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Conservazione

Simona Inserra, Conservazione. Roma: Associazione italiana biblioteche, 2018. ISBN 978-88-7812-261-1 (Collana ET Enciclopedia tascabile, 38)

Le istanze della conservazione sono da considerarsi di grande urgenza per le biblioteche italiane che hanno bisogno di condividere standard e buone pratiche per la gestione dei materiali e degli ambienti di conservazione. Un’attenzione quotidiana e consapevole agli elementi che entrano in gioco nella prassi conservativa porta a una valida gestione delle raccolte e allontana la necessità di mettere in atto procedure d’urgenza che rappresentano voci di spesa gravose per la biblioteca. Il volume, rivolto a bibliotecari, studenti, utenti della biblioteca, prende in esame gli aspetti salienti della conservazione in biblioteca, i materiali librari e le cause del loro deterioramento, la gestione degli ambienti e la programmazione delle attività di conservazione. È completato da una bibliografia ragionata e da una selezione di risorse on line che guideranno il lettore nel proprio percorso di approfondimento.

Simona Inserra è ricercatrice di Archivistica, Bibliografia e Biblioteconomia al Dipartimento di Scienze Umanistiche dell’Università di Catania, dove insegna Biblioteconomia e Conservazione dei beni archivistici e librari. Tra le sue più recenti attività, la cura del progetto Incunaboli a Catania relativo alla catalogazione degli incunaboli conservati nelle biblioteche della città e del suo territorio metropolitano, secondo la metodologia adottata nell’ambito del MEI, Material Evidence in Incunabula, con cui collabora in qualità di redattore.

Questo libro è disponibile anche in formato PDF.

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Conservazione (ebook)

Simona Inserra. Conservazione. Roma: Associazione italiana biblioteche, 2018. ISBN 978-88-7812-262-8 (Collana ET Enciclopedia tascabile, 38) (ebook: formato PDF)

Le istanze della conservazione sono da considerarsi di grande urgenza per le biblioteche italiane che hanno bisogno di condividere standard e buone pratiche per la gestione dei materiali e degli ambienti di conservazione. Un’attenzione quotidiana e consapevole agli elementi che entrano in gioco nella prassi conservativa porta a una valida gestione delle raccolte e allontana la necessità di mettere in atto procedure d’urgenza che rappresentano voci di spesa gravose per la biblioteca. Il volume, rivolto a bibliotecari, studenti, utenti della biblioteca, prende in esame gli aspetti salienti della conservazione in biblioteca, i materiali librari e le cause del loro deterioramento, la gestione degli ambienti e la programmazione delle attività di conservazione. È completato da una bibliografia ragionata e da una selezione di risorse on line che guideranno il lettore nel proprio percorso di approfondimento.

Simona Inserra è ricercatrice di Archivistica, Bibliografia e Biblioteconomia al Dipartimento di Scienze Umanistiche dell’Università di Catania, dove insegna Biblioteconomia e Conservazione dei beni archivistici e librari. Tra le sue più recenti attività, la cura del progetto Incunaboli a Catania relativo alla catalogazione degli incunaboli conservati nelle biblioteche della città e del suo territorio metropolitano, secondo la metodologia adottata nell’ambito del MEI, Material Evidence in Incunabula, con cui collabora in qualità di redattore.

Questo titolo è disponibile anche in formato cartaceo

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FRBR: prima e dopo (ebook)

Coyle, Karen. FRBR: prima e dopo. Un esame dei modelli bibliografici; trad. di Lucia Sardo. Roma: Associazione italiana biblioteche, 2017. ISBN 978-88-7812-252-9 [ebook: formato EPUB]

Il volume di Karen Coyle presenta una analisi del modello FRBR, con particolare attenzione al background dal quale è nato, sia catalografico che tecnologico, con una parte dedicata agli aspetti critici del modello. Il volume è il frutto di anni di studio e riflessione dedicati dalla studiosa all’argomento ed è la sua più matura riflessione sul modello concettuale. La prima parte del volume è dedicata all’analisi del concetto di opera, ai modelli concettuali e alla tecnologia che sottostà alle operazioni bibliotecarie, in particolare a quelle relative al catalogo. La seconda parte è quella più specificamente dedicata all’analisi di FRBR, partendo dal contesto per arrivare a una critica serrata ma puntuale di alcuni suoi aspetti generali.

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Karen Coyle è una bibliotecaria con oltre trent’anni di esperienza nel mondo della tecnologia per le biblioteche, che svolge il ruolo di consulente su diversi temi relativi alle biblioteche digitali. Ha pubblicato numerosi articoli e relazioni, molti del quali disponibili sul sito <kcoyle.net>. Ha fatto parte di diversi comitati sugli standard tra cui il MARC standards group (MARBI) e il NISO committee AX for the OpenURL standard, ed è stata rappresentante dell’ALA nel gruppo sullo sviluppo degli standard per gli e-book che ha contribuito alla realizzazione dello standard EPUB.
Scrive e presenta relazioni su diverse aree quali la proprietà intellettuale, la privacy, e l’accesso pubblico all’informazione. Il numero di gennaio 2010 di Library Technology Reports da lei scritto, “Understanding the Semantic Web: Bibliographic Data and Metadata,” ha ricevuto nel 2011 l’ALCTS Outstanding Publication Award.

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Lucia Sardo, dopo aver conseguito una laurea in conservazione dei beni culturali e un dottorato in scienze bibliografiche, ha coordinato le biblioteche della Fondazione Cini di Venezia. Attualmente lavora presso la Biblioteca Saffi di Forlì come alta specializzazione e insegna a contratto biblioteconomia e catalogazione e classificazione presso l’Università di Bologna – Campus di Ravenna.

Distribuito con Licenza CC-BY

Price: € 0,00

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Guido Biagi e la biblioteconomia in Italia tra XIX e XX secolo

Rossano De Laurentiis. Guido Biagi e la biblioteconomia in Italia tra XIX e XX secolo; presentazione di Mauro Guerrini. Roma: AIB, 2017. ISBN 978-88-7812-250-5.

In copertina si vede, in una foto del 1906, Guido Biagi (Firenze, 1855-1925) seduto a un pluteo mentre sfoglia un codice riccamente miniato, allorché in veste di direttore della Biblioteca Medicea Laurenziana – come ricorda lui stesso – «presi il partito di togliere dai plutei dov’erano catenati i codici medicei del Salone [di Michelangelo], i quali trovandosi all’ingresso della biblioteca erano poco al sicuro». Un fatto simbolico di grande impatto, nel quale si possono riassumere le trasformazioni in senso moderno della Biblioteconomia in Italia tra Ottocento e Novecento, nel passaggio epocale da una società di pochi eruditi ai primi segnali di una cultura alla portata di strati più ampi del tessuto sociale di inizio secolo, e al contempo l’affermarsi di uno spirito di tutela e valorizzazione del bene librario. La biografia professionale che si offre in questo volume vuole pertanto ripercorrere le vicende nazionali e internazionali delle “discipline” della biblioteca, ma avendo come fil rouge la storia intellettuale di questo servitore dello Stato, innamorato della propria città e delle diverse biblioteche tra Roma e Firenze nelle quali si trovò a prestare servizio. Ne risulta una divisione in capitoli tematici, ognuno caratterizzato dal personale contributo del Biagi come tecnico, ma anche come uomo provvisto di sensibilità e preveggenza: doti che ancora oggi – con una scienza della biblioteca assai mutata rispetto ai tempi qui illustrati – fanno il buon «bibliotecario professionista, esperto di gestione e di tecniche, devoto in primo luogo all’abilità e all’organizzazione», per dirla con le parole di Luigi Crocetti, opportunamente ricordate nella Presentazione da Mauro Guerrini.

Rossano De Laurentiis (1970) lavora presso il Sistema Bibliotecario di Ateneo dell’Università di Firenze dal 1999. Ha conseguito la laurea a Firenze in Lettere moderne, con una tesi di storia dell’editoria. Si è addottorato presso l’Università di Udine discutendo un progetto di ricerca sulla figura di Guido Biagi e la storia delle biblioteche, da cui ha origine questa pubblicazione. Negli ultimi anni ha avuto modo di tornare alla filologia e critica della letteratura con un dottorato di ricerca all’Università di Siena, allargando così gli orizzonti di studi e di interessi alla storia della critica, in particolare dantesca, sempre fra Otto e Novecento, che resta il periodo su cui ha sviluppato maggiore competenza.

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I mille volti della qualità in biblioteca

I mille volti della qualità in biblioteca. Una giornata di studio, a cura di Maria Rosaria Califano e Maria Senatore Polisetti; presentazione di Giovanni Di Domenico. Roma: AIB, 2017. ISBN 978-88-7812-258-1. (Collana Sezioni regionali AIB. Campania, 3).

In questo volume sono raccolti gli atti de “I mille volti della qualità in biblioteca: fra attività gestionali, inclusione e partecipazione” (Campus di Fisciano, 20 aprile 2017), giornata di studio organizzata dal Gruppo di studio AIB sull’applicazione dei principi della qualità e sul management, in collaborazione con la Biblioteca centrale “E. R. Caianiello” dell’Università di Salerno, il Dipartimento di scienze del patrimonio culturale dell’Ateneo (DISPAC), la Sezione Campania dell’AIB. Il titolo allude all’esigenza di coltivare in biblioteca un’idea della qualità più articolata che nel recente passato: non solo uno standard o un insieme di norme tecniche e procedure, ma una rinnovata sensibilità prima, poi una cultura organizzativa e professionale, infine un abito critico e un’attitudine interpretativa. L’incontro ha registrato la partecipazione di studiosi, bibliotecari e altri esperti, con relazioni che descrivono cambiamenti nei servizi, recenti realizzazioni progettuali, passaggi valutativi e, infine, alcuni assaggi critici, che obbligano la biblioteconomia, e le sue letture della qualità, a misurarsi con la complessità dei fenomeni e dei linguaggi contemporanei.

Maria Rosaria Califano bibliotecaria presso il Centro Bibliotecario di Ateneo dell’Università degli Studi di Salerno; coordina i servizi al pubblico ed è responsabile del sistema qualità. Da molti anni si interessa a questi temi e ha fatto parte di diversi organismi dedicati. Coordina il Gruppo di studio AIB sull’applicazione dei principi della qualità e sul management delle biblioteche.

Maria Senatore Polisetti insegna Progettazione e gestione delle biblioteche e degli archivi digitali presso l’Università di Salerno. Come libera professionista lavora dal 2003 con numerose aziende italiane che operano del settore dei beni culturali; svolge attività di consulenza e progettazione di biblioteche e archivi digitali per vari enti pubblici e privati. Ha pubblicato diversi lavori in campo biblioteconomico e archivistico; dal 2014 è redattrice della rivista AIB Studi.

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Il portfolio delle competenze

Associazione italiana biblioteche, Il portfolio delle competenze: un nuovo strumento per il professionista dell’informazione, a cura dell’Osservatorio Formazione (coordinatore Patrizia Lùperi); contributi di Manuela De Noia, Matilde Fontanin, Patrizia Lùperi. Roma: Associazione italiana biblioteche, 2017.
ISBN 978-88-7812-259-8

L’Unione europea ha incluso tra le sue priorità lo sviluppo del lifelong learning e dell’adult education, in conformità alle Raccomandazioni comunitarie in materia di apprendimento permanente, che vedono nell’integrazione della formazione formale, non formale e informale, l’elemento centrale delle attuali politiche di sviluppo delle risorse umane, condizione indispensabile per esercitare il diritto di cittadinanza attiva. Diventa fondamentale l’acquisizione di competenze per tutto l’arco della vita e l’individuazione di standard, criteri e modelli di validazione che consentano al professionista non solamente di pianificare il percorso formativo, misurando al contempo la propria crescita professionale ma di predisporre anche uno strumento, diverso dal curriculum, valutabile e spendibile nel mercato del lavoro. In Italia, le associazioni professionali come l’AIB, sono chiamate ad attestare le competenze degli associati secondo il modello utilizzato in ambito europeo per la validazione di crediti. Lo strumento che meglio di ogni altro può documentare e riassumere le competenze di tutti i professionisti dell’informazione è il portfolio, già sperimentato in alcuni paesi dell’area anglosassone. Il volume ripercorre la storia del portfolio delle competenze fino alla presentazione del modello predisposto da AIB e contiene un vademecum per la corretta compilazione. Fornisce inoltre indicazioni sulla tipologia di scrittura da adoperare per far emergere al meglio le competenze acquisite, oltre a esempi di portfolii già compilati, compreso un modello “sapiente” legato all’esperienza conclusiva di un Master e una riflessione sulle differenti buone pratiche, messe in atto in Austria e in Bulgaria, per l’acquisizione di un titolo professionale.

Per questa pubblicazione Laura Belotti Masserini e Viviana Vitari hanno realizzato il seguente Booktrailer:

Patrizia Lùperi
Membro del CEN, Coordinatore dell’Osservatorio Formazione e Responsabile della piattaforma a distanza Aibformazione. All’Università di Pisa, oltre a essere stata referente per l’e-learning per il Sistema bibliotecario d’ateneo, fa parte del Gruppo formazione per il personale delle biblioteche e di quello rivolto agli studenti del Polo umanistico.
Matilde Fontanin
Bibliotecaria con formazione linguistica, si occupa di apprendimento e di formazione: tra il 2009 e il 2016 per le biblioteche dell’Università di Trieste e del Polo SBN-TSA, dal 2014 con l’Osservatorio Formazione di AIB. Già componente del CER FVG, è membro dello Standing Committee IFLA CPDWL.
Manuela De Noia
Bibliotecaria, redattore per AIB-Web, già Vicepresidente della Sezione Campania dell’AIB. Si occupa dell’organizzazione di corsi di aggiornamento professionale per bibliotecari e, dal 2016, inizia a collaborare come e-tutor per la piattaforma Aibformazione.it. È socia della Epsilon S.c.a.r.l. che fornisce servizi nel settore dei Beni Culturali.

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L’approval plan per lo sviluppo delle collezioni

Dinotola, Sara. L’approval plan per lo sviluppo delle collezioni: principi, applicazioni e prospettive in campo internazionale e nazionale. Roma: Associazione Italiana Biblioteche, 2017. ISBN 978-88-7812-256-7. (Premio “Giorgio De Gregori” 2016)

Additional DescriptionMore Details

L’approval plan è un metodo di acquisizione documentaria ideato all’inizio degli anni Sessanta del Novecento negli Stati Uniti, dove è stato ed è tuttora ampiamente studiato e utilizzato. Al contrario in altri contesti geografici, come la Germania e l’Italia, esso ha suscitato una minore attenzione da parte della letteratura professionale e le sue applicazioni, iniziate in anni molto più recenti, sono meno numerose, anche se nei due paesi nel tempo non sono stati raccolti dati che permettano di delineare un quadro di carattere complessivo. Proprio con l’obiettivo di iniziare a colmare tale lacuna, nell’ambito della presente ricerca, dopo l’analisi delle molteplici questioni teorico-metodologiche e applicative dell’approval plan, è stata realizzata un’indagine, a cui hanno preso parte 460 biblioteche tedesche e 716 biblioteche italiane di varia tipologia. È stato possibile, così, non solo conoscere nel dettaglio l’esperienza delle istituzioni che utilizzano l’approval plan, ma anche individuare le motivazioni che hanno indotto la maggior parte delle biblioteche rispondenti a non adottare tale metodo. Il volume si conclude con la presentazione di alcune proposte operative per l’utilizzo dell’approval plan e con una riflessione sulle prospettive future di questo metodo. Breve profilo biografico Sara Dinotola (Gaeta 1987) ha conseguito il dottorato di ricerca in Scienze documentarie linguistiche e letterarie presso la Sapienza Università di Roma nel 2016 e in precedenza la laurea magistrale in Archivistica e Biblioteconomia e quella triennale in Scienze archivistiche e librarie nel medesimo Ateneo. Dal 2013 è bibliotecaria presso la Biblioteca civica di Bolzano. Ha scritto articoli e recensioni per diversi periodici del settore, soffermandosi principalmente sul tema dello sviluppo e della gestione delle collezioni cartacee ed elettroniche. Questo titolo è disponibile anche in formato PDF Offerta speciale combo cartaceo+ebook. Se sei socio AIB, acquistando la versione cartacea ti regaliamo l’ebook, se non sei associato potrai avere entrambe le versioni al prezzo di 36 euro (in questo caso, contatta la Segreteria all’indirizzo servizi(at)aib.it)

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L’approval plan per lo sviluppo delle collezioni (ebook)

Dinotola, Sara. L’approval plan per lo sviluppo delle collezioni: principi, applicazioni e prospettive in campo internazionale e nazionale. Roma: Associazione Italiana Biblioteche, 2017. ISBN 978-88-7812-257-4. (Premio “Giorgio De Gregori” 2016) [ebook: formato PDF]

Additional DescriptionMore Details

L’approval plan è un metodo di acquisizione documentaria ideato all’inizio degli anni Sessanta del Novecento negli Stati Uniti, dove è stato ed è tuttora ampiamente studiato e utilizzato. Al contrario in altri contesti geografici, come la Germania e l’Italia, esso ha suscitato una minore attenzione da parte della letteratura professionale e le sue applicazioni, iniziate in anni molto più recenti, sono meno numerose, anche se nei due paesi nel tempo non sono stati raccolti dati che permettano di delineare un quadro di carattere complessivo. Proprio con l’obiettivo di iniziare a colmare tale lacuna, nell’ambito della presente ricerca, dopo l’analisi delle molteplici questioni teorico-metodologiche e applicative dell’approval plan, è stata realizzata un’indagine, a cui hanno preso parte 460 biblioteche tedesche e 716 biblioteche italiane di varia tipologia. È stato possibile, così, non solo conoscere nel dettaglio l’esperienza delle istituzioni che utilizzano l’approval plan, ma anche individuare le motivazioni che hanno indotto la maggior parte delle biblioteche rispondenti a non adottare tale metodo. Il volume si conclude con la presentazione di alcune proposte operative per l’utilizzo dell’approval plan e con una riflessione sulle prospettive future di questo metodo. Breve profilo biografico Sara Dinotola (Gaeta 1987) ha conseguito il dottorato di ricerca in Scienze documentarie linguistiche e letterarie presso la Sapienza Università di Roma nel 2016 e in precedenza la laurea magistrale in Archivistica e Biblioteconomia e quella triennale in Scienze archivistiche e librarie nel medesimo Ateneo. Dal 2013 è bibliotecaria presso la Biblioteca civica di Bolzano. Ha scritto articoli e recensioni per diversi periodici del settore, soffermandosi principalmente sul tema dello sviluppo e della gestione delle collezioni cartacee ed elettroniche. Questo titolo è disponibile anche in formato cartaceo Offerta speciale combo cartaceo+ebook. Se sei socio AIB, acquistando la versione cartacea ti regaliamo l’ebook, se non sei associato potrai avere entrambe le versioni al prezzo di 36 euro (in questo caso, contatta la Segreteria all’indirizzo servizi(at)aib.it)

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La biblioteca di Federico De Roberto

Inserra, Simona. La biblioteca di Federico De Roberto. Roma: Associazione italiana biblioteche, 2017. ISBN 978-88-7812-255-0 (Collana Sezioni Regionali AIB. Sicilia, 1)

Simona Inserra è ricercatrice nel settore disciplinare M-STO/08 (Archivistica, bibliografia e biblioteconomia) all’Università di Catania, dove insegna Biblioteconomia e Conservazione dei beni archivistici e librari. Collabora con l’AIB ed è stata presidente regionale nel trienni 2009-2011. Tra le più recenti attività, la cura del progetto Incunaboli a Catania, per la catalogazione degli incunaboli conservati nelle biblioteche della città e del suo territorio metropolitano, secondo la metodologia adottata nell’ambito del MEI, Material Evidence in Incunabula, con cui collabora.

ABSTRACT
La raccolta personale di Federico De Roberto, oggi conservata a Catania presso l’omonima biblioteca, è qui catalogata attraverso una metodologia che consente di cercare e raccogliere i dati materiali presenti in ogni esemplare, registrandoli e trattandoli come significativi elementi di provenienza. Le 2.487 edizioni catalogate rappresentano il nucleo centrale della biblioteca derobertiana, cui andranno a sommarsi un nucleo di edizioni antiche, i libri pubblicati post mortem e i numerosi periodici che non sono stati inseriti in questo catalogo. Dei libri appartenuti a De Roberto si registrano, dopo le informazioni relative all’edizione e in corpo minore, lo stato di conservazione, le note di possesso e i timbri, i segni d’uso, eventuali precedenti segnature di collocazione e le legature, con l’intenzione di offrire un contributo sia alla individuazione dei contenuti della raccolta libraria di De Roberto, sia alla comprensione del processo di costruzione della raccolta propria dell’intellettuale siciliano.

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