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Audizione del 19/05/2016 presso la VII Commissione “Cultura, Istruzione, Formazione, Comunicazione e Sport” Regione Lombardia

La sezione Lombardia dell’Associazione Italiana Biblioteche è stata invitata, con lettera del 10/05/2016, a presenziare all’audizione del 19/05/2016 presso la VII Commissione “Cultura, Istruzione, Formazione, Comunicazione e Sport” riguardo il PDL n. 292 “Legge di riordino Cultura”, in discussione presso il Consiglio Regionale Lombardo.

 

Nonostante il breve preavviso, il CER AIB Lombardia ha ritenuto opportuno essere presente all’audizione, con tre suoi rappresentanti: Carola Della Porta, Ornella Foglieni e Paola Petrucci. Inoltre ha preparato una lettera da mettere agli atti della Commissione, per meglio puntualizzare le osservazioni rilevate al testo del progetto di legge.

 

Il progetto di legge di riordino intende abrogare 20 leggi della Regione Lombardia, promulgate tra il 1974 e il 2012, che regolano le competenze nei vari ambiti del settore della Cultura e dei Beni culturali. Tra queste intende abrogare la LR 81/1985  che modifica le “Norme in materia di biblioteche e archivi storici di enti locali o di interesse locale” che dopo la LR. 41//74  è stata per più di 30 anni il testo di riferimento per le biblioteche lombarde.

 

Il PDL presenta significativi e positivi elementi innovativi  rispetto alle  singole leggi tematiche regionali che lo precedono, in particolare nello sforzo di uniformare gli elementi comuni a tutte queste norme e a razionalizzare e semplificare la disciplina riguardante il metodo della programmazione unica e il regime dei finanziamenti.

Tuttavia permangono numerosi aspetti poco chiari e forse lacunosi che meritano un approfondimento e che sono stati evidenziati infatti durante l’audizione.

Per quanto riguarda la professione bibliotecaria il PDL cita l’impegno della Regione in merito alla promozione della formazione e dell’aggiornamento professionale degli operatori della cultura, ma non esplicita come si intenda adempiere a questo impegno. E’ importante che venga esplicitato nell’articolato il rapporto di collaborazione necessario con altri settori della Regione che si occupano di Formazione e dei profili professionali (ad esempio quello del Lavoro, dell’Università e della Ricerca).

Inoltre prevede che per essere riconosciuti tali, gli istituti culturali, comprese le biblioteche e i sistemi bibliotecari, debbano avere “personale quantitativamente e qualitativamente adeguato”. Non si fa riferimento però ad alcuno standard o parametro regionale, nazionale o internazionale, cui la Giunta si debba poi attenersi in sede deliberante. Inoltre non viene chiarito se tale personale debba essere professionalizzato, come è auspicabile, o possa essere anche volontario, dal momento che la possibilità di ricorrere al volontariato è espressamente citata.

Sono previsti nel PDL alcuni Tavoli della Cultura, ma non viene chiarita la modalità di partecipazione ad essi. Si è ritenuto opportuno suggerire che vengano invitate le associazioni professionali che operano nel settore dei beni culturali e che siano rappresentative a livello nazionale delle professioni non regolamentate.

Nell’unico articolo esplicitamente dedicato alle biblioteche e a sistemi bibliotecari, non è presente una  classificazione tipologica di biblioteche, invece delineata nella LR 81/1985. Non si menziona neanche l’importanza delle biblioteche di interesse locale, accanto a quelle di ente locale. Anche il rapporto che le biblioteche hanno con gli archivi non trova alcuno spazio.

Il testo in discussione non cita le necessarie e opportune forme di collaborazione che debbono essere messe in atto per biblioteche e archivi in quanto beni culturali, secondo quanto previsto dal Codice dei Beni culturali (D.Lgs. 42/2004).

 

La lettera  inviata gli atti non è priva di lacune, dovute alla mancanza di tempo per analizzare più compiutamente il testo del PDL prima dell’audizione. In particolare è stata sottolineata la necessità per il sistemi bibliotecari di mettere in atto attività di monitoraggio. In realtà tale attività è prevista nella norma in discussione.

Inoltre si sono chiesti chiarimenti riguardo all’apparente differente coinvolgimento regionale nella gestione dei sistemi bibliotecari della Città Metropolitana di Milano rispetto a quelli delle altre province. Apparentemente tale differenza è esplicitamente prevista nelle norme che hanno regolato la costituzione delle Città Metropolitane.

 

La ristrettezza dei tempi non ha consentito approfondimenti maggiori sul contesto dei sistemi culturali integrati, le interazioni con teatro, musica e spettacolo e con l’ecosistema, i beni culturali tutti ecc. da cui le biblioteche non possono prescindere. Un altro approfondimento andrebbe fatto sulla questione della tutela e della valorizaione dei beni librari nonché sul deposito legale, che ha normativa statale separata, indicato tra i beni di proprietà regionale nell’articolato. Tuttavia si auspica che durante l’intero iter del progetto di legge ci siano altre occasioni per contribuire ulteriormente al miglioramento e futura formulazione del testo legislativo.

 



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