[AIB] AIB. Albo professionale italiano dei bibliotecari
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L' Albo professionale italiano dei bibliotecari

Che cos'è

L' Albo professionale italiano dei bibliotecari è stato approvato dall'Assemblea generale dei soci dell'Associazione italiana biblioteche il 29 aprile 1998.
L'iscrizione all'Albo certifica da una parte la competenza professionale di chi ne fa parte e dall'altra offre agli utenti una certificazione della sua effettiva capacità: è la comunità professionale costituita dall'Associazione italiana biblioteche ad assumersi la responsabilità di questa certificazione.
Le domande di iscrizione all'Albo vengono esaminate da una Commissione permanente, che ha sede presso la Segreteria nazionale dell'AIB, viale Castro Pretorio 105, 00185 Roma. Per informazioni i soci sono pregati di rivolgersi ai numeri tel. 06/4463532; fax: 06/4441139, e all'indirizzo e-mail: albo@aib.it.

Sono consultabili a partire da questa pagina:

Quadro legislativo

Il Regolamento dell'Albo professionale italiano dei bibliotecari si ispira alle direttive europee sul riconoscimento dei titoli professionali (89/48/EEC del 21 dicembre 1988 e successive) e all'esperienza della Library Association britannica , il cui albo è già riconosciuto dall'Unione europea.

Nel Regolamento sono state raccolte tutte le indicazioni contenute nel disegno governativo di legge delega per il riordino delle professioni intellettuali, presentato dal Ministro di grazia e giustizia Flick alla Camera il 9 luglio 1998 (A.C. 5092), noto anche come "disegno di legge Mirone" dall'allora sottosegretario alla Giustizia.

Il lavoro istruttorio sulle professioni non ancora riconosciute è seguito a partire dal 1997 dal CNEL (Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro), con cui l'AIB tiene stretti contatti per garantire un'informazione tempestiva e la rispondenza del nostro Albo alle condizioni che verranno stabilite per il riconoscimento dei nuovi albi professionali. Tra le condizioni che verranno richieste, e che l'AIB è già in grado di garantire, la rappresentatività dell'associazione nel suo settore, una procedura imparziale di selezione basata sul controllo della formazione e della competenza professionale, il controllo deontologico tramite un codice deontologico e un regolamento di disciplina, la verifica periodica delle condizioni di accesso all'Albo.

Con il Decreto Legislativo 6 novembre 2007, n. 206: "Attuazione della direttiva 2005/36/CE relativa al riconoscimento delle qualifiche professionali, nonché della direttiva 2006/100/CE che adegua determinate direttive sulla libera circolazione delle persone a seguito dell'adesione di Bulgaria e Romania" viene data l'opportunità alle associazioni professionali rappresentative a livello nazionale iscritte presso un registro tenuto dal Ministero di Giustizia di partecipare alle conferenze dei servizi indette dalle autorità competenti italiane per la definizione di un modello di qualifiche professionali standard.
Al D. Lgs 206/2007 è seguito il Decreto interministeriale 28 aprile 2008 (emanato dal Ministero della Giustizia di concerto con il Ministero per le politiche europee): "Requisiti per la individuazione e l'annotazione degli enti di cui all'articolo 26 del decreto legislativo 9 novembre 2007, n. 206, nell'elenco delle associazioni rappresentative a livello nazionale delle professioni regolamentate per le quali non esistono ordini, albi o collegi, nonché dei servizi non intellettuali e delle professioni non regolamentate. Procedimento per la valutazione delle istanze e per la annotazione nell'elenco. Procedimento per la revisione e gestione dell'elenco".

Sulla scorta di questo Decreto, le Associazioni hanno presentato la documentazione per il riconoscimento e il Ministero della Giustizia ha intrapreso il procedimento per la verifica dei requisiti in ordine alla rappresentatività a livello nazionale delle associazioni. Mentre era in corso il procedimento di valutazione da parte del Ministero della Giustizia e del CNEL, il TAR Lazio, accogliendo uno dei ricorsi, ha annullato il Decreto interministeriale. Le verifiche sono proseguite pertanto sulla base del solo art. 26 del D. Lgs. 206/2007, ma di fatto tenendo conto dei requisiti previsti nel Decreto interministeriale.

L'AIB ha apportato alcune modifiche allo Statuto e ai Regolamenti connessi sulla base dei requisiti richiesti dal Decreto interministeriale oppure dei rilievi mossi dal Ministero della Giustizia sulla scorta di quanto previsto dal Decreto (al riguardo si veda in particolare la Direttiva Iscrizioni).

Da notare che il 12 maggio 2010 la Seconda Commissione del CNEL ha espresso parere favorevole per l'AIB in riferimento alla documentazione presentata a norma dell'art. 26 D. Lgs 206/2007 e che tale parere sarà trasmesso a breve al Ministero della Giustizia. (ved. Comunicato AIB a: http://www.aib.it/aib/cen/stampa/c1006.htm)

Inoltre sono in corso proposte di legge presentate in Parlamento. Da qualche mese le Commissioni Riunite II (Giustizia) e X (Attività Produttive, Commercio e Turismo) hanno iniziato un'indagine conoscitiva in relazione a ben sette proposte di legge (C. 3 di Iniziativa popolare, C. 503 Siliquini, C. 1553 Vietti, C. 1590 Vitali, C. 1934 Froner, C. 2077 Formisano e C. 2239 Mantini) in materia di riforma delle professioni, cui di recente (il 18 maggio) è stata abbinata l'ottava, quella di Rocco Buttiglione e Angelo Compagnon (Atto Camera 3131). Il primo dicembre 2009 presso le due Commissioni riunite si è tenuta l'audizione del COLAP. Hanno fatto parte della delegazione COLAP i rappresentanti di quattro Associazioni tra cui anche l'AIB, col compito di illustrare le caratteristiche peculiari delle rispettive professioni e, soprattutto, di evidenziarne le connotazioni intellettuali. (ved. pagina di Olav "Notizie flash": http://www.aib.it/aib/cen/olav/flash.htm3)

Va segnalata infine la Proposta di legge, risalente al 2008, di Madia, Samperi, Ferranti, Tenaglia: "Modifiche al codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, in materia di professioni dei beni culturali (Atto Camera 1614), di cui l'AIB è stata tra i principali promotori e sostenitori, partecipando agli incontri per la sua definizione, al convegno di Paestum, ecc. (ved. pagina di Olav "Agenda/Attività": http://www.aib.it/aib/cen/olav/attivita.htm3)

Nota bibliografica

Sono disponibili in rete:
Claudio Gamba.Dall'albo dei bibliotecari al riconoscimento professionale. «AIB notizie», (2004), n. 4
Antonio Scolari.L'albo professionale italiano dei bibliotecari in cifre. «AIB notizie», (2004), n. 4
Giuliana Zagra.Che ne pensano dell'albo. «AIB notizie», (2004), n. 4
Alberto Petrucciani. Verso l'albo professionale. «Bollettino AIB», 37 (1997), n. 3, p. 277-279.
Igino Poggiali. Albo professionale dei bibliotecari italiani: ruolo dell'AIB nella Consulta delle associazioni rappresentative non regolamentate [messaggio inviato ad aib-cur il 14 febbraio 1998].
Giulia Visintin. Dies albo signanda lapillo. «AIB notizie», 11 (1999), n. 3, p. 3.

Copyright AIB 1999-05-08, ultimo aggiornamento 2010-07-13 a cura di Giulio Marconi (precedentemente a cura prima di Alberto Petrucciani, Anna Trazzera, Ilaria Brancatisano e Vittorio Ponzani)
URL: http://www.aib.it/aib/cen/albohome.htm

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