suoi libri e reclinava ostinatamente le richieste della Protezione Civile che avrebbe voluto trasferirlo in un luogo sicuro da rischi di ulteriori crolli. Pur nella sua eccentricità, l'anziano storico aquilano rappresenta l'esempio emblematico del legame degli aquilani con la cultura e con i libri, come conferma Betty Leone, da poco più di un anno all'Assessorato alla Cultura del Comune di L'Aquila [18]:

I libri sono lo strumento principe per fare e trasmettere cultura. Questa affermazione non è del tutto scontata nell'epoca di Internet, in cui la carta stampata sembra essere destinata a testimoniare solo un'epoca passata. Tuttavia rimango convinta che la dimestichezza con i libri serve a costruire quella capacità di ragionamento e di pensiero critico che rendono proficuo l'uso delle moderne tecnologie.

Per questa convinzione ho voluto inserire tra le linee guida della politica culturale del Comune proprio la promozione del libro e la valorizzazione delle strutture preposte alla loro diffusione e conservazione; lo considero un obbligo per una città come L'Aquila che ha costruito la sua identità sull'essere città di cultura, così come considero un obbligo delle amministrazioni pubbliche favorire la creazione di reti tra biblioteche ed archivi che permettano una fruizione da parte dei cittadini del patrimonio di libri e documenti che costituisce un "bene comune" da salvaguardare.

A L'Aquila il terremoto ha messo a dura prova tutto il sistema bibliotecario cittadino, pubblico e privato, innanzitutto per la perdita dei luoghi di conservazione e consultazione dei libri. Se, grazie al lavoro di tanti è stato possibile recuperare e salvare quasi integralmente tutto il patrimonio librario, non è stato semplice trovare luoghi dove collocarlo e renderlo consultabile, come risulta da numerose testimonianze, alcune delle quali riportate anche in questo articolo. Ancora oggi non ci sono prospettive, ad esempio, per la collocazione definitiva dell'Archivio di Stato, che a mio avviso dovrebbe essere ricollocato in centro, in prossimità del dipartimento universitario di Scienze Umane. Per quanto riguarda la ricostruzione della sede storica della Biblioteca Provinciale siamo ancora al bando per la progettazione e quindi lontani dall'inizio dei lavori. Si tratta di un ritardo che riguarda complessivamente tutta la ricostruzione pubblica che è assai lenta e bloccata dalla complessità delle procedure e dalla frequenza dei ricorsi al TAR. Verosimilmente, quindi, le biblioteche rimarranno ancora a lungo nelle sedi provvisorie. Credo perciò che la politica del Comune deve agire su due fronti: da una parte favorire una discussione sul recupero degli edifici storici del centro per farne luoghi di fruizione e creazione di cultura, dall'altra parte sostenere gli sforzi che le strutture pubbliche e private fanno quotidianamente per mettere a disposizione dei cittadini i loro beni librari e documentari. Si può fare questo tramite servizi (trasporti, consegna libri a domicilio) e tramite una politica di valorizzazione di tutto il patrimonio notevole di fondi librari, anche privati, che la nostra città possiede, innanzitutto per estenderne la conoscenza con eventi rivolti agli studenti e agli studiosi, e poi per favorire, coinvolgendo le scuole, l'amore per i libri e per la lettura.

Stiamo cercando appunto di mettere in atto queste politiche, memori anche del fatto che i vigili del fuoco, arrivati dopo il terremoto da tutte le città d'Italia per aiutare i terremotati a recuperare i loro beni, ci dissero che erano rimasti colpiti dalla quantità di libri trovati nelle case aquilane.

In conclusione, viene da pensare che, nonostante le potenzialità comunicative di Internet e delle tecnologie informatiche di cui oggi disponiamo, lo spirito di Adam Burkardt da Rottweil, che insediò a L'Aquila nel novembre del 1481 la prima tipografia del Regno di Napoli e la terza in Italia, stia lì a guardare con compiacimento tutta questa gente che ancora si appassiona e lavora con competenza per conservare, maneggiare, leggere volumi cartacei, magari logori ed impolverati, ma che hanno quel profumo che manca agli schermi di qualsiasi computer.

Paolo Perna, L'Aquila, e-mail: italiapaolo@yahoo.it


Note

[*] Ogni intervista è corredata dal nome dell'intervistato/a, la cui figura professionale o posizione lavorativa viene indicata nella nota corrispondente.

[1] <http://www.museomuspac.com>.

[2] Enrico Sconci è Presidente Associazione culturale "Quarto di Santa Giusta" e docente Accademia di Belle Arti di L'Aquila.

[3] <http://www.archiviodistatolaquila.beniculturali.it/>.

[4] <http://www.storiapatriabruzzo.it/>.

[5] Stefania Liberatore è bibliotecaria presso la Biblioteca provinciale "S. Tommasi" e collabora con l'Archivio di Stato e la Deputazione di Storia Patria.

[6] <http://www.provincia.laquila.it>.

[7] Walter Capezzali è Presidente della Deputazione di Storia Patria negli Abruzzi.

[8] <http://www.fondazionedemarchis.it>.

[9] <http://www.iccu.sbn.it>.

[10] fonte dati: <http://www.univaq.it>.

[11] Grazia Di Bartolomeo è bibliotecaria e responsabile della nuova Area Back Office dell'Università di L'Aquila.

[12] Maria Elisa Equizi è bibliotecaria e responsabile della nuova Area Front Office dell'Università di L'Aquila.

[13] <www.bibliobusaq.it>.

[14] Nicoletta Bardi è tra i soggetti promotori e sostenitori del progetto Bibliobus.

[15] Alberto Aleandri è responsabile dell'A.N.P.P.I. (Associazione Nazionale Perseguitati Politici) di L'Aquila.

[16] <http://www.consaq.it/>.

[17] <http://barattelli.it/>.

[18] Betty Leone è Assessore alla Cultura del Comune di L'Aquila dal novembre 2013.

APPENDICE

Polo Aquilano SBN (codice polo:AQ1)
Denominazione

Biblioteca dell'Archivio di Stato dell'Aquila - piazza della Repubblica, 9 - 67100 L'Aquila - tel. 0862/22501 - fax 0862/412902 - email: as-aq@beniculturali.it
Referente SBN: Marinelli Antenucci

Biblioteca della Montagna del CAI L'Aquila - via Sassa, 34 - 67100 L'Aquila - tel. 0862/24342 - email: biblioteca@cailaquila.it
Referente SBN: Valter De Santis

Biblioteca della Scuola regionale di sport CONI Abruzzo - via Montorio al Vomano, 16/18 - 67100 L'Aquila - tel. 0862/410406 - fax 0862/412714 - email: abruzzo@coni.it
Referente SBN: Laura Ceccarelli

Biblioteca dell'Associazione Donne Melusine - via Alcide De Gasperi, 45 - 67100 L'Aquila - tel. 0862/65985 - fax 0862/65985 - email: bibliotecadonne.melusine@gmail.com
Referente SBN: Maria Linda Odorisio

Biblioteca della Deputazione di storia patria Anton Ludovico Antinori - via Galileo Galilei c/o Archivio di Stato - 67100 L'Aquila - tel. 0862/700320 - fax 0862/700242 - email: deputazioneabruzzese@fastwebnet.it
Referente SBN: Walter Capezzali

Biblioteca Polo Roio - Facoltà di economia - Università degli studi dell'Aquila - via Giovanni Falcone, 25 - 67010 Coppito (AQ) - tel. 0862/434830 - fax 0862/431224 - email: biro@strutture.univaq.it
Referente SBN: Grazia Di Bartolomeo

Biblioteca Polo Roio - Facoltà di ingegneria - Università degli studi dell'Aquila - via Campo di Pile - 67100 L'Aquila - tel. 0862/434033 - fax 0862/431252 - email: biro@strutture.univaq.it
Referente SBN: Grazia Di Bartolomeo

Biblioteca Polo Centro - Facoltà di lettere e filosofia - Università degli studi dell'Aquila - viale Nizza, 14 - 67100 L'Aquila - tel. 0862/432101 - fax 0862/431263 - email: bice@strutture.univaq.it
Referente SBN: Maria Elisa Equizi

Mediateca regionale Giovanni Tantillo - Centro europeo dell'immagine - parco di Collemaggio - 67100 L'Aquila - tel. 0862/487133 - fax 0862/487147 - email: mediateca@icaq.it
Referente SBN: Roberto Stagni - Maria Gabriella Venditt - Alida Ricci

Biblioteca della Fondazione Giorgio de Marchis Bonanni d'Ocre - via Indipendenza, 21 - 67100 L'Aquila - tel. 0862/442068 int. 2411, 338/4581985 - fax 0862/27773 - email: fondazione.demarchis@alice.it
Referente SBN: Diana Di Berardino

sede temporanea: c/o Archivio di Stato L'Aquila - via Galileo Galilei, 2 - 67010 Bazzano (AQ)

Biblioteca Polo Coppito - Facoltà di medicina e chirurgia - Università degli studi dell'Aquila - via Vetoio - Blocco 11 - 67010 Coppito (AQ) - tel. 0862/432101 - fax 0862/433313
Referente SBN: Maria Elisa Equizi

Biblioteca Polo Roio - Facoltà di scienze motorie - Università degli studi dell'Aquila - via Campo di Pile - 67100 L'Aquila - tel. 0862/434033 - fax 0862/431252 - email: biro@strutture.univaq.it
Referente SBN: Grazia Di Bartolomeo

Biblioteca comunale Altiero Spinelli - via Edmondo De Amicis, 1 - frazione San Panfilo - 67040 Ocre (AQ) - tel. 0862/751197, 333/3497102 - fax 0862/751197
Referente SBN: Carmine Santarelli

Biblioteca provinciale Salvatore Tommasi - via Niccolo' Copernico - 67100 L'Aquila - tel. 0862/299710 - fax 0862/61964 - email: biblioteca@provincia.laquila.it
Referente SBN: Maria Concetta Ruffo - Antonella Torazzi

Biblioteca Polo Coppito - Facoltà di scienze matematiche, fisiche e naturali - Università degli studi dell'Aquila - 67010 Coppito (AQ) - tel. 0862/432101 - fax 0862/431205
Referente SBN: Maria Elisa Equizi

Biblioteca Polo Centro - Facoltà di scienze della formazione - Università degli studi dell'Aquila - viale Nizza, 14 - 67100 L'Aquila - tel. 0862/432101 - fax 0862/431263 - email: bice@strutture.univaq.it
Referente SBN: Maria Elisa Equizi

Biblioteca Santa Maria Valleverde - piazza Santa Maria, 3 - 67043 Celano (AQ) - tel. 0863/793054 - email: bibliotecavalleverde@alice.it
Referente SBN: Osvaldo Lemme

Biblioteca Susanna Pezzopane del Conservatorio di musica Alfredo Casella - via Francesco Savini - 67100 L'Aquila - tel. 0862/22122 - email: biblioteca@consaq.it
Referente SBN: Maria Irene Maffei




«Bibliotime», anno XVIII, numero 1 (marzo 2015)

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