[AIB] AIB. Sezione Toscana. Bibelot, n. 1 (1999)
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VERSO UN SISTEMA BIBLIOTECARIO INTEGRATO

di Elena Boretti

Il convegno di Livorno, "Biblioteche toscane: esperienze di rete, catalogazione e strategie cooperative", è stato uno degli ultimi appuntamenti che si sono svolti in Toscana a cadenza periodica ed a ritmo crescente, dedicati alla nascita delle reti bibliotecarie con il duplice intento di promozione dell'attività di biblioteca e di confronto fra gli operatori sulle tematiche concrete della cooperazione, in questo caso per la catalogazione derivata. La Regione Toscana accompagna e sostiene l'organizzazione di questi appuntamenti, come segnale preciso di un lavoro che sta fattivamente riprendendo, dopo anni di disinteresse sostanziale verso il settore delle biblioteche. Grazie alle precise indicazioni alle quali la Regione ha voluto vincolare il proprio intervento, anche dal punto di vista finanziario, stanno finalmente iniziando a nascere ora anche in Toscana i sistemi bibliotecari. Di questo clima nuovo, di ripresa di attenzione da parte della Regione, la Sezione Toscana dell'AIB è attualmente non solo testimone, ma è disponibile alla collaborazione diretta. Infatti l'Assessore Cazzola nel suo intervento, a conclusione della giornata, ci ha chiamati - e lo ringraziamo - ad essere partner nel lavoro da fare.
Ora che le reti vanno nascendo (e molta strada hanno ancora da fare per consolidare il funzionamento dei servizi da rendere, primo fra tutti il prestito interbibliotecario), potrebbe essere utile iniziare a chiarire meglio l'obiettivo che vogliamo raggiungere. La Toscana, regione unica al mondo per ricchezza di patrimoni e per concentrazione di grandi istituti, nel momento in cui riorganizza in sistemi anche le biblioteche di base (una realtà non indifferente composta da circa 300 servizi gestiti dagli enti locali), non può trovare esempio da importare né in altre regioni d'Italia, né in altre nazioni europee, dove la biblioteca pubblica è nata in anni recenti e non deve porsi in relazione con istituti storici che operano in ambiti affini nelle medesime comunità. Dobbiamo ora provare a misurarci con uno sforzo di programmazione più ampio: occorre un progetto culturale, l'ipotesi di un'architettura che possa articolare in un disegno generale servizi diversi e simili fra loro. Questa articolazione sulla quale è necessario riflettere ha vari aspetti. Sul territorio abbiamo infatti da un lato comunità senza servizio, intere aree al di sotto di parametri minimi, piccole biblioteche che potremmo chiamare semplici punti di lettura e accesso; dall'altro biblioteche più forti, biblioteche centro di rete, numerose biblioteche che sono anche depositarie di più o meno consistenti patrimoni storici, biblioteche civiche di grande tradizione, che hanno goduto nei capoluoghi di provincia del diritto di deposito legale. Costituirsi in rete fra realtà tanto diverse sta di fatto creando realizzazioni di rete molto diverse fra loro, anche dal punto di vista delle capacità di servizio. In questo modo, l'architettura che si sta sviluppando è per il momento assai casuale: vi sono reti che mettono in comune esclusivamente servizi di base con documenti moderni e aggiornati e accessi all'informazione, e reti che portano nel sistema anche patrimoni storici, servizi specializzati e rivolti al mondo della ricerca. Dal punto di vista istituzionale abbiamo già in alcuni casi, nelle reti esistenti, accordi che non coinvolgono esclusivamente enti locali. E' importante immaginare relazioni nuove non solo con le Università, ma anche con i servizi nazionali, con le biblioteche speciali, con gli archivi ed anche con i musei. In Toscana trovano sede la Biblioteca nazionale centrale di Firenze, diverse statali, numerose biblioteche delle Università, la biblioteca dell'Istituto Universitario Europeo, biblioteche anche straniere di enti e fondazioni con raccolte specializzate in vari ambiti disciplinari; inoltre si trovano musei ed archivi con patrimoni unici al mondo per ricchezza di documenti sulla civiltà umana e sulla sua produzione intellettuale e creativa, sia essa artistica o scientifica. In un ambiente culturale così stimolante, sarebbe veramente riduttivo adottare in maniera acritica un modello di biblioteca pubblica elaborato altrove, senza tentare almeno di riflettere su esso, di sottoporlo a verifica, di avanzare qualche sperimentazione. Confrontarsi con l'ipotesi di sistema documentario integrato significa prima di tutto aumentare la consapevolezza delle funzioni e dei ruoli di ciascuna tipologia di istituto, che contribuisce all'architettura di una simile articolazione, evidenziare le specificità e provare a immaginare in che modo è possibile che queste intervengano a favore della costruzione di un obiettivo comune. Significa riflettere sulle funzioni proprie della biblioteca pubblica, che ha un ruolo importante da svolgere, il ruolo fondamentale dell'erogazione dei servizi al pubblico più ampio, il pubblico di tutti i cittadini, senza alcuna limitazione di accesso. In un sistema documentario integrato il bibliotecario che lavora per la Bibliografia Nazionale Italiana e quello che lavora al servizio di reference della più lontana cittadina concorrono al medesimo fine. Potrebbe essere utile, allora, cominciare a capirsi di più, scambiare le esperienze, maturare una conoscenza più approfondita della realtà e delle problematiche riguardanti la documentazione e l'organizzazione dei diversi istituti in cui ciascuno di noi opera e che sono ugualmente partecipi delle trasformazioni innescate dalla cosiddetta società dell'informazione. E' facile capire che il bibliotecario di conservazione oggi non può non saper utilizzare Internet, ma nella dimensione delle reti anche il bibliotecario del punto di accesso in Toscana non potrà essere digiuno delle conoscenze di base sulla tutela. Occorre quindi uno sforzo per la qualificazione professionale, occorre che la Regione per prima comprenda questa esigenza ed investa sulle persone, sulla specializzazione delle competenze dei bibliotecari ma allo stesso tempo anche sulla loro crescita culturale, perché nella nostra regione l'informazione corrente si confronta subito, ovunque si posino gli occhi, con la tradizione del sapere nei secoli. L'utente delle nostre biblioteche pubbliche, servizi di accesso alla conoscenza, alla cultura e al sapere, corteggiato dalle illusioni che si vanno coltivando su quanto si possa trovare in Internet, su quanto le tecnologie possano realizzare, non metterà limiti alle sue domande, alle aspettative che indirizzerà verso i nostri servizi. Per corrispondere a queste aspettative i nostri servizi dovranno fare un vero salto di qualità e perché questo possa essere possibile sarà necessaria anche una più alta preparazione da parte dei bibliotecari.


Copyright AIB 1999-05-15, ultimo aggiornamento 1999-05-15 a cura di Vanni Bertini
URL: http://www.aib.it/aib/sezioni/toscana/bibelot/b9901b.htm

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