«Bibliotime», anno XVII, numero 1 (marzo 2014)

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Antonella De Robbio

La valutazione comparativa del software nella Pubblica Amministrazione: meglio il riuso



Abstract

On December 6, 2013 was issued by the Agenzia per l’Italia Digitale the Circular no. 63/2013 focused on the Guidelines for the comparative assessment on software, provided by art. 68 of Legislative Decree n. 82 of March 7, 2005 - 'Digital Administration Code', addressed to Public Administration, which before buying software products and solutions to be used in the context of their respective mandates, should carry out a comparative evaluation with sw open source code, if available. In the paper are declined concepts that define the criteria for the comparative evaluation of different solutions as well as tables sw available free under open licenses which include lists of FOSS Free and Open Source Software and Wikipedia.

E' stata emanata il 6 dicembre 2013 dall'Agenzia per l'Italia Digitale la Circolare n. 63/2013 relativa alle Linee guida per la valutazione comparativa prevista dall'art. 68 del d.lgs. 7 marzo 2005, n. 82 - "Codice dell'Amministrazione Digitale". Le linee guida - strutturate in un documento di oltre 70 pagine e articolate in 5 capitoli - sono indirizzate in particolare alle pubbliche amministrazioni elencate nell'art. 2, comma 2 del d.lgs. 7 marzo 2005, n. 82 (tra cui anche le università) che devono acquistare prodotti e soluzioni software da utilizzare nell'ambito dei propri compiti istituzionali.

In premessa si riportano le attività svolte dal Tavolo di lavoro incaricato della redazione, comprendente esperti esterni provenienti da aziende e società private del mondo informatico, enti locali, associazioni di categoria, un gruppo che ha tenuto conto di una serie di contributi e audizioni di professionisti provenienti da vari settori e da esponenti del mondo delle reti sociali. Per tale ragione le Linee guida presentano elementi d'interesse anche per gli operatori del mercato ICT. Numerosi i documenti esaminati dal gruppo, a seguito di una ricognizione di studi, strumenti ed esperienze, nazionali ed esteri, utili alla redazione finale. Il secondo capitolo definisce l'ambito di applicazione e delinea il quadro generale della metodologia proposta. La parte finale in appendice fornisce la bibliografia, il glossario e i principali riferimenti normativi.

Nella parte relativa agli aspetti giuridici - capitolo 4 - si forniscono informazioni sulle tipologie di licenze d'uso ed sugli elementi per la redazione degli atti del procedimento di acquisizione. Questa parte è estremamente importante, come sostiene L'esperto legale Carlo Piana citando il belga Gijs Hillenius dell'Osservatorio Open Source della commissione europea, sostiene che l'Italia è tra i Paesi europei quello che si è spinto più in là nella scelta di passare all'OS, adottando gli strumenti a sostegno dell'OS messi in campo dalla UE, in primis la EUPL - European Union Public License.

Nelle Linee guida sono considerate le più diffuse tipologie di contratti di licenza d'uso di software presenti sul mercato, suddivise in due categorie: licenze d'uso di prodotti software proprietari, e licenze d'uso di prodotti software liberi, delineando gli aspetti più significativi delle due tipologie di licenze e in particolare definendo i criteri affinché una licenza software si possa considerare open-source.

Il cuore del documento è rappresentato dal capitolo centrale che riguardano le fasi della metodologia, dove si illustra, attraverso l'esposizione di un percorso metodologico e di una serie di esempi, le modalità e i criteri per l'effettuazione della valutazione comparativa delle soluzioni prevista dal CAD, descrivendo in dettaglio i passi che una PA deve seguire.

In base alla norma, la valutazione comparativa deve essere svolta quando le pubbliche amministrazioni intendano acquisire "programmi informatici o parti di essi". L'oggetto della valutazione quindi è un prodotto o una soluzione software che risponda a specifiche esigenze funzionali dell'amministrazione.

La norma non accenna a "sistemi informatici" complessi costituiti da più componenti applicative differenziate per funzioni e strato applicativo e comunque prevede eccezioni per situazioni particolari come l'adesione a contratti quadro già sottoscritti, gare che abbiano come oggetto l'outsourcing completo dei sistemi informativi, completamento di progetti o realizzazioni per le quali la valutazione comparativa sia già stata effettuata preliminarmente all'acquisizione iniziale.

Sono declinati nell'ambito della trattazione i concetti che definiscono le soluzioni alternative come definite dall'art. 68 comma 1:

Sono anche declinati i concetti che definiscono i criteri previsti per la valutazione comparativa delle diverse soluzioni:

Il documento presenta come esempi tre casi che rispecchiano tre situazioni "tipiche", fornendo tabelle con indicatori utili - con relativa assegnazione dei pesi - in relazione alla determinazione del livello di complessità oltre a una griglia con l'elenco requisiti per ciascuna soluzione proposta e livello di utilizzo:

  1. un'amministrazione pubblica deve decidere se mantenere in uso il proprio sistema informatico per la contabilità oppure se avviare un progetto per la sostituzione dello stesso;
  2. un'amministrazione pubblica deve estendere l'uso di un suo sistema informatico a un numero di utenti superiore rispetto all'attuale:
  3. un'amministrazione deve decidere se passare a una nuova versione di un prodotto software già in uso.

Ai fini di un supporto alla ricerca delle soluzioni eleggibili le Linee guida forniscono un elenco di strumenti utilizzabili (Tabella 2 a pag. 19), tra i quali i cataloghi nazionali del software utilizzabile, PAC, PAL o applicazioni di proprietà di enti o istituzioni della PA, oltre che fonti con schede ed esperienze progettuali di sw a codice sorgente aperto disponibile. Si tratta di una tabella di grande utilità che comprende anche gli elenchi di FOSS Free and Open Source Software e Wikipedia.

Antonella De Robbio, CAB Centro di Ateneo per le Biblioteche - Università degli Studi di Padova, e-mail: antonella.derobbio@unipd.it




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