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"9. Seminario Angela Vinay"
L'AUTOMAZIONE DELLE BIBLIOTECHE NEL VENETO:
l'irruzione della multimedialità

 Pierre Piccotti
responsabile del Servizio gestione automatizzata delle Risorse bibliografiche e documentali.
Area Servizi Bibliografici e Documentali IUAV

Vorrei spiegare innanzitutto le ragioni per cui intervengo per conto dell’intero Sistema Bibliotecario e Documentale  di Ateneo dell’Istituto Universitario di Architettura di Venezia e non solo per conto dell’Area Servizi Bibliografici e Documentali di cui faccio parte.
Occupandomi della gestione delle risorse informative e dell’automazione di tutto il Sistema, ricopro un ruolo trasversale all’interno del Sistema; sono stato  quindi incaricato di intervenire da parte di tutte tre le strutture che aderiscono al Sistema, e precisamente il centro interdipartimentale Archivio Progetti, l’Area dei Servizi Bibliografici e Documentali (che comprende tutte le biblioteche dell’ateneo) e infine il Centro interdipartimentale di Rilievo, Cartografia ed Elaborazione, CIRCE.
Queste nostre strutture conservano, trattano e rendono accessibile una vasta e diversificata documentazione nel settore dell’architettura, dell’urbanistica e delle discipline affini, attraverso libri, periodici, disegni, modelli, cartografia in senso ampio.
Dovendo in questa occasione parlare di multimedialità andrò oltre le biblioteche, che rappresentano l’aspetto forse meno multimediale del nostro patrimonio: mi limito a ricordare che possediamo  attualmente circa 80.000 volumi, oltre 2.200 periodici (di cui 1.500 in abbonamento) principalmente orientati al settore dell’architettura, della storia e conservazione dei beni culturali, dell’urbanistica e della pianificazione territoriale.
L’Archivio Progetti, che conta circa 20.000 documenti originali, tra disegni, carte, modelli e pubblicazioni, più migliaia di riproduzioni fotografiche, si sviluppa in due ambiti tematici, che sono i progetti di architettura delle figure insigni dello IUAV e i casi esemplari di didattica e  di ricerca, seguendo anche la trasformazione urbana della città di Venezia nel novecento attraverso i progetti, i concorsi e gli archivi degli architetti e degli ingegneri veneziani: tra le figure più importanti qui documentate sono appunto Astengo, Miozzi, Dardi e Samonà. Elenco queste cose in quanto ritengo determinante capire la consistenza e il tipo di fondi che sono trattati, proprio ai fini della gestione multimediale che ne verrà realizzata.
Il patrimonio documentale del CIRCE comprende la cartografia dell’Istituto Geografico Militare, riproduzioni fotografiche di materiali conservati presso biblioteche, archivi, ecc., inerenti vedute prospettiche, piante urbane e topografiche, mappe territoriali  (in tutto circa 50.000 documenti prevalentemente riferiti all’area veneziana e ad ambiti storicamente e geograficamente vicini a Venezia), riproduzioni fotografiche di mappe catastali originali  conservate presso Archivi di Stato – e in particolare in quello di Venezia -  relativi ancora all’area geografica del Veneto e a Venezia centro storico. Credo che siamo sull’ordine di diverse migliaia solo di immagini cartografiche gestite dal sistema, il quale segue anche i filoni della cartografia tematica, dei piani urbanistici di paesi esteri ed altro.
L’informazione relativa a tutte  queste nostre fonti, o se vogliamo fondi, o meglio ancora in questo caso “oggetti di gestione informativa nella sua interezza”, costituita dalla descrizione dei materiali, ma anche dalle relative immagini, viene resa disponibile su Internet all’indirizzo http://iuavbc.iuav.unive.it, con pochissime restrizioni, perlopiù legate ad alcuni aspetti legali, e, specificatamente per quanto riguarda la cartografia storica, l’immagine ridotta della mappa dipende dall’indisponibilità dell’Archivio di Stato a concederne la visione pubblica, in ottemperanza della “legge Ronchey”. Pertanto la visione in formato “leggibile” delle mappe è riservata, almeno per il momento, agli utenti interni.
Forse sarebbe opportuno ampliare il discorso su questi problemi di copyright, perché ho sempre ritenuto che l’Archivio di Stato avrebbe tutto da guadagnare se rendesse  disponibile in rete un’immagine di una certa qualità, fornendo indicazioni su come poter ricevere a pagamento una copia a più alta definizione; sarebbe dunque da approfondire il problema della gestione del diritto alla remunerabilità dell’immagine,  collegandolo al livello qualitativo dell’immagine stessa.
I cataloghi disponibili sono consultabili - separatamente in relazione alla differenza tematica -  presso il nostro  indirizzo, insieme, al catalogo collettivo del Polo veneziano SBN, di cui facciamo parte e al quale forniamo il nostro OPAC, al catalogo delle tesi di laurea della nostra Università dal 1983, al catalogo del materiale cartografico e il catalogo dei progetti di architettura dell’Archivio Progetti, sopra citati;  a questi si aggiungono il catalogo degli articoli di periodici acquisito dalle banche dati Bibliodata di Oikos e Docet di Quasco a partire dal 1989, e uno spoglio storico della rivista “Urbanistica” realizzato dall’Università degli studi di Firenze. A breve sarà disponibile, sempre sul nostro stesso sito, anche il catalogo collettivo della Provincia di Venezia, con la quale è stato stipulato un protocollo di intesa; la base dati esiste già, anche se  non è ancora pubblica perché richiede alcune verifiche da parte della Provincia, ma presto sarà resa disponibile.
Lo strumento che ha consentito la piena integrazione fra i diversi materiali fornendo un’unica interfaccia di ricerca tra i diversi archivi è EasyWeb, realizzato tramite una cooperazione pubblica e privata  tra la ditta Nexus di Firenze e l’Area dei Servizi  Bibliografici e Documentali dello IUAV. EasyWeb ha avuto molteplici tentativi di emulazione, ma credo rimanga la realizzazione di OPAC in ambiente Web meglio riuscita e attualmente più diffusa in Italia per numero di installazioni, in particolare nelle università.
Vorrei qui riprendere un punto molto importante dell’intervento della dott.ssa Sonia Barison che, invitando a considerare le varie accezioni del termine ‘multimediale’, ha iniziato il suo discorso usandolo molto probabilmente nella sua accezione originale con la quale è stato introdotto da Negroponte presso il MediaLAB del MIT,  ovvero come possibilità di accesso all’informazione attraverso media diversi con la conseguente trasformazione dell’informazione a partire dal mezzo che la rende disponibile.
Lo strumento “html”,  ovverosia questo tipo di formattazione delle informazioni, le  trasforma e le rende più  appetibili e utili, e quindi anche significativamente diverse. Non a caso, e non solo per la facilità d’uso,  è avvenuta  in questo periodo la grande diffusione degli OPAC  in ambiente Web, e quindi la migrazione dell’informazione verso questo nuovo ambiente che le dà una maggiore facilità e una maggiore qualità, senza cambiarne l’identità.
Il fatto stesso di cambiare lo strumento di distribuzione dell’informazione presenta il senso principale e originale del concetto di multimedialità.
Vi sono altre accezioni del termine ‘multimediale’: multimediali sono i CD-ROM, in quanto contengono musica, parole, immagini; un’altra, più legata forse all’aspetto bibliotecario, è quella che considera multimediale il patrimonio informativo che va oltre il libro, ma non intendo dilungarmi su questi aspetti altrettanto significativi, per ragioni di tempo a disposizione.
Vorrei ora accennare ad alcuni aspetti multimediali di EEasyWeb:  una completa e integrata gestione dei materiali con questo OPAC rende possibile passare, per esempio, dai materiali progettuali di un architetto ai libri e agli articoli scritti da e su di lui, o, individuata una monografia, visualizzarne il sommario a testo completo, o ancora, individuato un articolo di un periodico, verificare subito la consistenza della rivista nel catalogo delle biblioteche. EasyWeb è dunque uno strumento, un OPAC che permette non solo la gestione del proprio archivio, ma anche, attraverso dei link dinamici, la creazione di tutta una serie di percorsi, la navigazione all’interno di diversi archivi, la compenetrazione delle informazioni con il conseguente allargamento dello spettro informativo. EasyWeb è risultato così un  mezzo di accesso all’informazione, non solo bibliografica  e documentale ma anche multimediale
Numerose sono le istituzioni che si sono rivolte a noi per consulenze e collaborazioni, al fine di poter rendere accessibili tramite EasyWeb i propri archivi, ospitati da noi o presso propri siti in autonomia. Primo fra tutti, la Regione del Veneto, per quanto riguarda il suo Polo SBN, alla quale attraverso una convenzione cederemo gratuitamente la licenza d’uso; altre collaborazioni in fase di definizione per la gestione di archivi, in questo caso presso lo IUAV, riguardano  l’Archivio di Stato di Treviso e il Museo Storico Navale di Venezia.
Purtroppo il tempo limitato non mi permette di  mostrarvi le funzionalità di questo strumento, né di farvi vedere alcuni documenti (progetti e materiale cartografico), peraltro particolarmente belli e interessanti: potrete però vedere e sperimentare ogni cosa presso il nostro stand.
Riteniamo che l’integrazione tra le diverse risorse informative prodotte o gestite all’interno del nostro Ateneo sia stata realizzata con successo, e ne sottolineo la rilevante valenza nel campo delle tecnologie legate alla gestione multimediale. Ovviamente il nostro era un ambito privilegiato, essendo la multimedialità  insita nel trattamento dei materiali relativi all’architettura e all’urbanistica; la nostra esperienza rappresenta tuttavia anche un esempio  interessante di cooperazione tra biblioteche, archivi e centri di documentazione.
Per l’anno prossimo prevediamo di avviare un progetto di cooperazione tra diversi soggetti, quali biblioteche, docenti, centri di documentazione ed editori, per lo spoglio storico delle più importanti riviste italiane di architettura,  storia,  conservazione, restauro architettonico e urbanistica; questo progetto si integra per alcuni versi con  quello relativo al catalogo dei periodici in corso a Bologna, per cui stiamo definendo le modalità di scarico  per agganciare i nostri spogli a quel catalogo.  Lo strumento utilizzato sarà probabilmente EasyCat, prodotto realizzato sempre dalla ditta Nexus  insieme all’Università degli studi di Pavia, e consentirà una catalogazione compartecipata in rete in ambiente Web.
Un altro progetto in fase di sviluppo,  è il caso solo di ricordarlo, è la gestione delle prenotazioni e del prestito legata ad EasyWeb, una procedura che dovrebbe essere disponibile in fase di test la prossima primavera; e ancora ci vede compartecipi il rilascio della release 4.0 di EasyWeb, che presenterà nuove funzionalità soprattutto per quanto riguarda la gestione di archivi molto grandi e l’accelerazione della velocità di ricerca.
Per due motivi, infine, devo dire che sento un po’ fuori luogo il mio intervento in questa specifica giornata del calendario del seminario: innanzitutto perché quanto da noi realizzato non è solo frutto dell’esperienza IUAV, fungiamo infatti da centro di servizi per Venezia e il Veneto; poi perché avremmo desiderato dare un maggior contributo a questo seminario, approfondendo non tanto gli aspetti tecnici, quanto i problemi che abbiamo incontrato e le soluzioni che abbiamo adottato, il comportamento dell’utente, le strategie comunicative per un uso consapevole e non marginale di questi strumenti,  nonché ulteriori evoluzioni e sviluppi sia in relazione ai diversi materiali sia ai diversi bacini di utenza.
A tale proposito vorrei sottolineare, e qui concludo, che abbiamo sempre privilegiato due linee d’accesso al nostro patrimonio informativo: una è quella disciplinare legata al nostro Ateneo, o comunque a banche dati di nostro interesse disciplinare; l’altra  è quella territoriale legata alla città di Venezia,  alla Provincia di Venezia e alla Regione del Veneto. Per questo il nostro servizio di accesso all’informazione non riguarda soltanto quanto è prodotto all’interno del nostro Ateneo e non è rivolto solo all’utenza interna, ma al contrario si colloca in un’ottica di integrazione con le altre realtà culturali  di pubblico servizio del territorio.
Vi ringrazio.


Copyright AIB 1998-05-06, ultimo aggiornamento 1998-12-30 a cura di Antonella De Robbio e Marcello Busato
URL: http://www.aib.it/aib/sezioni/veneto/picotti.htm

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